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Concorso SSM

Testosterone: esame, interpretazione e Concorso SSM

5 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Testosterone: esame, interpretazione e Concorso SSM

Il testosterone è il principale androgeno circolante e il dosaggio di riferimento per valutare la funzione gonadica maschile, ma ha un ruolo importante anche nella donna, dove un suo eccesso orienta verso cause ovariche o surrenaliche di iperandrogenismo. È un esame richiesto con grande frequenza e altrettanto spesso interpretato male, perché i livelli variano durante la giornata, risentono di malattie intercorrenti e dipendono dalle proteine di trasporto. Nel Concorso SSM compare nei casi di ipogonadismo, infertilità, irsutismo e tumori secernenti androgeni.

Che cos’è il testosterone

Il testosterone è un ormone steroideo a 19 atomi di carbonio, sintetizzato a partire dal colesterolo. Nell’uomo è prodotto per oltre il 95% dalle cellule di Leydig del testicolo; una piccola quota deriva dalla conversione periferica di precursori surrenalici come il deidroepiandrosterone (DHEA) e l’androstenedione. Nella donna la produzione è molto più bassa e ripartita tra ovaio, surrene e conversione periferica.

In circolo il testosterone è legato per circa due terzi alla globulina che lega gli ormoni sessuali (SHBG), con alta affinità, e per la quota restante all’albumina, con legame debole; solo una piccola frazione è libera. La frazione libera e quella legata all’albumina costituiscono il testosterone biodisponibile, cioè quello che può entrare nei tessuti. Nei tessuti bersaglio il testosterone agisce direttamente oppure viene convertito in diidrotestosterone (DHT) dalla 5-alfa-reduttasi, più potente a livello di prostata, cute e follicoli, o in estradiolo dall’aromatasi, soprattutto nel tessuto adiposo.

Fisiologia dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi

L’ipotalamo secerne GnRH in modo pulsatile; la pulsatilità è indispensabile, perché una stimolazione continua desensibilizza l’ipofisi, principio sfruttato dalla terapia con analoghi del GnRH. Il GnRH stimola la secrezione di LH e FSH. L’LH agisce sulle cellule di Leydig e stimola la produzione di testosterone; l’FSH agisce sulle cellule del Sertoli e, insieme alle alte concentrazioni intratesticolari di testosterone, sostiene la spermatogenesi.

Il testosterone esercita un feedback negativo su ipotalamo e ipofisi, in parte dopo conversione in estradiolo; le cellule del Sertoli producono inibina B, che frena selettivamente l’FSH. Il testosterone ha un ritmo circadiano con valori più alti al mattino, più evidente nei giovani, e si riduce gradualmente con l’età. Le sue funzioni comprendono la differenziazione sessuale maschile in epoca fetale, lo sviluppo puberale, il mantenimento di libido e funzione erettile, la massa muscolare, la densità ossea e l’eritropoiesi.

Quando si richiede il testosterone

Nell’uomo il dosaggio del testosterone è indicato quando ci sono sintomi e segni di ipogonadismo: calo della libido, disfunzione erettile, riduzione delle erezioni mattutine, ginecomastia, riduzione della peluria, testicoli piccoli, infertilità, osteoporosi o fratture da fragilità, anemia lieve non spiegata. È indicato anche nel ritardo puberale, nelle malattie ipofisarie, nella terapia cronica con oppioidi o glucocorticoidi e in condizioni come il diabete di tipo 2 e l’obesità quando ci sono sintomi. Il quadro clinico è approfondito nella scheda sull’ipogonadismo maschile.

Nella donna il testosterone si dosa nei segni di iperandrogenismo: irsutismo, acne resistente, alopecia androgenetica, oligo-amenorrea. Una virilizzazione rapida, con clitoridomegalia, abbassamento del tono della voce e aumento della massa muscolare, è un segnale d’allarme che impone di escludere una neoplasia secernente androgeni.

Come si esegue e condizioni pre-analitiche

Il prelievo si esegue al mattino, idealmente tra le 7 e le 11, quando i livelli sono massimi, e preferibilmente a digiuno, perché l’assunzione di glucosio riduce in modo transitorio il testosterone. Un valore basso non va mai considerato diagnostico da solo: deve essere confermato con un secondo prelievo in un giorno diverso, sempre al mattino. Il dosaggio va rinviato in corso di malattie acute, dopo interventi chirurgici o in fase di forte calo ponderale, condizioni che deprimono temporaneamente l’asse.

Il metodo di riferimento per i livelli bassi, tipici della donna e del bambino, è la spettrometria di massa, perché gli immunodosaggi diretti perdono accuratezza alle basse concentrazioni. Quando la SHBG è alterata conviene calcolare o misurare il testosterone libero. La SHBG aumenta con l’età, l’ipertiroidismo, la cirrosi, gli estrogeni, l’HIV e alcuni antiepilettici; si riduce con obesità, insulino-resistenza, ipotiroidismo, sindrome nefrosica, glucocorticoidi e androgeni esogeni. Vanno sempre registrati farmaci come oppioidi, steroidi anabolizzanti, analoghi del GnRH e antiandrogeni.

