Test di Lachman: crociato anteriore e quiz SSM
1 Ottobre 2026 · Mario Lomele
Il test di Lachman è la manovra clinica di riferimento per valutare l’integrità del legamento crociato anteriore del ginocchio: con il ginocchio lievemente flesso, l’esaminatore stabilizza il femore e tira in avanti la tibia, valutando l’entità dello spostamento e la qualità dell’arresto finale. Rispetto al classico cassetto anteriore è più affidabile, soprattutto nel ginocchio traumatizzato di recente. Al Concorso SSM è una domanda quasi fissa di ortopedia: si chiede come si esegue, a quanti gradi di flessione, perché è migliore del cassetto e quale esame serve per confermare il sospetto.
Che cos’è il test di Lachman
La manovra prende il nome dal chirurgo ortopedico statunitense John Lachman, che ne promosse l’uso negli anni Settanta; la prima descrizione formale fu pubblicata da un suo allievo. Il test valuta la traslazione anteriore della tibia rispetto al femore, movimento che in condizioni normali è limitato proprio dal legamento crociato anteriore, il principale freno a questo spostamento.
Il test è positivo quando la tibia scorre in avanti più del lato sano e, soprattutto, quando la traslazione termina con un arresto “molle”, indefinito, invece che con lo stop netto e fermo di un legamento integro. La qualità dell’end point è spesso più informativa della quantità di spostamento, perché la lassità fisiologica varia da persona a persona. Per l’inquadramento clinico completo rimandiamo alla scheda sulla lesione del crociato anteriore.
Come si esegue il test di Lachman
Il paziente è supino, rilassato, con il ginocchio flesso fra venti e trenta gradi; si può appoggiare un piccolo rialzo sotto la coscia o tenere la gamba sul braccio dell’esaminatore. Una mano afferra la coscia appena sopra la rotula, stabilizzando il femore; l’altra mano afferra la tibia prossimale, con il pollice sulla tuberosità tibiale o sulla rima articolare anteriore. Con un movimento deciso ma non brusco, la tibia viene tirata in avanti, mantenendo il femore fermo.
L’esaminatore valuta tre elementi: l’entità della traslazione, la presenza di un arresto netto o molle, e il confronto con il ginocchio controlaterale, che va sempre esaminato. Molti testi graduano la lassità in base ai millimetri di spostamento in più rispetto al lato sano, ma clinicamente la distinzione più utile resta quella fra end point fermo e end point assente o molle. Se la mano dell’esaminatore è piccola rispetto alla coscia del paziente, esistono varianti come il Lachman prono o il Lachman con la coscia appoggiata sul ginocchio dell’esaminatore, utili negli atleti molto muscolosi.
Il significato fisiopatologico
Il legamento crociato anteriore origina dalla superficie mediale del condilo femorale laterale e si inserisce anteriormente sull’area intercondiloidea della tibia. Il suo ruolo principale è impedire la traslazione anteriore della tibia e contribuire al controllo della rotazione interna, in particolare nei movimenti di cambio di direzione e di atterraggio dopo un salto.
La rottura avviene tipicamente con un meccanismo senza contatto: decelerazione improvvisa, rotazione su piede fisso, valgo del ginocchio. Il paziente riferisce spesso uno schiocco, dolore e un rapido gonfiore, legato a un emartro. Quando il legamento è rotto, durante il test la tibia scorre in avanti senza incontrare il freno normale e l’arresto finale è affidato a strutture secondarie, più elastiche, da cui la sensazione di stop molle.
Lachman o cassetto anteriore: il confronto
Il cassetto anteriore si esegue con il ginocchio flesso a novanta gradi e l’anca a quarantacinque, con l’esaminatore seduto sul piede del paziente e le mani attorno alla tibia prossimale, che viene tirata in avanti. Entrambi i test esplorano la traslazione anteriore della tibia, ma il Lachman è considerato più sensibile, soprattutto nella fase acuta, per tre motivi.
Il primo è il dolore: nel ginocchio traumatizzato e con versamento la flessione a novanta gradi è spesso impossibile o molto dolorosa, mentre una flessione modesta è tollerata. Il secondo è la contrazione dei muscoli ischiocrurali, che a novanta gradi tirano la tibia indietro e mascherano la lassità. Il terzo è anatomico: a novanta gradi il corno posteriore del menisco mediale agisce come un cuneo che blocca lo scorrimento tibiale. A venti o trenta gradi queste interferenze si riducono e il crociato è il principale vincolo esaminato.
| Elemento | Test di Lachman | Cassetto anteriore |
|---|---|---|
| Flessione del ginocchio | 20-30 gradi | 90 gradi |
| Uso nella fase acuta | Ben tollerato | Spesso limitato da dolore e versamento |
| Interferenza muscolare e meniscale | Ridotta | Ischiocrurali e corno posteriore del menisco possono mascherare la lassità |
| Ruolo nella pratica | Test clinico di riferimento | Complementare |
Accanto a questi c’è il pivot shift, che riproduce la sublussazione anterolaterale della tibia e la sua riduzione durante la flessione in valgo e rotazione interna: è molto specifico ma difficile da eseguire nel paziente sveglio e dolorante, per cui spesso viene valutato in anestesia.
