Scoliosi: definizione, test di Adams, angolo di Cobb e cura
23 Settembre 2026 · Mario Lomele
La scoliosi è la deformità della colonna vertebrale più frequente in età evolutiva e uno degli argomenti di ortopedia che il Concorso Nazionale SSM ripropone con regolarità, perché tocca insieme lo screening pediatrico, la semeiotica del rachide, la lettura della radiografia e le soglie di trattamento. Il candidato deve saperla definire con precisione, distinguerla dall’atteggiamento scoliotico, riconoscere il segno del gibbo e sapere che cosa misura l’angolo di Cobb. In questo articolo ripercorriamo l’argomento come sui manuali, con le forme tipiche di domanda in coda.
Che cos’è la scoliosi
La scoliosi è una deformità tridimensionale e strutturata della colonna vertebrale, caratterizzata da una deviazione laterale sul piano frontale, da una rotazione dei corpi vertebrali sul piano orizzontale e da un’alterazione delle curve fisiologiche sul piano sagittale. Per convenzione si parla di scoliosi quando l’angolo di Cobb misurato sulla radiografia in ortostatismo supera i 10 gradi. È fondamentale distinguerla dall’atteggiamento scoliotico o scoliosi non strutturata: una deviazione laterale senza rotazione vertebrale, che scompare con il decubito o con la flessione del tronco e che riconosce una causa esterna alla colonna, come una dismetria degli arti inferiori, una contrattura antalgica da ernia del disco o un vizio posturale.
Dal punto di vista eziologico la forma di gran lunga più frequente è la scoliosi idiopatica, che rappresenta la grande maggioranza dei casi e viene suddivisa per età di esordio in infantile (0-3 anni), giovanile (4-9 anni) e adolescenziale (dai 10 anni alla maturità scheletrica), quest’ultima la più comune e a netta prevalenza femminile nelle curve che richiedono trattamento. Seguono le scoliosi congenite, da difetti di formazione (emivertebra) o di segmentazione (barra) delle vertebre; le scoliosi neuromuscolari, in corso di paralisi cerebrale, distrofie muscolari, mielomeningocele, atrofia muscolare spinale; le scoliosi sindromiche, per esempio in neurofibromatosi, Marfan ed Ehlers-Danlos; e la scoliosi degenerativa dell’adulto, secondaria all’artrosi discale e faccettale con collasso asimmetrico.
Anatomia e meccanismo della deformità
Nella scoliosi strutturata le vertebre della curva ruotano con il corpo vertebrale verso la convessità e i processi spinosi verso la concavità. Questa rotazione trascina le coste: dal lato della convessità le coste vengono spinte posteriormente e formano il gibbo costale, dal lato della concavità si affossano. È il motivo per cui il gibbo si vede in flessione anteriore ed è il segno più sensibile all’ispezione. La curva viene descritta con alcuni termini fissi che il candidato deve possedere: la vertebra apicale è la più deviata e ruotata; le vertebre limitanti superiore e inferiore sono le più inclinate ai due estremi e definiscono l’angolo di Cobb; la curva è detta destro-convessa o sinistro-convessa a seconda del lato della convessità; la curva primaria è quella strutturata, mentre le curve di compenso sopra e sotto servono a riportare il capo sulla linea mediana.
La curva idiopatica adolescenziale più tipica è toracica destro-convessa; una curva toracica sinistro-convessa, un esordio precoce, un dolore importante o segni neurologici sono “campanelli d’allarme” che impongono di cercare una causa sottostante (malformazione, siringomielia, tumore) con la risonanza magnetica. Il meccanismo di progressione dipende dall’accrescimento: la deformità peggiora soprattutto durante lo scatto puberale, per cui il potenziale di crescita residuo, stimato con il segno di Risser (ossificazione dell’apofisi della cresta iliaca, da 0 a 5) e con l’età al menarca, è la variabile prognostica più importante insieme all’entità della curva.
