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Concorso SSM

Segno di Chadwick: cos’è e come cade al concorso SSM

1 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Segno di Chadwick: cos’è e come cade al concorso SSM

Il segno di Chadwick è la colorazione bluastra o violacea della mucosa vaginale, della cervice uterina e talvolta della vulva che compare nelle prime settimane di gravidanza. È uno dei segni classici che la semeiotica ostetrica insegna insieme al segno di Hegar e al segno di Goodell, e al Concorso SSM torna spesso in domande apparentemente semplici che in realtà verificano un punto preciso: la differenza fra segni presuntivi, probabili e certi di gravidanza. In questa guida vediamo come si ricerca, perché compare, con quali condizioni può essere confuso e quali sono le trappole più frequenti nei quiz.

Che cos’è il segno di Chadwick

Il segno di Chadwick consiste in un cambiamento di colore dei tessuti genitali: la mucosa vaginale e la portio, che normalmente appaiono rosa, assumono una tonalità rosso scuro, violacea o bluastra. Il nome deriva dal ginecologo statunitense James Read Chadwick, che lo descrisse nell’Ottocento, anche se osservazioni simili erano già state riportate in precedenza da altri autori. Nei testi italiani si incontra anche la dicitura “segno di Jacquemier-Chadwick”, proprio per ricordare questa doppia paternità.

Il reperto compare tipicamente fra la sesta e l’ottava settimana di amenorrea e diventa più evidente con il procedere della gestazione. Non si tratta di un segno patognomonico: indica una congestione venosa pelvica, che in gravidanza è la regola ma che può avere anche altre cause. Proprio per questo motivo viene collocato fra i segni che orientano, e non fra quelli che dimostrano, la presenza di una gravidanza.

Come si ricerca il segno di Chadwick

La ricerca è puramente ispettiva. Durante la visita ginecologica, con la paziente in posizione litotomica, si osservano i genitali esterni e poi, con l’aiuto dello speculum, le pareti vaginali e la portio. Il medico valuta il colore della mucosa in buona luce, confrontandolo mentalmente con l’aspetto atteso in una donna non gravida. Non servono manovre particolari né strumenti dedicati: è sufficiente un’ispezione accurata.

Proprio perché si basa sull’impressione visiva, il segno ha una componente soggettiva importante. La luce dell’ambulatorio, l’esperienza dell’esaminatore, la pigmentazione individuale e la presenza di infiammazioni locali possono rendere la valutazione incerta. Nella pratica clinica moderna nessuno pone diagnosi di gravidanza sul colore della vagina: il reperto viene annotato, ma la conferma passa dal dosaggio della beta-hCG e dall’ecografia.

Il significato fisiopatologico

Alla base del segno c’è l’aumento del flusso ematico e la congestione venosa dei tessuti pelvici. Già nelle prime settimane gli estrogeni e il progesterone prodotti prima dal corpo luteo e poi dalla placenta determinano vasodilatazione, neoangiogenesi e aumento della permeabilità capillare. Il plesso venoso perivaginale e quello cervicale si dilatano, il sangue venoso ristagna nella mucosa e la colorazione vira verso il violaceo.

Gli stessi meccanismi spiegano altri cambiamenti tipici della gravidanza iniziale: il rammollimento della cervice (segno di Goodell), il rammollimento dell’istmo uterino (segno di Hegar), l’aumento delle secrezioni vaginali e l’aumento di volume dell’utero. Ragionare sulla fisiopatologia aiuta a memorizzare: tutti questi segni dipendono dall’imbibizione e dalla vascolarizzazione indotte dagli ormoni, quindi compaiono più o meno nello stesso periodo e hanno tutti lo stesso limite, cioè la mancanza di specificità.

Segni presuntivi, probabili e certi di gravidanza

Il segno di Chadwick va inserito nella classificazione tradizionale dei segni di gravidanza, che al concorso viene chiesta spesso. I segni presuntivi sono in gran parte soggettivi o riferiti dalla paziente: amenorrea, nausea e vomito mattutini, tensione mammaria, pollachiuria, astenia, percezione dei movimenti fetali da parte della donna. Per l’inquadramento della mancata mestruazione può essere utile la pagina sull’amenorrea, che ricorda quante cause diverse dalla gravidanza esistano.

I segni probabili sono obiettivi, rilevati dal medico, ma non dimostrano la presenza di un embrione vitale: aumento di volume dell’utero, segno di Hegar, segno di Goodell, segno di Chadwick, ballottamento fetale, contrazioni di Braxton Hicks e positività del test di gravidanza. I segni certi (o positivi) sono quelli che documentano direttamente il prodotto del concepimento: visualizzazione ecografica dell’embrione o del feto, rilievo del battito cardiaco fetale, percezione dei movimenti fetali da parte dell’esaminatore.

Va detto con onestà che i manuali non sono del tutto concordi: alcuni testi, soprattutto di area anglosassone, collocano il segno di Chadwick fra i presuntivi. Il criterio più diffuso nella didattica italiana lo considera invece un segno probabile, perché è un reperto obiettivo. Al concorso la cosa importante è non confonderlo mai con un segno certo: è questa la distrazione che le domande cercano di provocare.

