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Concorso SSM

Tumore di Wilms: clinica, WAGR e terapia per l’SSM

1 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Tumore di Wilms: clinica, WAGR e terapia per l’SSM

Il tumore di Wilms, chiamato anche nefroblastoma, è il tumore renale maligno più frequente dell’età pediatrica e uno dei grandi successi dell’oncologia infantile: grazie a protocolli cooperativi internazionali, la maggior parte dei bambini colpiti oggi guarisce. Al Concorso SSM compare in casi clinici molto riconoscibili, con una massa addominale in un bambino in buone condizioni generali, e in domande sulle sindromi genetiche associate, in primo luogo la WAGR. Per non sbagliare bisogna saperlo distinguere con sicurezza dal neuroblastoma.

Che cos’è il tumore di Wilms

Il tumore di Wilms è una neoplasia embrionale del rene che deriva dal blastema metanefrico, il tessuto primitivo da cui si sviluppano i nefroni. In alcuni reni si osservano i resti nefrogenici, foci di blastema persistente dopo la nascita, considerati lesioni precursori; la loro presenza, soprattutto se diffusa, aumenta il rischio di tumore bilaterale.

Colpisce soprattutto bambini fra i due e i cinque anni, quindi in media un po’ più grandi di quelli con neuroblastoma, ed è raro dopo i dieci anni e nell’adulto. Nella grande maggioranza dei casi è unilaterale; una minoranza è bilaterale, sincrona o metacrona, ed è più frequente nei bambini con predisposizione genetica, che tendono anche ad ammalarsi in età più precoce.

Sindromi associate e genetica: WAGR e le altre

La maggior parte dei casi è sporadica, ma il tumore di Wilms è un modello classico di oncogenesi legata a geni oncosoppressori. Il gene più noto è WT1, sul braccio corto del cromosoma 11 (11p13), che codifica un fattore di trascrizione essenziale per lo sviluppo del rene e delle gonadi. Un secondo locus, WT2, si trova in 11p15 ed è coinvolto nei disturbi dell’imprinting.

Le sindromi da ricordare sono tre. La sindrome WAGR è dovuta a una delezione in 11p13 che comprende sia WT1 sia PAX6: il nome indica Wilms, Aniridia, anomalie Genitourinarie e Ritardo mentale (oggi si parla di disabilità intellettiva). L’aniridia, assenza congenita dell’iride, è il segno più evidente e in un neonato deve far eseguire controlli ecografici periodici dei reni. La sindrome di Denys-Drash, dovuta a mutazioni puntiformi di WT1, associa tumore di Wilms, nefropatia precoce con sclerosi mesangiale diffusa che evolve verso l’insufficienza renale, e disturbi della differenziazione sessuale, con pseudoermafroditismo maschile. La sindrome di Beckwith-Wiedemann, legata a 11p15, è una sindrome da iperaccrescimento con macrosomia, macroglossia, onfalocele, emiipertrofia, visceromegalie e ipoglicemia neonatale, che predispone al tumore di Wilms, all’epatoblastoma e ad altre neoplasie embrionali. Anche l’emiipertrofia isolata aumenta il rischio. Le anomalie genitali associate possono comprendere criptorchidismo e ipospadia.

Istologia

Il tumore di Wilms classico ha un aspetto trifasico, con tre componenti in proporzioni variabili: blastemale, fatta di piccole cellule blu indifferenziate; epiteliale, con abbozzi di tubuli e glomeruli; stromale, con tessuto mesenchimale che può differenziarsi anche in muscolo, cartilagine o tessuto adiposo. Il fattore istologico più importante per la prognosi è l’anaplasia, caratterizzata da nuclei molto grandi e ipercromatici e mitosi atipiche, spesso correlata a mutazioni di TP53: quando è diffusa definisce un’istologia sfavorevole, più resistente alla chemioterapia. Dopo chemioterapia preoperatoria, inoltre, la quantità di blastema residuo identifica i tumori ad alto rischio.

Come si presenta: la massa che non supera la linea mediana

La presentazione tipica è una massa addominale o al fianco, liscia, di consistenza soda, spesso molto voluminosa, scoperta per caso dai genitori mentre lavano o vestono il bambino o durante una visita. Il dato semeiologico più caratteristico è che la massa, originando dal rene, non supera la linea mediana. A differenza del neuroblastoma, il bambino appare di solito in buone condizioni generali.

Possono associarsi dolore addominale, febbre, ematuria macro o microscopica e ipertensione arteriosa, dovuta alla secrezione di renina da parte del tumore o alla compressione dell’arteria renale. Una complicanza importante è la rottura del tumore, spontanea o traumatica, che si presenta come addome acuto con anemizzazione e peggiora la stadiazione; per questo la palpazione dell’addome deve essere delicata e non ripetuta inutilmente. Il tumore può crescere dentro la vena renale fino alla vena cava inferiore e, raramente, all’atrio destro, causando varicocele, ascite o segni di ostruzione venosa. Alcuni bambini sviluppano una forma acquisita di malattia di von Willebrand.