Clinica ed esame obiettivo
La scoliosi idiopatica è quasi sempre asintomatica nell’adolescente e viene scoperta dai genitori, dal pediatra o allo screening scolastico per un’asimmetria: una spalla più alta, una scapola più sporgente, un fianco più scavato con il triangolo della taglia asimmetrico, il bacino disallineato. Il dolore non è un sintomo tipico e, se presente e intenso, va indagato. L’esame obiettivo si conduce con il paziente in piedi, a torace scoperto, osservato da dietro: si valutano l’allineamento dei processi spinosi con il filo a piombo, che dalla prominente di C7 dovrebbe cadere sul solco intergluteo, l’altezza delle spalle e delle scapole, i triangoli della taglia, la simmetria del bacino e delle creste iliache.
La manovra fondamentale è il test di Adams: si chiede al paziente di flettere il tronco in avanti con le ginocchia estese, le braccia pendenti e le mani unite; l’esaminatore guarda tangenzialmente il dorso e cerca il gibbo, cioè l’asimmetria paravertebrale che rivela la rotazione delle vertebre. La sua entità si misura con lo scoliometro, un inclinometro appoggiato sul dorso all’apice della curva; un’inclinazione del tronco di circa 7 gradi è la soglia comunemente usata per inviare il paziente all’approfondimento radiografico. Il test di Adams distingue anche la scoliosi strutturata dall’atteggiamento scoliotico: nel secondo la deviazione scompare in flessione e non c’è gibbo. L’esame va completato con la misura degli arti inferiori, la valutazione della lassità legamentosa, la ricerca di macchie caffellatte o altri segni sindromici e un esame neurologico con riflessi addominali, che se asimmetrici suggeriscono una patologia midollare. Un ripasso metodico è disponibile nella pagina sulle manovre semeiologiche in ortopedia.
Diagnosi per immagini
L’esame di riferimento è la radiografia del rachide in toto, in ortostatismo, nelle proiezioni postero-anteriore e laterale, eseguita in modo da includere il bacino e le creste iliache per il segno di Risser. Su di essa si misura l’angolo di Cobb: si tracciano le tangenti al piatto superiore della vertebra limitante superiore e al piatto inferiore della vertebra limitante inferiore, e si misura l’angolo fra le loro perpendicolari o, nelle curve ampie, fra le tangenti stesse. La rotazione vertebrale si stima dalla posizione dei peduncoli rispetto al corpo vertebrale (metodo di Nash-Moe). Le radiografie in inclinazione laterale (bending) servono a valutare la flessibilità della curva in vista della chirurgia. La risonanza magnetica non è di routine, ma è indicata nelle curve atipiche, nelle scoliosi infantili e giovanili, in presenza di dolore, di segni neurologici o di rapida progressione. La TC ha un ruolo nelle forme congenite per definire le malformazioni vertebrali. I sistemi radiografici a bassa dose sono oggi preferiti quando disponibili, dato il numero di controlli che un adolescente accumula nel corso del trattamento.
Classificazione della scoliosi
Le classificazioni si sovrappongono su più assi. Per eziologia: idiopatica, congenita, neuromuscolare, sindromica, degenerativa. Per età di esordio dell’idiopatica: infantile, giovanile, adolescenziale. Per sede della curva primaria: cervico-toracica, toracica, toraco-lombare, lombare, e doppia curva (toracica e lombare). Per gravità, secondo l’angolo di Cobb: si parla convenzionalmente di curve lievi al di sotto dei 20-25 gradi, moderate fra 25 e 40-45 gradi, gravi oltre i 45-50 gradi. Per la programmazione chirurgica dell’idiopatica adolescenziale si usa la classificazione di Lenke, che combina il tipo di curva (sei tipi in base a quali curve sono strutturate), un modificatore lombare e un modificatore sagittale toracico: al concorso è sufficiente sapere che esiste e a che cosa serve, senza ricordarne tutti i dettagli.
