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Concorso SSM

Corpo estraneo nelle vie aeree: clinica e manovre SSM

23 Settembre 2026 · Mario Lomele

Corpo estraneo nelle vie aeree: clinica e manovre SSM

Il corpo estraneo nelle vie aeree è un’emergenza che riguarda soprattutto i bambini piccoli e gli anziani, e che il Concorso Nazionale SSM affronta da più angolazioni: la fisiopatologia dell’ostruzione, il riconoscimento della crisi da soffocamento, le manovre di disostruzione secondo l’età, la sede radiologica più frequente e la broncoscopia come procedura risolutiva. È un argomento in cui la conoscenza teorica si traduce direttamente in gesti che salvano la vita, e proprio per questo le domande tendono a essere concrete e a premiare chi ha chiaro l’algoritmo. In questo articolo affrontiamo l’argomento dal punto di vista del manuale, con attenzione alle situazioni cliniche che il concorso propone più spesso.

Che cos’è il corpo estraneo nelle vie aeree

Si definisce corpo estraneo nelle vie aeree qualsiasi materiale solido o semisolido inalato che si arresti a un livello qualsiasi dell’albero respiratorio, dalla laringe ai bronchi segmentari. Il termine copre quindi due situazioni molto diverse per gravità e urgenza. La prima è l’ostruzione delle vie aeree superiori, laringea o tracheale, che quando è completa determina asfissia in pochi minuti e richiede manovre immediate di disostruzione. La seconda, molto più frequente, è l’aspirazione nelle vie aeree inferiori, con il corpo estraneo che si incunea in un bronco principale o lobare: qui il paziente respira, il quadro può essere sfumato e il rischio maggiore è la diagnosi mancata o tardiva, con conseguenze infettive e parenchimali. Il concorso chiede di padroneggiare entrambe le facce del problema.

Il corpo estraneo aspirato può essere organico o inorganico. I materiali organici, come le arachidi, la frutta secca, i semi, i pezzetti di carota o di mela e le caramelle, sono i più frequenti nel bambino e sono anche i più insidiosi, perché si rigonfiano con l’umidità, si frammentano, e i vegetali oleosi inducono una reazione infiammatoria della mucosa bronchiale che complica l’estrazione. I materiali inorganici, come piccoli giocattoli, tappi di penna, perline o spilli, sono più spesso radiopachi e vengono meglio identificati alla radiografia, ma possono causare lesioni meccaniche e perforazioni. Nell’adulto si aggiungono i frammenti dentari, le protesi e i boli alimentari mal masticati.

Epidemiologia e fisiopatologia

La fascia d’età più colpita è quella tra uno e tre anni, per motivi anatomici e comportamentali: il bambino piccolo esplora il mondo portando gli oggetti alla bocca, non ha ancora i molari per triturare gli alimenti duri, ha una coordinazione della deglutizione immatura e tende a ridere, correre e parlare mentre mangia. I maschi sono più colpiti delle femmine. Un secondo picco riguarda gli anziani, soprattutto se affetti da patologie neurologiche con disfagia, demenza, riduzione del riflesso della tosse o uso di sedativi, e i pazienti con alterazione dello stato di coscienza per intossicazione alcolica, epilessia o trauma.

Il livello a cui il corpo estraneo si arresta dipende dalle sue dimensioni rispetto al calibro delle vie aeree. Nel bambino piccolo il punto più stretto è la regione sottoglottica, e corpi estranei relativamente grandi possono fermarsi in laringe o trachea; oggetti più piccoli scendono nei bronchi. Nell’adulto e nel bambino più grande il bronco principale destro è la sede più frequente, perché è più largo, più corto e più verticale del sinistro, in continuità quasi diretta con la trachea; nel bambino molto piccolo questa asimmetria è meno marcata e la distribuzione fra i due lati è più equilibrata. La conseguenza dell’ostruzione dipende dal suo grado: un’ostruzione parziale che lascia passare l’aria in entrambe le direzioni provoca tosse e sibili; un’ostruzione a valvola, in cui l’aria entra in inspirazione ma non esce in espirazione, determina intrappolamento aereo e iperinflazione del polmone a valle; un’ostruzione completa causa atelettasia del territorio non più ventilato, con successive polmonite, ascesso e bronchiectasie se il corpo estraneo non viene rimosso.

Clinica

La presentazione classica si articola in tre fasi. La prima è la fase acuta dell’inalazione, con l’improvviso accesso di tosse violenta, il soffocamento, il conato, lo stridore e talvolta la cianosi, spesso avvenuto mentre il bambino mangiava o giocava: questo episodio di soffocamento testimoniato è l’elemento anamnestico più importante di tutto il quadro, e la sua assenza non esclude la diagnosi, perché in una quota rilevante di casi nessun adulto era presente. La seconda è una fase asintomatica di durata variabile, da ore a settimane, in cui i riflessi si esauriscono e il corpo estraneo rimane silenziosamente in sede: è la fase in cui la diagnosi viene più spesso mancata. La terza è la fase delle complicanze, con tosse persistente, febbre, polmoniti ricorrenti nello stesso territorio, emottisi, wheezing che non risponde ai broncodilatatori.

