Ipoacusia: Rinne, Weber e cause per il Concorso SSM
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
L’ipoacusia è la riduzione della capacità uditiva ed è uno dei disturbi sensoriali più diffusi in ogni fascia d’età, dal neonato con sordità congenita all’anziano con presbiacusia. Al Concorso SSM è un argomento classico perché permette domande molto precise: distinguere una forma trasmissiva da una neurosensoriale, interpretare correttamente le prove di Rinne e di Weber, riconoscere le urgenze come l’ipoacusia improvvisa. Chi padroneggia questi tre punti risponde bene alla maggior parte dei quiz sul tema.
Che cos’è l’ipoacusia
Con ipoacusia si intende una diminuzione della sensibilità uditiva rispetto alla norma, di entità variabile da lieve a profonda; il termine sordità viene usato di solito per le forme più gravi, in cui la percezione dei suoni è quasi o del tutto assente. La gravità si esprime in decibel di perdita sulla soglia uditiva misurata con l’audiometria tonale, e le classi di gravità riportate dai manuali, lieve, moderata, grave e profonda, hanno limiti leggermente diversi a seconda delle classificazioni; vanno quindi considerate orientative.
L’ipoacusia può essere monolaterale o bilaterale, simmetrica o asimmetrica, congenita o acquisita, improvvisa, rapidamente progressiva o lentamente progressiva. Ognuna di queste caratteristiche restringe il campo delle diagnosi possibili.
Il meccanismo: trasmissiva, neurosensoriale e mista
Per capire l’ipoacusia bisogna ricordare il percorso del suono. L’onda sonora entra nel condotto uditivo esterno, fa vibrare la membrana timpanica e la catena degli ossicini, martello, incudine e staffa, che trasmettono e amplificano la vibrazione alla finestra ovale. Nella coclea le vibrazioni vengono trasformate in impulsi nervosi dalle cellule ciliate dell’organo del Corti; il segnale viaggia poi lungo il nervo cocleare fino al tronco encefalico e alla corteccia uditiva.
L’ipoacusia trasmissiva deriva da un ostacolo alla conduzione meccanica del suono nell’orecchio esterno o medio: il suono non arriva bene all’orecchio interno, che però funziona normalmente. L’ipoacusia neurosensoriale, detta anche percettiva, nasce da un danno della coclea, forma cocleare, o del nervo e delle vie uditive centrali, forma retrococleare. L’ipoacusia mista combina le due componenti. Questa distinzione orienta tutto il ragionamento diagnostico e terapeutico.
Le prove di Rinne e di Weber
Le prove con il diapason, di solito a 512 Hz, sono semplici ma molto interrogate. La prova di Rinne confronta nello stesso orecchio la conduzione aerea, con il diapason vicino al condotto, e la conduzione ossea, con il diapason appoggiato sulla mastoide. Nel soggetto normale la conduzione aerea è migliore di quella ossea: il Rinne si dice positivo. Anche nell’ipoacusia neurosensoriale il Rinne resta positivo, perché entrambe le conduzioni sono ridotte in modo proporzionale. Nell’ipoacusia trasmissiva, invece, la conduzione ossea prevale su quella aerea: il Rinne diventa negativo.
La prova di Weber si esegue appoggiando il diapason al centro della fronte o sul vertice e chiedendo al paziente da che parte sente il suono. Nel soggetto normale il suono è percepito al centro. Nell’ipoacusia trasmissiva monolaterale il suono lateralizza verso l’orecchio malato, perché la conduzione ossea non è disturbata dai rumori ambientali che arrivano per via aerea. Nell’ipoacusia neurosensoriale monolaterale il suono lateralizza verso l’orecchio sano, perché la coclea danneggiata percepisce meno.
| Quadro | Rinne nell’orecchio colpito | Weber |
|---|---|---|
| Udito normale | Positivo | Centrale |
| Ipoacusia trasmissiva monolaterale | Negativo | Lateralizzato verso l’orecchio malato |
| Ipoacusia neurosensoriale monolaterale | Positivo | Lateralizzato verso l’orecchio sano |
Un tranello frequente è il falso Rinne negativo nella sordità neurosensoriale profonda monolaterale: il diapason sulla mastoide viene percepito dall’orecchio controlaterale sano per via ossea, simulando una prevalenza della conduzione ossea. Il Weber, che lateralizza verso il lato sano, aiuta a evitare l’errore.
Cause di ipoacusia trasmissiva
Nell’orecchio esterno le cause più comuni sono il tappo di cerume, i corpi estranei, l’otite esterna con edema del condotto, le esostosi e le malformazioni congenite. Nell’orecchio medio la causa più frequente, soprattutto nel bambino, è l’otite media: l’otite media acuta e l’otite media effusiva, che può provocare un’ipoacusia prolungata con ripercussioni sullo sviluppo del linguaggio. Seguono le perforazioni timpaniche, l’otite media cronica, il colesteatoma, la disfunzione tubarica, il barotrauma e le lesioni traumatiche della catena ossiculare.
L’otosclerosi merita un posto a sé: è una osteodistrofia della capsula labirintica che fissa la staffa alla finestra ovale, tipica della giovane donna, spesso bilaterale e con familiarità, che può peggiorare in gravidanza. Dà ipoacusia trasmissiva progressiva con membrana timpanica normale, talvolta con il segno di Schwartze, un riflesso rosato del promontorio. Con il tempo può aggiungersi una componente neurosensoriale.
