Come vengono controllate le presenze?
10 Maggio 2021 · Mario Lomele
Il modo in cui vengono controllate le presenze degli specializzandi cambia parecchio da un ateneo all’altro. Le modalità di controllo sono state finora soggette a regolamenti interni delle singole Scuole o dei singoli Atenei ma in alcune Università stanno avviando procedure per la regolamentazione standardizzata delle presenze mediante badge, analogamente al personale strutturato.
Come vengono controllate le presenze: perché e con quali strumenti
Il modo in cui vengono controllate le presenze serve innanzitutto a documentare il monte ore di attività formativa e assistenziale svolto da ogni specializzando, in coerenza con gli obiettivi previsti dall’ordinamento didattico della Scuola. Non si tratta quindi di un semplice adempimento burocratico, ma di uno strumento che, in caso di verifica, attesta il percorso realmente compiuto.
Per molti anni le presenze sono state controllate con fogli firma cartacei gestiti internamente dalle singole Scuole o Atenei, con criteri diversi da una sede all’altra. L’introduzione del badge in alcune Università va nella direzione di uniformare questo controllo, avvicinandolo alle modalità già in uso per il personale strutturato delle Aziende Ospedaliere, ma resta comunque una scelta organizzativa del singolo ateneo e non un obbligo generale su tutto il territorio.
Chi ha dubbi su come vengono controllate le presenze nella propria Scuola può chiedere chiarimenti direttamente al Direttore o al proprio tutor, che è anche la figura più indicata a valutare se le attività svolte corrispondono agli obiettivi formativi dell’anno.
Il controllo delle presenze si collega inevitabilmente anche alla gestione delle assenze: puoi approfondire cosa prevede il contratto per quanto riguarda le ferie e cosa prevede invece il contratto per quanto riguarda la malattia, i due casi più comuni in cui l’attività in Scuola si interrompe temporaneamente.
Il rapporto di formazione-lavoro dello specializzando nel suo complesso resta comunque disciplinato dal Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999, il testo di riferimento da cui partono quasi tutte le regole pratiche della vita in Scuola.
Anche quando le presenze vengono controllate in modo più stringente, ad esempio con il badge, ricorda che l’obiettivo resta sempre la verifica del percorso formativo e non un controllo fine a sé stesso: se hai dubbi su una registrazione che ritieni sbagliata, segnalalo subito alla segreteria didattica, prima che diventi difficile da correggere a distanza di mesi.
Sapere fin da subito come vengono controllate le presenze nella tua Scuola ti aiuta anche a organizzarti meglio con eventuali periodi fuori rete formativa o con richieste di trasferimento, perché la documentazione delle presenze pregresse è spesso parte della pratica da presentare in questi casi.
Vale infine la pena distinguere tra il controllo delle presenze in senso stretto e la valutazione complessiva del percorso formativo: la prima verifica che tu sia stato fisicamente presente alle attività previste, la seconda riguarda invece la qualità e la coerenza di quanto svolto rispetto agli obiettivi dell’anno di corso. Sono due piani diversi, entrambi importanti, ma non vanno confusi tra loro.
Chiedere fin da subito come vengono controllate le presenze nella Scuola che stai valutando può essere anche un criterio utile, insieme ad altri, per farti un’idea di quanto sia strutturata e organizzata quella sede prima ancora di iniziare il percorso.
Se ti stai preparando al concorso SSM e devi ancora scegliere tra più sedi disponibili in graduatoria, informarti su come vengono controllate le presenze, insieme ad altri aspetti organizzativi come tutor e orari, ti aiuta ad arrivare alla scelta con un quadro più completo, non solo basato sulla reputazione della specializzazione.
In definitiva, il modo in cui vengono controllate le presenze racconta molto anche del livello di organizzazione interna di una Scuola: non è l’unico criterio da considerare, ma è un dettaglio pratico che vale la pena chiedere già durante i colloqui informativi, prima ancora di inserire quella sede tra le tue preferenze in graduatoria.