Spondilolistesi: cause, gradi e terapia | Concorso SSM
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
La spondilolistesi è lo scivolamento di un corpo vertebrale rispetto a quello sottostante, quasi sempre in avanti, e rappresenta una delle cause strutturali di lombalgia più studiate in ortopedia. Al Concorso SSM la troviamo in domande che mettono alla prova la distinzione con la spondilolisi, la conoscenza delle classificazioni e la capacità di riconoscere il quadro clinico nel ragazzo sportivo o nell’anziano con claudicatio neurogena. Vediamo l’argomento in modo ordinato, dalla definizione alle trappole dei quiz.
Che cos’è la spondilolistesi
Il termine deriva dal greco e indica letteralmente lo scivolamento (olisthesis) di una vertebra (spondylos). Nella forma più comune, detta anterolistesi, la vertebra superiore scivola in avanti su quella inferiore; esiste anche la retrolistesi, in cui lo spostamento avviene all’indietro, di solito in un contesto degenerativo. Le sedi tipiche sono due: il passaggio lombosacrale L5-S1, dove prevale la forma istmica del giovane, e il livello L4-L5, dove prevale la forma degenerativa dell’adulto e dell’anziano.
È fondamentale non confondere la spondilolistesi con la spondilolisi. La spondilolisi è un difetto, un’interruzione della pars interarticularis, cioè il ponte osseo dell’arco posteriore compreso tra processo articolare superiore e inferiore. La spondilolisi può esistere da sola, senza alcuno scivolamento; quando è bilaterale e la vertebra perde il suo ancoraggio posteriore, il corpo vertebrale può scivolare in avanti e si parla allora di spondilolistesi istmica. In altre parole, la spondilolisi è una delle cause della spondilolistesi, non un suo sinonimo.
Eziopatogenesi e classificazione di Wiltse
La classificazione eziologica più citata è quella di Wiltse, che distingue cinque tipi principali, a cui alcuni autori aggiungono una forma iatrogena.
- Displasica (congenita): anomalia delle faccette articolari o della parte superiore del sacro che non oppone resistenza allo scivolamento.
- Istmica: difetto della pars interarticularis, di solito una frattura da stress (lisi), più raramente un allungamento della pars o una frattura acuta.
- Degenerativa: dovuta all’artrosi delle faccette e alla degenerazione discale, con arco posteriore integro.
- Traumatica: frattura acuta di elementi posteriori diversi dalla pars.
- Patologica: indebolimento osseo da tumori, infezioni o malattie metaboliche.
La forma istmica compare tipicamente nell’età dello sviluppo ed è favorita da sport che comportano iperestensione e rotazione ripetute della colonna lombare: ginnastica artistica, tuffi, danza, sollevamento pesi, lancio, alcuni ruoli nel calcio e nel cricket. Il meccanismo è quello della frattura da stress della pars, che viene sollecitata a ogni iperestensione. Esiste anche una componente familiare.
La forma degenerativa è invece tipica dell’età adulta avanzata, più frequente nel sesso femminile e al livello L4-L5. Qui l’arco è intatto: sono l’artrosi delle faccette, orientate in modo più sagittale, e la perdita di altezza del disco a rendere il segmento instabile. Poiché l’arco scivola in avanti insieme al corpo, questa forma tende a restringere il canale vertebrale e si associa spesso a stenosi del canale.
Classificazione di Meyerding: il grado dello scivolamento
Accanto alla classificazione eziologica esiste quella morfologica di Meyerding, che quantifica lo scivolamento sulla radiografia laterale. Si divide il piatto vertebrale superiore della vertebra sottostante in quattro parti e si misura di quanto è avanzato il margine posteriore della vertebra soprastante.
| Grado | Scivolamento | Commento |
|---|---|---|
| I | fino al 25% | forma più comune, spesso trattabile in modo conservativo |
| II | 25-50% | basso grado insieme al I |
| III | 50-75% | alto grado |
| IV | 75-100% | alto grado |
| V | oltre il 100% | spondiloptosi: il corpo vertebrale cade davanti al sacro |
La distinzione pratica è tra basso grado (I-II) e alto grado (III-V): quest’ultimo è più spesso sintomatico, tende a progredire nel giovane e ha più frequentemente indicazione chirurgica.
Clinica della spondilolistesi
Molti casi sono asintomatici e vengono scoperti per caso su una radiografia eseguita per altri motivi. Quando i sintomi ci sono, il più comune è la lombalgia meccanica, che peggiora con l’iperestensione e con la stazione eretta prolungata e migliora a riposo. Nel ragazzo con forma istmica il dolore lombare compare dopo l’attività sportiva, e può associarsi a contrattura degli ischiocrurali, con andatura a passi corti e difficoltà a flettere il tronco a ginocchia estese. Nelle forme di alto grado si osservano modificazioni posturali: iperlordosi al di sopra del livello, appiattimento dei glutei, un gradino palpabile tra i processi spinosi.
