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Concorso SSM

Donazione di organi: processo, etica e concorso SSM

6 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Donazione di organi: processo, etica e concorso SSM

La donazione di organi è l’atto con cui organi e tessuti di una persona, deceduta o in alcuni casi vivente, vengono prelevati per essere trapiantati in pazienti con insufficienza d’organo terminale, per i quali il trapianto rappresenta l’unica terapia salvavita o la migliore per qualità della vita. È un processo clinico, organizzativo ed etico complesso, che coinvolge rianimatori, coordinatori, chirurghi, medici legali e laboratori di immunologia, e che al Concorso SSM viene chiesto sia nelle domande di medicina legale sia in quelle di anestesia, nefrologia e immunologia.

Che cos’è la donazione di organi: definizioni di base

Si distinguono la donazione da donatore deceduto e quella da donatore vivente. Il donatore deceduto può essere un paziente in cui è stata accertata la morte con criteri neurologici, cioè la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo, oppure un paziente deceduto per arresto cardiocircolatorio, la cosiddetta donazione a cuore fermo. Il donatore vivente può donare un rene o una porzione di fegato, e meno frequentemente altri segmenti d’organo, a condizioni rigorose di tutela della sua salute e della libertà della scelta.

Gli organi trapiantabili da donatore deceduto comprendono reni, fegato, cuore, polmoni, pancreas e intestino; i tessuti comprendono cornee, valvole cardiache, segmenti vascolari, osso, cute e tendini. In Italia il riferimento normativo è la legge 91/1999, che disciplina il prelievo e il trapianto di organi e tessuti, l’espressione della volontà del cittadino e l’organizzazione della rete nazionale, regionale e locale dei trapianti.

La morte con criteri neurologici e quella cardiocircolatoria

Il punto di partenza è l’accertamento della morte. Nella maggior parte dei donatori deceduti la morte è accertata con criteri neurologici da un collegio medico, attraverso un periodo di osservazione durante il quale si verificano l’assenza dello stato di coscienza, dei riflessi del tronco encefalico e del respiro spontaneo, e si documenta il silenzio elettrico cerebrale; in situazioni particolari si ricorre a indagini sul flusso ematico cerebrale. Per i dettagli della procedura è utile la scheda sull’accertamento di morte cerebrale.

Concetto da fissare: la morte con criteri neurologici non è un coma profondo né uno stato vegetativo, ma la morte della persona. Il Glasgow Coma Scale descrive il livello di coscienza di un paziente vivo e non è uno strumento per accertare la morte. Nella donazione a cuore fermo, invece, la morte è accertata dopo l’arresto della circolazione con un tempo di osservazione definito, durante il quale non si interviene; segue il prelievo, che richiede tecniche di perfusione per preservare gli organi dall’ischemia.

Il processo di donazione passo per passo

Il processo comincia con l’identificazione del potenziale donatore, di solito in terapia intensiva, in un paziente con grave lesione cerebrale come un trauma cranico, un’emorragia cerebrale o un’anossia post-arresto. Segue la segnalazione al coordinamento, l’accertamento della morte, la verifica della volontà espressa in vita, il colloquio con i familiari e la valutazione di idoneità del donatore, che comprende anamnesi, esami di laboratorio, sierologie infettive, imaging ed eventualmente biopsie degli organi.

Durante l’attesa il donatore va mantenuto: la morte encefalica provoca instabilità emodinamica, diabete insipido, alterazioni elettrolitiche, ipotermia e coagulopatia, e una gestione intensiva corretta con fluidi, vasopressori, ormoni e controllo della temperatura protegge la funzione degli organi. Infine c’è il prelievo, l’allocazione secondo criteri di compatibilità, urgenza e tempo in lista, il trasporto e il trapianto.

Ogni fase ha un tempo critico. Gli organi tollerano periodi di ischemia fredda diversi: il cuore e i polmoni sono i più sensibili, il fegato ha una finestra intermedia, il rene è il più tollerante. Per questo l’organizzazione del prelievo multiorgano coinvolge più équipe chirurgiche che lavorano in sequenza, e il coordinamento regionale e nazionale gestisce in tempo reale l’abbinamento fra donatore e ricevente. Negli ultimi anni si sono diffuse le macchine di perfusione, che mantengono l’organo in condizioni più vicine a quelle fisiologiche durante il trasporto, permettono di valutarne la funzione prima dell’impianto e hanno ampliato l’uso di organi da donatori anziani o a cuore fermo. In questo percorso il medico che ha in cura il potenziale donatore non partecipa né al prelievo né al trapianto: la separazione dei ruoli è una garanzia di trasparenza verso le famiglie e verso la collettività.

