Segno di Lasegue: manovra, radici e quiz SSM
24 Settembre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Lasegue, che nei testi italiani trovi scritto anche con l’accento come segno di Lasègue, è la manovra semeiologica di riferimento per riconoscere una sofferenza delle radici nervose lombosacrali, in particolare delle radici L5 e S1. Si basa sul sollevamento dell’arto inferiore esteso e sulla comparsa di un dolore che si irradia lungo il decorso del nervo sciatico. È un gesto rapido, che richiede pochi secondi, ma che va eseguito e interpretato con precisione: in questo articolo vediamo tecnica, fisiopatologia, criteri di positività, falsi positivi, patologie associate e il modo in cui compare nei quesiti del Concorso SSM.
Che cos’è il segno di Lasegue
Charles Lasègue, clinico francese dell’Ottocento, descrisse il dolore sciatico provocato dallo stiramento dell’arto inferiore; nella letteratura anglosassone la manovra è nota come straight leg raising test. Il segno di Lasègue si definisce positivo quando il sollevamento passivo dell’arto inferiore, mantenuto esteso al ginocchio, riproduce il dolore radicolare del paziente, cioè un dolore che parte dalla regione lombare o dal gluteo e scende lungo la faccia posteriore o posterolaterale della coscia e della gamba, spesso fino al piede.
La definizione contiene già il punto chiave: non basta un dolore qualsiasi. Una tensione alla parte posteriore della coscia, tipica dei muscoli ischiocrurali poco elastici, non rende positivo il segno. Serve un dolore che assomigli a quello di cui il paziente si lamenta e che abbia una distribuzione radicolare, sotto il ginocchio.
Come si esegue la manovra
Il paziente è in decubito supino, rilassato, con entrambi gli arti estesi. L’esaminatore afferra il calcagno con una mano e appoggia l’altra sul ginocchio per mantenerlo esteso, quindi solleva lentamente l’arto flettendo l’anca. Si annota l’angolo al quale compare il dolore: la positività significativa è classicamente compresa tra circa 30 e 70 gradi di flessione dell’anca. Sotto i 30 gradi le radici non vengono ancora stirate in modo apprezzabile, e un dolore così precoce deve far pensare a una componente non organica o a un’infiammazione estrema; oltre i 70 gradi la tensione si scarica soprattutto su muscoli posteriori della coscia, articolazione sacroiliaca e colonna, e il dolore perde valore radicolare.
Si esegue sempre il confronto con l’arto controlaterale. Esistono inoltre alcune manovre di sensibilizzazione che rendono l’esame più affidabile. La più usata è la manovra di Bragard: raggiunto l’angolo in cui compare il dolore, si abbassa leggermente l’arto fino a farlo scomparire e poi si flette dorsalmente il piede; se il dolore ricompare, la natura radicolare è molto più probabile. Un’altra variante consiste nel flettere il ginocchio all’angolo del dolore: se il sintomo si attenua, significa che dipendeva dallo stiramento del nervo.
Significato fisiopatologico
Il nervo sciatico nasce dalle radici L4-S3 e decorre posteriormente all’anca e al ginocchio. Quando l’anca si flette con il ginocchio esteso, il nervo viene messo in tensione e le radici scorrono di alcuni millimetri all’interno dei forami intervertebrali. In condizioni normali questo scorrimento è indolore. Se però una radice è compressa e infiammata, per esempio da un frammento discale, la sua mobilità si riduce e il tessuto nervoso è ipersensibile: lo stiramento provoca un dolore acuto, a scossa, che si proietta nel territorio della radice.
Il segno esplora quindi le radici basse, L5 e S1, che sono anche le più colpite dall’ernia discale lombare. Le radici più alte, come L2, L3 e L4, vengono invece messe in tensione dal segno di Wassermann, o Lasègue inverso, eseguito a paziente prono estendendo l’anca con il ginocchio flesso: è la manovra corretta quando si sospetta una cruralgia.
Quando il segno di Lasegue è positivo
La causa di gran lunga più frequente è l’ernia del disco lombare, soprattutto a livello L4-L5 e L5-S1. In questi pazienti il segno è positivo in un’altissima percentuale dei casi, tanto che la sua negatività rende meno probabile una compressione radicolare significativa: è quindi un test sensibile, utile soprattutto per escludere. La specificità è invece modesta, perché molte condizioni diverse possono provocare dolore allo stiramento.
Il segno di Lasègue crociato, detto anche Lasègue controlaterale, è molto più specifico: si solleva l’arto sano e il paziente avverte il dolore nell’arto malato. Questa risposta indica di solito un’ernia voluminosa, spesso mediale o espulsa, che viene trascinata contro la radice anche dalla trazione delle radici del lato opposto. È un dato che ai quiz viene associato proprio alla specificità elevata.