La componente radicolare dipende dalla forma. Nella spondilolistesi istmica L5-S1 la radice più spesso irritata è L5, compressa nel forame dal tessuto fibrocartilagineo che si forma sul difetto della pars. Nella forma degenerativa L4-L5 prevalgono i sintomi da stenosi del canale: claudicatio neurogena, con dolore e parestesie agli arti inferiori che compaiono camminando e si alleviano sedendosi o flettendo il tronco in avanti, per esempio appoggiandosi al carrello della spesa. La sindrome della cauda equina è rara, ma va esclusa nei quadri di alto grado con deficit sfinterici. Per il ragionamento generale sul dolore lombare è utile la scheda sulla lombalgia.
Diagnosi per immagini
Il primo esame è la radiografia della colonna lombosacrale in proiezione antero-posteriore e laterale, che mostra lo scivolamento e permette di assegnare il grado di Meyerding. Le proiezioni oblique evidenziano il difetto della pars con l’immagine classica del “cagnolino scozzese” (Scottie dog) con il collare: il collo del cane corrisponde alla pars e la lisi appare come una linea che lo attraversa. Le radiografie dinamiche in flesso-estensione servono a valutare l’instabilità, cioè l’aumento dello scivolamento con il movimento.
La TC è l’esame migliore per visualizzare il difetto osseo della pars e per studiare la morfologia delle faccette. La risonanza magnetica valuta il disco, il canale, i forami e le radici; nel giovane sportivo con RX negativa è utile per identificare l’edema della pars, cioè una reazione da stress prima che si formi una lisi completa. La scintigrafia o la SPECT hanno un ruolo nel distinguere una lisi attiva, metabolicamente vivace, da una vecchia lisi non consolidata.
Terapia
La maggior parte delle spondilolistesi di basso grado si gestisce in modo conservativo: riduzione o sospensione temporanea dell’attività che provoca dolore, analgesici e antinfiammatori, fisioterapia con rinforzo della muscolatura addominale e paravertebrale e stretching degli ischiocrurali. Nel giovane con lisi recente si può usare un corsetto per alcune settimane, con l’obiettivo di favorire la consolidazione. Nei bambini e negli adolescenti è importante il monitoraggio radiografico durante la crescita, perché lo scivolamento può progredire.
Le indicazioni chirurgiche comprendono il dolore invalidante che non risponde a un trattamento conservativo adeguato, il deficit neurologico progressivo, la sindrome della cauda equina, la progressione documentata dello scivolamento e le forme di alto grado nel giovane. L’intervento più comune è l’artrodesi (fusione) del segmento con viti peduncolari, associata o meno a decompressione delle radici; nella forma degenerativa con stenosi si esegue spesso una decompressione con stabilizzazione. In casi selezionati di spondilolisi senza scivolamento nel giovane si può riparare direttamente la pars.
Diagnosi differenziale
Il dolore lombare con irradiazione all’arto inferiore richiede di distinguere la spondilolistesi dall’ernia del disco, che dà una radicolopatia più acuta e con segno di Lasègue spesso positivo, dalla stenosi del canale pura e dalle cause vascolari di claudicatio, nelle quali il dolore si allevia fermandosi in piedi e i polsi periferici sono ridotti. Nell’anziano con dolore improvviso dopo un trauma minimo vanno escluse le fratture vertebrali da osteoporosi; nel giovane vanno considerate la spondilite anchilosante, con dolore infiammatorio notturno e rigidità mattutina, e le cause infettive e tumorali, che si accompagnano a segni sistemici. Anche la scoliosi può coesistere con una spondilolistesi, talvolta come scoliosi antalgica.
Come cade la spondilolistesi al concorso
Lo scenario più classico è quello di una ginnasta adolescente con lombalgia che peggiora in iperestensione, contrattura degli ischiocrurali e una lisi di L5 visibile in obliqua: la domanda chiede la diagnosi, la sede o il segno radiografico, cioè il cagnolino scozzese con il collare. Un secondo scenario presenta una donna anziana con claudicatio neurogena che migliora flettendo il tronco: qui la risposta punta a una spondilolistesi degenerativa L4-L5 con stenosi del canale.
Gli errori tipici sono ricorrenti. Il primo è usare spondilolisi e spondilolistesi come sinonimi. Il secondo è collocare la forma degenerativa in L5-S1 e quella istmica in L4-L5, invertendo le sedi. Il terzo è pensare che ogni scivolamento vada operato, quando la maggioranza dei casi di basso grado si gestisce in modo conservativo. Il quarto è confondere la classificazione di Wiltse, che è eziologica, con quella di Meyerding, che misura il grado. Per verificare questi concetti su casi reali conviene esercitarsi con le prove degli anni precedenti e con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni risposta errata viene spiegata.
In sintesi
La spondilolistesi è lo scivolamento di una vertebra sulla sottostante, quasi sempre in avanti. La spondilolisi è il difetto della pars interarticularis e ne è la causa nella forma istmica, tipica del giovane sportivo in L5-S1; la forma degenerativa colpisce l’anziano in L4-L5 e si associa a stenosi del canale. Wiltse classifica per causa, Meyerding per grado, con la spondiloptosi come stadio estremo. La radiografia con proiezioni oblique, la TC e la RM completano la diagnosi. Il trattamento è di norma conservativo nelle forme di basso grado, mentre la chirurgia con decompressione e artrodesi è riservata a dolore refrattario, deficit neurologici, progressione e alto grado. Tenere separate lisi e listesi, e ricordare le sedi tipiche, basta a evitare buona parte degli errori ai quiz.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
