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Concorso SSM

Edema improntabile: fovea, cause e diagnosi

27 Settembre 2026 · Mario Lomele

Edema improntabile: fovea, cause e diagnosi

L’edema improntabile è un accumulo di liquido nell’interstizio che, premuto con un dito, lascia un’impronta persistente, la cosiddetta fovea. È il tipo di edema più comune nella pratica clinica e riflette uno squilibrio delle forze che regolano gli scambi di liquido fra capillari e tessuti. Per il Concorso SSM è un argomento trasversale: si incrocia con la cardiologia, la nefrologia, l’epatologia, l’angiologia e la farmacologia, e i quiz chiedono spesso di distinguerlo dal linfedema e dal mixedema, che invece non lasciano l’impronta o la lasciano in modo diverso.

Che cos’è l’edema improntabile

L’edema è l’aumento del volume del liquido interstiziale. Diventa clinicamente evidente quando l’accumulo supera di alcuni litri la quota fisiologica: per questo un paziente può aumentare di qualche chilo prima che le caviglie si gonfino visibilmente. Si definisce improntabile, o con fovea, quando il liquido è libero di spostarsi nei tessuti e la pressione digitale lo sposta, lasciando una depressione che si riempie lentamente. Il liquido è povero di proteine (trasudato) e il tessuto sovrastante è morbido.

La distribuzione dipende dalla gravità: nel paziente che cammina l’edema si raccoglie alle caviglie e ai piedi, peggiora a fine giornata e si riduce durante la notte; nel paziente allettato si sposta nella regione sacrale e sulla faccia posteriore delle cosce. Quando diventa generalizzato, con interessamento di tronco, sierose e sottocute diffuso, si parla di anasarca.

Tecnica d’esame e graduazione

L’esame si esegue premendo con il pollice o l’indice, in modo fermo, per circa 5-10 secondi, su un piano osseo sottostante: il dorso del piede, la regione retromalleolare, la faccia anteriore della tibia; nel paziente allettato la regione sacrale. Al rilascio si osserva e si palpa la depressione. Si valutano la profondità della fovea, il tempo di ritorno e l’estensione in altezza lungo l’arto, che è spesso più utile della profondità per seguire l’andamento nel tempo.

Esistono scale semiquantitative, di solito da 1+ a 4+, basate sulla profondità dell’impronta e sul tempo di scomparsa; sono utili per descrivere il reperto in cartella, ma hanno bassa riproducibilità fra osservatori. In pratica è più robusto annotare fino a che livello arriva l’edema (caviglia, metà gamba, ginocchio, coscia) e se è simmetrico. Si osservano anche la cute sovrastante, la temperatura, il dolore, i segni di stasi venosa cronica come l’iperpigmentazione e la dermatite ocra.

Fisiopatologia: le forze di Starling

Il movimento di liquido fra capillare e interstizio dipende dall’equilibrio fra pressione idrostatica capillare, che spinge fuori, pressione oncotica plasmatica, che trattiene, permeabilità della parete e capacità di drenaggio linfatico. L’edema improntabile nasce quando aumenta la pressione idrostatica, quando si riduce la pressione oncotica per ipoalbuminemia, o quando aumenta la permeabilità capillare. Nelle prime due situazioni il liquido è un trasudato povero di proteine, facilmente spostabile.

A questo meccanismo locale si somma quasi sempre la ritenzione renale di sodio e acqua. Nello scompenso e nella cirrosi il rene percepisce un volume circolante efficace ridotto e attiva il sistema renina-angiotensina-aldosterone, il simpatico e la vasopressina; nella sindrome nefrosica e nelle nefropatie coesistono ipoalbuminemia e ritenzione primaria di sodio. Questo spiega perché la terapia con diuretici è spesso centrale, ma anche perché va dosata con prudenza per non ridurre ulteriormente la perfusione.

Cause cardiache, renali, epatiche e venose

Nello scompenso cardiaco l’edema è bilaterale, declive, associato a turgore giugulare, reflusso epatogiugulare, epatomegalia congestizia e spesso a dispnea e ortopnea. Il meccanismo principale è l’aumento della pressione venosa sistemica con ritenzione idrosalina. Nella pericardite costrittiva il quadro è simile ma con segni specifici come il segno di Kussmaul.

Fra le cause renali, la sindrome nefrosica dà un edema marcato, spesso palpebrale e periorbitario al mattino per la lassità del tessuto, poi declive e fino all’anasarca, con proteinuria importante, ipoalbuminemia e iperlipidemia. La sindrome nefritica e l’insufficienza renale cronica causano edema soprattutto per ritenzione di sodio, con ipertensione.

Nella cirrosi epatica l’edema degli arti inferiori si associa di solito ad ascite, per la combinazione di ipertensione portale, ipoalbuminemia da ridotta sintesi e iperaldosteronismo secondario. Anche la malnutrizione proteica e le enteropatie proteino-disperdenti causano edema per ipoalbuminemia.