All’esame obiettivo l’ostruzione bronchiale si manifesta con la triade di tosse, wheezing unilaterale e riduzione del murmure vescicolare dal lato interessato, presente in una parte soltanto dei pazienti, per cui un’obiettività normale non consente di escludere il sospetto. Nei corpi estranei laringei prevalgono stridore, disfonia o afonia, tosse abbaiante e dispnea inspiratoria; nei tracheali si può apprezzare il classico rumore di sbattimento e il quadro può essere drammatico. Nell’ostruzione completa delle vie aeree superiori il paziente non riesce a parlare, a tossire né a respirare, si porta le mani alla gola, diventa cianotico e perde coscienza in pochi minuti: il riconoscimento immediato di questa situazione è il primo anello della catena della sopravvivenza.

Diagnosi

Il sospetto clinico, basato sull’anamnesi di un episodio di soffocamento, è di per sé sufficiente a indicare la broncoscopia, che rappresenta contemporaneamente lo strumento diagnostico definitivo e quello terapeutico. Gli esami di imaging servono a rafforzare il sospetto e a localizzare, ma non a escludere. La radiografia del torace mostra direttamente il corpo estraneo solo se questo è radiopaco, cosa che accade in una minoranza di casi, perché gli alimenti vegetali e la maggior parte delle plastiche sono radiotrasparenti. Più spesso si osservano segni indiretti: l’iperinflazione del polmone a valle per meccanismo a valvola, con emitorace iperdiafano e spostamento del mediastino verso il lato sano, particolarmente evidente se si confrontano la radiografia in inspirazione e quella in espirazione o, nel bambino non collaborante, i due decubiti laterali; oppure l’atelettasia del territorio ostruito con spostamento del mediastino verso il lato malato, l’addensamento polmonare, il versamento pleurico o, raramente, lo pneumomediastino. Una radiografia normale, che si riscontra in una quota non trascurabile di pazienti, non esclude l’aspirazione.

La TC del torace con ricostruzioni multiplanari ha una sensibilità elevata anche per corpi estranei radiotrasparenti ed è utile nei casi dubbi, nei quadri cronici e per pianificare la procedura, ma non deve ritardare la broncoscopia quando il sospetto clinico è forte. La broncoscopia rigida in anestesia generale è la procedura di riferimento per la rimozione nel bambino, perché consente il controllo delle vie aeree e l’uso di pinze adeguate; la broncoscopia flessibile è utile per la conferma diagnostica nei casi incerti e per l’estrazione nell’adulto in molte situazioni.

Diagnosi differenziale

La differenziale dipende dalla fase. Nell’acuzie il corpo estraneo laringotracheale va distinto dalle altre cause di stridore e dispnea acuta del bambino: il crup, con prodromi catarrali, febbre modesta, tosse abbaiante e andamento notturno; l’epiglottite, con febbre alta, scialorrea, posizione a tripode e aspetto tossico; l’ascesso retrofaringeo; l’edema laringeo da anafilassi, con orticaria e coinvolgimento sistemico. L’assenza di febbre e di prodromi e l’esordio brusco in pieno benessere mentre il bambino mangiava sono gli elementi che orientano verso il corpo estraneo. Nella fase delle complicanze il corpo estraneo bronchiale misconosciuto entra in differenziale con l’asma bronchiale, di cui mima il wheezing ma con la differenza che il reperto è unilaterale e non risponde ai broncodilatatori, con la polmonite acquisita in comunità, soprattutto quando recidiva nello stesso lobo, con la bronchiolite nel lattante, con le bronchiectasie e, nell’adulto, con le neoplasie endobronchiali. La regola pratica che il concorso vuole vedere applicata è che una polmonite ricorrente nella stessa sede, un wheezing unilaterale persistente o un’atelettasia inspiegata in un bambino piccolo devono far pensare a un corpo estraneo fino a prova contraria.

Trattamento per principi

Il trattamento si divide nettamente in base allo scenario. Nell’ostruzione acuta delle vie aeree superiori, se il paziente è cosciente e tossisce efficacemente, non si deve fare altro che incoraggiare la tosse e sorvegliare, perché la tosse è il meccanismo di disostruzione più efficace e le manovre potrebbero spostare il corpo estraneo in posizione peggiore. Se la tosse diventa inefficace, il paziente non riesce a parlare o a respirare, si interviene con le manovre di disostruzione secondo l’età: nel lattante sotto l’anno si alternano cinque colpi interscapolari, con il bambino prono e a testa in giù sull’avambraccio del soccorritore, e cinque compressioni toraciche con due dita al centro dello sterno, evitando le compressioni addominali per il rischio di lesioni degli organi; nel bambino sopra l’anno e nell’adulto si alternano cinque colpi dorsali e cinque compressioni addominali sottodiaframmatiche, la manovra di Heimlich. Se il paziente perde coscienza si inizia la rianimazione cardiopolmonare, controllando il cavo orale prima delle ventilazioni e rimuovendo il corpo estraneo solo se è visibile, senza esplorazioni alla cieca con le dita. In ambiente ospedaliero, quando le manovre falliscono, si ricorre alla laringoscopia diretta con pinza di Magill e, nei casi estremi, alla cricotirotomia.