Interpretazione del testosterone

La chiave interpretativa nell’uomo è il confronto con le gonadotropine. Testosterone basso con LH e FSH elevati indica un ipogonadismo primario, o ipergonadotropo, cioè un danno testicolare. Testosterone basso con LH e FSH bassi o inappropriatamente normali indica un ipogonadismo secondario, o ipogonadotropo, da causa ipotalamica o ipofisaria. In questo secondo caso è necessario dosare la prolattina, valutare gli altri assi ipofisari, la ferritina per escludere l’emocromatosi e, se indicato, eseguire una risonanza dell’ipofisi.

Nella donna un testosterone lievemente o moderatamente elevato è tipico della sindrome dell’ovaio policistico; valori marcatamente elevati, insieme a una virilizzazione rapida, suggeriscono un tumore ovarico o surrenalico. In quest’ultimo caso il DHEA-S aiuta a localizzare la fonte, perché è prodotto quasi esclusivamente dal surrene. Il 17-idrossiprogesterone serve invece a escludere la forma non classica di iperplasia surrenalica congenita.

Cause di aumento e diminuzione

Nell’uomo il testosterone si riduce per cause primarie come la sindrome di Klinefelter, la causa genetica più frequente, l’orchite parotitica, il criptorchidismo, la chemioterapia e la radioterapia, i traumi e la torsione testicolare. Le cause secondarie comprendono l’iperprolattinemia, gli adenomi ipofisari, la sindrome di Kallmann con anosmia, l’emocromatosi, l’obesità grave, le malattie croniche, l’uso di oppioidi, glucocorticoidi e steroidi anabolizzanti, e l’esercizio fisico estremo con deficit energetico.

Il testosterone aumenta nell’uomo con la terapia sostitutiva o con l’abuso di androgeni (che però sopprime LH, FSH e la spermatogenesi), negli stati di aumento della SHBG per il solo testosterone totale e, raramente, in tumori a cellule di Leydig. Nella donna aumenta nella sindrome dell’ovaio policistico, nell’ipertecosi ovarica, nei tumori ovarici androgeno-secernenti, nei carcinomi surrenalici e nelle forme di iperplasia surrenalica congenita.

Errori tipici da evitare

L’errore più frequente è diagnosticare l’ipogonadismo su un singolo testosterone basso prelevato nel pomeriggio, o in corso di malattia acuta. Un altro errore è non dosare LH e FSH: senza le gonadotropine non si può distinguere la forma primaria dalla secondaria, e si rischia di non cercare un adenoma ipofisario o un’iperprolattinemia. Molti candidati dimenticano anche che l’obesità abbassa la SHBG e quindi il testosterone totale, mentre il testosterone libero può essere normale.

Un errore terapeutico tipico è proporre testosterone a un uomo che desidera figli: gli androgeni esogeni sopprimono le gonadotropine e la spermatogenesi, per cui nell’ipogonadismo ipogonadotropo con desiderio di fertilità si usano gonadotropine o, in casi selezionati, GnRH pulsatile. Infine, la terapia sostitutiva richiede di controllare ematocrito e PSA, ed è controindicata in presenza di carcinoma prostatico o mammario.

Come cade il testosterone al concorso

Al Concorso SSM il testosterone compare in casi clinici come quello del giovane alto con testicoli piccoli e duri, ginecomastia e azoospermia, in cui bisogna riconoscere la sindrome di Klinefelter con testosterone basso e gonadotropine alte. Un altro scenario frequente è il ragazzo con pubertà ritardata e anosmia, che punta alla sindrome di Kallmann. Nella donna la domanda classica è quella sulla virilizzazione rapida con testosterone molto elevato e DHEA-S normale, che orienta verso un tumore ovarico, oppure con DHEA-S elevato, che orienta verso il surrene.

Altri quesiti riguardano l’effetto degli steroidi anabolizzanti sugli esami (testosterone alto, LH e FSH soppressi, testicoli piccoli) e le controindicazioni alla terapia sostitutiva. Per fissare questi schemi è utile esercitarsi con le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, che spiegano anche perché le risposte errate sono state scelte come distrattori.

In sintesi

Il testosterone è l’androgeno principale, prodotto dalle cellule di Leydig sotto controllo dell’LH e trasportato in gran parte dalla SHBG. Si dosa al mattino, a digiuno e lontano da malattie acute, e un valore basso va sempre confermato. Nell’uomo l’interpretazione richiede LH e FSH per distinguere ipogonadismo primario e secondario; nella donna valori molto elevati impongono di escludere neoplasie ovariche o surrenaliche. Al concorso pesano le combinazioni ormonali e le principali sindromi associate.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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