Cause di ipoacusia neurosensoriale
La presbiacusia è la causa più comune nell’adulto: ipoacusia bilaterale, simmetrica e lentamente progressiva, più marcata sulle frequenze acute, con difficoltà a comprendere le parole nel rumore. Il trauma acustico cronico da rumore professionale dà un tipico scalino audiometrico intorno ai 4000 Hz. I farmaci ototossici includono aminoglicosidi, cisplatino, diuretici dell’ansa ad alte dosi e salicilati ad alte dosi.
La malattia di Ménière dà ipoacusia neurosensoriale fluttuante, inizialmente sulle frequenze gravi, con vertigini, acufeni e pienezza auricolare. Il neurinoma dell’acustico produce un’ipoacusia monolaterale progressiva, con discriminazione verbale sproporzionatamente peggiore della soglia tonale. Fra le cause infettive ci sono la meningite batterica, che può lasciare sordità permanente, la parotite, il morbillo e le infezioni congenite come citomegalovirus e rosolia. Completano il quadro traumi cranici con frattura della rocca, malattie autoimmuni dell’orecchio interno, sclerosi multipla e cause genetiche.
L’ipoacusia improvvisa
L’ipoacusia neurosensoriale improvvisa è una perdita uditiva che si instaura nell’arco di poche ore o al massimo pochi giorni, di solito monolaterale, spesso scoperta al risveglio e accompagnata da acufene e senso di orecchio pieno. Nella maggioranza dei casi è idiopatica, con ipotesi virali, vascolari e autoimmuni. È considerata un’urgenza otologica: va confermata presto con l’audiometria, trattata tempestivamente con corticosteroidi secondo le indicazioni specialistiche e studiata con risonanza magnetica per escludere cause retrococleari. Un errore classico è scambiarla per un tappo di cerume o un’otite e rimandare la valutazione.
Approccio diagnostico all’ipoacusia
L’anamnesi indaga esordio, andamento, lateralità, sintomi associati come acufeni, vertigini, otalgia e otorrea, esposizione al rumore, farmaci, traumi, infezioni recenti e familiarità. L’esame obiettivo comprende l’otoscopia, le prove di Rinne e Weber e la valutazione dei nervi cranici e dell’equilibrio. L’audiometria tonale liminare distingue la forma trasmissiva, con gap fra via aerea e via ossea, da quella neurosensoriale, con curve sovrapposte. L’impedenzometria studia la mobilità del timpano e la funzione dell’orecchio medio, utile nell’otite effusiva e nell’otosclerosi. L’audiometria vocale e i potenziali evocati uditivi del tronco encefalico approfondiscono le forme retrococleari. Nei neonati lo screening uditivo si basa sulle otoemissioni acustiche e sui potenziali evocati automatici.
La risonanza magnetica dell’encefalo con gadolinio è l’esame di scelta nell’ipoacusia neurosensoriale monolaterale o asimmetrica, per escludere il neurinoma dell’acustico; la TC della rocca petrosa è utile per le malformazioni, il colesteatoma e le fratture.
Segni d’allarme nell’ipoacusia
Sono segni d’allarme l’ipoacusia improvvisa, l’ipoacusia monolaterale o asimmetrica progressiva, l’associazione con vertigine intensa, paralisi facciale o altri deficit dei nervi cranici, l’otorrea cronica maleodorante suggestiva di colesteatoma, l’ipoacusia dopo trauma cranico, l’ipoacusia in corso di meningite e, nel bambino, il ritardo del linguaggio o la mancata risposta ai suoni, che richiedono una valutazione audiologica senza attendere.
Come cade l’ipoacusia al concorso SSM
I quiz sull’ipoacusia sono spesso costruiti sulle prove del diapason. Un paziente con Rinne negativo a sinistra e Weber lateralizzato a sinistra ha un’ipoacusia trasmissiva sinistra. Un paziente con Rinne positivo bilaterale e Weber lateralizzato a destra ha un’ipoacusia neurosensoriale sinistra. Una giovane donna con ipoacusia trasmissiva progressiva, timpano integro e peggioramento in gravidanza porta all’otosclerosi. Un adulto con ipoacusia monolaterale, acufene e disequilibrio porta al neurinoma dell’acustico e alla risonanza con contrasto. Un bambino con ipoacusia dopo meningite pone il tema della sorveglianza audiologica e dell’eventuale impianto cocleare.
Gli errori tipici sono sempre gli stessi. Il primo è invertire la lateralizzazione del Weber. Il secondo è pensare che nell’ipoacusia neurosensoriale il Rinne diventi negativo. Il terzo è dimenticare il falso Rinne negativo nella sordità profonda. Il quarto è trascurare l’ipoacusia improvvisa. Il quinto è non chiedere la risonanza nelle forme asimmetriche. Per allenarsi su queste domande sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni passaggio viene spiegato.
In sintesi
L’ipoacusia è la riduzione della capacità uditiva e si divide in trasmissiva, quando il suono non arriva bene all’orecchio interno, e neurosensoriale, quando il danno è nella coclea o nelle vie nervose. Il Rinne è negativo solo nelle forme trasmissive; il Weber lateralizza verso l’orecchio malato nelle trasmissive e verso quello sano nelle neurosensoriali. Cerume, otiti e otosclerosi sono le principali cause trasmissive; presbiacusia, rumore, farmaci ototossici, Ménière, infezioni e neurinoma quelle neurosensoriali. L’ipoacusia improvvisa e le forme asimmetriche sono i quadri da non perdere.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
