Segno di Cullen e segno di Grey Turner: guida SSM
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Cullen è un’ecchimosi, cioè una colorazione bluastra o violacea della cute, localizzata attorno all’ombelico. Insieme al segno di Grey Turner, che descrive un’ecchimosi dei fianchi, è l’espressione cutanea di un sanguinamento retroperitoneale o intraperitoneale che si è fatto strada fino al sottocutaneo. Sono segni tardivi, poco frequenti, ma di grande peso clinico perché indicano quasi sempre una condizione grave. Per questo sono amatissimi dagli autori dei quiz. In questo articolo vediamo come si riconoscono, perché compaiono, a quali patologie si associano e come distinguerli ai quiz del Concorso SSM.
Che cos’è il segno di Cullen
Il segno deve il nome a Thomas Stephen Cullen, ginecologo canadese attivo negli Stati Uniti, che all’inizio del Novecento descrisse la colorazione periombelicale in una paziente con gravidanza ectopica rotta. Solo in seguito il reperto è stato associato in modo sistematico alla pancreatite acuta emorragica, oggi la condizione con cui viene più spesso citato.
Il segno si presenta come un alone ecchimotico periombelicale, di colore variabile dal blu-violaceo al giallo-verdastro a seconda del tempo trascorso e della degradazione dell’emoglobina. Non è doloroso di per sé, non si solleva, non scompare alla digitopressione e non va confuso con un ematoma da puntura, per esempio da iniezioni sottocutanee di eparina, che ha una sede diversa e una storia evidente. Non è una manovra da eseguire, ma un reperto da osservare durante l’ispezione dell’addome.
Il segno di Grey Turner
Il segno di Grey Turner, descritto dal chirurgo inglese George Grey Turner, consiste in un’ecchimosi dei fianchi, uni o bilaterale, che si estende talvolta verso la regione lombare. Anche in questo caso esprime un sanguinamento, di solito retroperitoneale, che ha raggiunto il sottocutaneo. I due segni possono comparire isolati o insieme e condividono lo stesso significato clinico generale: una raccolta ematica profonda, con infiltrazione emorragica dei tessuti.
Un trucco mnemonico utile agli studenti è associare la lettera iniziale alla sede: Cullen con “centro”, cioè l’ombelico, e Grey Turner con “fianchi”, immaginando il paziente che si “gira” di lato. È un modo semplice per non scambiare i due nomi, che è l’errore più comune.
Il meccanismo fisiopatologico
Il sangue o l’essudato emorragico raccolto nel retroperitoneo o nella cavità peritoneale diffonde lungo i piani fasciali. Nel caso del segno di Grey Turner il materiale emorragico segue lo spazio pararenale posteriore e raggiunge il sottocutaneo del fianco attraverso i margini del muscolo quadrato dei lombi. Nel caso del segno di Cullen il percorso è verso la parete anteriore: il sangue risale lungo il legamento falciforme e il legamento rotondo del fegato fino all’ombelico, oppure attraversa il peritoneo e la parete periombelicale, dove i tessuti sono più sottili.
Nella pancreatite acuta il contributo non è solo il sangue: l’essudato ricco di enzimi pancreatici attivati digerisce il tessuto adiposo e i piccoli vasi, provocando necrosi grassa ed emorragia lungo i piani che attraversa. Questo spiega perché il segno si osservi soprattutto nelle forme necrotico-emorragiche. Un aspetto da ricordare per i quiz è la tempistica: la diffusione richiede tempo, per cui le ecchimosi compaiono tipicamente a distanza di uno o più giorni dall’esordio e non nelle prime ore.
Quanto è frequente e quanto è sensibile il segno di Cullen
Si tratta di segni poco sensibili: la grande maggioranza dei pazienti con pancreatite acuta, anche severa, non li presenta. La loro assenza, quindi, non esclude né una pancreatite grave né un sanguinamento retroperitoneale. La specificità per una condizione precisa è bassa, perché possono comparire in diverse patologie; è invece alta la loro associazione con la gravità. Quando compaiono, indicano che è presente un processo emorragico importante e, nella pancreatite, sono tradizionalmente considerati un indicatore di prognosi sfavorevole.
Oggi la gravità della pancreatite non si stabilisce osservando la cute ma con criteri clinici e strumentali: la presenza e la durata dell’insufficienza d’organo, secondo la classificazione di Atlanta rivista, i punteggi clinici e l’estensione della necrosi alla TC con mezzo di contrasto eseguita al momento opportuno. Il segno resta un campanello d’allarme che rafforza il sospetto di un quadro severo, non uno strumento di stadiazione.
