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Concorso SSM

Tenosinovite di De Quervain: test di Finkelstein e terapia

27 Settembre 2026 · Mario Lomele

Tenosinovite di De Quervain: test di Finkelstein e terapia

La tenosinovite di De Quervain è una delle cause più frequenti di dolore al polso sul versante radiale ed è un argomento amato dai quiz perché si lega a un test semeiologico dal nome preciso, il test di Finkelstein, e a un contesto epidemiologico riconoscibile: la neomamma che solleva continuamente il bambino. In questa scheda la affrontiamo con il metodo del manuale: anatomia, eziopatogenesi, clinica, test, imaging, terapia, diagnosi differenziale ed errori tipici al Concorso SSM.

Che cos’è la tenosinovite di De Quervain

La tenosinovite di De Quervain è una tenosinovite stenosante del primo compartimento dorsale del polso. Il retinacolo degli estensori, sul dorso del polso, suddivide i tendini estensori in sei compartimenti osteofibrosi. Il primo, il più laterale, si trova sulla stiloide radiale e contiene due tendini: l’abduttore lungo del pollice e l’estensore breve del pollice. Un modo semplice per ricordarlo è pensare ai tendini che formano il margine radiale della tabacchiera anatomica.

Nella malattia il retinacolo del primo compartimento si ispessisce e il canale si restringe, mentre i tendini, sottoposti a scorrimento ripetuto su una puleggia ossea angolata come la stiloide radiale, vanno incontro ad attrito, dolore e difficoltà di scorrimento. Come nel dito a scatto, il termine tenosinovite è in parte improprio: il reperto istologico prevalente è un ispessimento degenerativo e mixoide della guaina, più che un’infiammazione acuta.

Anatomia utile: varianti del primo compartimento

Un dettaglio anatomico importante, soprattutto per capire gli insuccessi della terapia, riguarda le varianti del primo compartimento. L’abduttore lungo del pollice presenta spesso più bandellette tendinee. In una parte dei soggetti, inoltre, l’estensore breve del pollice scorre in un sottocompartimento separato da un setto fibroso. Se il setto non viene riconosciuto, sia l’infiltrazione sia l’intervento chirurgico possono risultare incompleti e i sintomi persistono. Vicino al primo compartimento decorre il ramo sensitivo superficiale del nervo radiale, che va protetto durante l’intervento.

Eziopatogenesi e fattori di rischio

La tenosinovite di De Quervain è più frequente nelle donne, in particolare fra la quarta e la sesta decade, e ha una caratteristica associazione con la gravidanza e il periodo post-partum. Nelle neomamme contano sia la ritenzione idrica e i cambiamenti ormonali sia, soprattutto, il gesto ripetuto di sollevare il neonato con il pollice abdotto e il polso in deviazione ulnare. Per questo in inglese viene talvolta chiamata mommy thumb.

Altri fattori di rischio sono le attività con movimenti ripetuti di presa del pollice associati a deviazione radiale e ulnare del polso, come i lavori manuali, alcuni sport di racchetta, il giardinaggio e l’uso intensivo di dispositivi con il pollice. Le malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide possono dare una tenosinovite vera del primo compartimento, e il diabete sembra aumentarne la frequenza. Spesso coesistono altre tendinopatie della mano e del gomito, come il dito a scatto o l’epicondilite.

Clinica e test di Finkelstein

Il paziente riferisce dolore sul versante radiale del polso, in corrispondenza della stiloide radiale, che peggiora con i movimenti del pollice e del polso, come afferrare oggetti, girare una chiave, strizzare un panno o sollevare un bambino. Il dolore può irradiarsi verso il pollice o lungo l’avambraccio. Spesso è presente una tumefazione localizzata sulla stiloide e, talvolta, un crepitio o un piccolo scatto durante il movimento.

All’esame obiettivo si rileva dolorabilità alla palpazione del primo compartimento, circa uno o due centimetri prossimalmente alla stiloide radiale. Il test più famoso è quello di Finkelstein. Nella forma descritta originariamente, l’esaminatore afferra il pollice del paziente e devia passivamente il polso in senso ulnare, mettendo in tensione i tendini del primo compartimento. Nella pratica è molto usata anche la variante nota come manovra di Eichhoff, in cui il paziente chiude il pugno con il pollice all’interno delle altre dita e l’esaminatore porta il polso in deviazione ulnare. La riproduzione di un dolore acuto sulla stiloide radiale indica un test positivo. La manovra di Eichhoff è sensibile ma poco specifica, perché può essere fastidiosa anche in soggetti sani e in chi ha artrosi della trapezio-metacarpale: il confronto con il lato controlaterale è quindi essenziale. Altri test, come quello di estensione contro resistenza del pollice con il polso in iperflessione, possono aumentare la specificità. Le principali manovre sono riassunte nella pagina sulle manovre semeiologiche in ortopedia.

