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Concorso SSM

Metatarsalgia: cause, diagnosi e trattamento

6 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Metatarsalgia: cause, diagnosi e trattamento

La metatarsalgia è il dolore localizzato all’avampiede, nella regione plantare delle teste metatarsali. Non è una malattia unica ma un sintomo che riconosce molte cause: alterazioni della biomeccanica del piede, deformità delle dita, patologie nervose, fratture da stress, malattie infiammatorie e metaboliche. Proprio per questo è un argomento che al Concorso SSM si presta molto bene a domande di diagnosi differenziale, in cui bisogna saper collegare la sede precisa del dolore, il tipo di paziente e i reperti obiettivi alla causa corretta.

Che cos’è la metatarsalgia

Durante il passo, nella fase di spinta, il peso del corpo si trasferisce sull’avampiede e si distribuisce sulle teste dei metatarsi. In condizioni normali il primo metatarso, con i suoi sesamoidi, sopporta una quota importante del carico, mentre le teste centrali ricevono il resto in modo relativamente uniforme, protette dal cuscinetto adiposo plantare. Quando questo equilibrio si altera, una o più teste metatarsali ricevono un carico eccessivo, si formano ipercheratosi plantari (callosità) dolorose e si infiammano le strutture capsulo-legamentose delle articolazioni metatarso-falangee.

Si distinguono in modo schematico una metatarsalgia primaria, legata a un’anomalia anatomica del metatarso stesso (lunghezza, inclinazione), una secondaria a malattie sistemiche o locali che modificano il carico, e una iatrogena, conseguente a interventi chirurgici sull’avampiede che hanno alterato la lunghezza o l’altezza dei metatarsi, per esempio dopo correzione di un alluce valgo.

Eziopatogenesi: perché fa male l’avampiede

La causa più frequente è meccanica. Nell’alluce valgo il primo raggio perde la sua capacità di sostenere il carico e il peso viene trasferito alla seconda e terza testa metatarsale: si parla di metatarsalgia “da trasferimento”. Anche un secondo metatarso costituzionalmente lungo, un primo metatarso corto o ipermobile, un piede con arco longitudinale elevato e il piede equino da retrazione del tricipite surale aumentano il carico sull’avampiede. Le deformità delle dita minori, come il dito a martello e il dito ad artiglio, spingono in basso la testa metatarsale e spostano in avanti il cuscinetto adiposo plantare, lasciando la testa senza protezione.

Fra le cause locali non meccaniche si annoverano l’instabilità della metatarso-falangea del secondo dito con lesione della placca plantare, il neuroma di Morton del nervo digitale comune, la frattura da stress metatarsale, l’osteonecrosi della testa del secondo metatarso nota come malattia di Freiberg (tipica dell’adolescente), le patologie dei sesamoidi e le borsiti intermetatarsali. Fra le cause sistemiche sono fondamentali l’artrite reumatoide, che spesso esordisce proprio all’avampiede, la gotta, le spondiloartriti, il piede diabetico con neuropatia e l’atrofia del cuscinetto adiposo nell’anziano. Calzature con tacco alto e punta stretta sono un fattore aggravante molto comune.

Clinica: sede e caratteristiche del dolore

Il paziente riferisce un dolore plantare all’avampiede, spesso descritto come la sensazione di “camminare su un sassolino”, che peggiora con la stazione eretta prolungata, la camminata su superfici dure, la corsa e le calzature rigide o con tacco. All’esame si cerca il punto di massima dolorabilità: la pressione diretta sulla testa metatarsale orienta verso un sovraccarico o una sinovite della metatarso-falangea; il dolore nello spazio intermetatarsale, tipicamente fra terza e quarta testa, con parestesie alle dita e scatto alla compressione laterale dell’avampiede (segno di Mulder), suggerisce un neuroma di Morton; la dolorabilità sulla diafisi metatarsale con edema dorsale dopo un aumento dell’attività orienta verso una frattura da stress.

L’ispezione della pianta mostra spesso ipercheratosi sotto le teste sovraccaricate, la cui sede è un indizio prezioso: callosità sotto la seconda e terza testa in un paziente con alluce valgo raccontano una metatarsalgia da trasferimento. Vanno valutati anche l’allineamento delle dita, la mobilità del primo raggio, la presenza di retrazione del tricipite con il test di Silfverskiöld e lo stato neurologico e vascolare del piede, essenziale nel diabetico.

Imaging e altri esami

La radiografia dei piedi sotto carico, in proiezioni dorso-plantare e laterale, è l’esame di partenza: permette di valutare la lunghezza relativa dei metatarsi, l’alluce valgo, le deformità delle dita, le sublussazioni metatarso-falangee e alterazioni come la malattia di Freiberg o le erosioni infiammatorie. Una frattura da stress nelle prime settimane può non essere visibile alla radiografia e comparire solo come callo periostale più tardi: in caso di forte sospetto la risonanza magnetica è l’esame più sensibile. L’ecografia è utile per il neuroma di Morton, per le borsiti e per le lesioni della placca plantare; la risonanza completa lo studio dei tessuti molli. Gli esami di laboratorio servono quando si sospettano artrite reumatoide, gotta o infezioni.