Nel corpo estraneo bronchiale, in un paziente stabile, il trattamento è la rimozione endoscopica programmata in tempi brevi, in anestesia generale, con broncoscopio rigido nel bambino. Nell’attesa il bambino va tenuto a digiuno, calmo e in posizione comoda, evitando fisioterapia respiratoria e manovre che potrebbero mobilizzare il corpo estraneo verso la trachea, e monitorando la saturazione. Gli antibiotici sono indicati in presenza di sovrainfezione e gli steroidi possono essere utili per ridurre l’edema della mucosa nei corpi estranei di vecchia data o dopo estrazioni difficili. La toracotomia è riservata ai rari casi in cui l’estrazione endoscopica non è possibile o in presenza di complicanze parenchimali irreversibili come bronchiectasie localizzate. La prevenzione, che rientra nei compiti del pediatra e in un tema molto sentito da chi si prepara alla specializzazione in pediatria, si fonda sull’educazione dei genitori: alimenti duri e piccoli non prima dei quattro anni, sorveglianza durante i pasti, attenzione ai giocattoli con parti piccole.

Complicanze

La complicanza immediata più grave è l’asfissia con arresto cardiaco ipossico, e l’encefalopatia anossica nei sopravvissuti a una disostruzione tardiva. Nel breve periodo, il tentativo di rimozione può provocare lo spostamento del corpo estraneo con ostruzione completa, laringospasmo, lesioni della mucosa, sanguinamento, pneumotorace e pneumomediastino. Nel medio e lungo periodo, un corpo estraneo ritenuto determina polmonite ostruttiva, ascesso polmonare, atelettasia persistente, bronchiectasie del territorio a valle, granulomi e stenosi bronchiali da reazione da corpo estraneo, ed emottisi. Le complicanze sono tanto più frequenti quanto più lunga è la permanenza in sede, il che rende il ritardo diagnostico il vero fattore prognostico modificabile.

Come cade il corpo estraneo nelle vie aeree al concorso

Le domande sul corpo estraneo nelle vie aeree sono tra le più prevedibili di tutta la pediatria d’urgenza, e chi ripassa sulle prove degli anni precedenti ne riconosce facilmente le forme ricorrenti.

  • La sede più frequente. Si chiede in quale bronco si arresti più spesso un corpo estraneo aspirato e perché: il bronco principale destro, più largo, corto e verticale.
  • Il segno radiologico. Bambino con episodio di soffocamento e radiografia che mostra iperdiafania di un emitorace con spostamento controlaterale del mediastino: si chiede il meccanismo (ostruzione a valvola con intrappolamento aereo) o l’esame che aumenta la sensibilità (radiografia in espirazione o in decubito laterale).
  • La manovra corretta. Lattante di otto mesi con ostruzione completa e tosse inefficace: la risposta attesa è l’alternanza di colpi dorsali e compressioni toraciche, con la precisazione che la manovra di Heimlich è controindicata sotto l’anno di età.
  • Il paziente che tossisce. Bambino cosciente che tossisce vigorosamente dopo aver inalato un oggetto: si chiede la condotta corretta, cioè incoraggiare la tosse e sorvegliare senza manovre.
  • L’esame risolutivo. Polmonite ricorrente nello stesso lobo o wheezing unilaterale persistente in un bambino di due anni: si chiede la diagnosi da sospettare e l’esame diagnostico e terapeutico, la broncoscopia.

La sequenza delle manovre e la scelta fra broncoscopia rigida e flessibile si fissano meglio quando vengono messe alla prova su casi: le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia ripropongono questi scenari con la spiegazione passo per passo, ed è il modo più rapido per non confondere la condotta nel lattante con quella nel bambino più grande.

In sintesi

Il corpo estraneo nelle vie aeree colpisce soprattutto i bambini fra uno e tre anni e gli anziani con disfagia, ed è nella maggior parte dei casi un alimento vegetale radiotrasparente che si arresta nel bronco principale destro. Il quadro clinico è trifasico: soffocamento acuto, intervallo silente, complicanze tardive. La radiografia mostra spesso solo segni indiretti, come l’intrappolamento aereo o l’atelettasia, e può essere normale, per cui un’anamnesi positiva basta a indicare la broncoscopia, che è diagnostica e terapeutica. Nell’ostruzione acuta completa si applicano le manovre di disostruzione secondo l’età, con colpi dorsali e compressioni toraciche nel lattante e Heimlich dall’anno in su, mentre il paziente che tossisce va solo incoraggiato e sorvegliato. Il ritardo diagnostico è il principale determinante delle complicanze, dalla polmonite ostruttiva alle bronchiectasie.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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