Torsione ovarica: sintomi, diagnosi e detorsione
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
La torsione ovarica è la rotazione dell’ovaio, spesso insieme alla tuba, attorno al proprio asse vascolare, con compromissione progressiva della circolazione. È un’emergenza ginecologica: se non si interviene rapidamente l’ovaio va incontro a necrosi emorragica. Per il Concorso SSM rappresenta un classico della diagnosi differenziale del dolore pelvico acuto nella donna giovane e un tema in cui gli errori di gestione sono molto frequenti, a cominciare dalla fiducia eccessiva nel Doppler.
Che cos’è la torsione ovarica
L’ovaio è sospeso nella pelvi dal legamento infundibolo-pelvico, che contiene i vasi ovarici, e dal legamento utero-ovarico. Quando l’annesso ruota su questo peduncolo, il primo effetto è la compressione delle vene e dei linfatici, che hanno pareti sottili e bassa pressione: l’ovaio diventa congesto ed edematoso e aumenta di volume. Se la rotazione persiste o si accentua, viene ostacolato anche il flusso arterioso, e si instaurano ischemia e infarto emorragico. Poiché l’ovaio ha una doppia vascolarizzazione, dall’arteria ovarica e dai rami ovarici dell’arteria uterina, il flusso arterioso può persistere a lungo anche in presenza di torsione. È più corretto parlare di torsione annessiale, perché nella maggior parte dei casi ruotano insieme ovaio e tuba; esiste anche una torsione isolata della tuba, più rara.
Eziopatogenesi e fattori di rischio
Il principale fattore di rischio è una massa ovarica, che fa da “peso” e sposta il baricentro dell’annesso. Le masse più spesso implicate sono benigne e di dimensioni medie: cisti funzionali, cisti del corpo luteo e teratomi cistici maturi. Le masse maligne torcono meno spesso, perché tendono a infiltrare i tessuti circostanti e a creare aderenze che fissano l’ovaio; per la stessa ragione l’endometriosi, con le sue aderenze, sembra ridurre il rischio. Le masse molto grandi, che si incastrano nella pelvi, sono anch’esse meno mobili.
Altri fattori sono la stimolazione ovarica nei percorsi di procreazione assistita, che produce ovaie ingrandite e ricche di follicoli, la gravidanza, soprattutto nel primo trimestre per la presenza del corpo luteo e per le modifiche dei rapporti anatomici, e un legamento utero-ovarico particolarmente lungo, condizione che spiega le torsioni su ovaio normale nelle bambine e nelle adolescenti. Anche una precedente torsione aumenta il rischio di recidiva. Il lato destro è più spesso coinvolto, verosimilmente perché a sinistra il sigma limita lo spazio di movimento.
Clinica della torsione ovarica
Il quadro tipico è un dolore pelvico o addominale basso improvviso, intenso, unilaterale, spesso insorto durante un’attività fisica o un cambio di posizione, accompagnato da nausea e vomito. La presenza di nausea e vomito è un elemento clinico importante, perché li si ritrova in una quota ampia di pazienti ed è meno frequente in altre cause di dolore pelvico. Il dolore può essere intermittente se la torsione è parziale e si risolve e ripresenta spontaneamente: la paziente può riferire episodi precedenti simili, di minore durata. Può essere presente una modesta febbricola, soprattutto quando la necrosi è avanzata.
All’esame obiettivo si riscontra dolorabilità pelvica unilaterale, talvolta una massa annessiale palpabile e dolore alla mobilizzazione. I segni di irritazione peritoneale compaiono tardivamente. Gli esami di laboratorio non sono specifici: si può osservare una modesta leucocitosi. È fondamentale ricordare che un quadro clinico sfumato non esclude la diagnosi, e che nelle bambine il sintomo può essere un dolore addominale generico con vomito.
Diagnosi
La diagnosi della torsione ovarica è clinica ed ecografica, ma la conferma definitiva è solo chirurgica, per visione diretta dell’annesso ruotato. L’ecografia pelvica, transvaginale quando possibile, è l’esame di prima scelta. I reperti più utili sono un ovaio aumentato di volume ed edematoso rispetto al controlaterale, con i follicoli spinti alla periferia (aspetto “a filo di perle”), la presenza di una massa annessiale, il liquido libero nel Douglas e la posizione anomala dell’ovaio, talvolta spostato sulla linea mediana. Il segno del vortice, o whirlpool sign, consiste nella visualizzazione del peduncolo vascolare avvolto su se stesso ed è molto suggestivo.
