Segno di Giordano: manovra, significato e quiz SSM
24 Settembre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Giordano è una delle manovre più semplici dell’esame obiettivo dell’addome e dei fianchi: una percussione della regione lombare che, se evoca dolore, orienta verso una sofferenza del rene o delle vie urinarie alte. È un gesto che ogni studente esegue decine di volte in reparto, ma proprio perché sembra banale viene spesso interpretato male. In questo articolo vediamo come si esegue correttamente, qual è il suo significato fisiopatologico, quando è positivo, quali sono i falsi positivi più comuni e come compare nei quesiti del Concorso SSM.
Che cos’è il segno di Giordano
Il segno di Giordano consiste nella comparsa di dolore vivo, talvolta con una reazione di difesa del paziente, alla percussione della loggia renale. La percussione viene eseguita con il margine ulnare della mano chiusa a pugno, oppure percuotendo il dorso della propria mano appoggiata sulla regione lombare del paziente. Il segno si dice positivo quando il dolore evocato è netto, riproducibile e asimmetrico rispetto al lato controlaterale, e negativo quando la percussione è indolore o genera solo un fastidio aspecifico e bilaterale.
In semeiotica il segno appartiene alla famiglia delle manovre che sfruttano un urto meccanico per mettere in tensione una struttura infiammata o distesa. Non misura nulla in senso quantitativo, non identifica una malattia precisa e non sostituisce gli esami: è un indizio, prezioso soprattutto se letto insieme alla febbre, ai sintomi urinari e al tipo di dolore riferito.
Come si esegue la manovra
Il paziente viene fatto sedere sul lettino con il tronco leggermente flesso in avanti, oppure viene posto in decubito laterale se non riesce a stare seduto. L’esaminatore si pone alle sue spalle e individua l’angolo costo-vertebrale, cioè lo spazio compreso tra il margine inferiore della dodicesima costa e il margine laterale dei muscoli paravertebrali. È proprio qui, e non sulla linea mediana della colonna, che si proietta il polo superiore del rene.
Con il pugno chiuso si esegue una percussione di intensità moderata, decisa ma non violenta, prima dal lato presumibilmente sano e poi dal lato sospetto. Il confronto è essenziale: un colpo eccessivo fa male a chiunque, e un dolore identico sui due lati ha un valore molto minore di un dolore nettamente lateralizzato. Molti clinici preferiscono appoggiare prima il palmo della mano non dominante sulla loggia e percuotere il proprio dorso, perché in questo modo la forza trasmessa è più controllata e la manovra risulta meno traumatica, soprattutto negli anziani e nei pazienti fragili.
Un errore frequente è percuotere troppo in basso, sulla cresta iliaca, o troppo medialmente, sulle apofisi spinose: in entrambi i casi si stimolano strutture osteomuscolari e il risultato perde significato renale.
Significato fisiopatologico
Il rene è avvolto da una capsula fibrosa poco distensibile e riccamente innervata. Quando il parenchima si infiamma, si edematizza o quando la pelvi si dilata per un ostacolo al deflusso dell’urina, la capsula viene messa in tensione. L’urto trasmesso dalla percussione provoca un improvviso aumento di questa tensione e quindi uno stimolo doloroso acuto. Allo stesso modo, un processo infiammatorio che coinvolge il tessuto adiposo perirenale rende la loggia dolente a qualunque sollecitazione meccanica.
Per questa ragione il segno di Giordano è tipicamente positivo nelle condizioni in cui il rene è infiammato o disteso, mentre è spesso negativo nelle patologie che colpiscono solo le basse vie urinarie. Una cistite semplice, ad esempio, dà disuria e pollachiuria ma di norma non rende dolente la loggia renale: la positività del segno in un quadro di infezione urinaria suggerisce che il processo sia risalito al rene.
Quando il segno di Giordano è positivo
La condizione classica è la pielonefrite acuta: febbre elevata con brivido, dolore lombare, sintomi urinari e percussione della loggia nettamente dolorosa sul lato colpito. In questo contesto il segno di Giordano ha un buon valore di conferma clinica e guida la scelta di approfondire con esame urine, urinocoltura, indici di flogosi ed ecografia.
Il secondo grande capitolo è quello della colica renale. Il calcolo che ostruisce l’uretere provoca distensione della pelvi e dei calici, e la percussione della loggia risveglia o accentua il dolore. Il paziente con colica è tipicamente agitato, cerca una posizione antalgica senza trovarla e riferisce un dolore che si irradia dal fianco verso l’inguine e i genitali. Nella calcolosi renale non complicata e senza ostruzione il segno può invece essere negativo, perché manca la distensione della via escretrice.
Altre cause di positività sono l’idronefrosi di qualunque origine, l’ascesso renale o perirenale, l’infarto renale, la trombosi della vena renale e, più raramente, il sanguinamento all’interno di una massa renale. In tutti questi casi il meccanismo comune è l’improvviso aumento di tensione della capsula o l’infiammazione dei tessuti che circondano il rene.
