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Concorso SSM

Ipertensione renovascolare: guida per il Concorso SSM

6 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Ipertensione renovascolare: guida per il Concorso SSM

L’ipertensione renovascolare è una forma di ipertensione secondaria causata da una stenosi emodinamicamente significativa di una o di entrambe le arterie renali, o dei loro rami, che attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone. È una delle cause di ipertensione secondaria più importanti da conoscere, perché è potenzialmente correggibile e perché si associa a un rischio di danno renale progressivo. Al Concorso SSM le domande ruotano intorno a tre temi: quando sospettarla, come distinguere le due cause principali e quale ruolo abbiano oggi la terapia medica e la rivascolarizzazione.

Che cos’è l’ipertensione renovascolare

Occorre distinguere due concetti spesso confusi. La stenosi dell’arteria renale è un reperto anatomico, che può essere presente anche in persone con pressione normale o con ipertensione essenziale non legata alla stenosi. L’ipertensione renovascolare, invece, è la condizione in cui la stenosi è la causa dell’aumento pressorio. Una terza entità è la nefropatia ischemica, cioè la riduzione del filtrato dovuta alla riduzione cronica della perfusione renale, che può accompagnare l’ipertensione renovascolare soprattutto nelle stenosi bilaterali o su rene unico.

Le cause principali sono due, e il loro confronto è la chiave dell’argomento. La stenosi aterosclerotica, di gran lunga la più frequente nell’adulto, interessa tipicamente l’ostio e il tratto prossimale dell’arteria renale in pazienti anziani con fattori di rischio cardiovascolare e aterosclerosi in altri distretti. La displasia fibromuscolare è una malattia arteriosa non aterosclerotica e non infiammatoria, più frequente nelle donne giovani, che colpisce il tratto medio-distale dell’arteria con il caratteristico aspetto a corona di rosario. Cause meno frequenti sono le vasculiti come l’arterite di Takayasu, la dissecazione aortica estesa alle arterie renali, gli aneurismi, l’embolia, le compressioni estrinseche e la neurofibromatosi.

Fisiopatologia: Goldblatt e il sistema renina-angiotensina

Il modello sperimentale classico è quello di Goldblatt. Nel modello a due reni e una clip, cioè una stenosi monolaterale con rene controlaterale sano, il rene ipoperfuso libera renina, l’angiotensina II aumenta le resistenze periferiche e stimola l’aldosterone, e la pressione sale. Il rene controlaterale, esposto a una pressione elevata, risponde con natriuresi da pressione e sopprime la propria renina: l’ipertensione è quindi dipendente dalla renina e risponde bene al blocco del sistema. Nel modello a un rene e una clip, che corrisponde alla stenosi su rene unico o alla stenosi bilaterale, non esiste un rene sano capace di eliminare il sodio: si ha ritenzione idrosalina, la renina tende a normalizzarsi e l’ipertensione diventa dipendente dal volume.

Questo modello spiega alcuni dati clinici fondamentali. Nella stenosi bilaterale o su rene unico la filtrazione glomerulare del rene ipoperfuso dipende dalla vasocostrizione dell’arteriola efferente mediata dall’angiotensina II; bloccandola con ACE-inibitori o sartani la pressione di filtrazione crolla e la creatinina aumenta bruscamente. È il meccanismo alla base di una delle domande più frequenti sull’argomento. L’iperaldosteronismo secondario, inoltre, spiega l’ipokaliemia che si osserva in una parte dei pazienti.

Clinica dell’ipertensione renovascolare

La clinica è quella dell’ipertensione, spesso severa, con alcuni indizi che devono far sospettare una causa renovascolare. Sono elementi di sospetto l’esordio di ipertensione in età giovanile, soprattutto in una donna senza familiarità, oppure in età avanzata in un paziente prima normoteso; l’ipertensione resistente a una terapia con tre farmaci a dose piena, compreso un diuretico; il peggioramento improvviso di un’ipertensione prima ben controllata; la crisi ipertensiva con danno d’organo acuto; l’aumento significativo della creatinina dopo l’introduzione di un ACE-inibitore o di un sartano; un’asimmetria nelle dimensioni renali; un soffio addominale sistolico-diastolico in regione periombelicale o al fianco; l’ipokaliemia non spiegata.

Un quadro particolare, molto amato dalle domande, è l’edema polmonare flash, cioè episodi ricorrenti e improvvisi di edema polmonare acuto in un paziente con funzione sistolica relativamente conservata, tipicamente in presenza di stenosi bilaterale. La sua presenza è una delle situazioni in cui la rivascolarizzazione può essere considerata. Nella forma aterosclerotica coesistono spesso cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica, malattia cerebrovascolare e insufficienza renale cronica; nella displasia fibromuscolare il paziente è in genere giovane e per il resto sano, talvolta con interessamento di altri distretti come le carotidi, con cefalea, acufeni pulsanti o dissezioni.

Diagnosi

Lo screening si esegue solo quando esiste un sospetto clinico e quando un’eventuale conferma potrebbe cambiare la gestione. L’esame di primo livello più usato è l’eco-color-doppler delle arterie renali, non invasivo, senza contrasto e adatto anche a pazienti con funzione renale ridotta: valuta la velocità di picco sistolico nell’arteria, il rapporto fra velocità renale e aortica, l’indice di resistenza intrarenale e le dimensioni dei reni. È però un esame operatore-dipendente e difficile nei pazienti obesi o con meteorismo.

