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Concorso SSM

Polso arterioso: caratteri e polsi patologici

27 Settembre 2026 · Mario Lomele

Polso arterioso: caratteri e polsi patologici

Il polso arterioso è l’onda di pressione generata dall’eiezione ventricolare sinistra che si propaga lungo le arterie e che il medico percepisce con i polpastrelli su un’arteria superficiale. Palparlo sembra un gesto banale, ma i suoi caratteri raccontano molto: la frequenza e il ritmo, la gittata, la rigidità della parete arteriosa, la presenza di vizi valvolari o di una disfunzione ventricolare. Per il Concorso SSM è necessario conoscere i caratteri da descrivere e i polsi patologici classici, dal celere al parvus et tardus, dall’alternante al bisferiens, con la fisiopatologia che li spiega.

Che cos’è il polso arterioso

A ogni sistole il ventricolo sinistro immette in aorta un volume di sangue che distende la parete elastica del vaso. Questa distensione genera un’onda di pressione che viaggia verso la periferia molto più rapidamente del sangue stesso. La forma dell’onda cambia lungo il percorso: nei vasi centrali, come la carotide, riflette più fedelmente l’eiezione e la valvola aortica, mentre nei vasi periferici, come la radiale o la pedidia, è amplificata e modificata dalle onde riflesse. Per questo le caratteristiche dell’ampiezza e della morfologia si valutano sulla carotide, mentre frequenza e ritmo si contano comodamente sulla radiale.

La curva normale ha una rapida ascesa (branca anacrota), un picco arrotondato, una discesa più lenta (branca catacrota) interrotta dall’incisura dicrota, che corrisponde alla chiusura della valvola aortica.

Tecnica d’esame e sedi di palpazione

Il polso si palpa con i polpastrelli di indice e medio, mai con il pollice, che ha una pulsazione propria che può ingannare. Le sedi principali sono la radiale al polso, la brachiale alla piega del gomito, la carotide al margine anteriore dello sternocleidomastoideo, la femorale sotto il legamento inguinale, la poplitea nella fossa poplitea a ginocchio flesso, la tibiale posteriore dietro il malleolo mediale e la pedidia sul dorso del piede. La carotide va palpata un lato alla volta e senza comprimere il seno carotideo, per non provocare bradicardia riflessa.

Il confronto bilaterale e fra arti superiori e inferiori è parte integrante dell’esame. Una differenza fra i due polsi radiali o fra le pressioni dei due arti superiori può suggerire una stenosi della succlavia o una dissecazione aortica; un ritardo radio-femorale con polsi femorali deboli è il segno tipico della coartazione aortica. L’assenza dei polsi distali agli arti inferiori orienta verso l’arteriopatia obliterante periferica.

I caratteri del polso

La descrizione completa segue un ordine preciso. La frequenza si conta per almeno 30 secondi, meglio 60 se il ritmo è irregolare; si parla di tachisfigmia sopra i 100 battiti al minuto e di bradisfigmia sotto i 60. Il ritmo può essere regolare o irregolare; un’irregolarità totale, con pulsazioni di ampiezza variabile, è tipica della fibrillazione atriale, nella quale la frequenza al polso può essere inferiore a quella auscultata al centro (deficit di polso), perché i battiti a diastole brevissima non generano un’onda percepibile.

L’ampiezza dipende dalla pressione differenziale: un polso ampio indica una gittata elevata o resistenze basse, un polso piccolo una gittata ridotta. La celerità descrive la velocità di salita e discesa dell’onda. La tensione, o durezza, è la forza necessaria per obliterare il polso, correlata alla pressione sistolica. Si valuta infine la parete arteriosa, che nell’anziano aterosclerotico può apparire rigida e tortuosa, e la simmetria fra i lati.

Polsi patologici: celere, parvus et tardus, alternante, bisferiens

Il polso celere e ampio, detto anche polso di Corrigan o scoccante, ha una salita rapida, un picco elevato e un collasso altrettanto rapido. È il polso dell’insufficienza aortica cronica severa: il ventricolo eietta un volume aumentato, che poi rigurgita in diastole abbassando la pressione diastolica. Si associa a molti segni periferici, come il segno di de Musset (oscillazione del capo), il polso capillare di Quincke e il doppio soffio femorale di Duroziez. Un polso ipercinetico si osserva anche negli stati ad alta gittata: febbre, anemia, gravidanza, ipertiroidismo, fistole arterovenose.

Il polso parvus et tardus è piccolo e a salita lenta, con picco ritardato. È il polso della stenosi aortica severa: l’ostacolo valvolare prolunga l’eiezione e riduce il volume espulso. Si apprezza meglio sulla carotide e può associarsi a un fremito sistolico. Nell’anziano con arterie rigide il polso può sembrare meno tardo di quanto sia la stenosi, un limite semeiologico da conoscere.

