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Concorso SSM

Segno di Trendelenburg: abduttori dell’anca e quiz SSM

1 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Segno di Trendelenburg: abduttori dell’anca e quiz SSM

Il segno di Trendelenburg è l’abbassamento del bacino dal lato opposto all’arto in appoggio quando il paziente sta in piedi su una sola gamba: indica che i muscoli abduttori dell’anca dal lato d’appoggio, cioè il medio e il piccolo gluteo, non riescono a stabilizzare la pelvi. È una delle manovre ortopediche più chieste al Concorso SSM, anche perché lo stesso nome è legato a una prova del tutto diversa, il test di Trendelenburg per le varici degli arti inferiori. In questa guida vediamo come si esegue, che cosa significa, a quali patologie si associa e come non cadere nelle trappole dei quiz.

Che cos’è il segno di Trendelenburg

Il chirurgo tedesco Friedrich Trendelenburg, attivo a fine Ottocento, ha legato il suo nome a diversi concetti clinici: la posizione di Trendelenburg sul letto operatorio, il test per le varici e il segno dell’anca di cui parliamo. Il segno descrive un difetto di stabilizzazione del bacino durante l’appoggio monopodalico. Normalmente, quando si solleva un piede da terra, il bacino rimane orizzontale o si alza leggermente dal lato sollevato, perché gli abduttori dell’anca in appoggio si contraggono e “tirano” verso il basso l’ala iliaca dello stesso lato.

Se gli abduttori sono deboli, o se la leva su cui lavorano è alterata, il bacino cade dal lato non sostenuto. Il segno è quindi positivo quando, in appoggio sulla gamba destra, il bacino si abbassa a sinistra: il problema sta a destra, cioè dal lato dell’arto in appoggio. È proprio questo il punto che più spesso confonde i candidati.

Come si esegue il test

Il paziente sta in piedi, scalzo, con il bacino scoperto o comunque ben visibile; l’esaminatore si pone alle sue spalle e osserva le creste iliache o le spine iliache posteriori superiori. Si chiede al paziente di sollevare un piede da terra flettendo il ginocchio, mantenendo l’equilibrio sull’altra gamba per almeno una trentina di secondi; se necessario può appoggiarsi leggermente a un supporto, purché questo non serva a compensare il bacino. Poi si ripete dal lato opposto.

Il test è negativo se il bacino resta in piano o sale dal lato sollevato; è positivo se il bacino scende dal lato sollevato. Spesso il paziente compensa spostando il tronco verso il lato d’appoggio per portare il baricentro sopra l’anca debole e ridurre il lavoro richiesto agli abduttori: è una positività “mascherata” che va riconosciuta. Durante il cammino lo stesso difetto produce la cosiddetta andatura di Trendelenburg, con caduta del bacino a ogni passo, oppure l’andatura di Duchenne, in cui il tronco si inclina verso il lato dell’anca malata in fase di appoggio. Quando il deficit è bilaterale compare l’andatura anserina, ondeggiante da un lato all’altro.

Il significato fisiopatologico

Gli abduttori principali dell’anca sono il medio e il piccolo gluteo, innervati dal nervo gluteo superiore, con radici prevalentemente L4, L5 e S1; contribuisce anche il tensore della fascia lata. Durante l’appoggio monopodalico il peso del corpo tende a far ruotare il bacino verso il lato non sostenuto, attorno all’anca in appoggio che funge da fulcro. Gli abduttori si oppongono a questa rotazione, e la loro efficacia dipende da tre elementi: la forza del muscolo, l’integrità della sua innervazione e la lunghezza del braccio di leva, cioè la distanza fra il centro della testa femorale e il grande trocantere.

Il segno di Trendelenburg diventa positivo quando uno di questi elementi viene meno. Può trattarsi di un deficit muscolare primitivo, di una lesione del nervo, di un fulcro instabile perché l’anca è lussata o sublussata, oppure di una leva accorciata perché il collo femorale è deformato o il grande trocantere è risalito. Ragionare così aiuta a ricordare le patologie associate senza impararle a memoria.

Patologie associate

Fra le cause meccaniche dell’anca la più classica è la displasia dell’anca non trattata o diagnosticata tardivamente, nella quale la testa femorale è sublussata o lussata e il fulcro è instabile. Nel bambino e nell’adolescente il segno può comparire nel morbo di Perthes e nell’epifisiolisi femorale, condizioni nelle quali la deformità della testa o del collo e il dolore riducono l’efficacia degli abduttori. Nell’adulto e nell’anziano entrano in gioco la coxa vara, gli esiti di frattura del femore prossimale con accorciamento del collo e l’artrosi dell’anca, dove il dolore inibisce la contrazione muscolare.

