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Concorso SSM

Afasia: Broca, Wernicke, conduzione e quiz SSM

27 Settembre 2026 · Mario Lomele

Afasia: Broca, Wernicke, conduzione e quiz SSM

L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio dovuto a una lesione cerebrale, ed è uno degli argomenti di neurologia più prevedibili, e al tempo stesso più sbagliati, nei quiz del Concorso SSM. Le domande sono quasi sempre costruite su tre parametri: fluenza, comprensione e ripetizione. Chi ha in testa una tabella chiara di queste tre variabili risponde in pochi secondi; chi ricorda solo i nomi di Broca e Wernicke cade sulle forme di conduzione e transcorticali o confonde l’afasia con la disartria. In questo articolo ricostruiamo definizione, basi anatomiche, classificazione, esame al letto, cause ed errori tipici.

Che cos’è l’afasia

Si definisce così la perdita o la compromissione, acquisita, della capacità di produrre o comprendere il linguaggio, in un soggetto che in precedenza lo possedeva normalmente. Il disturbo riguarda il linguaggio come sistema di simboli, non l’apparato che lo esegue: per questo coinvolge tipicamente non solo la parola parlata, ma anche la lettura e la scrittura. Un paziente afasico può avere muscoli della bocca e della laringe perfettamente funzionanti, eppure non riuscire a trovare le parole, a costruire frasi corrette o a capire ciò che gli viene detto.

Il termine si distingue da disturbi dello sviluppo del linguaggio, che riguardano l’età evolutiva, e da quadri psichiatrici come il mutismo o la povertà dell’eloquio. Nella pratica clinica si usano anche i termini disfasia, per indicare forme parziali, e afasia globale per le forme più gravi.

Basi anatomiche e meccanismo

Nella grande maggioranza dei destrimani e in buona parte dei mancini l’emisfero dominante per il linguaggio è il sinistro. Il modello classico, semplificato ma ancora utilissimo per i quiz, riconosce due centri principali collegati da un fascio di fibre.

L’area di Broca si trova nella porzione posteriore del giro frontale inferiore, in prossimità della corteccia motoria che controlla bocca e faringe, ed è responsabile della programmazione della produzione verbale e della costruzione grammaticale. L’area di Wernicke si trova nella porzione posteriore del giro temporale superiore, vicino alla corteccia uditiva, ed è fondamentale per la comprensione del significato delle parole. Le due aree sono collegate dal fascicolo arcuato, che decorre nella sostanza bianca sotto la corteccia parietale e permette di trasferire ciò che si è ascoltato al sistema di produzione: è la via che serve, per esempio, per ripetere una frase. I modelli moderni descrivono reti più ampie e distribuite, ma lo schema classico resta la base per il ragionamento clinico.

Sul piano vascolare, l’area di Broca è irrorata dalla divisione superiore dell’arteria cerebrale media sinistra, l’area di Wernicke dalla divisione inferiore. Le afasie transcorticali, invece, sono tipiche delle lesioni dei territori di confine fra le grandi arterie.

Afasia di Broca, di Wernicke, di conduzione e globale

L’afasia di Broca, detta anche motoria o non fluente, si caratterizza per un eloquio scarso, faticoso, con frasi brevi, parole isolate e omissione delle parole grammaticali, il cosiddetto linguaggio telegrafico. La comprensione è relativamente conservata, soprattutto per frasi semplici, mentre la ripetizione è compromessa. Il paziente è consapevole del proprio deficit e spesso ne è frustrato, con risvolti depressivi. Si associa frequentemente a un’emiparesi destra a prevalenza faccio-brachiale, per la vicinanza della corteccia motoria.

L’afasia di Wernicke, sensoriale o fluente, presenta un eloquio abbondante, con prosodia normale, ma povero di contenuto, ricco di parafasie, cioè sostituzioni di suoni o di parole, e di neologismi; nei casi più gravi si parla di gergafasia. La comprensione è gravemente compromessa, così come la ripetizione. Il paziente spesso non si rende conto del disturbo, e può apparire agitato o confuso: non è raro che venga scambiato per un quadro psichiatrico o per un delirium. Spesso non c’è deficit motorio, mentre può esserci un difetto del campo visivo superiore destro.

L’afasia di conduzione è legata classicamente a una lesione del fascicolo arcuato o della corteccia sopramarginale. L’eloquio è fluente con parafasie fonemiche, la comprensione è buona, ma la ripetizione è sproporzionatamente compromessa: è proprio questo contrasto a caratterizzarla. Il paziente riconosce i propri errori e tenta ripetutamente di correggersi.

L’afasia globale, infine, deriva da lesioni estese del territorio dell’arteria cerebrale media sinistra: eloquio, comprensione e ripetizione sono tutti gravemente compromessi, e si associano di regola emiplegia destra, deficit sensitivi ed emianopsia.

