Stridore: cause, diagnosi e quiz per il Concorso SSM
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
Lo stridore è un rumore respiratorio acuto, di tonalità alta e musicale, prodotto dal flusso turbolento di aria attraverso un tratto ristretto delle vie aeree di grosso calibro: faringe, laringe, trachea. Non è una malattia ma un segno, e ha un significato preciso: indica un’ostruzione delle vie aeree superiori o centrali. Per questo è uno dei reperti che al Concorso SSM separano le domande tranquille da quelle d’urgenza, soprattutto in età pediatrica, dove il calibro ridotto delle vie aeree rende pericoloso anche un restringimento di pochi millimetri.
Che cos’è lo stridore e perché si produce
Il meccanismo fisico è semplice. Quando l’aria attraversa un segmento ristretto, la sua velocità aumenta e la pressione laterale sulle pareti si riduce (effetto Bernoulli); se le pareti sono cedevoli tendono a collabire ulteriormente, e il flusso diventa turbolento, facendo vibrare le strutture e generando il suono. Poiché la resistenza al flusso è inversamente proporzionale alla quarta potenza del raggio, come descritto dalla legge di Poiseuille, anche un modesto edema della mucosa riduce in modo marcato il passaggio d’aria: nel lattante, con una subglottide di diametro molto piccolo, un millimetro di edema ha un effetto proporzionalmente molto maggiore che nell’adulto.
Lo stridore va distinto dal respiro sibilante (wheezing), che è un suono continuo, spesso polifonico, prevalentemente espiratorio, generato nelle vie aeree intratoraciche di calibro minore, come nell’asma o nella bronchiolite; e dal russamento (stertor), un suono grave, di bassa tonalità, prodotto nel naso o nel faringe, come nell’ipertrofia adenotonsillare.
Inspiratorio, espiratorio, bifasico: la sede dell’ostruzione
La fase del ciclo respiratorio in cui si sente lo stridore aiuta a localizzare il problema. La logica dipende dalle variazioni di pressione. Durante l’inspirazione la pressione all’interno delle vie aeree extratoraciche scende sotto quella atmosferica e le pareti tendono a collabire; durante l’espirazione la pressione intratoracica aumenta e comprime le vie aeree intratoraciche.
| Tipo | Sede probabile | Esempi |
|---|---|---|
| Inspiratorio | Extratoracica sopraglottica o glottica | Laringomalacia, epiglottite, paralisi delle corde vocali, corpo estraneo laringeo |
| Bifasico | Glottide, subglottide o ostruzione fissa | Croup, stenosi subglottica, emangioma subglottico, ostruzione grave |
| Espiratorio | Trachea intratoracica | Tracheomalacia, anelli vascolari, compressioni mediastiniche |
Uno stridore bifasico suggerisce una lesione fissa, che non varia con le pressioni, oppure un’ostruzione così severa da limitare il flusso in entrambe le fasi. Un dettaglio importante per la clinica: un’attenuazione dello stridore in un bambino che peggiora non è necessariamente un segno di miglioramento, può indicare un flusso d’aria ormai molto ridotto per esaurimento muscolare.
Le cause dello stridore in età pediatrica
Stridore congenito e cronico
La laringomalacia è la causa più frequente di stridore cronico nel lattante. Le strutture sopraglottiche, in particolare l’epiglottide e le pliche ariepiglottiche, sono lasse e collassano in inspirazione. Lo stridore compare nelle prime settimane di vita, è inspiratorio, peggiora col pianto, l’agitazione, l’alimentazione e la posizione supina, e migliora in posizione prona. Nella grande maggioranza dei casi la crescita porta alla risoluzione spontanea; la chirurgia è riservata alle forme gravi con difficoltà di alimentazione, scarso accrescimento, apnee o cianosi. Frequente l’associazione con il reflusso gastroesofageo.
Fra le altre cause congenite: la paralisi delle corde vocali, spesso da traumi da parto o da malformazioni del sistema nervoso centrale (bilaterale con stridore e distress, monolaterale con pianto debole e rauco); la stenosi subglottica congenita o acquisita, quest’ultima tipica degli ex pretermine con intubazione prolungata; l’emangioma subglottico, da sospettare in un lattante con stridore ingravescente nei primi mesi e talvolta con emangiomi cutanei nella regione della barba; la tracheomalacia e gli anelli vascolari, che danno stridore espiratorio o bifasico e talora disfagia.
Stridore acuto
Il croup, o laringotracheobronchite virale, è la causa più comune di stridore acuto nel bambino piccolo. È tipicamente causato da virus parainfluenzali, colpisce di solito fra i sei mesi e i tre anni, esordisce dopo un prodromo di rinite con tosse abbaiante, raucedine e stridore inspiratorio, peggiore di notte. La radiografia, non necessaria nei casi tipici, può mostrare il restringimento subglottico noto come segno del campanile (steeple sign). La terapia si basa sul corticosteroide per via sistemica anche nelle forme lievi, con l’aggiunta di adrenalina nebulizzata nelle forme moderate o gravi.
L’epiglottite è un’emergenza. Il bambino appare tossico, febbrile, con esordio brusco, scialorrea, disfagia, voce ovattata, posizione a treppiede con collo esteso, stridore spesso meno rumoroso di quanto la gravità farebbe pensare, e di solito senza la tosse abbaiante del croup. La vaccinazione contro Haemophilus influenzae di tipo b ne ha ridotto molto la frequenza, ma altri germi possono causarla anche negli adulti. La regola è non agitare il bambino, non tentare di ispezionare il faringe con l’abbassalingua, non posizionarlo supino, e garantire la via aerea in ambiente protetto con personale esperto in intubazione e, se necessario, accesso chirurgico. Alla radiografia laterale del collo si descrive il segno del pollice.
