Segno di Auspitz: rugiada emorragica nella psoriasi
1 Ottobre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Auspitz è la comparsa di piccoli punti di sanguinamento quando si asportano, con un grattamento delicato, le squame di una placca psoriasica. È uno dei segni dermatologici più citati nei manuali perché si spiega interamente con l’istologia della lesione: chi capisce come è fatta una placca di psoriasi capisce anche perché sanguina in quel modo, e difficilmente sbaglia la domanda.
Che cos’è il segno di Auspitz
Il segno porta il nome del dermatologo austriaco Heinrich Auspitz, attivo nella seconda metà dell’Ottocento. Consiste nella rugiada emorragica puntiforme, detta anche sanguinamento a rugiada, che si osserva sulla superficie di una placca di psoriasi dopo la rimozione completa delle squame. Al posto di un’erosione uniforme compaiono numerosi puntini rossi, distribuiti in modo regolare, ciascuno corrispondente all’apice di una papilla dermica.
Nella tradizione semeiologica il segno di Auspitz è l’ultimo atto di una sequenza di tre fenomeni che si ottengono grattando progressivamente la lesione, il cosiddetto grattamento metodico di Brocq. Prima si ottiene il segno della macchia di cera (o della goccia di candela), poi quello della membrana di Duncan Bulkley, e infine la rugiada emorragica di Auspitz.
Come si ricerca il segno di Auspitz
La manovra si esegue su una placca tipica, ben squamosa, con una curette smussa, un abbassalingua o anche il bordo di un vetrino. Si gratta con delicatezza e in modo progressivo, sempre nella stessa direzione. In una prima fase le squame bianco-argentee si staccano come trucioli di cera, e la superficie diventa più bianca e opaca: è il segno della macchia di cera, dovuto alla presenza di aria tra le lamelle di cheratina paracheratosica.
Proseguendo, si rimuove l’ultimo strato squamoso e compare una sottile pellicola lucida, umida e traslucida, la membrana di Duncan Bulkley, che corrisponde agli strati più profondi e assottigliati dell’epidermide sovrapapillare. Se si continua a grattare, la membrana si stacca e affiorano le goccioline di sangue puntiformi: questo è il segno di Auspitz vero e proprio.
È importante non eccedere: lo scopo è osservare il fenomeno, non creare un’abrasione. Il grattamento energico produce un sanguinamento diffuso che non ha alcun valore diagnostico. Inoltre, in un paziente con psoriasi attiva, il trauma cutaneo può innescare nuove lesioni, ed è un motivo in più per eseguire la manovra con misura e solo quando serve.
Il significato fisiopatologico
La placca psoriasica nasce da un’iperproliferazione dei cheratinociti con maturazione accelerata e incompleta, sostenuta da un’infiammazione cronica mediata soprattutto dall’asse IL-23/Th17. Dal punto di vista istologico questo si traduce in alcune alterazioni caratteristiche: ipercheratosi con paracheratosi (cellule che conservano il nucleo anche negli strati superficiali), riduzione o scomparsa dello strato granuloso, acantosi regolare con allungamento delle creste epidermiche, microascessi neutrofili nello strato corneo.
Le papille dermiche sono allungate e si spingono verso la superficie, e contengono capillari dilatati e tortuosi. Allo stesso tempo l’epidermide che le ricopre, la porzione sovrapapillare, è molto assottigliata. Quando le squame e il sottile strato epidermico sovrapapillare vengono rimossi, l’apice di ogni papilla con il suo capillare ectasico resta quasi esposto, e basta un minimo trauma perché sanguini. Ne risulta il disegno puntiforme e regolare tipico del segno.
La spiegazione aiuta anche a capire perché la squama sia così abbondante e argentea: la paracheratosi e l’aria intrappolata tra le lamelle riflettono la luce, conferendo alla placca il tipico aspetto madreperlaceo.
Patologie associate al segno di Auspitz
Il segno è classicamente legato alla psoriasi volgare a placche, la forma più frequente, con lesioni eritemato-squamose ben delimitate su gomiti, ginocchia, regione lombosacrale e cuoio capelluto. Può essere evocato anche in altre forme di psoriasi in cui sia presente una squama sufficiente, mentre è poco utilizzabile nelle forme pustolose, nella psoriasi invertita delle pieghe, dove la squama è scarsa per l’umidità, e nella forma eritrodermica.
