Come studiare fisiologia: metodo, ordine degli argomenti e quesiti
8 Settembre 2026 · Mario Lomele
Come studiare fisiologia e’ una domanda che si presenta due
volte: la prima all’esame universitario, la seconda quando la stessa materia
torna nei quesiti del concorso. Il contenuto e’ lo stesso, il modo di
possederlo no. La fisiologia non si impara elencando valori: si impara
seguendo catene di causa ed effetto, perche’ quasi ogni domanda chiede cosa
succede a valle quando cambia qualcosa a monte.
Come studiare fisiologia: partire dai sistemi di controllo
Il primo errore e’ studiare organo per organo come fosse anatomia. La
fisiologia si regge su pochi meccanismi di regolazione che tornano ovunque:
gradienti, feedback negativo, curve pressione-volume, equilibri fra domanda e
offerta. Chi ha capito il barocettore capisce anche il riflesso renina-
angiotensina; chi ha capito il gradiente alveolo-capillare legge senza fatica
una emogasanalisi.
Un ordine che funziona e’: membrana e potenziali, poi cardiovascolare,
respiratorio, renale, endocrino, gastrointestinale, nervoso. Cardiovascolare e
respiratorio prima perche’ sono i piu’ densi di domande e perche’ forniscono
il vocabolario che serve dopo.
I tre blocchi che rendono di piu’
Cardiovascolare. Ciclo cardiaco, gittata, precarico e
postcarico, resistenze. Qui la fisiologia diventa subito clinica: la stessa
curva spiega lo scompenso e la risposta all’emorragia. Il collegamento
naturale e’ con la lettura del tracciato, che trovi in
come leggere un
ECG.
Respiratorio. Volumi e capacita’, meccanica, scambi,
trasporto dei gas, controllo del respiro. Non ha senso memorizzare i valori
senza saperli usare: il posto dove si usano e’ l’
emogasanalisi, ed
e’ li’ che conviene esercitarsi.
Renale. Filtrazione, riassorbimento, clearance, equilibrio
acido-base e regolazione del sodio. E’ la parte che molti rimandano e che poi
pesa, perche’ entra anche nelle domande di medicina interna e di
farmacologia.
Come si studia davvero una pagina di fisiologia
Leggere e sottolineare non basta, perche’ la fisiologia non e’ fatta di
frasi da ricordare ma di relazioni. Tre gesti che cambiano il rendimento:
- Disegnare la catena. Ogni meccanismo su una riga sola:
stimolo, recettore, effettore, risultato, correzione. Se non entra in una
riga, non e’ stato capito. - Spostare una variabile. Dopo ogni paragrafo chiedersi
cosa succede se si alza o si abbassa una sola grandezza. E’ esattamente la
forma della domanda d’esame. - Riepilogare senza libro. A fine sessione, cinque minuti a
riscrivere le curve a memoria. Serve a scoprire cosa manca, non a
ripassare.
Gli errori che costano di piu’
Confondere concentrazione e quantita’ totale, dimenticare che i grafici
hanno assi con unita’ di misura, imparare i valori normali senza il contesto
in cui diventano patologici. E soprattutto studiare la fisiologia isolata
dalla fisiopatologia: al concorso le due cose arrivano insieme, e chi le tiene
separate perde tempo a ricostruire il ponte a ogni domanda.
Quante ore servono, e distribuite come
La fisiologia non premia le maratone. E’ una materia in cui la
comprensione arriva a strati: si capisce un meccanismo, lo si lascia
sedimentare, e alla ripresa lo si vede collegato ad altri due. Sessioni di
un’ora e mezza, con una pausa vera in mezzo, rendono piu’ di una giornata
intera passata sullo stesso capitolo.
Un ritmo che funziona: un sistema per settimana nella fase di studio, con
mezz’ora al giorno di quesiti su cio’ che si e’ gia’ coperto. Alla fine del
giro, un secondo passaggio veloce che non rilegge ma interroga. Se al secondo
passaggio le curve si sanno ridisegnare a memoria, il capitolo e’ chiuso; se
no, il problema non e’ il tempo ma il modo.
Dove si incastra nella preparazione al concorso
Una materia studiata bene per l’esame universitario non e’ automaticamente
pronta per il concorso: cambia la forma della domanda. All’universita’ si
espone, al concorso si sceglie fra cinque opzioni in poco piu’ di un minuto,
e vince chi riconosce il quadro invece di ricostruirlo. Per questo conviene
alternare studio e quesiti fin dall’inizio, non tenere le simulazioni per la
fine.
Il modo piu’ rapido per capire a che punto si e’ resta la simulazione
commentata: sbagliare un quesito e leggere subito perche’ vale piu’ di una
rilettura del capitolo. Trovi le prove nella
piattaforma Accademia e i
volumi cartacei fra i libri per il concorso.