Fra le cause venose, l’insufficienza venosa cronica produce un edema che peggiora in ortostatismo e migliora sollevando le gambe, spesso asimmetrico, con varici e alterazioni trofiche cutanee. L’edema monolaterale acuto, dolente, con aumento della circonferenza del polpaccio, deve far pensare alla trombosi venosa profonda fino a prova contraria; la diagnosi differenziale comprende la cisti di Baker rotta, la cellulite e gli ematomi muscolari.

Infine le cause farmacologiche: i calcio-antagonisti diidropiridinici, come l’amlodipina, danno un edema malleolare per vasodilatazione arteriolare precapillare, che aumenta la pressione idrostatica capillare; per questo risponde poco ai diuretici e migliora associando un ACE-inibitore o un sartano. Anche FANS, corticosteroidi, estrogeni, glitazoni e alcuni farmaci neurologici possono causare ritenzione.

Differenza con linfedema e mixedema

Il linfedema è dovuto a un drenaggio linfatico insufficiente, primitivo o secondario a chirurgia, radioterapia, infezioni ricorrenti o, nei paesi endemici, filariosi. Nelle fasi iniziali può essere lievemente improntabile, ma con il tempo il liquido ricco di proteine stimola fibrosi e adipogenesi e l’edema diventa duro, non improntabile, con cute ispessita. Coinvolge tipicamente il dorso del piede e le dita, che assumono un aspetto squadrato. Il segno di Stemmer, cioè l’impossibilità di sollevare una plica cutanea alla base del secondo dito del piede, è caratteristico.

Il mixedema dell’ipotiroidismo è dovuto all’accumulo di glicosaminoglicani idrofili nel derma: la cute è pastosa, fredda, secca, l’edema è diffuso, coinvolge il volto e le palpebre e non lascia fovea. Il mixedema pretibiale della malattia di Graves è un’entità diversa, localizzata, con placche infiltrate e non improntabili sulla faccia anteriore delle gambe. Il lipedema, infine, è un accumulo simmetrico di tessuto adiposo agli arti inferiori, tipico del sesso femminile, che risparmia i piedi, è spesso dolente alla pressione e non lascia impronta.

Condizione Fovea Aspetti tipici
Edema da trasudato (cardiaco, renale, epatico) Presente Bilaterale, declive, cute morbida
Insufficienza venosa Presente Spesso asimmetrico, varici, discromie
Linfedema cronico Assente o scarsa Coinvolge dorso del piede e dita, segno di Stemmer
Mixedema ipotiroideo Assente Cute pastosa, fredda, volto e palpebre
Lipedema Assente Simmetrico, risparmia i piedi, dolente

Come cade l’edema improntabile al concorso

Le domande sull’edema improntabile al Concorso SSM tendono a presentare un caso e chiedere il meccanismo o l’esame da richiedere. Un esempio classico è il paziente iperteso in trattamento con amlodipina che sviluppa edema malleolare senza altri segni: la risposta è l’effetto collaterale del farmaco, non lo scompenso, e i diuretici non sono la scelta migliore. Un altro è il bambino con edema palpebrale mattutino e urine schiumose, orientato verso la sindrome nefrosica. Frequenti anche le domande che chiedono quale edema non è improntabile, con mixedema e linfedema cronico come risposte.

Gli errori tipici sono attribuire ogni edema bilaterale allo scompenso senza cercare proteinuria o ipoalbuminemia, sottovalutare un edema monolaterale acuto che richiede di escludere la trombosi venosa, e dimenticare che nel paziente allettato l’edema si raccoglie in sede sacrale e può sfuggire all’esame delle caviglie. Allenarsi su questi casi con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia aiuta a fissare il ragionamento per meccanismi.

Approccio diagnostico

Il primo bivio è la distribuzione: localizzato o generalizzato, monolaterale o bilaterale. L’edema monolaterale orienta a cause locali, venose, linfatiche o infettive, e richiede spesso un eco-color-Doppler. L’edema bilaterale e generalizzato richiede la ricerca di una causa sistemica: esame obiettivo cardiaco e toracico, ricerca di ascite ed epatomegalia, esame delle urine con proteinuria, albumina sierica, creatinina, funzionalità epatica, TSH, e nel sospetto cardiologico peptidi natriuretici ed ecocardiogramma. La revisione della terapia farmacologica è un passaggio che non va mai saltato.

In sintesi

L’edema improntabile è un accumulo di trasudato interstiziale che lascia la fovea alla pressione digitale, dovuto ad aumento della pressione idrostatica, riduzione della pressione oncotica o aumento della permeabilità, quasi sempre con ritenzione renale di sodio. Le cause principali sono scompenso cardiaco, sindrome nefrosica e nefropatie, cirrosi, insufficienza venosa, trombosi venosa profonda e farmaci come i calcio-antagonisti. Va distinto dal linfedema cronico, dal mixedema e dal lipedema, che non lasciano impronta. Ai quiz conta ragionare per distribuzione e meccanismo.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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