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Concorso SSM

Toxocariasi: larva migrans e diagnosi per il concorso SSM

1 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Toxocariasi: larva migrans e diagnosi per il concorso SSM

La toxocariasi è un’infezione parassitaria causata dalle larve di nematodi del genere Toxocara, ascaridi del cane e del gatto che nell’uomo non riescono a completare il ciclo vitale e migrano nei tessuti. È il prototipo della sindrome della larva migrans viscerale e della forma oculare, e per il Concorso SSM rappresenta un argomento di confine fra infettivologia, pediatria e oculistica: un bambino con eosinofilia marcata ed epatomegalia, oppure con un calo visivo monolaterale e leucocoria da distinguere dal retinoblastoma.

Che cos’è la toxocariasi

Gli agenti eziologici sono Toxocara canis, l’ascaride del cane, e in misura minore Toxocara cati, quello del gatto. Nell’ospite definitivo, soprattutto i cuccioli, i vermi adulti vivono nell’intestino e producono un gran numero di uova che vengono eliminate con le feci. Nell’ambiente le uova maturano in alcune settimane, diventando infettanti, e possono sopravvivere a lungo nel terreno, nei parchi, nei giardini e nelle aree gioco con sabbia.

L’uomo si comporta da ospite accidentale o paratenico: dopo l’ingestione delle uova embrionate, le larve si liberano nell’intestino, attraversano la parete e migrano attraverso il circolo verso fegato, polmoni, muscoli, encefalo e occhio. Non diventano mai vermi adulti e non producono uova. Da questo dato discende una conseguenza diagnostica fondamentale: l’esame parassitologico delle feci del paziente è inutile, perché non vi si trovano né uova né adulti di Toxocara.

Trasmissione e fattori di rischio

L’infezione si acquisisce per via oro-fecale indiretta, ingerendo terra contaminata da uova embrionate oppure alimenti, come verdure crude mal lavate, contaminati dal terreno. I bambini piccoli sono la categoria più esposta, per l’abitudine a portare le mani alla bocca e, in alcuni casi, per la geofagia o pica. Il contatto diretto con il pelo del cane è considerato una via meno rilevante, perché le uova appena emesse non sono ancora infettanti. Un’altra via, descritta soprattutto negli adulti, è il consumo di carne cruda o poco cotta, per esempio fegato, di animali che fungono da ospiti paratenici e contengono larve nei tessuti.

I fattori di rischio comprendono la convivenza con cuccioli non sverminati, la frequentazione di aree verdi e sabbiere contaminate, le condizioni igieniche e socio-economiche sfavorevoli e la pica. La prevenzione si basa sulla regolare sverminazione di cani e gatti, sulla rimozione delle deiezioni, sulla protezione delle sabbiere e sull’igiene delle mani.

Larva migrans viscerale

La larva migrans viscerale è la forma sistemica, tipica del bambino in età prescolare. Molte infezioni restano asintomatiche, ma con carichi parassitari elevati si sviluppa un quadro caratterizzato da febbre, astenia, inappetenza, dolore addominale, epatomegalia e talvolta splenomegalia. Il coinvolgimento polmonare si manifesta con tosse, respiro sibilante e broncospasmo, che possono simulare o aggravare un’asma bronchiale; alla radiografia possono comparire infiltrati transitori. Sono possibili lesioni cutanee orticarioidi.

Il dato di laboratorio dominante è l’eosinofilia, spesso marcata e persistente, associata a leucocitosi, ipergammaglobulinemia e aumento delle IgE totali. Un elemento classico, citato nei manuali, è l’aumento delle isoemoagglutinine anti-A e anti-B, legato alla somiglianza fra alcuni antigeni del parassita e gli antigeni gruppo-ematici. Più raramente le larve raggiungono il miocardio o il sistema nervoso centrale, causando miocardite, convulsioni, encefalite o meningite eosinofila. Esiste anche una forma detta occulta o comune, con sintomi sfumati come dolori addominali ricorrenti, cefalea, tosse e disturbi del sonno, associati a eosinofilia lieve e sierologia positiva.

Larva migrans oculare

La forma oculare colpisce in genere bambini più grandi e giovani adulti, spesso senza segni sistemici e senza eosinofilia periferica, perché è sufficiente una sola larva che raggiunga l’occhio. È quasi sempre monolaterale e si manifesta con riduzione dell’acuità visiva, strabismo secondario alla perdita della fissazione, leucocoria o, a volte, occhio rosso e dolente. All’esame del fundus si osservano un granuloma retinico, periferico o del polo posteriore, un’endoftalmite cronica oppure una uveite con vitreite e bande di trazione che possono portare al distacco di retina.

La diagnosi differenziale più importante, che i quiz amano proporre, è quella con il retinoblastoma, tumore maligno dell’infanzia che si presenta anch’esso con leucocoria e strabismo. Elementi a favore della toxocariasi sono l’età un po’ più avanzata, la presenza di infiammazione vitreale, l’assenza di calcificazioni intraoculari all’ecografia o alla TC e la sierologia positiva; il retinoblastoma, al contrario, mostra tipicamente calcificazioni. Altre condizioni da considerare sono la retinite da Toxoplasma, la malattia di Coats e la retinopatia del prematuro.

