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Concorso SSM

Astenia: cause, diagnosi e differenze per il Concorso SSM

27 Settembre 2026 · Mario Lomele

Astenia: cause, diagnosi e differenze per il Concorso SSM

L’astenia è fra i sintomi più riferiti negli ambulatori di medicina generale e fra i più difficili da inquadrare. Il paziente dice di sentirsi stanco, senza forze, esaurito, e dietro queste parole possono esserci un’anemia, un ipotiroidismo, una depressione, un’infezione cronica, un tumore, un disturbo del sonno o una vera malattia neuromuscolare. Per il Concorso SSM il punto centrale è uno solo: distinguere la stanchezza generale dalla perdita di forza muscolare obiettivabile, perché le due strade diagnostiche sono completamente diverse.

Che cos’è l’astenia

Con il termine astenia si indica una sensazione soggettiva di stanchezza, di mancanza di energia, di affaticabilità sproporzionata rispetto all’attività svolta, che non si risolve pienamente con il riposo. Il paziente può riferire di non riuscire a iniziare le attività, di stancarsi presto o di sentirsi esausto anche dopo aver dormito. Si distingue una astenia acuta, spesso legata a infezioni o a eventi intercorrenti, da una astenia cronica, quando il sintomo persiste per settimane o mesi; molti testi usano la soglia di sei mesi per parlare di stanchezza cronica, da intendere come orientativa.

Il meccanismo non è unico. Possono contribuire la ridotta disponibilità di ossigeno ai tessuti, come nell’anemia o nello scompenso, le alterazioni metaboliche ed endocrine, l’azione delle citochine infiammatorie sul sistema nervoso centrale, tipica di infezioni, tumori e malattie autoimmuni, i disturbi del sonno e dell’umore, gli effetti collaterali dei farmaci. In molti pazienti le cause sono più di una e si sommano.

Astenia, ipostenia e debolezza muscolare: la differenza

Questo è il passaggio più importante e più spesso sbagliato. L’astenia è un sintomo generale: il paziente si sente stanco, ma quando lo si esamina la forza muscolare è conservata. L’ipostenia, invece, è una riduzione obiettiva della forza di uno o più gruppi muscolari, misurabile all’esame neurologico con la scala di forza da 0 a 5. Quando la forza è del tutto assente si parla di plegia, quando è ridotta di paresi. La debolezza muscolare vera, quindi, è un segno e non solo un sintomo, e orienta verso una malattia del sistema nervoso, della giunzione neuromuscolare o del muscolo.

Esiste poi l’affaticabilità muscolare, cioè la comparsa di debolezza con l’esercizio ripetuto e il recupero con il riposo, che è il marchio della miastenia gravis: ptosi palpebrale e diplopia che peggiorano a fine giornata, difficoltà a masticare o a parlare a lungo. Nei quiz confondere astenia generica e affaticabilità miastenica è un errore classico.

Il criterio pratico è semplice: se l’esame obiettivo rileva un deficit di forza, con una distribuzione precisa, si imbocca la strada neurologica; se la forza è normale e il paziente riferisce solo stanchezza, si procede con la valutazione internistica dell’astenia.

Cause principali di astenia per apparato

Le cause ematologiche sono tra le prime da cercare: l’anemia, di qualunque origine, riduce il trasporto di ossigeno e si associa a pallore, dispnea da sforzo e tachicardia. Per l’inquadramento è utile la classificazione delle anemie per volume corpuscolare. Anche la carenza di ferro senza anemia può dare stanchezza.

Le cause endocrino-metaboliche sono numerose. L’ipotiroidismo dà astenia, sonnolenza, intolleranza al freddo, aumento di peso, stipsi e cute secca. L’insufficienza surrenalica si presenta con astenia marcata, calo di peso, ipotensione, iperpigmentazione e alterazioni elettrolitiche. Il diabete scompensato, l’ipercalcemia, l’iponatriemia e l’ipokaliemia sono cause da non dimenticare; l’ipokaliemia marcata può dare anche vera debolezza muscolare. L’ipertiroidismo, pur essendo uno stato ipercatabolico, può causare stanchezza e miopatia prossimale.

Fra le cause cardiorespiratorie contano lo scompenso cardiaco, le valvulopatie, le bradiaritmie, la BPCO e l’apnea ostruttiva del sonno, che dà sonnolenza diurna e stanchezza al risveglio. Tra le malattie d’organo rientrano l’insufficienza renale cronica e le epatopatie croniche.

Le infezioni acute e croniche causano spesso astenia: mononucleosi, epatiti virali, tubercolosi, HIV, endocardite. Le neoplasie la producono attraverso anemia, cachessia e citochine, e l’astenia correlata al cancro è uno dei sintomi più invalidanti per il paziente oncologico. Le malattie reumatologiche, come il lupus, l’artrite reumatoide e la polimialgia reumatica, uniscono stanchezza, rigidità e aumento degli indici di flogosi.

