Segno di Romberg: esecuzione, significato e quiz SSM
24 Settembre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Romberg è una prova dell’equilibrio statico che permette di capire, in pochi secondi e senza strumenti, se l’instabilità di un paziente dipende da un difetto della sensibilità propriocettiva oppure da una lesione del cervelletto o del sistema vestibolare. È uno dei test più classici dell’esame neurologico e uno dei più fraintesi: molti lo considerano positivo ogni volta che il paziente oscilla, mentre il suo significato preciso sta nella differenza tra occhi aperti e occhi chiusi. Vediamo come si esegue, che cosa esplora, quando è positivo, quali sono le trappole interpretative e come viene chiesto nei quiz del Concorso SSM.
Che cos’è il segno di Romberg
Per mantenere la stazione eretta il sistema nervoso integra tre fonti di informazione: la vista, il sistema vestibolare dell’orecchio interno e la propriocezione, cioè la percezione della posizione delle articolazioni e della tensione dei muscoli, che viaggia lungo i nervi periferici e poi nelle colonne posteriori del midollo spinale fino al tronco e al cervelletto. In condizioni normali due fonti su tre bastano a mantenere l’equilibrio.
Il segno di Romberg sfrutta questo principio. Il paziente sta in piedi a piedi uniti e occhi aperti, poi chiude gli occhi. Se la propriocezione è compromessa, finché gli occhi sono aperti la vista compensa il difetto e il paziente resta stabile; quando gli occhi si chiudono la compensazione viene meno e il paziente oscilla vistosamente fino a perdere l’equilibrio. Il segno si definisce positivo proprio quando l’instabilità compare o peggiora nettamente alla chiusura degli occhi, mentre il paziente era in grado di stare fermo a occhi aperti.
Come si esegue la prova
Il paziente si pone in piedi, scalzo, con i piedi uniti ai talloni e alle punte e le braccia lungo i fianchi o tese in avanti. L’esaminatore si mette accanto a lui, con le braccia pronte a sostenerlo senza toccarlo, perché una caduta è possibile e deve essere prevenuta. Si osserva la stabilità a occhi aperti per alcuni secondi, poi si chiede di chiudere gli occhi e si osserva per circa trenta secondi.
La prima condizione da verificare è proprio la stabilità a occhi aperti: se il paziente non riesce a stare fermo a piedi uniti nemmeno guardando, il test di Romberg non è interpretabile nel suo senso classico, e l’instabilità orienta verso una causa cerebellare o comunque non esclusivamente propriocettiva. Esiste una versione sensibilizzata, il Romberg modificato o tandem, in cui il paziente mette un piede davanti all’altro sulla stessa linea: è più difficile anche per i soggetti sani e serve a rilevare deficit lievi.
Significato fisiopatologico
Il test distingue due grandi famiglie di atassia. L’atassia sensitiva, o propriocettiva, nasce da una lesione dei nervi periferici sensitivi, dei gangli delle radici dorsali o dei cordoni posteriori del midollo: il cervelletto funziona, ma non riceve informazioni corrette sulla posizione del corpo. In questi pazienti la vista è una stampella indispensabile, e per questo il Romberg è positivo; spesso riferiscono di peggiorare al buio, di barcollare quando si lavano il viso chiudendo gli occhi e di camminare battendo i talloni a terra.
L’atassia cerebellare, invece, dipende da un difetto dell’organo che coordina il movimento. La vista non riesce a correggere il problema, per cui il paziente è instabile già a occhi aperti e la chiusura degli occhi non cambia molto il quadro. In termini da concorso: il Romberg è tipicamente negativo, o meglio non significativo, nelle lesioni cerebellari. Si aggiungono dismetria, tremore intenzionale, adiadococinesia e cammino a base allargata.
Le lesioni vestibolari costituiscono una situazione intermedia. In una vestibolopatia periferica acuta il paziente tende a cadere sempre dallo stesso lato, quello del labirinto ipofunzionante, e la chiusura degli occhi accentua la deviazione. Si parla allora di Romberg lateralizzato o di Romberg vestibolare, che si distingue da quello propriocettivo proprio per la direzione costante della caduta.
Quando il segno di Romberg è positivo
Le cause classiche sono le malattie dei cordoni posteriori. La mielosi funicolare da carenza di vitamina B12, che si studia insieme all’anemia megaloblastica, colpisce cordoni posteriori e laterali e dà Romberg positivo, riduzione della sensibilità vibratoria e segni piramidali. La tabe dorsale, forma di neurosifilide tardiva descritta nell’articolo sulla sifilide, è il modello storico di atassia sensitiva, con dolori folgoranti, areflessia e pupille di Argyll Robertson.