L’angio-TC e l’angio-RM offrono un’eccellente visualizzazione anatomica; la prima richiede contrasto iodato, la seconda gadolinio, con le cautele del caso nell’insufficienza renale. L’angiografia digitale per sottrazione resta il gold standard e permette, nella stessa seduta, di misurare il gradiente pressorio attraverso la stenosi e di eseguire un’angioplastica. La scintigrafia renale con captopril e il dosaggio della renina nelle vene renali hanno ormai un ruolo marginale. Gli esami di laboratorio di base comprendono creatinina, potassio, esame delle urine e attività reninica plasmatica, che può essere elevata nelle forme monolaterali.

Terapia

Nella stenosi aterosclerotica la terapia di base è medica e ha due obiettivi: controllare la pressione e ridurre il rischio cardiovascolare globale. Si utilizzano gli antipertensivi, compresi ACE-inibitori o sartani nella stenosi monolaterale, con monitoraggio stretto di creatinina e potassio, insieme a statine, antiaggreganti, controllo glicemico e sospensione del fumo. Gli studi randomizzati hanno mostrato che, nella maggior parte dei pazienti con stenosi aterosclerotica, l’aggiunta di angioplastica con stent alla terapia medica ottimale non migliora in modo significativo pressione, funzione renale o eventi cardiovascolari. La rivascolarizzazione si riserva quindi a situazioni selezionate: edema polmonare flash, ipertensione realmente refrattaria, deterioramento rapido della funzione renale in stenosi bilaterale o su rene unico.

Nella displasia fibromuscolare il discorso è diverso: l’angioplastica percutanea con palloncino, di solito senza stent, ottiene buoni risultati e può portare alla guarigione o al netto miglioramento dell’ipertensione, soprattutto nei pazienti giovani con ipertensione di breve durata. La chirurgia di bypass o endoarteriectomia è oggi riservata a casi complessi, come le stenosi associate ad aneurismi o le lesioni non trattabili per via endovascolare.

Diagnosi differenziale

L’ipertensione renovascolare va distinta dalle altre forme di ipertensione secondaria: l’iperaldosteronismo primario, che dà ipokaliemia con renina soppressa, mentre nella forma renovascolare la renina è tipicamente elevata; il feocromocitoma, con ipertensione parossistica, cefalea, sudorazione e palpitazioni; la sindrome di Cushing; le malattie del parenchima renale; la coartazione aortica, con differenza di pressione fra arti superiori e inferiori; le apnee ostruttive del sonno; l’ipertensione da farmaci o sostanze. Va inoltre distinta dall’ipertensione essenziale con stenosi incidentale, in cui la correzione della stenosi non migliora la pressione.

Errori tipici

Il primo errore è invertire le caratteristiche delle due cause principali: l’aterosclerosi interessa l’ostio e il tratto prossimale nell’anziano, la displasia fibromuscolare il tratto medio-distale nella donna giovane, con l’aspetto a corona di rosario. Il secondo è pensare che gli ACE-inibitori siano sempre vietati: sono controindicati nella stenosi bilaterale o su rene unico, mentre nella forma monolaterale possono essere usati con attenzione. Il terzo è ritenere che ogni stenosi aterosclerotica vada trattata con stent. Il quarto è dimenticare che l’aumento della creatinina dopo un ACE-inibitore è un indizio diagnostico importante.

Come cade l’ipertensione renovascolare al concorso

Gli scenari tipici sono due. Il primo è una donna giovane con ipertensione severa di recente insorgenza, senza familiarità, con soffio addominale: la risposta è la displasia fibromuscolare e il trattamento l’angioplastica. Il secondo è un uomo anziano, fumatore, vasculopatico, con ipertensione resistente, rene di dimensioni ridotte e aumento della creatinina dopo l’avvio di un ACE-inibitore: stenosi aterosclerotica, da gestire in prima battuta con terapia medica ottimale. Altre domande chiedono l’esame di screening più appropriato, il gold standard diagnostico, il significato dell’edema polmonare flash o il meccanismo del modello di Goldblatt.

Le varianti di queste domande sono molte e i distrattori ben costruiti, per cui allenarsi è essenziale: nella Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate sulle ipertensioni secondarie, con la spiegazione di ogni alternativa. Per un ripasso generale è utile rileggere anche la pagina sull’ipertensione arteriosa.

In sintesi

L’ipertensione renovascolare è un’ipertensione secondaria causata da una stenosi dell’arteria renale che attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone. Le due cause principali sono l’aterosclerosi, ostiale e prossimale nell’anziano vasculopatico, e la displasia fibromuscolare, medio-distale a corona di rosario nella donna giovane. Va sospettata in caso di esordio precoce o tardivo, ipertensione resistente, soffio addominale, asimmetria renale, edema polmonare flash e aumento della creatinina dopo ACE-inibitori o sartani. L’eco-color-doppler è l’esame di primo livello, l’angiografia il gold standard. Nell’aterosclerosi prevale la terapia medica, nella displasia fibromuscolare l’angioplastica.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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