Pubalgia: cause, test, diagnosi e terapia
28 Settembre 2026 · Mario Lomele
La pubalgia è il dolore localizzato nella regione pubica e inguinale, tipico degli sportivi che corrono, calciano e cambiano direzione rapidamente. È un termine ombrello, più descrittivo che diagnostico, sotto cui si raccolgono condizioni diverse: tendinopatia degli adduttori, osteite pubica, lesioni della parete addominale posteriore del canale inguinale, patologia dell’anca. Per il concorso conviene conoscerne l’anatomia funzionale, le principali entità cliniche, i test e soprattutto la diagnosi differenziale, che è dove si nascondono i distrattori.
Che cos’è la pubalgia
Con pubalgia si intende una sindrome dolorosa cronica della regione pubica, spesso bilaterale o alternante, legata a sovraccarico funzionale. Nella letteratura anglosassone si parla di groin pain nell’atleta, e un documento di consenso internazionale ha proposto di classificare il dolore inguinale dello sportivo in base alla struttura clinicamente coinvolta: dolore correlato agli adduttori, all’ileopsoas, al canale inguinale, al pube, e dolore correlato all’anca, a cui si aggiungono le altre cause da non perdere.
Il concetto chiave è che la sinfisi pubica è un crocevia di forze. Da un lato si inseriscono i muscoli addominali, in particolare il retto dell’addome, che tirano verso l’alto; dall’altro si inseriscono gli adduttori della coscia, soprattutto l’adduttore lungo, che tirano verso il basso e lateralmente. Le due catene muscolari si oppongono attraverso una aponeurosi comune che si fissa sul pube. Quando l’equilibrio fra queste forze si altera, per esempio per adduttori molto forti e addominali deboli, oppure per movimenti esplosivi ripetuti, la regione va incontro a sovraccarico, microtraumi e infiammazione.
Cause e fattori di rischio
La pubalgia è tipica degli sport che combinano corsa, tiro, calcio del pallone, scatti e cambi di direzione: calcio, rugby, hockey, tennis, scherma, sci di fondo, atletica. Il gesto del calcio, con il tronco in estensione e rotazione e l’arto in abduzione ed estensione seguite da una brusca adduzione e flessione, carica in modo intenso proprio la regione pubica.
I fattori predisponenti principali sono lo squilibrio muscolare fra adduttori e addominali, la ridotta mobilità dell’anca (in particolare la ridotta rotazione interna), il conflitto femoro-acetabolare, le dismetrie degli arti inferiori, l’iperlordosi lombare, gli errori di allenamento con incremento troppo rapido dei carichi, i terreni duri o irregolari e una storia di precedenti lesioni inguinali. Un ruolo non trascurabile ha la patologia dell’anca, che può esordire proprio come dolore inguinale e che va sempre ricercata.
Le principali forme cliniche
La tendinopatia inserzionale degli adduttori è la forma più frequente negli atleti. Il dolore è localizzato all’origine dell’adduttore lungo sul pube, peggiora con la palpazione di questo punto e con l’adduzione contro resistenza, e si irradia lungo la faccia mediale della coscia.
L’osteite pubica è una condizione infiammatoria e degenerativa della sinfisi pubica e dell’osso subcondrale adiacente, da stress meccanico ripetuto. Il dolore è centrale, sopra la sinfisi, può irradiarsi a entrambi i lati, al perineo e al basso addome, e si accentua con la corsa, il calcio e il salto. In origine è stata descritta anche come complicanza di interventi urologici e ginecologici, e dopo il parto; oggi il contesto più comune è quello sportivo.
La cosiddetta ernia dello sportivo, o sports hernia, o pubalgia atletica, è un’insufficienza della parete posteriore del canale inguinale (fascia trasversale) o una lesione dell’aponeurosi del retto e dell’obliquo esterno, senza un’ernia palpabile. Il paziente ha dolore inguinale profondo che peggiora con tosse, starnuto e sforzo, ma all’esame non c’è una tumefazione. Va distinta dalla vera ernia inguinale, che invece si apprezza come una tumefazione riducibile che aumenta con i colpi di tosse, e dall’ernia crurale, più frequente nelle donne e situata sotto il legamento inguinale.
Il dolore correlato all’ileopsoas si localizza più lateralmente, sotto il legamento inguinale, e peggiora con la flessione dell’anca contro resistenza e con lo stiramento in estensione.
Quadro clinico ed esame obiettivo
L’esordio è di solito insidioso: un fastidio inguinale che compare dopo l’allenamento, poi all’inizio dell’attività, poi durante tutta la seduta, fino a limitare anche le attività quotidiane come alzarsi dal letto, salire in auto o girarsi nel letto. Il dolore può essere mono o bilaterale e irradiarsi alla faccia mediale della coscia, al basso addome, allo scroto o al perineo. Nelle fasi iniziali un periodo di riposo lo attenua, ma alla ripresa sportiva ricompare.
L’esame obiettivo deve essere sistematico. Si palpano la sinfisi pubica, le inserzioni degli adduttori, il tubercolo pubico, l’anello inguinale esterno (esplorandolo con il dito attraverso lo scroto nel maschio) e l’inserzione del retto dell’addome. Il test di adduzione contro resistenza (squeeze test) si esegue con le anche flesse e le ginocchia piegate, chiedendo al paziente di stringere le ginocchia contro il pugno dell’esaminatore: il dolore suggerisce una patologia degli adduttori o della sinfisi. La flessione del tronco contro resistenza (crunch contro resistenza) valuta la componente addominale. Il test di Thomas studia l’ileopsoas. Per l’anca si usano la valutazione della rotazione interna e il test FADIR (flessione, adduzione, rotazione interna), che evoca il dolore nel conflitto femoro-acetabolare; il test FABER (flessione, abduzione, rotazione esterna) esplora anca e sacroiliache. Molte di queste manovre sono illustrate nell’articolo sulle manovre semeiologiche in ortopedia.