Le cause psichiatriche e funzionali sono fra le più frequenti in assoluto. La depressione maggiore si presenta spesso con astenia, anedonia, disturbi del sonno e dell’appetito. Il disturbo d’ansia generalizzato, i disturbi del sonno, la fibromialgia e la sindrome da fatica cronica completano il quadro. Infine i farmaci: beta-bloccanti, antistaminici sedativi, benzodiazepine, antidepressivi, antiepilettici, oppioidi, diuretici con alterazioni elettrolitiche, statine con miopatia.

Cause della debolezza muscolare vera

Quando l’esame conferma un’ipostenia, il ragionamento procede per livello di lesione. Le lesioni del primo motoneurone danno debolezza con spasticità, iperreflessia e segno di Babinski. Le lesioni del secondo motoneurone e delle radici danno ipotrofia, fascicolazioni e iporeflessia. Le neuropatie periferiche, come la sindrome di Guillain-Barré, danno debolezza ascendente con areflessia. Le malattie della giunzione, come la miastenia, danno affaticabilità fluttuante con riflessi conservati. Le miopatie danno debolezza prossimale simmetrica, con difficoltà ad alzarsi dalla sedia o a pettinarsi, talvolta con aumento della creatinchinasi.

Approccio diagnostico all’astenia

L’anamnesi deve chiarire da quanto tempo dura l’astenia, se è costante o fluttuante, se peggiora con lo sforzo o è presente già al risveglio, come sono il sonno e l’umore, quali farmaci assume il paziente, se ci sono febbre, calo di peso, sudorazioni, dispnea, sanguinamenti, sintomi gastrointestinali o genitourinari. L’esame obiettivo generale e un esame neurologico con valutazione della forza segmentaria sono indispensabili per separare l’astenia dalla debolezza.

Gli esami di primo livello comprendono emocromo, ferritina, VES e PCR, glicemia, funzionalità renale ed epatica, elettroliti con calcio, TSH, esame delle urine e, nei soggetti a rischio, test per HIV ed epatiti. La creatinchinasi è utile se si sospetta una miopatia. Ulteriori accertamenti, come cortisolemia, vitamina B12, radiografia del torace, polisonnografia, elettromiografia o anticorpi anti-recettore dell’acetilcolina, vanno richiesti in base agli indizi clinici, non in modo indiscriminato.

La gestione dipende dalla causa: correggere un’anemia sideropenica, sostituire l’ormone tiroideo o il cortisolo carente, sospendere un farmaco responsabile, trattare un’apnea del sonno o una depressione porta spesso a un miglioramento netto. Quando invece gli accertamenti risultano negativi, il percorso più ragionevole è un follow-up programmato, con attenzione all’igiene del sonno, all’attività fisica graduale e al supporto psicologico, rivalutando il paziente se compaiono nuovi sintomi o se il quadro peggiora nel tempo.

Segni d’allarme nell’astenia

Sono segni d’allarme l’astenia associata a calo ponderale involontario, febbre o sudorazioni notturne, l’età avanzata con esordio recente, la presenza di linfoadenopatie o masse, il sanguinamento, la dispnea o il dolore toracico, l’ipotensione con iperpigmentazione, e soprattutto qualunque deficit di forza obiettivo, specie se rapidamente progressivo o con coinvolgimento dei muscoli respiratori o della deglutizione. Una debolezza ascendente che progredisce in pochi giorni o una crisi miastenica sono vere urgenze neurologiche.

Come cade l’astenia al concorso SSM

Nei quiz l’astenia accompagna spesso altri elementi che rendono la diagnosi evidente. Una donna con stanchezza, aumento di peso, intolleranza al freddo e TSH elevato porta all’ipotiroidismo. Un paziente con astenia, iperpigmentazione, iponatriemia e iperkaliemia porta all’insufficienza surrenalica primitiva. Un’anziana con astenia, rigidità dei cingoli e VES elevata porta alla polimialgia reumatica. Una giovane con ptosi e diplopia serali porta alla miastenia gravis, dove il termine corretto è affaticabilità, non astenia.

Gli errori tipici sono prevedibili. Il primo è confondere astenia e ipostenia, usando i termini come sinonimi. Il secondo è attribuire tutto alla depressione senza escludere cause organiche. Il terzo è non eseguire un esame della forza muscolare. Il quarto è dimenticare i farmaci come causa. Il quinto è richiedere esami di secondo livello senza un sospetto clinico preciso. Per esercitarsi a riconoscere questi scenari sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, in cui ogni distrattore è spiegato.

In sintesi

L’astenia è una sensazione soggettiva di stanchezza con forza muscolare conservata, e va distinta dall’ipostenia, che è una riduzione obiettiva della forza, e dall’affaticabilità tipica della miastenia. Le cause sono ematologiche, endocrine, cardiorespiratorie, infettive, neoplastiche, reumatologiche, psichiatriche e farmacologiche. Anamnesi, esame obiettivo con valutazione della forza e un pannello di esami di primo livello permettono di orientarsi. Calo di peso, febbre, sanguinamento e deficit di forza progressivi sono i segni d’allarme che richiedono un approfondimento rapido.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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