Volontà, consenso e aspetti etici

La legge 91/1999 prevede che il cittadino possa esprimere in vita la propria volontà favorevole o contraria alla donazione, per esempio attraverso il Comune al momento del rinnovo della carta d’identità, la registrazione presso l’azienda sanitaria, una dichiarazione scritta o l’iscrizione ad associazioni di donatori. Se la volontà è stata espressa, viene rispettata; se non è stata espressa, i familiari aventi diritto possono opporsi al prelievo. Il colloquio con la famiglia è un momento delicato che richiede formazione specifica, tempo e un linguaggio chiaro, separato quando possibile dalla comunicazione del decesso.

I principi etici sono la gratuità e l’anonimato: è vietato qualsiasi compenso, la donazione deve essere un atto libero e l’identità del donatore e del ricevente non viene rivelata. Nella donazione da vivente si applicano tutele aggiuntive: valutazione della libertà della scelta da parte di un organismo terzo, informazione completa sui rischi, possibilità di ritirare il consenso informato in qualsiasi momento. L’allocazione deve rispettare criteri di equità e trasparenza, non preferenze personali.

Controindicazioni, compatibilità e rigetto

Le controindicazioni assolute sono poche e riguardano soprattutto alcune neoplasie maligne in atto con rischio di trasmissione e infezioni sistemiche non controllate. Molte condizioni sono invece controindicazioni relative valutate caso per caso: l’età avanzata, per esempio, non esclude la donazione, e organi da donatori con alcune infezioni possono essere destinati a riceventi selezionati. Per questo nessuno dovrebbe escludersi in vita come donatore pensando di essere “troppo vecchio” o “non sano”.

Sul lato del ricevente contano la compatibilità del gruppo sanguigno ABO, la tipizzazione HLA, la ricerca di anticorpi preformati e il cross-match. Il trapianto di rene è il più frequente e quello in cui la compatibilità HLA pesa di più sulla durata dell’organo. Dopo il trapianto il ricevente assume farmaci immunosoppressori per prevenire il rigetto del trapianto, che si classifica in iperacuto, acuto e cronico in base ai tempi e ai meccanismi immunologici.

Errori tipici

L’errore concettuale più frequente è confondere la morte con criteri neurologici con il coma o con lo stato vegetativo. Un altro è credere che i familiari debbano sempre dare il consenso anche quando il defunto ha espresso in vita una volontà favorevole. Molti studenti dimenticano la donazione a cuore fermo e quella da vivente, o pensano che età avanzata e comorbidità escludano sempre il donatore. Infine si sottovaluta la gestione intensiva del donatore, che è un vero atto terapeutico per gli organi e determina il successo del trapianto.

Come cade la donazione di organi al concorso

Al Concorso SSM la donazione di organi compare in domande di medicina legale sull’accertamento della morte e sulla manifestazione della volontà, in quesiti di terapia intensiva sulla gestione del donatore (diabete insipido, instabilità emodinamica), in domande di immunologia su compatibilità e rigetto e in casi clinici di nefrologia sul trapianto renale. I distrattori classici sono “il paziente in morte cerebrale è in coma irreversibile”, “il prelievo richiede sempre l’assenso dei familiari”, “oltre una certa età non si può donare”. Allenarsi su questi tranelli con domande commentate è il modo più rapido per non sbagliarli il giorno della prova: la Piattaforma Accademia offre simulazioni commentate anche su medicina legale e trapianti.

In sintesi

La donazione di organi può avvenire da donatore deceduto, con morte accertata secondo criteri neurologici o cardiocircolatori, oppure da donatore vivente per rene e fegato. La legge 91/1999 disciplina prelievo, trapianto, espressione della volontà e organizzazione della rete. Il processo comprende identificazione, accertamento, verifica della volontà, colloquio con la famiglia, valutazione di idoneità, mantenimento intensivo del donatore, prelievo e allocazione. Gratuità, anonimato, libertà della scelta ed equità sono i pilastri etici; compatibilità ABO e HLA e immunosoppressione sono le basi del successo del trapianto. Chi ha chiari questi punti affronta con sicurezza le domande del concorso.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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