Il segno non è esclusivo della psoriasi. Un sanguinamento puntiforme dopo grattamento può comparire anche in altre dermatosi eritemato-squamose, come alcune forme di dermatite seborroica, la cheratosi attinica o il lichen planus in fase ipercheratosica, e in alcune dermatosi rare. Per questo i dermatologi lo considerano un indizio forte nel contesto clinico adatto, non una prova.
Va ricordato infine che la psoriasi è una malattia sistemica: un paziente con placche cutanee può presentare dolore articolare da artrite psoriasica, alterazioni ungueali (pitting, onicolisi, macchie a goccia d’olio) e un aumentato rischio cardiometabolico. Il segno di Auspitz serve a riconoscere la lesione, ma l’inquadramento del paziente va molto oltre.
Valore e limiti del segno
Il valore principale del segno è didattico e orientativo. In una lesione eritemato-squamosa dubbia, la sequenza completa del grattamento metodico, con macchia di cera, membrana e rugiada emorragica, depone fortemente per la psoriasi. La diagnosi resta però clinica nel suo insieme: aspetto e distribuzione delle placche, interessamento ungueale e del cuoio capelluto, storia familiare, eventuali fattori scatenanti come infezioni streptococciche, farmaci o stress.
I limiti sono legati alla sensibilità e alla specificità. Diversi lavori hanno mostrato che il segno non è presente in tutte le placche psoriasiche e che può essere evocato in altre condizioni; inoltre dipende molto dalla tecnica dell’esaminatore e dalla fase della lesione. Una placca già trattata con emollienti, cheratolitici o corticosteroidi topici può non mostrare la squama necessaria. Nei casi dubbi la biopsia cutanea dirime, e la dermoscopia mostra spesso un pattern vascolare a puntini regolari che ha lo stesso substrato anatomico del segno.
Diagnosi differenziale e confusioni frequenti
Le lesioni con cui la psoriasi si confonde più spesso sono la dermatite seborroica (squame giallastre e untuose, sedi seborroiche come pieghe nasogeniene e sopracciglia), l’eczema nummulare (lesioni più essudative e pruriginose), le infezioni da dermatofiti, dove la dermatofitosi si presenta con un bordo attivo e una clearing centrale e richiede l’esame micologico, la pitiriasi rosea, il lichen planus con le sue papule poligonali violacee e la micosi fungoide nelle forme a placche persistenti.
Sul piano semeiologico la confusione più frequente è con il fenomeno isomorfo di Koebner, che pure riguarda la psoriasi. Sono due cose diverse: il segno di Auspitz descrive il sanguinamento di una lesione già presente quando la si gratta, mentre il fenomeno isomorfo descrive la comparsa di nuove lesioni su cute sana traumatizzata. Un altro errore è confondere il segno di Auspitz con il segno di Nikolsky, che riguarda lo scollamento epidermico nelle malattie bollose e non ha nulla a che vedere con la psoriasi.
Come cade il segno di Auspitz al concorso
Le domande più frequenti sono di riconoscimento: si descrive una placca eritematosa con squame argentee su gomiti e ginocchia che, grattata, mostra sanguinamento puntiforme, e si chiede la diagnosi. Altre volte la domanda è al contrario, e chiede a quale malattia sia associato il segno, oppure quale sia il substrato istologico (papille dermiche allungate con capillari dilatati ed epidermide sovrapapillare assottigliata).
Gli errori tipici riguardano l’ordine dei fenomeni del grattamento metodico (la rugiada emorragica è l’ultimo, non il primo), l’attribuzione del segno a malattie bollose, e la scelta di opzioni che lo definiscono patognomonico. Un’altra trappola è collegare il sanguinamento a un difetto della coagulazione o a una piastrinopenia: il meccanismo è puramente locale e anatomico. Chi vuole approfondire la disciplina può leggere anche la scheda sulla specializzazione in dermatologia e venereologia.
Per consolidare questi collegamenti sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni domanda di dermatologia è accompagnata dalla spiegazione delle alternative.
In sintesi
Il segno di Auspitz è la rugiada emorragica puntiforme che compare grattando una placca psoriasica dopo la rimozione delle squame e della membrana di Duncan Bulkley. Deriva dall’allungamento delle papille dermiche con capillari dilatati e dall’assottigliamento dell’epidermide sovrapapillare. È l’ultimo dei tre fenomeni del grattamento metodico di Brocq, dopo la macchia di cera e la membrana. È tipico della psoriasi a placche ma non esclusivo, né sempre presente: orienta la diagnosi senza sostituire clinica, dermoscopia e, nei casi dubbi, biopsia. Al concorso va distinto dal fenomeno di Koebner e dal segno di Nikolsky.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