Forme transcorticali e afasia anomica

Le afasie transcorticali hanno un elemento comune che è la chiave dei quiz: la ripetizione è conservata. Nella forma transcorticale motoria l’eloquio spontaneo è ridotto come nella Broca, ma il paziente ripete bene; nella transcorticale sensoriale la comprensione è compromessa come nella Wernicke, ma la ripetizione resta buona, talvolta con ecolalia; nella transcorticale mista, detta anche isolamento dell’area del linguaggio, sono compromessi eloquio e comprensione, ma la ripetizione è preservata. Queste forme si osservano nelle lesioni dei territori spartiacque, per esempio dopo ipoperfusione cerebrale prolungata.

L’afasia anomica è la più lieve e la meno localizzante: il paziente parla fluentemente, comprende e ripete, ma ha difficoltà a trovare i nomi, e ricorre a giri di parole o a termini generici. È frequente come esito di afasie più gravi in via di recupero e nelle fasi iniziali di malattie neurodegenerative come la demenza di Alzheimer. Nelle afasie primarie progressive, di natura neurodegenerativa, il linguaggio è il primo e principale dominio colpito, con varianti non fluente, semantica e logopenica.

Afasia e disartria: la differenza che conta

La disartria è un disturbo dell’articolazione della parola, dovuto a una compromissione dei muscoli o del loro controllo motorio: corteccia motoria, vie cortico-bulbari, nuclei dei nervi cranici, cervelletto, gangli della base, giunzione neuromuscolare o muscoli stessi. Il paziente disartrico parla in modo impastato, lento, nasale, scandito o esplosivo a seconda della causa, ma il linguaggio come sistema è integro: le parole scelte sono corrette, la grammatica è normale, la comprensione è intatta e la scrittura, se la mano funziona, non presenta errori linguistici.

Questo è il test più semplice per distinguere i due quadri: far scrivere il paziente. Nell’afasia la scrittura è alterata; nella disartria no. La disartria si osserva nelle lesioni cerebellari, nella SLA, nella miastenia gravis, nel Parkinson e nelle lesioni del tronco. Da ricordare anche l’aprassia verbale, disturbo della programmazione motoria della parola spesso associato all’afasia di Broca, e la disfonia, che riguarda la voce e non l’articolazione. Un buon esame neurologico include sempre la valutazione separata di linguaggio, articolazione e voce.

Cause e valutazione al letto del paziente

La causa più comune di afasia a esordio improvviso è l’ictus ischemico nel territorio dell’arteria cerebrale media sinistra, seguito dall’emorragia cerebrale. Un’afasia acuta va quindi considerata un’emergenza tempo-dipendente e gestita secondo i percorsi per l’ictus. Altre cause comprendono tumori cerebrali, traumi cranici, encefaliti, in particolare quella erpetica che interessa i lobi temporali, ascessi, crisi epilettiche con fenomeni post-critici e malattie neurodegenerative, che producono un’afasia a esordio lento e progressivo.

L’esame al letto valuta sei elementi: eloquio spontaneo, con attenzione a fluenza, parafasie e grammatica; comprensione, con ordini semplici e poi più complessi, evitando di aiutare il paziente con i gesti; ripetizione di parole e frasi; denominazione di oggetti; lettura; scrittura. Già dopo questi passaggi si può collocare il quadro nella classificazione classica. I test neuropsicologici strutturati completano la valutazione, e la logopedia è il cardine della riabilitazione.

Come cade l’afasia al concorso

I quiz descrivono quasi sempre un paziente con un determinato profilo di eloquio, comprensione e ripetizione e chiedono di identificare il tipo di afasia o la sede della lesione. Altre volte il caso clinico è quello di un ictus con deficit motorio e disturbo del linguaggio, e la domanda riguarda il territorio vascolare coinvolto.

Gli errori tipici sono sempre gli stessi. Confondere afasia e disartria, scegliendo un’afasia per un paziente con linguaggio impastato ma corretto. Dimenticare che nella Broca la comprensione è relativamente conservata e nella Wernicke no. Ignorare la ripetizione, che è l’elemento che separa conduzione e transcorticali dalle forme classiche. Ritenere che il paziente con Wernicke sia consapevole del deficit, mentre spesso non lo è. Attribuire l’afasia all’emisfero destro in un destrimane. Per allenarsi su questi profili è molto efficace lavorare su casi clinici guidati: sulla Piattaforma Accademia ci sono simulazioni commentate che spiegano il ragionamento dietro ogni risposta. Chi si appassiona a questo ambito può valutare la specializzazione in Neurologia.

In sintesi

L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio da lesione dell’emisfero dominante, di solito il sinistro. Si classifica secondo fluenza, comprensione e ripetizione: la Broca è non fluente con comprensione relativamente conservata, la Wernicke fluente con comprensione compromessa e scarsa consapevolezza, la conduzione fluente con ripetizione sproporzionatamente alterata, la globale compromette tutto, le transcorticali conservano la ripetizione. La disartria è un disturbo dell’articolazione con linguaggio integro, e la scrittura aiuta a distinguerle. La causa acuta più frequente è l’ictus dell’arteria cerebrale media sinistra.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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