Non esiste una classificazione unica della metatarsalgia: le suddivisioni più usate sono eziologiche (primarie, secondarie, iatrogene) e, per alcune cause specifiche come l’instabilità della placca plantare o la malattia di Freiberg, esistono stadiazioni dedicate che descrivono la progressione dal semplice dolore alla deformità strutturata.

Trattamento conservativo

La maggior parte delle metatarsalgie meccaniche risponde al trattamento conservativo. Il primo passo è la calzatura: scarpe con pianta ampia, tacco basso, suola ammortizzante e rigida o a “dondolo” che riduce il carico in spinta. Il plantare su misura con un’ortesi retrocapitata (barra o pelota posta subito dietro le teste metatarsali) solleva le teste e redistribuisce il carico; scarichi localizzati proteggono le aree callose. Il trattamento delle ipercheratosi da parte del podologo dà sollievo immediato. Lo stretching del tricipite surale è fondamentale quando c’è un equinismo.

I FANS per brevi periodi e la riduzione temporanea delle attività di carico aiutano nelle fasi acute. Le infiltrazioni di corticosteroidi vanno usate con prudenza nella metatarso-falangea, perché possono indebolire la placca plantare e favorire la deviazione del dito. Nelle cause sistemiche il trattamento è quello della malattia di base.

Trattamento chirurgico

La chirurgia si considera dopo il fallimento di un trattamento conservativo adeguato e deve correggere la causa, non solo il sintomo. Se la metatarsalgia è da trasferimento in un alluce valgo, va corretto il primo raggio per ripristinarne la funzione di appoggio. Se il problema è un metatarso relativamente lungo o plantarizzato si eseguono osteotomie metatarsali di accorciamento o di elevazione, la più nota delle quali è l’osteotomia di Weil per i metatarsi minori, oppure osteotomie percutanee distali. Le deformità delle dita associate vanno corrette nello stesso tempo. Nell’equino da retrazione del gastrocnemio si può allungare il muscolo. Il neuroma di Morton resistente alla terapia può essere asportato o decompresso. Le complicanze includono la metatarsalgia iatrogena da trasferimento, rigidità delle dita, dita “flottanti” che non toccano terra e ritardi di consolidazione. La chirurgia dell’avampiede è un capitolo importante della specializzazione in ortopedia e traumatologia.

Diagnosi differenziale ed errori tipici

La metatarsalgia va distinta dalle altre cause di dolore al piede: la fascite plantare dà dolore al tallone, soprattutto ai primi passi del mattino, non all’avampiede; la sindrome del tunnel tarsale provoca dolore e parestesie a tutta la pianta da compressione del nervo tibiale posteriore; la gotta provoca crisi acute con arrossamento intenso, tipicamente alla prima metatarso-falangea. Nel diabetico un avampiede caldo, gonfio e poco dolente deve far pensare a un’infezione o a un piede di Charcot.

Gli errori tipici sono trattare un’artrite reumatoide all’esordio come un banale sovraccarico, non ricordando che la compressione laterale delle metatarso-falangee dolorosa in entrambi i piedi è un segno di sinovite; considerare negativa una frattura da stress per una radiografia precoce normale; operare un metatarso senza correggere l’alluce valgo che ha causato il trasferimento; confondere il neuroma di Morton con una semplice metatarsalgia meccanica.

Come cade la metatarsalgia al concorso

Al Concorso SSM la metatarsalgia compare raramente come quesito puramente nozionistico, ma frequentemente come caso clinico. Gli scenari più tipici sono la donna con alluce valgo e callosità sotto la seconda testa metatarsale; la giovane recluta o la runner con dolore all’avampiede dopo un aumento dell’allenamento e radiografia negativa, in cui la risposta è la risonanza per frattura da stress; la paziente con parestesie al terzo spazio e segno di Mulder positivo; l’adolescente con dolore alla seconda metatarso-falangea e alterazioni della testa, da riconoscere come malattia di Freiberg; il paziente con dolore bilaterale all’avampiede e rigidità mattutina prolungata, che apre la strada all’artrite reumatoide.

Per esercitarsi con questi scenari e abituarsi ai distrattori, le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia sono uno strumento utile, perché ogni risposta è spiegata. Ripassare la metatarsalgia insieme a alluce valgo e deformità delle dita aiuta a costruire un quadro coerente della patologia dell’avampiede.

In sintesi

La metatarsalgia è il dolore plantare delle teste metatarsali, un sintomo con molte cause: sovraccarico meccanico e trasferimento da alluce valgo, metatarsi lunghi, deformità delle dita, equinismo, instabilità della placca plantare, neuroma di Morton, fratture da stress, malattia di Freiberg e malattie sistemiche come artrite reumatoide, gotta e diabete. La diagnosi si basa sulla sede precisa del dolore, sulle callosità e sulla radiografia sotto carico, integrata da ecografia e risonanza. Il trattamento è prima di tutto conservativo con calzature e plantari con scarico retrocapitato; la chirurgia deve correggere la causa. Nel quiz conta riconoscere il quadro che si nasconde dietro il sintomo.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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