Diagnosi strumentale e diagnosi differenziale
La radiografia del bacino in carico, con proiezioni dinamiche a gamba singola (proiezioni a fenicottero), può mostrare nell’osteite pubica irregolarità dei margini della sinfisi, erosioni, sclerosi e, nelle forme croniche, instabilità con un dislivello dei due rami pubici. È utile anche per studiare l’anca e le sue deformità. L’ecografia dinamica è indicata per la parete addominale e il canale inguinale e per le tendinopatie degli adduttori. La risonanza magnetica del bacino è l’esame più completo: mostra l’edema osseo parasinfisario, le lesioni della placca aponeurotica comune fra retto e adduttori (il cosiddetto secondary cleft sign), le tendinopatie, le lesioni del labbro acetabolare. La scintigrafia ossea è oggi meno utilizzata.
La diagnosi differenziale è la parte più importante e comprende cause ortopediche, chirurgiche, urologiche, ginecologiche e reumatologiche. Fra le cause ortopediche: patologia dell’anca (conflitto femoro-acetabolare, lesioni labrali, artrosi precoce), fratture da stress del collo femorale o dei rami pubici, avulsioni apofisarie negli adolescenti, epifisiolisi femorale nei ragazzi. Fra le cause chirurgiche: ernie inguinali e crurali. Fra le urologiche: prostatite, epididimite, calcolosi dell’uretere distale, varicocele. Fra le ginecologiche: endometriosi, malattia infiammatoria pelvica, cisti ovariche. Fra le reumatologiche: le spondiloartriti, come la spondilite anchilosante, che possono coinvolgere la sinfisi e le entesi. Vanno ricordate infine la radicolopatia lombare alta, le neuropatie da intrappolamento dei nervi ilioinguinale, genitofemorale e otturatorio, e l’osteomielite della sinfisi, rara ma grave, soprattutto dopo interventi pelvici o in chi fa uso di sostanze per via endovenosa.
Terapia
Il trattamento della pubalgia è nella grande maggioranza dei casi conservativo e richiede tempo e pazienza. La fase iniziale prevede riduzione o sospensione del gesto provocativo, crioterapia, analgesici e brevi cicli di FANS. Il cardine è però la riabilitazione attiva: esercizi progressivi di rinforzo degli adduttori (con particolare attenzione al lavoro eccentrico), stabilizzazione del core con rinforzo della muscolatura addominale profonda e dei muscoli del bacino, recupero della mobilità dell’anca, correzione dei difetti posturali e del gesto tecnico, e ritorno graduale alla corsa e al calcio. Programmi strutturati di esercizio attivo hanno dimostrato di essere più efficaci della terapia passiva.
Le infiltrazioni di corticosteroide nella sinfisi o alle inserzioni tendinee possono essere usate in casi selezionati di osteite pubica o tendinopatia resistente, ma non sostituiscono la riabilitazione. Le terapie fisiche come onde d’urto e laser hanno un ruolo accessorio.
La chirurgia è riservata ai casi che non migliorano dopo un periodo adeguato di trattamento conservativo. Nell’ernia dello sportivo si esegue una riparazione della parete posteriore del canale inguinale, spesso con rete, per via aperta o laparoscopica, talvolta associata a neurectomia o a tenotomia parziale dell’adduttore lungo. Nell’osteite pubica cronica refrattaria sono descritti il curettage della sinfisi, l’artrodesi e altre procedure, più raramente eseguite. Se la causa è un conflitto femoro-acetabolare, il trattamento è rivolto all’anca, anche per via artroscopica. Queste scelte coinvolgono la specializzazione in ortopedia e traumatologia, la medicina dello sport e la chirurgia generale.
Come cade la pubalgia al concorso
Al concorso SSM la pubalgia compare di solito come caso clinico di un giovane calciatore con dolore inguinale cronico che peggiora con il tiro e gli scatti. La domanda può chiedere la diagnosi più probabile, l’esame di imaging più indicato (la risonanza magnetica del bacino), il test clinico da eseguire o il trattamento di prima scelta (riabilitazione attiva con rinforzo di adduttori e core).
Gli errori tipici sono questi. Considerare la pubalgia una diagnosi definitiva invece di un sintomo da inquadrare. Dimenticare l’anca come causa di dolore inguinale, specie in presenza di rotazione interna ridotta e FADIR positivo. Proporre subito la chirurgia. Confondere l’ernia dello sportivo, senza tumefazione, con l’ernia inguinale vera. Trascurare le cause non ortopediche, come la frattura da stress del collo femorale in una giovane runner, che non va mai mancata, o le patologie urologiche e ginecologiche. Il modo più efficace per consolidare questi passaggi è lavorare su casi clinici commentati, come quelli delle simulazioni della Piattaforma Accademia.
In sintesi
La pubalgia è una sindrome dolorosa della regione pubica e inguinale, tipica degli sport con corsa, calcio e cambi di direzione, che nasce dallo squilibrio fra addominali e adduttori sulla sinfisi pubica. Comprende tendinopatia degli adduttori, osteite pubica, ernia dello sportivo, dolore da ileopsoas e patologia dell’anca. La diagnosi si basa su esame obiettivo sistematico, squeeze test, test dell’anca e risonanza magnetica, con un’attenta esclusione di cause chirurgiche, urologiche, ginecologiche, reumatologiche e delle fratture da stress. La terapia è soprattutto riabilitativa e progressiva; la chirurgia è riservata ai casi resistenti.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