Diagnosi e stadiazione

Il primo esame è l’ecografia dell’addome, che conferma l’origine renale della massa, valuta il rene controlaterale e studia la vena renale e la cava. Si completa con TC o risonanza dell’addome con contrasto, che mostrano una massa renale solida, spesso disomogenea, con il tipico segno dell’artiglio (claw sign), in cui il parenchima renale sano abbraccia il tumore. Le calcificazioni sono rare, a differenza del neuroblastoma, e le catecolamine urinarie sono normali.

La sede metastatica più frequente è il polmone, quindi la stadiazione comprende una TC del torace; più raramente sono coinvolti fegato e linfonodi. Le metastasi ossee e cerebrali sono rare nel Wilms classico e devono far pensare ad altri tumori renali pediatrici, come il sarcoma a cellule chiare (che metastatizza all’osso) o il tumore rabdoide (associato a localizzazioni cerebrali). La stadiazione chirurgico-patologica distingue i tumori confinati al rene e completamente asportati, quelli con estensione locale, quelli con residuo o rottura, quelli con metastasi a distanza e quelli bilaterali.

Esistono due grandi scuole di trattamento. Nel modello nordamericano si esegue in genere prima la nefrectomia, che fornisce subito istologia e stadio. Nel modello europeo, adottato anche in Italia, si somministra di solito una chemioterapia preoperatoria senza biopsia, che riduce il volume del tumore e il rischio di rottura intraoperatoria; la biopsia si riserva ai casi atipici, come i bambini più grandi o i quadri radiologici non tipici.

Terapia

Il trattamento si basa su chirurgia e chemioterapia, con radioterapia nei casi selezionati. La nefrectomia radicale con campionamento linfonodale è il cardine chirurgico; nei tumori bilaterali o nelle sindromi predisponenti si cerca di risparmiare tessuto renale con resezioni parziali. I farmaci principali sono la vincristina e l’actinomicina D, a cui si aggiunge la doxorubicina negli stadi più avanzati e, per le istologie sfavorevoli, schemi più intensivi. La radioterapia si usa sul fianco negli stadi locali avanzati e sui polmoni in caso di metastasi che non rispondono completamente.

La gestione richiede un centro di oncologia pediatrica e un’équipe in cui il ruolo della chirurgia pediatrica è determinante. Il follow-up controlla la recidiva, la funzione del rene residuo, la pressione arteriosa e gli effetti tardivi delle cure, come la cardiotossicità da antracicline.

Prognosi

La prognosi complessiva è molto buona, soprattutto per i tumori a istologia favorevole e a stadio limitato. I fattori sfavorevoli sono l’anaplasia diffusa, l’elevata quota di blastema dopo chemioterapia, lo stadio avanzato, l’età maggiore e alcune alterazioni molecolari, come la perdita di eterozigosi di 1p e 16q o il guadagno di 1q.

Come cade il tumore di Wilms al concorso

Il caso tipico è un bambino di tre anni in buone condizioni, con una massa addominale liscia scoperta dalla madre, che non supera la linea mediana, con ipertensione e microematuria. La risposta è tumore di Wilms. Altre domande chiedono quale sindrome associa aniridia e tumore renale (WAGR), quale gene è coinvolto (WT1 in 11p13), qual è la sede metastatica più comune (polmone) o quali farmaci sono la base della chemioterapia (vincristina e actinomicina D).

Gli errori più frequenti sono quattro. Confonderlo con il neuroblastoma: il Wilms non supera la linea mediana, raramente calcifica, non aumenta VMA e HVA e colpisce bambini in condizioni generali migliori. Associare la WAGR al cromosoma sbagliato. Considerare l’anaplasia un dettaglio, mentre è il principale fattore prognostico istologico. Indicare la biopsia percutanea come primo passo obbligatorio, mentre in molti protocolli non serve. Sulla Piattaforma Accademia le simulazioni commentate mettono il Wilms a confronto con gli altri tumori addominali del bambino.

In sintesi

Il tumore di Wilms è il tumore renale maligno più comune del bambino, nasce dal blastema metanefrico e colpisce soprattutto fra i due e i cinque anni. Si presenta come massa al fianco che non supera la linea mediana, talvolta con ipertensione ed ematuria, in un bambino in buone condizioni. È associato a WT1 e alle sindromi WAGR, Denys-Drash e Beckwith-Wiedemann. Metastatizza soprattutto al polmone. Nefrectomia e chemioterapia con vincristina e actinomicina D garantiscono la guarigione nella maggior parte dei casi.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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