Categoria Esempi Chi lo rileva
Presuntivi Amenorrea, nausea, tensione mammaria, pollachiuria Soprattutto la paziente
Probabili Chadwick, Hegar, Goodell, utero aumentato, ballottamento, beta-hCG positiva Il medico, ma senza vedere il feto
Certi Embrione all’ecografia, battito cardiaco fetale, movimenti fetali percepiti dall’esaminatore Il medico, con prova diretta

Condizioni associate e diagnosi differenziale

Poiché il segno di Chadwick esprime una congestione pelvica, può essere presente in qualunque condizione che determini iperemia o stasi venosa. In gravidanza è presente anche quando la gestazione non è normale: una gravidanza ectopica produce beta-hCG e ormoni steroidei che modificano comunque i tessuti genitali, per cui il colore violaceo della vagina non dice nulla sulla sede dell’impianto. Allo stesso modo il segno può essere osservato in una mola idatiforme, dove i livelli ormonali sono spesso molto elevati.

Fuori dalla gravidanza, una colorazione simile può comparire nella fase premestruale, nella sindrome da congestione pelvica, in presenza di masse pelviche che ostacolano il ritorno venoso, nell’uso di terapie estroprogestiniche e, più raramente, nella pseudociesi. Anche le infiammazioni vaginali e cervicali modificano il colore della mucosa, ma in genere con arrossamento, secrezioni e sintomi locali; un quadro di vaginite è quindi un tipico elemento di disturbo nella valutazione.

Un’altra situazione da ricordare è l’interruzione della gravidanza: dopo un aborto spontaneo la colorazione regredisce gradualmente, ma non immediatamente, perché la caduta ormonale richiede tempo. Il segno, insomma, segue l’andamento degli ormoni e non la vitalità dell’embrione.

Valore clinico e limiti

Il valore attuale del segno di Chadwick è soprattutto didattico e storico. Prima della diffusione dei test immunologici e dell’ecografia, i segni obiettivi rilevati alla visita erano gli strumenti principali per sospettare una gravidanza nelle prime settimane. Oggi un test urinario o il dosaggio sierico della beta-hCG danno una risposta in tempi brevi e con maggiore affidabilità, mentre l’ecografia transvaginale permette di localizzare la camera gestazionale e di valutarne l’evoluzione.

I limiti principali sono tre. Il primo è la scarsa specificità, già discussa. Il secondo è la soggettività: la percezione del colore varia da un esaminatore all’altro e da un ambiente all’altro. Il terzo è la comparsa non immediata: nelle primissime settimane il segno può mancare, per cui la sua assenza non esclude una gravidanza. Rimane comunque utile conoscerlo, perché fa parte del ragionamento clinico completo e perché, nelle situazioni in cui una paziente nega la possibilità di una gravidanza, un reperto obiettivo suggestivo spinge a richiedere il test.

Come cade il segno di Chadwick al concorso

Le domande sul segno di Chadwick seguono schemi abbastanza ripetitivi. Il formato più frequente chiede di riconoscere la descrizione: “colorazione bluastra della mucosa vaginale e della cervice in gravidanza” con quattro eponimi fra cui scegliere. Gli altri distrattori classici sono Hegar (rammollimento dell’istmo), Goodell (rammollimento della cervice), Piskacek (asimmetria dell’utero nella zona di impianto) e talvolta segni non ostetrici come Cullen, che indica invece un’ecchimosi periombelicale. Per non confondere quest’ultimo è utile rivedere la scheda sul segno di Cullen.

Il secondo formato chiede di classificare il segno: in questo caso la risposta attesa è quasi sempre “segno probabile”, e l’errore tipico è indicarlo come segno certo. Un terzo formato propone un caso clinico di una giovane donna con amenorrea e dolore pelvico, descrive una mucosa violacea e chiede l’esame successivo: la risposta corretta è il dosaggio della beta-hCG e l’ecografia transvaginale, non l’attesa né la conferma clinica.

Nei quiz ricorrono anche alcune domande sul periodo di comparsa: ricordare la finestra fra la sesta e l’ottava settimana è sufficiente, senza bisogno di numeri più precisi. Per allenarsi sul riconoscimento rapido degli eponimi è molto utile lavorare su domande vere con commento; nella Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate che mettono a confronto i segni di gravidanza con le varianti dei distrattori più usati.

Errori tipici da evitare

Il primo errore è considerare il segno di Chadwick una prova di gravidanza. Non lo è: è un indizio obiettivo che va confermato. Il secondo è confonderlo con il segno di Goodell, perché entrambi riguardano la cervice; la regola mnemonica più semplice è che Chadwick riguarda il colore, Goodell la consistenza, Hegar la consistenza dell’istmo. Il terzo errore è pensare che il segno escluda una gravidanza extrauterina: come visto, dipende dagli ormoni e non dalla sede dell’impianto.

Un quarto errore, meno frequente ma insidioso, riguarda la cronologia: alcuni candidati collocano il segno nel secondo trimestre, confondendolo con i movimenti fetali o con il ballottamento. Il segno di Chadwick è invece un reperto del primo trimestre. Infine attenzione alle domande che mescolano segni ostetrici e segni chirurgici o internistici: un eponimo noto in un altro ambito, come il segno di Murphy o quello di Blumberg, non ha nulla a che vedere con la diagnosi di gravidanza e serve solo a distrarre.

In sintesi

Il segno di Chadwick è la colorazione violacea o bluastra della vagina e della cervice dovuta alla congestione venosa indotta dagli ormoni della gravidanza. Compare nel primo trimestre, di solito fra la sesta e l’ottava settimana, si ricerca con la semplice ispezione con speculum ed è classificato tradizionalmente fra i segni probabili. Non distingue una gravidanza normale da una ectopica o molare, può comparire anche in condizioni di congestione pelvica non gravidica e non sostituisce la beta-hCG e l’ecografia. Al concorso basta ricordare tre cose: è un segno di colore, non è un segno certo, e va distinto con sicurezza da Hegar e Goodell.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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