Altre cause di positività sono la stenosi del forame di coniugazione, le spondilolistesi con compressione radicolare, le neoplasie o gli ascessi epidurali, le radicoliti infettive e la sindrome del piriforme. Nel contesto di una lombalgia il segno aiuta a separare il semplice mal di schiena meccanico, in cui è negativo, dalla lombosciatalgia radicolare, in cui è positivo.
Falsi positivi e falsi negativi
Il falso positivo più comune è la retrazione degli ischiocrurali, che dà tensione posteriore alla coscia già a pochi gradi di flessione, bilaterale e senza irradiazione sotto il ginocchio. Anche le patologie dell’anca e dell’articolazione sacroiliaca possono dare dolore durante la manovra, ma localizzato alla radice della coscia o al gluteo. Un altro gruppo è rappresentato dalle risposte non organiche: il dolore compare per un sollevamento minimo, oppure il paziente che non tollera la manovra da supino riesce senza problemi a stare seduto con le gambe estese sul lettino, posizione che mette le radici nella stessa tensione. Il confronto tra le due posizioni è un controllo semplice e molto usato.
I falsi negativi si osservano soprattutto nell’anziano con stenosi del canale, in cui la claudicatio neurogena è il sintomo dominante ma il segno è spesso negativo, e nelle ernie foraminali o extraforaminali alte, che coinvolgono radici non esplorate dalla manovra. Anche un dolore già attenuato dalla terapia può rendere il segno negativo.
Diagnosi differenziale e relazione con altri segni
Lo stiramento delle strutture nervose non riguarda solo le radici lombari. Nella meningite e nell’emorragia subaracnoidea l’infiammazione delle meningi rende doloroso qualunque movimento che metta in tensione il nevrasse: la flessione dell’anca con il ginocchio esteso provoca resistenza e dolore, e questo spiega perché il segno di Lasègue sia descritto anche tra i segni meningei, accanto al segno di Kernig e al segno di Brudzinski. La differenza clinica è evidente: nella meningite il quadro è bilaterale, con febbre, cefalea e rigidità nucale; nella sciatica è unilaterale, senza segni sistemici.
Il segno va sempre inserito in un esame neurologico completo: forza dei muscoli innervati da L5 e S1 (dorsiflessione dell’alluce, flessione plantare del piede), riflesso achilleo, sensibilità del dorso e della pianta del piede. Il riflesso achilleo ridotto indica una sofferenza di S1, mentre il deficit dell’estensore lungo dell’alluce orienta verso L5. Infine vanno sempre ricercati i segnali di allarme: ritenzione urinaria, anestesia a sella, deficit motorio progressivo, che suggeriscono una sindrome della cauda equina e rappresentano un’urgenza neurochirurgica.
Come cade il segno di Lasegue al concorso
Nei quiz il segno compare in due forme. La prima è il caso clinico: un adulto con dolore lombare irradiato alla faccia posteriore della gamba fino al piede, insorto dopo uno sforzo, con Lasègue positivo a 40 gradi e riflesso achilleo ridotto. La domanda chiede la radice coinvolta, il livello discale più probabile o l’esame di scelta, e la risposta attesa è S1, disco L5-S1 e risonanza magnetica quando indicata. La seconda forma è la domanda di semeiotica pura, che chiede quale radice esplora la manovra, quale variante è più specifica o come si distingue dal Wassermann.
I distrattori tipici sono l’associazione del segno alla radice L3 o L4, l’idea che un Lasègue positivo sia sufficiente per indicare l’intervento chirurgico e la confusione tra sensibilità e specificità del test diretto e del test crociato. Per fissare questi dettagli è utile esercitarsi con domande commentate: sulla Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate che spiegano il ragionamento dietro ogni alternativa. Chi è interessato a lavorare su questi quadri anche dopo il concorso può approfondire la specializzazione in neurochirurgia, dove la patologia discale è pane quotidiano.
Errori tipici da evitare
Il primo errore è considerare positivo qualunque dolore alla coscia: serve un dolore radicolare, sotto il ginocchio, che riproduca il sintomo. Il secondo è non annotare l’angolo, che invece ha valore interpretativo. Il terzo è dimenticare il confronto controlaterale e il Lasègue crociato. Il quarto è non completare l’esame con forza, riflessi e sensibilità, perdendo proprio le informazioni che localizzano la radice. Infine, un Lasègue negativo in un paziente con dolore alla coscia anteriore non esclude una compressione alta: in quel caso la manovra giusta è il Wassermann.
In sintesi
Il segno di Lasègue è la comparsa di dolore radicolare al sollevamento passivo dell’arto inferiore esteso, di solito tra 30 e 70 gradi, ed esplora le radici L5 e S1. È molto sensibile per l’ernia discale lombare ma poco specifico, mentre la variante crociata è più specifica. La manovra di Bragard ne aumenta l’affidabilità, il Wassermann esplora invece le radici alte. Falsi positivi derivano da ischiocrurali retratti, anca, sacroiliaca e risposte non organiche. Ai quiz va collegato a riflessi, forza e sensibilità per localizzare la radice e ai segni meningei per la diagnosi differenziale.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