Le cause neurologiche comprendono la lesione del nervo gluteo superiore, che può essere iatrogena, per esempio dopo un’iniezione intramuscolare mal posizionata o dopo interventi di protesi d’anca con alcuni accessi chirurgici, e le radicolopatie L5, come nell’ernia del disco lombare. Le cause muscolari includono le miopatie con interessamento dei cingoli: nella distrofia muscolare di Duchenne la debolezza bilaterale dei glutei produce la tipica andatura anserina. Anche le tendinopatie e le rotture dei tendini glutei, frequenti nella donna di mezza età con dolore laterale dell’anca, possono rendere positivo il segno.

Da non confondere: il test di Trendelenburg per le varici

Con lo stesso nome si indica una prova di tutt’altro ambito, nota anche come test di Brodie-Trendelenburg, che serve a valutare la continenza delle valvole venose negli arti inferiori. Il paziente è sdraiato con l’arto sollevato, in modo da svuotare le vene superficiali; si applica un laccio alla radice della coscia, sotto la giunzione safeno-femorale, e si fa alzare in piedi il paziente. Se le varici si riempiono rapidamente alla rimozione del laccio, l’insufficienza riguarda la valvola ostiale della grande safena; se si riempiono rapidamente nonostante il laccio, il reflusso proviene da vene perforanti incontinenti più in basso.

È un test storico, oggi sostituito nella pratica dall’eco-color-doppler, ma che compare ancora nei quiz proprio come trappola eponima. Chi ripassa le vene varicose deve tenere ben distinte le due prove: il segno dell’anca riguarda la stabilità del bacino e i muscoli abduttori, il test vascolare riguarda il reflusso venoso.

Valore clinico e limiti

Il segno di Trendelenburg è semplice, rapido e informativo: indica un deficit funzionale degli abduttori e orienta verso una patologia dell’anca, dei nervi o dei muscoli. Non indica però la causa, che va cercata con l’anamnesi, l’esame obiettivo e l’imaging: radiografia del bacino, ecografia o risonanza dei tendini glutei, elettromiografia nel sospetto neurologico.

I limiti sono legati soprattutto alla collaborazione del paziente. Il dolore, i disturbi dell’equilibrio, le deformità del ginocchio o del piede e la scarsa comprensione delle istruzioni rendono il test difficile da interpretare. Il compenso con l’inclinazione del tronco può mascherare la positività se l’esaminatore non lo osserva. Inoltre il test può essere falsamente positivo se il paziente perde l’equilibrio per motivi non muscolari. Per inserire il segno nel contesto delle altre prove cliniche è utile la pagina sulle manovre semeiologiche in ortopedia.

Come cade il segno di Trendelenburg al concorso

La domanda più frequente descrive un paziente in appoggio su una gamba con caduta del bacino dal lato opposto e chiede quale muscolo, o quale nervo, sia deficitario. La risposta corretta è il medio gluteo, o il nervo gluteo superiore, del lato dell’arto in appoggio. Un secondo schema propone una paziente sottoposta a iniezione intramuscolare nel quadrante sbagliato del gluteo, che in seguito cammina con il bacino che cade a ogni passo: si chiede il nervo leso, ancora il gluteo superiore.

Un terzo schema gioca sull’omonimia: un caso di varici della grande safena seguito dalla domanda su quale test valuti la continenza della valvola ostiale. In quel caso il “test di Trendelenburg” è corretto, ma va letto come prova vascolare. Esercitarsi su domande con commento è il modo migliore per automatizzare queste distinzioni; la Piattaforma Accademia propone simulazioni commentate con questi casi.

Errori tipici ai quiz

Il primo errore, di gran lunga il più frequente, è sbagliare il lato: il bacino cade dal lato sollevato, ma il deficit è dal lato in appoggio. Il secondo è attribuire il segno al grande gluteo, che è un estensore dell’anca innervato dal nervo gluteo inferiore: il suo deficit dà difficoltà a salire le scale e ad alzarsi dalla sedia, non il Trendelenburg. Il terzo è confondere il segno con il test per le varici. Il quarto è pensare che il segno sia specifico di una sola malattia, mentre esprime un meccanismo comune a cause ossee, neurologiche e muscolari.

In sintesi

Il segno di Trendelenburg è la caduta del bacino dal lato sollevato durante l’appoggio su una gamba e indica un deficit degli abduttori, medio e piccolo gluteo, dal lato in appoggio. Le cause sono meccaniche (displasia, Perthes, epifisiolisi, coxa vara, esiti di fratture, artrosi), neurologiche (nervo gluteo superiore, radicolopatia L5) o muscolari (miopatie, lesioni tendinee). Va distinto dal test di Trendelenburg per le varici, che valuta il reflusso venoso. Al concorso ricorda soprattutto il lato: il problema sta sempre sulla gamba che regge il peso.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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