Diagnosi della toxocariasi

La diagnosi si basa sulla combinazione di dati clinici, epidemiologici e di laboratorio. L’emocromo con formula mostra nella forma viscerale l’eosinofilia, che è il primo indizio. La conferma si ottiene con la sierologia, eseguita con test ELISA che utilizzano gli antigeni escreto-secretori delle larve (antigeni TES), eventualmente confermata con western blot per aumentare la specificità. Va ricordato che una sierologia positiva indica un contatto con il parassita, ma non sempre una malattia in atto, perché gli anticorpi persistono a lungo.

Nella forma oculare la sierologia su siero può essere negativa o a basso titolo; la ricerca di anticorpi nell’umor acqueo o nel vitreo può aumentare la sensibilità. L’ecografia addominale può mostrare piccole lesioni epatiche ipoecogene, e l’imaging oculare aiuta nella distinzione dal retinoblastoma. La biopsia, raramente necessaria, mostra granulomi eosinofili, talvolta con frammenti di larva. L’esame delle feci, come detto, non ha alcun valore per la diagnosi.

Terapia

Molte forme lievi o asintomatiche non richiedono trattamento, perché le larve muoiono spontaneamente nel tempo. Nelle forme viscerali sintomatiche il farmaco di riferimento è l’albendazolo per alcuni giorni; il mebendazolo è un’alternativa. Nelle forme con impegno importante (polmonare, cardiaco, neurologico) si associano i corticosteroidi, per contenere la reazione infiammatoria scatenata dalla morte delle larve. Gli antistaminici e i broncodilatatori sono utili come terapia sintomatica.

Nella forma oculare il cardine è il controllo dell’infiammazione con corticosteroidi locali o sistemici; l’uso degli antielmintici è discusso e, quando impiegati, vengono generalmente associati agli steroidi. La chirurgia vitreoretinica è indicata per le complicanze, come le membrane epiretiniche, le trazioni e il distacco di retina. La fotocoagulazione laser è stata utilizzata per larve visibili in sede retinica.

Come cade la toxocariasi al concorso

Al Concorso SSM la toxocariasi compare in due scenari tipici. Il primo è un bambino di due-tre anni, con un cucciolo in casa o con l’abitudine di mangiare terra, che presenta febbre, epatomegalia, respiro sibilante e una marcata eosinofilia: la domanda chiede la diagnosi più probabile, l’esame di conferma (sierologia ELISA con antigeni TES, non l’esame delle feci) o la terapia. Il secondo è un bambino in età scolare con leucocoria e strabismo monolaterale, senza eosinofilia: il quesito valuta la capacità di porre la diagnosi differenziale con il retinoblastoma, basandosi sulle calcificazioni e sulla sierologia.

A volte la toxocariasi è uno dei distrattori in domande sulle cause di eosinofilia, insieme ad altre elmintiasi come l’echinococcosi, la strongiloidosi o la trichinellosi, oppure in quesiti di parassitologia che confrontano larva migrans viscerale e cutanea. Per esercitarsi a riconoscere rapidamente questi scenari conviene usare le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni risposta è motivata.

Errori tipici ai quiz

Il primo errore è indicare l’esame copro-parassitologico come test diagnostico: l’uomo non ospita adulti né uova di Toxocara. Il secondo è confondere la larva migrans viscerale con la larva migrans cutanea, che è causata da larve di anchilostomi di cane e gatto (per esempio Ancylostoma braziliense) e si manifesta con un’eruzione serpiginosa pruriginosa dopo il contatto della pelle con sabbia contaminata. Il terzo è aspettarsi l’eosinofilia anche nella forma oculare, dove spesso manca. Il quarto è dimenticare il retinoblastoma nella diagnosi differenziale di una leucocoria. Infine, attenzione a non confondere Toxocara con Ascaris lumbricoides, l’ascaride umano, che completa il ciclo nell’intestino e si diagnostica proprio con l’esame delle feci; né con la ossiuriasi, che si ricerca con lo scotch test perianale.

In sintesi

La toxocariasi è una zoonosi da larve di Toxocara canis e Toxocara cati, acquisita ingerendo uova embrionate presenti nel terreno contaminato da feci di cani e gatti. Nell’uomo le larve non maturano e migrano nei tessuti, causando la larva migrans viscerale, tipica del bambino piccolo, con febbre, epatomegalia, broncospasmo, eosinofilia marcata e ipergammaglobulinemia, e la larva migrans oculare, monolaterale, con calo visivo, strabismo e leucocoria, spesso senza eosinofilia. La diagnosi si basa sulla sierologia ELISA con antigeni TES, mentre l’esame delle feci è inutile. La terapia prevede albendazolo e corticosteroidi nelle forme sistemiche sintomatiche e il controllo dell’infiammazione nella forma oculare. Al concorso, ricordate il binomio eosinofilia ed epatomegalia nel bambino con geofagia e la diagnosi differenziale con il retinoblastoma.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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