Patologie associate
La condizione più citata è la pancreatite acuta nella forma necrotico-emorragica. Seguono le cause di emoperitoneo e di ematoma retroperitoneale: la gravidanza ectopica rotta, storicamente la prima descritta, la rottura di un aneurisma dell’aorta addominale, soprattutto nelle rotture contenute nel retroperitoneo, i traumi addominali chiusi con lesione di milza, fegato, rene o vasi, e gli ematomi spontanei della guaina dei retti o del retroperitoneo nei pazienti in terapia anticoagulante.
Più raramente il segno è stato descritto in presenza di neoplasie addominali con metastasi alla parete, di rottura epatica o splenica, di ulcera duodenale perforata, di ascite massiva e in pazienti sottoposti a procedure percutanee o chirurgiche. Nei pazienti con alterazioni della coagulazione, per esempio in corso di cirrosi o di terapia anticoagulante, anche sanguinamenti modesti possono produrre ecchimosi estese. In tutti i casi il significato resta quello di una raccolta ematica profonda, da cercare con l’imaging.
Diagnosi differenziale
La diagnosi differenziale riguarda in primo luogo la causa del sanguinamento, e si imposta con anamnesi, parametri vitali ed esami. Una giovane donna con amenorrea, dolore pelvico e segni di shock orienta alla gravidanza ectopica, e il primo passo è il dosaggio della beta-hCG con ecografia. Un anziano iperteso e fumatore con dolore lombare o addominale improvviso, massa pulsante e ipotensione suggerisce la rottura di un aneurisma aortico, che richiede la chirurgia vascolare senza ritardi. Un paziente con dolore epigastrico a barra irradiato al dorso, vomito e lipasi elevata orienta alla pancreatite. Un paziente anticoagulato con dolore addominale e calo dell’emoglobina fa pensare a un ematoma spontaneo.
Sul piano cutaneo, invece, il segno va distinto dalle ecchimosi traumatiche della parete, dagli ematomi da iniezione sottocutanea, dalle porpore sistemiche e da reperti ombelicali di altro significato, come il nodulo di suor Maria Giuseppina, che è una metastasi ombelicale palpabile e non una macchia ecchimotica. In ogni caso la conferma della raccolta si ottiene con l’ecografia dell’addome e, nei pazienti stabili, con la TC con mezzo di contrasto.
Come cade il segno di Cullen al concorso
Al Concorso SSM le domande sono spesso di riconoscimento: viene descritta un’ecchimosi periombelicale o dei fianchi e bisogna attribuire il nome corretto, oppure viene dato il nome e bisogna scegliere la sede. Un secondo tipo di domanda chiede in quale patologia il segno sia più tipico, con la pancreatite acuta necrotico-emorragica come risposta più frequente e la gravidanza ectopica rotta come alternativa corretta in molti contesti. Un terzo tipo, più ragionato, propone un caso clinico di pancreatite con ecchimosi dei fianchi e chiede quale sia il significato del reperto: gravità, sanguinamento retroperitoneale, prognosi peggiore.
Gli errori più comuni sono scambiare Cullen con Grey Turner, ritenere il segno precoce anziché tardivo, considerarlo specifico della pancreatite e attribuirgli un ruolo nella diagnosi di pancreatite, che invece si basa su dolore tipico, enzimi pancreatici elevati e imaging. Un altro distrattore frequente associa il segno alla colecistite o all’appendicite, dove non ha un ruolo tipico. Se vuoi allenarti con casi clinici di addome acuto e shock emorragico, le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia spiegano il ragionamento dietro ogni opzione.
Implicazioni per la gestione
Riconoscere un’ecchimosi periombelicale o dei fianchi significa alzare il livello di attenzione. Il paziente va valutato per segni di instabilità emodinamica, con monitoraggio dei parametri vitali, accessi venosi adeguati, emocromo seriato, prove di coagulazione e gruppo sanguigno. Se c’è instabilità, la priorità è la rianimazione e il controllo della fonte del sanguinamento, secondo i principi di gestione dello shock emorragico. Nella pancreatite, il segno invita a considerare un quadro severo, con fluidoterapia guidata da obiettivi, monitoraggio in ambiente adeguato e imaging per valutare necrosi e complicanze.
In sintesi
Il segno di Cullen è un’ecchimosi periombelicale; il segno di Grey Turner è un’ecchimosi dei fianchi. Entrambi esprimono la diffusione nel sottocutaneo di sangue o di essudato emorragico dal retroperitoneo o dalla cavità peritoneale, lungo il legamento falciforme per l’ombelico e lungo i piani retroperitoneali per i fianchi. Compaiono tardivamente, sono poco sensibili e non specifici, ma indicano gravità. Le patologie tipiche sono la pancreatite acuta necrotico-emorragica, la gravidanza ectopica rotta, la rottura di aneurisma aortico, i traumi e gli ematomi da anticoagulanti. Ai quiz ricorda sede, significato e tempistica, e non confondere i due nomi.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