Imaging e diagnosi

La diagnosi della tenosinovite di De Quervain è clinica. L’ecografia è utile nei casi dubbi: mostra l’ispessimento del retinacolo e dei tendini, il versamento nella guaina, l’iperemia al color-doppler e, soprattutto, la presenza di un setto intercompartimentale, informazione preziosa per programmare l’infiltrazione o l’intervento. La radiografia del polso e della mano non mostra la patologia tendinea ma serve a escludere l’artrosi trapezio-metacarpale, la frattura dello scafoide e altre lesioni ossee. La risonanza magnetica è raramente necessaria.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale comprende numerose condizioni del versante radiale del polso. La rizoartrosi, cioè l’artrosi della trapezio-metacarpale, dà dolore più distale, alla base del pollice, con test del grind positivo (compressione e rotazione assiale del primo metacarpo) e alterazioni radiografiche. La frattura di scafoide va sospettata dopo una caduta sulla mano iperestesa, con dolore alla tabacchiera anatomica. La sindrome dell’intersezione, dovuta al conflitto fra i tendini del primo e del secondo compartimento, dà dolore e crepitio più prossimale, sul dorso dell’avambraccio distale. La neurite del ramo sensitivo superficiale del nervo radiale (sindrome di Wartenberg) provoca parestesie e bruciore sul dorso radiale della mano, con segno di Tinel positivo. Vanno considerate anche le cisti gangliari, l’artrite radiocarpica e la tenosinovite infettiva. È utile ricordare che la sindrome del tunnel carpale dà parestesie nel territorio del mediano e non dolore sulla stiloide radiale, anche se le due condizioni possono coesistere, in particolare in gravidanza.

Terapia

Il trattamento iniziale è conservativo: riduzione delle attività scatenanti, tutore di immobilizzazione del polso e del pollice (tutore spica, che include la metacarpo-falangea del pollice lasciando libera l’interfalangea), ghiaccio e FANS per brevi periodi. Nelle neomamme è utile insegnare modalità diverse di sollevare il bambino; spesso la condizione migliora con la fine dell’allattamento e la riduzione del carico.

L’infiltrazione di corticosteroidi nella guaina del primo compartimento è il trattamento più efficace fra quelli non chirurgici ed è spesso risolutiva, in particolare se associata al tutore. La presenza di un setto separato per l’estensore breve del pollice è una delle cause di insuccesso: l’ecografia permette di guidare l’iniezione in entrambi i sottocompartimenti. Fra le complicanze dell’infiltrazione si ricordano la depigmentazione cutanea e l’atrofia del grasso sottocutaneo, più evidenti nelle pelli scure.

La chirurgia è indicata quando i sintomi persistono nonostante il trattamento conservativo e una o due infiltrazioni. Consiste nella sezione longitudinale del tetto del primo compartimento, in anestesia locale, con l’apertura di eventuali sottocompartimenti. I punti di attenzione sono la protezione del ramo sensitivo del nervo radiale, la cui lesione causa neuromi dolorosi, e la prevenzione della sublussazione volare dei tendini dopo il rilascio.

Come cade la tenosinovite di De Quervain al concorso

Il caso tipico è quello di una donna di trent’anni, a qualche settimana dal parto, con dolore sulla stiloide radiale che peggiora sollevando il neonato; il test di Finkelstein è positivo. La domanda chiede la diagnosi, i tendini coinvolti, il test diagnostico o la terapia di prima scelta. Le risposte attese sono rispettivamente la tenosinovite di De Quervain, abduttore lungo ed estensore breve del pollice nel primo compartimento dorsale, il test di Finkelstein e il trattamento conservativo con tutore e infiltrazione.

Gli errori tipici sono: includere l’estensore lungo del pollice fra i tendini coinvolti (appartiene al terzo compartimento); confondere il test di Finkelstein con il test di Phalen del tunnel carpale; attribuire il dolore alla rizoartrosi senza considerare la sede più prossimale; pensare che la radiografia debba essere patologica; proporre subito la chirurgia. Per consolidare questi riconoscimenti puoi esercitarti sulle prove degli anni precedenti del concorso SSM e sulle simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, che spiegano il perché di ogni risposta.

In sintesi

La tenosinovite di De Quervain è una tenosinovite stenosante del primo compartimento dorsale del polso, che contiene l’abduttore lungo e l’estensore breve del pollice. Colpisce soprattutto donne, con picco nel post-partum, ed è favorita dai movimenti ripetuti del pollice con deviazione del polso. Si manifesta con dolore e tumefazione sulla stiloide radiale e test di Finkelstein positivo. La diagnosi è clinica, con ecografia nei casi dubbi. Si tratta con tutore, riduzione del carico e infiltrazione di corticosteroide; la chirurgia di rilascio, attenta al ramo sensitivo del nervo radiale e ai setti intercompartimentali, è riservata ai casi resistenti.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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