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Malattia del nodo del seno: bradi-tachi e pacemaker

5 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Malattia del nodo del seno: bradi-tachi e pacemaker

La malattia del nodo del seno, chiamata anche sindrome del nodo del seno malato o disfunzione sinusale, raccoglie un insieme di anomalie del pacemaker naturale del cuore: bradicardia sinusale inappropriata, pause e arresti sinusali, blocchi senoatriali, incompetenza cronotropa e, nella forma più tipica, l’alternanza di bradicardia e tachiaritmie atriali nota come sindrome bradi-tachi. È una delle indicazioni più frequenti all’impianto di pacemaker nell’anziano, ed è un argomento che il Concorso SSM propone volentieri perché costringe a ragionare su correlazione sintomi-ritmo, farmaci e scelta della terapia. In questo articolo la affrontiamo dal meccanismo agli errori tipici.

Che cos’è la malattia del nodo del seno

Il nodo senoatriale è una piccola struttura situata alla giunzione fra vena cava superiore e atrio destro, irrorata da un ramo che nasce più spesso dalla coronaria destra. Le sue cellule generano spontaneamente impulsi, che devono poi uscire dal nodo e attivare il miocardio atriale circostante. La disfunzione sinusale può quindi derivare da due difetti: un difetto di formazione dell’impulso, con bradicardia o arresto sinusale, e un difetto di uscita dell’impulso dal nodo verso l’atrio, cioè il blocco senoatriale.

Nella maggior parte dei casi la causa è degenerativa e legata all’età: una fibrosi progressiva sostituisce le cellule pacemaker e il tessuto perinodale. La stessa fibrosi coinvolge spesso il miocardio atriale e il sistema di conduzione a valle, il che spiega perché la malattia si associ di frequente a fibrillazione atriale e a disturbi della conduzione atrioventricolare. Si parla allora di malattia del sistema di conduzione nel suo complesso.

Cause e fattori favorenti

Le cause intrinseche comprendono, oltre alla fibrosi idiopatica dell’anziano, la cardiopatia ischemica, le cardiomiopatie, le malattie infiltrative come amiloidosi e sarcoidosi, le malattie infiammatorie e infettive come miocarditi e malattia di Lyme, il trauma chirurgico dopo interventi sugli atri o correzione di cardiopatie congenite, e rare forme familiari legate a mutazioni dei canali ionici. Le cause estrinseche, che possono simulare o slatentizzare la malattia, sono principalmente farmacologiche e funzionali: beta-bloccanti, calcio-antagonisti non diidropiridinici, digossina, amiodarone e altri antiaritmici, litio, clonidina, ivabradina; ipotiroidismo, ipotermia, iperkaliemia, ipertensione endocranica, apnee del sonno e ipertono vagale.

La distinzione fra cause intrinseche ed estrinseche è il primo passo clinico: prima di diagnosticare una malattia del nodo del seno e indicare un pacemaker, bisogna escludere ciò che è reversibile.

Le forme ECG

La prima forma è la bradicardia sinusale persistente e inappropriata, cioè non giustificata dal contesto, spesso con frequenze molto basse anche da sveglio. La seconda è la pausa o arresto sinusale: per un intervallo il nodo non scarica, sul tracciato manca la P e manca il QRS, e la durata della pausa non è un multiplo esatto del ciclo sinusale di base. La terza è il blocco senoatriale: il nodo scarica, ma l’impulso non raggiunge l’atrio. Nel blocco di secondo grado di tipo 2 la pausa è un multiplo esatto del ciclo di base, mentre nel tipo 1 gli intervalli PP si accorciano progressivamente prima della pausa. Il blocco di primo grado non è visibile all’ECG di superficie, e quello di terzo grado non è distinguibile da un arresto sinusale.

Durante le pause possono comparire ritmi di scappamento, più spesso giunzionali, che salvano il paziente dall’asistolia. Una quarta forma è l’incompetenza cronotropa, ossia l’incapacità di aumentare adeguatamente la frequenza durante lo sforzo, che si evidenzia al test da sforzo e si manifesta con astenia e dispnea da sforzo. Per la lettura sistematica di frequenza, ritmo e intervalli è utile la guida su come leggere un ECG.

La sindrome bradi-tachi

La forma più tipica e più chiesta è la sindrome bradicardia-tachicardia. Il paziente alterna periodi di bradicardia sinusale o pause a episodi di tachiaritmie atriali, soprattutto fibrillazione atriale parossistica, flutter atriale o tachicardia atriale. Il momento critico è la fine dell’episodio tachicardico: la tachiaritmia sopprime il nodo del seno, e quando si interrompe il nodo malato impiega molti secondi a riprendere l’attività. Ne deriva una lunga pausa post-conversione, che è la causa tipica della sincope in questi pazienti.

La sindrome crea un dilemma terapeutico classico. I farmaci necessari per controllare la frequenza o il ritmo durante la tachicardia, come beta-bloccanti, calcio-antagonisti, digossina e antiaritmici, peggiorano la bradicardia e prolungano le pause. La soluzione è l’impianto di un pacemaker, che protegge dalla bradicardia e permette di usare liberamente i farmaci per le tachiaritmie. Va ricordato inoltre che i pazienti con fibrillazione atriale nella sindrome bradi-tachi hanno lo stesso rischio tromboembolico degli altri e devono essere valutati per l’anticoagulazione con i comuni punteggi di rischio.