Anche le polineuropatie sensitive danno un Romberg positivo: la più frequente è la neuropatia diabetica, seguita da quelle alcoliche, tossiche, da chemioterapici e paraneoplastiche. La sclerosi multipla può colpire i cordoni posteriori e dare lo stesso quadro, spesso insieme a segni cerebellari e piramidali che rendono il test meno pulito. Tra le forme ereditarie va ricordata l’atassia di Friedreich, che combina componente sensitiva e cerebellare. Infine, compressioni del midollo cervicale per spondilosi o lesioni occupanti spazio possono esordire proprio con instabilità al buio.
Falsi positivi e limiti della prova
Il limite più importante riguarda l’interpretazione. Molti anziani oscillano un po’ a occhi chiusi senza avere una neuropatia rilevante; ciò che conta è un’instabilità netta, con perdita dell’equilibrio o necessità di aprire gli occhi o spostare i piedi. Anche l’ansia, il dolore agli arti inferiori, la debolezza muscolare, l’ipotensione ortostatica e i farmaci sedativi possono rendere il paziente instabile in piedi e simulare un test positivo.
Esiste poi il Romberg non organico: il paziente oscilla in modo teatrale partendo dalle anche, senza cadere mai, e la sua instabilità migliora quando viene distratto, ad esempio chiedendogli di toccare con l’indice la punta del naso a occhi chiusi. Il confronto con gli altri dati dell’esame obiettivo, come sensibilità vibratoria, riflessi e prove di coordinazione, è la migliore difesa contro gli errori.
Diagnosi differenziale delle instabilità
Davanti a un paziente che perde l’equilibrio, il segno di Romberg è il punto di partenza per un ragionamento ordinato. Se è positivo, si cercano un deficit della sensibilità profonda (vibratoria con il diapason, senso di posizione delle dita) e riflessi ridotti, che orientano verso nervo o radice; oppure un deficit sensitivo profondo con riflessi vivaci e Babinski, che orienta verso il midollo. Se è negativo ma il paziente è instabile anche a occhi aperti, si esplora il cervelletto con le prove indice-naso e calcagno-ginocchio. Se c’è vertigine rotatoria con nistagmo e caduta lateralizzata, si considerano le cause vestibolari, come la vertigine parossistica posizionale e la malattia di Ménière, che però danno una vertigine vera e non una semplice instabilità.
Il quadro va sempre inserito in un esame neurologico completo: il segno di Romberg non dice quale malattia è presente, ma indica in quale sistema cercarla.
Come cade il segno di Romberg al concorso
Nei quesiti la domanda più classica è di semeiotica pura: quale via nervosa esplora il test. La risposta è la sensibilità propriocettiva cosciente, veicolata dai cordoni posteriori. Il distrattore più frequente propone il cervelletto, e cade chi ricorda il test come genericamente legato all’equilibrio. Un’altra domanda tipica presenta un caso clinico: paziente con anemia macrocitica, parestesie ai piedi, riduzione della sensibilità vibratoria e Romberg positivo, di cui si chiede la diagnosi o il dosaggio da eseguire; oppure paziente diabetico di lunga data con instabilità al buio.
Ci sono anche domande che contrappongono atassia sensitiva e cerebellare, chiedendo quale segno le distingue: la risposta è proprio il peggioramento alla chiusura degli occhi. Per allenarsi a questi confronti le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia sono utili perché spiegano perché ogni distrattore è sbagliato. Chi vuole capire meglio la disciplina può leggere anche la pagina sulla specializzazione in neurologia.
In sintesi
Il segno di Romberg è positivo quando un paziente stabile a piedi uniti e occhi aperti perde l’equilibrio chiudendo gli occhi. Esplora la sensibilità propriocettiva e i cordoni posteriori, non il cervelletto: nelle lesioni cerebellari il paziente è instabile anche a occhi aperti e il test non è significativo. Le cause tipiche sono carenza di B12, tabe dorsale, polineuropatie sensitive, sclerosi multipla e mielopatie. Nelle vestibolopatie la caduta è lateralizzata. Ai quiz la domanda chiave è la via esplorata, seguita dai casi clinici di anemia macrocitica e neuropatia.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