Falsi positivi e falsi negativi
Il limite principale del segno è la scarsa specificità. La loggia renale è circondata da muscoli, costole, vertebre e strutture addominali posteriori, e ognuna di esse può essere dolente alla percussione. Una lombalgia meccanica, una contrattura dei muscoli paravertebrali, una frattura costale o vertebrale, un herpes zoster in fase prodromica o una spondilodiscite possono generare un Giordano apparentemente positivo. Anche organi vicini possono ingannare: una colecistite acuta a destra, una pancreatite con componente retroperitoneale, un’appendicite retrocecale o una patologia della base polmonare possono dare dolore evocato nella regione lombare.
I falsi negativi sono altrettanto importanti. Nel paziente anziano, diabetico, immunodepresso o in terapia steroidea la risposta dolorosa può essere attenuata, e una pielonefrite anche grave può presentarsi con segno negativo, confusione mentale e febbre come unici indizi. Nei pazienti obesi la trasmissione dell’urto è ridotta. Per questo un segno di Giordano negativo non esclude mai una patologia renale quando il resto del quadro è suggestivo.
Diagnosi differenziale del dolore al fianco
Di fronte a un dolore lombare con Giordano positivo, il ragionamento clinico parte da tre domande: c’è febbre, c’è un ostacolo al deflusso, ci sono segni di gravità sistemica. Febbre con brivido e piuria orientano verso l’infezione del parenchima; dolore colico senza febbre, con ematuria microscopica, orienta verso la calcolosi; la combinazione di febbre e ostruzione è invece un’urgenza urologica, perché la pionefrosi può evolvere rapidamente in sepsi e richiede una derivazione urinaria oltre alla terapia antibiotica.
Nella diagnosi differenziale vanno sempre considerati il dolore di origine vertebrale e muscolare, che si modifica con il movimento e con la palpazione dei paravertebrali; il dolore biliare, che si associa a un segno di Murphy positivo in ipocondrio destro; l’aneurisma dell’aorta addominale in fase di fissurazione, che nell’anziano iperteso può mimare una colica renale sinistra ed è la diagnosi da non perdere; le patologie ginecologiche nella donna in età fertile, compresa la gravidanza ectopica. L’ecografia dell’addome e l’esame urine sono i primi passi pratici per orientarsi.
Come cade il segno di Giordano al concorso
Nei quesiti del Concorso SSM il segno compare quasi sempre all’interno di un caso clinico breve. Lo schema più frequente è quello della giovane donna con febbre, brivido, disuria e dolore lombare, in cui si chiede la diagnosi più probabile o l’esame da eseguire per primo: il segno di Giordano positivo è l’indizio che separa la pielonefrite dalla semplice cistite. Un secondo schema è quello del paziente con dolore colico al fianco irradiato all’inguine e microematuria, in cui la domanda riguarda la diagnostica per immagini o la terapia del dolore.
Esistono poi domande di pura semeiotica, che chiedono dove si esegue la manovra (angolo costo-vertebrale), con quale tecnica e che cosa indica. Il distrattore tipico propone di associare il segno di Giordano a strutture addominali anteriori, confondendolo con i segni di irritazione peritoneale come il Blumberg, oppure di considerarlo specifico di una sola malattia. La risposta corretta ricorda che si tratta di un segno di sofferenza renale, sensibile ma poco specifico, da interpretare nel contesto. Allenarsi con domande reali aiuta a riconoscere questi schemi: sulla Piattaforma Accademia trovi simulazioni commentate in cui ogni alternativa viene spiegata, anche quelle sbagliate.
Un ultimo consiglio da concorso riguarda il linguaggio dei quesiti: se il testo parla di “dolore alla percussione della loggia renale” o di “manovra di Giordano positiva”, sta descrivendo la stessa cosa. Riconoscere i sinonimi evita di perdere punti su domande in realtà semplici.
Errori tipici da evitare
Il primo errore è eseguire la manovra senza confronto controlaterale, perdendo il dato più informativo, cioè la lateralizzazione. Il secondo è percuotere con forza eccessiva, ottenendo un dolore che non ha nulla di patologico. Il terzo è sopravvalutare un segno negativo in un paziente anziano o immunodepresso, rinviando esami che sarebbero invece urgenti. Il quarto, molto comune negli esercizi, è dimenticare che il segno di Giordano non distingue da solo tra infezione e ostruzione: è la combinazione con febbre, esame urine ed ecografia a dare la risposta.
Chi si prepara alle prove di semeiotica e di medicina interna trova utile collegare questo segno agli altri che si studiano insieme, come il Murphy per la colecisti e il Blumberg per il peritoneo, costruendo una mappa mentale dei dolori addominali e lombari per sede e per meccanismo.
In sintesi
Il segno di Giordano è il dolore evocato dalla percussione dell’angolo costo-vertebrale e indica una sofferenza del rene o delle vie urinarie alte, soprattutto pielonefrite, ostruzione con idronefrosi e colica. Si esegue con il pugno, in modo moderato e sempre confrontando i due lati. È sensibile ma poco specifico: lombalgia, fratture, zoster e patologie di organi vicini possono simularlo, mentre anziani e immunodepressi possono avere un segno negativo anche con infezioni gravi. Ai quiz compare nei casi di febbre con dolore lombare e sintomi urinari, dove serve a distinguere la pielonefrite dalla cistite.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