Trattamento conservativo e chirurgico per principi
La scelta terapeutica dipende da tre fattori: l’entità della curva, la sua progressione documentata e la maturità scheletrica residua. Nelle curve lievi e nel paziente maturo si ricorre alla sola osservazione, con controlli clinici e radiografici periodici durante la crescita; la fisioterapia con esercizi specifici, secondo i vari metodi, viene proposta come coadiuvante e per il mantenimento posturale, ma non è considerata in grado da sola di arrestare una curva in progressione. Il corsetto ortopedico (Milwaukee per le curve alte, Lyon, Chêneau, Boston e altri per le curve toraco-lombari) è indicato nelle curve moderate del paziente ancora in crescita e ha lo scopo di impedire la progressione, non di correggere definitivamente la deformità; la sua efficacia è proporzionale alle ore di utilizzo giornaliero. La chirurgia, cioè l’artrodesi vertebrale con strumentazione posteriore (viti peduncolari e barre) ed eventuale via anteriore, è riservata alle curve gravi, in genere sopra i 45-50 gradi, o alle curve in progressione nonostante il corsetto, con l’obiettivo di correggere e stabilizzare in modo permanente il tratto interessato. Nelle scoliosi a esordio precoce esistono strumentazioni allungabili che consentono di rinviare la fusione definitiva.
Complicanze
La scoliosi non trattata, quando grave, comporta deformità estetica con conseguenze psicologiche, dolore cronico nell’adulto e, nelle curve toraciche oltre determinate soglie, riduzione dei volumi polmonari con insufficienza respiratoria restrittiva e, nei casi estremi, cuore polmonare cronico. Le curve superiori ai 50 gradi tendono a progredire anche dopo la maturità scheletrica, di circa un grado all’anno. Il trattamento con corsetto può comportare lesioni cutanee, disagio e scarsa aderenza. Le complicanze chirurgiche comprendono il danno neurologico, per il quale si impiega il monitoraggio neurofisiologico intraoperatorio, l’infezione, la pseudoartrosi con rottura dei mezzi di sintesi, la perdita di correzione e la degenerazione dei segmenti adiacenti alla fusione, che nell’adulto può tradursi in lombalgia persistente.
Come cade la scoliosi al concorso
La scoliosi compare nei quesiti SSM in forme abbastanza stabili.
- La domanda sulla definizione: qual è la differenza fra scoliosi strutturata e atteggiamento scoliotico, oppure quale soglia dell’angolo di Cobb definisce la scoliosi.
- La domanda sull’esame obiettivo: che cosa evidenzia il test di Adams (il gibbo, espressione della rotazione vertebrale) e da quale lato si trova il gibbo rispetto alla convessità.
- Il quesito sull’angolo di Cobb: come si misura, quali vertebre si usano, e il quesito sul segno di Risser come indice di maturità scheletrica.
- Il caso clinico dell’adolescente con asimmetria delle spalle: si chiede l’esame di prima scelta (radiografia del rachide in toto in ortostatismo) o il trattamento più appropriato in base ai gradi e alla maturità scheletrica.
- La domanda sui segnali di allarme: curva toracica sinistro-convessa, dolore, deficit neurologico, riflessi addominali asimmetrici, che indicano la risonanza magnetica.
Rivedere questi schemi con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia è il modo più rapido per consolidare le soglie numeriche, che sono l’elemento più facilmente confondibile. L’argomento si collega anche alle domande di pediatria ortopedica, come la displasia dell’anca, che spesso compaiono nella stessa batteria.
In sintesi
La scoliosi è una deformità tridimensionale e strutturata della colonna, con deviazione laterale, rotazione vertebrale e angolo di Cobb superiore a 10 gradi; l’atteggiamento scoliotico non ha rotazione e scompare in flessione. La forma idiopatica adolescenziale è la più frequente, tipicamente toracica destro-convessa; le curve atipiche vanno studiate con la risonanza. Il test di Adams rivela il gibbo, la radiografia in ortostatismo misura la curva e il segno di Risser stima la crescita residua. Osservazione nelle curve lievi, corsetto nelle curve moderate in crescita, artrodesi nelle curve gravi: sono le tre risposte che il candidato deve avere pronte. Per chi vuole farne un mestiere, la pagina sulla specializzazione in ortopedia e traumatologia illustra il percorso.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
