Frattura di Colles: meccanismo, clinica e terapia per l’SSM
23 Settembre 2026 · Mario Lomele
La frattura di Colles è la frattura più classica dell’estremità distale del radio e una delle prime che ogni studente impara a riconoscere: la deformità “a dorso di forchetta” dopo una caduta sulla mano aperta è un’immagine da manuale. Per il Concorso Nazionale SSM è un argomento ad alto rendimento, perché in poche righe concentra meccanismo lesivo, semeiotica, radiologia, riduzione e complicanze tipiche, e perché si presta a essere distinta dalle fratture “cugine” (Smith, Barton, Hutchinson) che i commissari mettono volentieri fra le alternative.
Che cos’è la frattura di Colles
La frattura di Colles è una frattura metafisaria dell’estremità distale del radio, situata in genere entro due o tre centimetri dalla superficie articolare, con dislocazione dorsale e radiale del frammento distale, accorciamento del radio e frequente associazione con la frattura del processo stiloideo dell’ulna. Nella descrizione originale, del chirurgo irlandese Abraham Colles all’inizio dell’Ottocento, la frattura è extra-articolare; nell’uso corrente il termine viene spesso esteso a tutte le fratture del radio distale con scomposizione dorsale, anche quando la rima raggiunge l’articolazione.
Colpisce con due picchi: l’anziano, soprattutto la donna in post-menopausa con osteoporosi, dove è la frattura da fragilità più frequente del distretto superiore, e il giovane adulto o l’adolescente dopo un trauma sportivo o stradale. Nel bambino, invece, lo stesso meccanismo produce più spesso una frattura a legno verde o un distacco epifisario, per cui la lettura del caso clinico va sempre incrociata con l’età del paziente.
Anatomia del radio distale e meccanismo lesivo
Il radio distale è una struttura in gran parte spugnosa, che si allarga nella metafisi e termina con due faccette articolari per lo scafoide e il semilunare, oltre all’incisura ulnare per l’articolazione radio-ulnare distale. Tre parametri radiografici descrivono la sua normale geometria e il candidato deve conoscerli perché vengono usati per giudicare la riduzione: l’inclinazione radiale sul piano frontale, intorno ai 22-23 gradi; l’inclinazione volare (o tilt palmare) sul piano laterale, intorno agli 11 gradi; la lunghezza o varianza ulnare, con la superficie articolare del radio che sporge di circa 11 millimetri oltre quella dell’ulna. Nella frattura di Colles l’inclinazione volare si inverte in dorsale, l’inclinazione radiale diminuisce e il radio si accorcia.
Il meccanismo lesivo è la caduta sulla mano aperta con polso in estensione: la forza di compressione si scarica sulla corticale dorsale, che va incontro a comminuzione, mentre la corticale volare cede in trazione. Il frammento distale si sposta quindi dorsalmente e radialmente, con una componente di supinazione. Il meccanismo opposto, la caduta con polso flesso o un colpo sul dorso della mano, produce la frattura di Smith, definita spesso “Colles inversa”, con scomposizione volare del frammento distale.
Clinica ed esame obiettivo
Il paziente riferisce dolore vivo al polso, impotenza funzionale e tumefazione rapidamente ingravescente. La deformità è caratteristica: osservato di profilo il polso assume l’aspetto “a dorso di forchetta”, per la prominenza dorsale del frammento distale e della mano; visto di fronte assume l’aspetto “a baionetta”, per lo spostamento radiale della mano rispetto all’avambraccio. Alla palpazione si apprezza dolorabilità sulla metafisi, talvolta crepitio, e la stiloide radiale può risultare allo stesso livello o più prossimale della stiloide ulnare, mentre normalmente sporge più distalmente.
L’esame obiettivo deve includere sempre la valutazione neurovascolare distale: polso radiale, riempimento capillare, sensibilità nel territorio del nervo mediano (polpastrelli delle prime tre dita) e del nervo ulnare, motricità del pollice. Una parestesia del mediano al momento del trauma va annotata, perché la compressione acuta del nervo nel tunnel carpale è una complicanza precoce riconosciuta. Bisogna escludere una frattura associata dello scafoide, palpando la tabacchiera anatomica, e lesioni del gomito e della spalla omolaterale, che una caduta sulla mano può produrre nello stesso momento. Per un ripasso del metodo, rimandiamo alla pagina sulle manovre semeiologiche in ortopedia.
Diagnosi per immagini
La radiografia del polso nelle due proiezioni standard, antero-posteriore e laterale, è sufficiente per la diagnosi. In laterale si vedono la rima metafisaria, l’angolazione dorsale del frammento distale e la comminuzione della corticale dorsale; in antero-posteriore la riduzione dell’inclinazione radiale, l’accorciamento e l’eventuale frattura della stiloide ulnare. Vanno cercati con attenzione i segni di estensione articolare, sia verso la radio-carpica sia verso la radio-ulnare distale, perché cambiano prognosi e trattamento. La TC è riservata alle fratture comminute o articolari, per pianificare la chirurgia; la risonanza non ha un ruolo di routine, salvo nel sospetto di lesioni legamentose associate o di frattura occulta dello scafoide. Nella donna in post-menopausa, la frattura del radio distale è considerata una “frattura sentinella” e giustifica la densitometria ossea e una valutazione del rischio di fratture future.