Il polso alternante presenta battiti regolari nel ritmo ma alternativamente forti e deboli. È un segno di grave disfunzione sistolica del ventricolo sinistro e si osserva nello scompenso cardiaco avanzato; si evidenzia meglio misurando la pressione con lo sfigmomanometro, sgonfiando lentamente il bracciale: inizialmente si sentono solo i battiti forti, poi tutti. Non va confuso con il bigeminismo, in cui l’alternanza è dovuta a extrasistoli e quindi il ritmo è irregolare, né con l’alternanza elettrica dell’ECG.

Il polso bisferiens ha due picchi sistolici. È tipico della combinazione di stenosi e insufficienza aortica, con prevalenza dell’insufficienza, e dell’insufficienza aortica pura severa. Una morfologia a doppio picco, detta “spike and dome”, si osserva nella cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva: un primo picco rapido seguito da una caduta per l’ostruzione mesosistolica e una seconda onda. Il polso dicroto, diverso dal bisferiens, ha il secondo picco in diastole ed è tipico degli stati a bassa gittata con resistenze basse, come lo shock settico.

Polso Caratteristica Condizione tipica
Celere e ampio (Corrigan) Salita e collasso rapidi Insufficienza aortica, stati ipercinetici
Parvus et tardus Piccolo, salita lenta Stenosi aortica severa
Alternante Battiti forti e deboli alternati, ritmo regolare Disfunzione ventricolare sinistra severa
Bisferiens Due picchi sistolici Steno-insufficienza aortica, insufficienza aortica severa
Spike and dome Picco rapido, caduta, seconda onda Cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva
Dicroto Secondo picco diastolico Bassa gittata con resistenze basse
Paradosso Calo inspiratorio della sistolica oltre 10 mmHg Tamponamento, asma grave

Il polso paradosso

Il polso paradosso è l’accentuazione di un fenomeno fisiologico: durante l’inspirazione la pressione sistolica scende di pochi mmHg; si parla di polso paradosso quando la riduzione supera i 10 mmHg. Il meccanismo è l’aumentata interdipendenza ventricolare: in inspirazione il ventricolo destro si riempie di più e, in un pericardio che non può distendersi, sposta il setto verso sinistra riducendo il riempimento e la gittata sinistra. È il segno classico del tamponamento cardiaco, ma si osserva anche nell’asma grave, nella BPCO riacutizzata, nell’embolia polmonare massiva e talvolta nella pericardite costrittiva. Si misura con lo sfigmomanometro, confrontando la pressione alla quale si sentono i primi toni solo in espirazione con quella alla quale si sentono durante tutto il ciclo respiratorio.

Come cade il polso arterioso al concorso

Le domande sul polso arterioso al Concorso SSM sono in genere associazioni fra polso e patologia, oppure casi clinici in cui il polso è l’indizio decisivo. Un anziano con sincope da sforzo, angina e soffio eiettivo irradiato alle carotidi con polso parvus et tardus porta alla stenosi aortica severa. Un giovane con pressione differenziale molto ampia, polso scoccante e soffio diastolico in decrescendo porta all’insufficienza aortica. Un paziente con cardiomiopatia dilatata e battiti alternativamente forti e deboli porta al polso alternante.

Gli errori tipici sono confondere il polso bisferiens, con due picchi in sistole, con il dicroto, che ha il secondo picco in diastole; confondere il polso alternante con il bigeminismo; attribuire il polso paradosso alla sola pericardite costrittiva, dove invece è meno frequente del segno di Kussmaul; contare la frequenza al polso radiale in un paziente in fibrillazione atriale senza considerare il deficit di polso. Per allenarsi su questi abbinamenti conviene usare le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni opzione è spiegata.

Diagnosi differenziale e correlazioni strumentali

Il polso non sostituisce gli esami, ma li orienta. Un sospetto di vizio aortico va confermato con l’ecocardiogramma, che misura gradiente, area valvolare e rigurgito. L’asimmetria dei polsi con dolore toracico lacerante impone l’imaging dell’aorta. Un deficit di polso richiede l’elettrocardiogramma. Un polso debole agli arti inferiori si studia con l’indice caviglia-braccio e l’eco-color-Doppler. La semeiotica del polso resta tuttavia uno strumento rapido per stratificare l’urgenza al letto del malato, anche prima che gli esami siano disponibili.

In sintesi

Il polso arterioso si valuta per frequenza, ritmo, ampiezza, celerità, tensione, parete e simmetria, preferendo la carotide per la morfologia e la radiale per il conteggio. Il polso celere indica insufficienza aortica o stati ipercinetici; il parvus et tardus la stenosi aortica severa; l’alternante una grave disfunzione sistolica; il bisferiens la steno-insufficienza o l’insufficienza aortica severa; lo spike and dome la cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva. Il polso paradosso è tipico del tamponamento. Ai quiz conviene legare ogni polso al suo meccanismo emodinamico.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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