Altre cause acute sono la tracheite batterica, spesso da stafilococco aureo, che segue un croup e si manifesta con febbre alta, aspetto tossico e secrezioni purulente; l’ascesso retrofaringeo, con febbre, rigidità del collo, disfagia; il corpo estraneo delle vie aeree, da sospettare in un bambino che inizia improvvisamente a tossire e soffocare mentre gioca o mangia, anche in assenza di un episodio testimoniato; l’anafilassi con edema laringeo, con orticaria, ipotensione, broncospasmo; l’angioedema ereditario o da farmaci.
Lo stridore nell’adulto
Nell’adulto lo stridore è meno comune e va sempre preso sul serio. Le cause acute comprendono l’anafilassi e l’angioedema (da ricordare quello da ACE-inibitori, mediato dalla bradichinina e poco responsivo ad antistaminici e corticosteroidi), l’epiglottite dell’adulto, gli ascessi profondi del collo, l’inalazione di corpi estranei, le ustioni delle vie aeree da inalazione di fumo, i traumi laringei. Le cause subacute e croniche comprendono i tumori della laringe e della trachea, le stenosi tracheali post-intubazione o post-tracheostomia, la paralisi bilaterale delle corde vocali dopo chirurgia tiroidea, la compressione da gozzo retrosternale o da masse mediastiniche, la disfunzione paradossa delle corde vocali, che simula un asma resistente alla terapia.
Approccio diagnostico e urgenze
La prima valutazione è sempre quella della gravità, prima ancora della diagnosi. Si osservano stato di coscienza, colorito, frequenza respiratoria, rientramenti sovrasternali, intercostali e sottocostali, alitamento delle pinne nasali, capacità di parlare o piangere, saturazione. Agitazione, sopore, cianosi, stridore a riposo e rientramenti marcati indicano un’ostruzione grave; un bambino che diventa silenzioso e ipotonico può essere prossimo all’arresto respiratorio.
Se il quadro è grave, la priorità è la gestione della via aerea: ossigeno, posizione di comfort, adrenalina nebulizzata nel croup, adrenalina intramuscolare nell’anafilassi, manovre di disostruzione in caso di corpo estraneo con ostruzione completa, intubazione o accesso chirurgico eseguiti da personale esperto. Gli esami strumentali non devono ritardare questi interventi, e un bambino con sospetta epiglottite non va mandato in radiologia da solo.
Nei quadri stabili l’anamnesi guida tutto: età, esordio acuto o cronico, febbre, prodromi virali, episodio di soffocamento, allergie, farmaci, intubazioni pregresse, interventi sul collo, disfagia o disfonia. L’esame di riferimento per lo studio delle vie aeree superiori è la laringoscopia a fibre ottiche flessibile, che permette di vedere in respiro spontaneo la dinamica di sopraglottide e corde vocali, per esempio nella laringomalacia. La broncoscopia rigida è indicata nel sospetto di corpo estraneo, perché consente anche l’estrazione, e nello studio delle lesioni subglottiche e tracheali. L’imaging, dalla radiografia del collo e del torace alla TC, è di supporto.
Come cade lo stridore al concorso SSM
Le domande sono quasi sempre casi pediatrici. Il lattante di poche settimane con stridore inspiratorio che peggiora da supino e col pianto, in buona crescita: laringomalacia, rassicurazione e follow-up. Il bambino di due anni con rinite da due giorni, tosse abbaiante notturna e stridore: croup, corticosteroide. Il bambino febbrile, sofferente, seduto in avanti con scialorrea: epiglottite, non ispezionare il faringe e garantire la via aerea. Il bambino che improvvisamente tossisce mentre mangia arachidi e presenta rumori respiratori asimmetrici: corpo estraneo, broncoscopia rigida. Esercitarsi su scenari come questi, con la spiegazione del perché le altre opzioni siano sbagliate, è l’obiettivo delle simulazioni commentate della Piattaforma Accademia. Per chi guarda anche alla scelta della scuola, questi quadri sono il pane quotidiano della specializzazione in pediatria.
Errori tipici ai quiz
L’errore più grave è ispezionare il faringe con l’abbassalingua o sdraiare un bambino con sospetta epiglottite. Il secondo è confondere lo stridore con il respiro sibilante e pensare all’asma davanti a un’ostruzione alta. Il terzo è interpretare la riduzione dello stridore come miglioramento senza valutare coscienza e lavoro respiratorio. Il quarto è non trattare con corticosteroide un croup lieve. Il quinto è escludere un corpo estraneo perché la radiografia del torace è normale: molti corpi estranei non sono radiopachi. Il sesto è dimenticare, nell’adulto, l’angioedema da ACE-inibitori.
In sintesi
Lo stridore è un rumore acuto prodotto da un restringimento delle vie aeree superiori o centrali. Se inspiratorio orienta verso la sede extratoracica, se espiratorio verso la trachea intratoracica, se bifasico verso lesioni fisse o gravi a livello glottico o subglottico. Nel lattante la causa cronica più frequente è la laringomalacia; nel bambino piccolo la causa acuta più comune è il croup, mentre l’epiglottite, la tracheite batterica, il corpo estraneo e l’anafilassi sono urgenze. La valutazione della gravità precede ogni esame, e la laringoscopia e la broncoscopia sono gli strumenti diagnostici chiave.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