Classificazione delle fratture del radio distale
Le classificazioni sono numerose e nessuna è universalmente accettata. Quella eponimica, la più chiesta al concorso, distingue: la frattura di Colles (extra-articolare, dislocazione dorsale), la frattura di Smith (dislocazione volare), la frattura di Barton (frattura-lussazione marginale, dorsale o volare, con sublussazione del carpo insieme al frammento) e la frattura di Hutchinson o “chauffeur’s fracture” (frattura della stiloide radiale). La classificazione di Frykman si basa sull’interessamento articolare radio-carpico e radio-ulnare e sulla presenza o meno della frattura della stiloide ulnare, con otto tipi. La classificazione AO/OTA divide le fratture in tipo A (extra-articolari), B (articolari parziali) e C (articolari complete), con sottogruppi in base alla comminuzione. Per il concorso basta sapere che il criterio principale è l’estensione articolare e che la comminuzione dorsale, l’accorciamento e la frattura ulnare associata sono indici di instabilità.
Trattamento conservativo e chirurgico per principi
Il trattamento della frattura di Colles inizia quasi sempre con la riduzione chiusa, eseguita in anestesia locale (blocco ematoma) o loco-regionale: si esagera prima la deformità per disimpegnare i frammenti, poi si esercita trazione longitudinale e si porta il frammento distale in flessione palmare e deviazione ulnare, ripristinando lunghezza e inclinazioni. Segue l’immobilizzazione in apparecchio gessato, brachio-metacarpale o antibrachio-metacarpale a seconda dell’instabilità, con polso in lieve flessione e deviazione ulnare, per un periodo di circa quattro-sei settimane. I controlli radiografici seriati nelle prime settimane servono a intercettare la perdita di riduzione, che è frequente nell’osso osteoporotico comminuto.
La chirurgia è indicata quando la riduzione non è ottenibile o non si mantiene, quando esistono criteri radiografici di instabilità (comminuzione dorsale estesa, angolazione dorsale residua significativa, accorciamento marcato, frattura intra-articolare con gradino) e nei pazienti giovani o con elevate richieste funzionali. Le opzioni sono i fili di Kirschner percutanei, il fissatore esterno, oggi meno usato, e soprattutto l’osteosintesi con placca volare a stabilità angolare, che consente una mobilizzazione precoce. In tutti i casi la riabilitazione delle dita, del gomito e della spalla comincia subito, e quella del polso appena rimossa l’immobilizzazione. Il tema si collega alle indicazioni generali discusse nell’articolo sulla frattura di polso.
Complicanze
Le complicanze precoci comprendono la compressione acuta del nervo mediano, un’evenienza che può richiedere la decompressione del tunnel carpale, e la sindrome compartimentale, rara ma da non dimenticare. Fra le complicanze tardive più chieste vi sono: la consolidazione viziosa con deformità residua, dolore e limitazione della prono-supinazione per incongruenza della radio-ulnare distale; la sindrome del tunnel carpale cronica; la rottura tardiva del tendine estensore lungo del pollice, per attrito sul tubercolo di Lister o per ischemia, che compare tipicamente qualche settimana dopo una frattura anche poco scomposta; la rigidità delle dita e della spalla per immobilizzazione inadeguata; l’artrosi post-traumatica nelle fratture articolari. La complicanza più temuta dai manuali è però la sindrome dolorosa regionale complessa di tipo I, un tempo chiamata algodistrofia o morbo di Sudeck, con dolore sproporzionato, edema, alterazioni vasomotorie e trofiche e osteoporosi maculata alla radiografia, che compromette a lungo la funzione della mano.
Come cade la frattura di Colles al concorso
La frattura di Colles viene chiesta in modo diretto e riconoscibile. Ecco le forme più frequenti.
- La domanda definitoria: “La frattura di Colles è una frattura di…” con la risposta corretta che indica l’estremità distale del radio con scomposizione dorsale, e i distrattori che citano l’ulna, lo scafoide o la scomposizione volare.
- Il caso clinico dell’anziana caduta sulla mano aperta con deformità a dorso di forchetta: si chiede la diagnosi, il meccanismo lesivo o l’esame di prima scelta (radiografia in due proiezioni).
- La domanda sulle fratture eponimiche: distinguere Colles, Smith, Barton e Hutchinson in base alla direzione della scomposizione e all’interessamento articolare.
- Il quesito sulle complicanze: quale nervo si comprime più spesso (mediano), quale tendine si rompe tardivamente (estensore lungo del pollice), qual è la complicanza a distanza con dolore, edema e osteoporosi maculata (algodistrofia).
- La domanda sui parametri radiografici normali del radio distale o sui criteri di instabilità che orientano verso la chirurgia.
Esercitarsi con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia permette di fissare queste distinzioni e di vedere come cambia la risposta corretta quando cambia un solo dettaglio del caso, per esempio l’età del paziente, che rimanda ai distacchi epifisari del bambino.
In sintesi
La frattura di Colles è la frattura metafisaria del radio distale con scomposizione dorsale, tipica della caduta sulla mano aperta, frequentissima nella donna osteoporotica. La diagnosi è clinica e radiografica, con la deformità a dorso di forchetta e i tre parametri (inclinazione radiale, tilt volare, lunghezza) da ripristinare con la riduzione. Il trattamento è conservativo nella maggior parte dei casi e chirurgico quando la frattura è instabile o articolare. Le complicanze da ricordare sono la compressione del mediano, la consolidazione viziosa, la rottura dell’estensore lungo del pollice e la sindrome dolorosa regionale complessa. Chi vuole approfondire il percorso formativo troverà utile la pagina sulla specializzazione in ortopedia e traumatologia.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