Lesioni associate e diagnosi differenziale
La rottura del crociato anteriore raramente è isolata. Le lesioni associate più frequenti riguardano i menischi, il legamento collaterale mediale e la cartilagine; la combinazione di crociato anteriore, collaterale mediale e menisco è la classica triade di O’Donoghue. Per questo dopo un Lachman positivo vanno sempre ricercate anche le lesioni meniscali con le manovre dedicate e con la risonanza: per approfondire c’è la pagina sulla lesione del menisco.
Nel differenziale del ginocchio traumatico con emartro rientrano la lussazione di rotula, le fratture osteocondrali e le fratture del piatto tibiale, oltre alle lesioni del crociato posteriore. Un piccolo frammento avulso dal margine laterale del piatto tibiale (frattura di Segond) è considerato un segno radiografico indiretto di lesione del crociato anteriore. Nel bambino va ricordata l’avulsione dell’eminenza intercondiloidea, che può simulare una rottura legamentosa. Un errore da evitare è interpretare come Lachman positivo una traslazione apparente dovuta a un crociato posteriore rotto: la tibia, già sublussata posteriormente, viene semplicemente riportata in posizione neutra. Per un ripasso di queste insidie è utile la scheda sulle manovre semeiologiche in ortopedia.
Valore clinico e limiti
Il test di Lachman è considerato il test clinico più sensibile per la rottura del crociato anteriore, con una specificità anch’essa buona. Come per tutte le manovre semeiologiche, i valori riportati variano a seconda degli studi e dell’esperienza dell’esaminatore, per cui conviene ricordare il concetto qualitativo più che i numeri.
I limiti principali sono la contrattura antalgica del paziente, la massa muscolare della coscia negli sportivi, il versamento importante, le lesioni parziali che possono lasciare un arresto apparentemente conservato e le lesioni associate che complicano l’interpretazione. La diagnosi viene confermata con la risonanza magnetica, che documenta anche le lesioni meniscali, condrali e ossee associate; la radiografia serve a escludere fratture. Il trattamento, conservativo o chirurgico con ricostruzione, dipende dall’età, dal livello di attività, dall’instabilità e dalle lesioni concomitanti, e spetta allo specialista in ortopedia e traumatologia.
Come cade il test di Lachman al concorso
Il caso tipico è una giovane sportiva che durante una partita cambia direzione bruscamente, sente uno schiocco, non riesce a continuare e sviluppa in poche ore un ginocchio gonfio. Si chiede la manovra più sensibile per la diagnosi clinica (test di Lachman), l’esame strumentale di conferma (risonanza magnetica) o la struttura più probabilmente lesa (crociato anteriore). Altre domande chiedono il grado di flessione corretto o il motivo per cui il Lachman è preferibile al cassetto anteriore.
Un formato frequente elenca manovre e chiede di abbinarle alle strutture: Lachman e cassetto anteriore al crociato anteriore, cassetto posteriore e segno del recurvato posteriore al crociato posteriore, McMurray e Apley ai menischi, stress in valgo e varo ai collaterali. Per esercitarti su questi abbinamenti trovi simulazioni commentate nella Piattaforma Accademia.
Errori tipici ai quiz
Il primo errore è indicare novanta gradi di flessione per il Lachman: quella è la posizione del cassetto anteriore. Il secondo è considerare il cassetto anteriore più sensibile del Lachman. Il terzo è pensare che la radiografia basti per la diagnosi di lesione legamentosa. Il quarto è dimenticare le lesioni associate, in particolare quelle meniscali, che cambiano la prognosi e il trattamento. Infine, attenzione a non confondere il Lachman con il pivot shift: il primo valuta la traslazione anteroposteriore, il secondo l’instabilità rotatoria.
In sintesi
Il test di Lachman valuta la traslazione anteriore della tibia con il ginocchio flesso a venti-trenta gradi ed è la manovra clinica più sensibile per la rottura del crociato anteriore. È positivo quando lo spostamento è aumentato rispetto al lato sano e l’arresto è molle. È preferibile al cassetto anteriore perché meno influenzato da dolore, contrazione degli ischiocrurali e menisco. La conferma richiede la risonanza magnetica, che documenta anche le frequenti lesioni associate.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