Il color Doppler va interpretato con cautela. L’assenza di flusso supporta la diagnosi, ma la presenza di flusso arterioso e venoso non la esclude affatto, per la doppia vascolarizzazione e perché la torsione può essere parziale o intermittente. Questo è il concetto singolo più importante dell’argomento. La TC e la risonanza magnetica possono mostrare segni indiretti, ma in un sospetto clinico forte non devono ritardare l’intervento. In ogni donna in età fertile va eseguito il test di gravidanza.
Diagnosi differenziale
La torsione ovarica entra nella diagnosi differenziale del dolore addominale acuto nella donna. Le alternative principali sono la gravidanza ectopica, da escludere sempre con il test di gravidanza, l’appendicite acuta, che a destra può dare un quadro molto simile ma di solito con esordio più graduale e dolore che migra dalla regione periombelicale, la rottura di una cisti del corpo luteo con emoperitoneo, la malattia infiammatoria pelvica con ascesso tubo-ovarico, in genere con febbre e perdite vaginali, la colica renale e la diverticolite nelle donne più anziane. In pediatria la condizione ha una logica sovrapponibile a quella della torsione testicolare nel maschio: un’urgenza vascolare di un organo gonadico, in cui il tempo determina la possibilità di salvare l’organo.
Gestione e terapia
Il trattamento è chirurgico e urgente. La via di elezione è la laparoscopia, che permette di confermare la diagnosi e di eseguire la detorsione dell’annesso. Il principio moderno, soprattutto nelle donne giovani e nelle bambine, è la conservazione dell’ovaio: si esegue la detorsione anche quando l’annesso appare scuro, bluastro o nerastro, perché l’aspetto macroscopico non predice in modo affidabile la vitalità e molti ovai che sembrano necrotici recuperano la funzione nel tempo. L’annessiectomia viene riservata ai casi di necrosi franca con tessuto friabile e disgregato, al sospetto di neoplasia maligna o alle donne in postmenopausa.
Se la torsione è causata da una cisti benigna, si può eseguire la cistectomia nello stesso intervento oppure rimandarla, perché l’ovaio edematoso sanguina facilmente e la dissezione è più difficile; alcune cisti funzionali si risolvono spontaneamente dopo la detorsione. L’ooforopessi, cioè la fissazione dell’ovaio, viene considerata in casi selezionati, ad esempio torsioni ricorrenti o torsioni su ovaio normale, ma le indicazioni non sono univoche. Il timore che la detorsione provochi un’embolia dei trombi venosi ovarici non è confermato dalla letteratura e non giustifica l’asportazione dell’annesso. In gravidanza la laparoscopia è possibile e sicura se eseguita da mani esperte.
Complicanze
La complicanza principale è la perdita dell’ovaio per necrosi, con conseguente riduzione della riserva ovarica, rilevante soprattutto nelle giovani. La necrosi può complicarsi con peritonite, infezione e, raramente, emorragia. Le torsioni ricorrenti possono verificarsi sullo stesso lato o sul controlaterale. Anche il ritardo diagnostico va considerato una complicanza a tutti gli effetti, perché è il principale determinante dell’esito.
Come cade la torsione ovarica al concorso
Le domande sulla torsione ovarica al Concorso SSM hanno di solito questa struttura: una giovane donna con dolore pelvico improvviso, unilaterale, con nausea e vomito, talvolta con una cisti nota o in trattamento per infertilità, e un’ecografia con ovaio aumentato di volume; si chiede il passo successivo. La risposta corretta è la laparoscopia urgente, non l’attesa, non la TC di approfondimento, non la terapia antibiotica.
Gli errori tipici sono pochi ma costosi: escludere la torsione perché il Doppler mostra flusso; asportare un ovaio scuro senza tentare la detorsione in una ragazza giovane; dimenticare il test di gravidanza; confondere la torsione con l’appendicite senza valutare gli annessi; pensare che le masse maligne siano la causa più frequente. Per consolidare questi punti, conviene esercitarsi su casi clinici di dolore pelvico acuto con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia. Per un inquadramento delle soglie del concorso, può essere utile anche la guida sui punteggi minimi SSM.
In sintesi
La torsione ovarica è la rotazione dell’annesso sul suo peduncolo vascolare, con congestione venosa seguita da ischemia. Il principale fattore di rischio è una massa ovarica benigna di dimensioni medie, ma nelle bambine può avvenire anche su ovaio normale. Si presenta con dolore pelvico improvviso unilaterale, nausea e vomito. L’ecografia mostra un ovaio ingrandito ed edematoso, talvolta con il segno del vortice, ma un Doppler normale non esclude la diagnosi. La terapia è la laparoscopia urgente con detorsione e conservazione dell’ovaio ogni volta che è possibile.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