Clinica

La malattia del nodo del seno colpisce soprattutto gli anziani e ha un decorso lento, con sintomi spesso intermittenti e sfumati. Le manifestazioni da ipoperfusione cerebrale comprendono vertigini, presincope, sincope, confusione, disturbi della memoria e cadute. Altre manifestazioni sono astenia, ridotta tolleranza allo sforzo, dispnea, angina e peggioramento di uno scompenso. Durante le fasi di tachicardia il paziente avverte palpitazioni. La sincope da pausa sinusale arriva tipicamente senza prodromi e può causare traumi; nell’anziano che cade senza spiegazione questa diagnosi va sempre tenuta presente.

Diagnosi

La diagnosi richiede di documentare la correlazione fra sintomi e anomalie del ritmo. L’ECG a 12 derivazioni può essere normale fra un episodio e l’altro. L’Holter ECG delle 24 o 48 ore è l’esame di primo livello; se i sintomi sono rari si ricorre a registratori di eventi esterni o a un loop recorder impiantabile. Il test da sforzo valuta l’incompetenza cronotropa. Gli esami di laboratorio servono a escludere cause reversibili: elettroliti, funzione tiroidea, funzione renale, dosaggio della digossina quando indicato.

Alcuni test hanno soprattutto valore didattico. Il massaggio del seno carotideo valuta l’ipersensibilità del seno carotideo, che entra in diagnosi differenziale. Il test all’atropina valuta la risposta del nodo al blocco vagale: una risposta inadeguata orienta verso una disfunzione intrinseca. Lo studio elettrofisiologico misura il tempo di recupero del nodo del seno dopo stimolazione atriale rapida, ma ha una sensibilità limitata e oggi si usa raramente a scopo diagnostico.

Terapia: quando il pacemaker

Il primo passo è sempre rimuovere le cause reversibili, soprattutto i farmaci bradicardizzanti non indispensabili, e correggere ipotiroidismo e squilibri elettrolitici. Il paziente asintomatico non necessita di pacemaker, anche in presenza di bradicardia o pause notturne. Nelle fasi acute con instabilità emodinamica si usano atropina, catecolamine come adrenalina o isoprenalina e la stimolazione temporanea transcutanea o transvenosa.

La terapia definitiva della malattia del nodo del seno sintomatica è il pacemaker. È indicato quando i sintomi sono chiaramente correlati alla bradicardia o alle pause, nella sindrome bradi-tachi che richiede farmaci bradicardizzanti, e quando la bradicardia è indotta da farmaci indispensabili. La modalità preferita è la stimolazione bicamerale o comunque con un elettrodo atriale, perché preserva la sincronia atrioventricolare; la stimolazione esclusivamente ventricolare può favorire la sindrome da pacemaker e la fibrillazione atriale. La funzione di adattamento della frequenza, attivata da sensori di movimento, è utile nell’incompetenza cronotropa. Il pacemaker tratta la bradicardia ma non riduce il rischio tromboembolico della fibrillazione atriale associata, che resta da gestire separatamente.

Come cade la malattia del nodo del seno al concorso

Lo schema più frequente è un anziano con episodi di sincope senza prodromi e Holter che documenta fasi di fibrillazione atriale alternate a bradicardia con lunga pausa alla fine dell’episodio: la diagnosi è sindrome bradi-tachi, la terapia pacemaker associato ai farmaci per il controllo della tachicardia. Un secondo schema propone un anziano con bradicardia sintomatica in terapia con beta-bloccante e digossina: la risposta corretta è rivedere i farmaci prima del pacemaker. Un terzo riguarda il calcolo delle pause: pausa multipla esatta del ciclo di base indica blocco senoatriale di tipo 2, pausa non multipla indica arresto sinusale. Un quarto chiede la modalità di stimolazione preferita, che è quella con elettrodo atriale. Per allenarsi su questi casi con commento a ogni opzione sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia.

Errori tipici ai quiz

Il primo errore è indicare un pacemaker a un paziente asintomatico solo per la frequenza bassa o per pause notturne. Il secondo è confondere arresto sinusale e blocco senoatriale: conta il rapporto fra pausa e ciclo di base. Il terzo è sospendere i farmaci per la fibrillazione atriale nella sindrome bradi-tachi invece di proteggere il paziente con il pacemaker. Il quarto è credere che il pacemaker elimini la necessità di anticoagulazione. Il quinto è non pensare a un blocco atrioventricolare associato, dato che la fibrosi può coinvolgere tutto il sistema di conduzione: per questo tema si veda la scheda sui blocchi atrioventricolari.

In sintesi

La malattia del nodo del seno è una disfunzione, per lo più degenerativa, del pacemaker naturale, che si manifesta con bradicardia inappropriata, arresti sinusali, blocchi senoatriali, incompetenza cronotropa e sindrome bradi-tachi. Colpisce soprattutto l’anziano, dà vertigini, sincope, astenia e palpitazioni, e si diagnostica correlando sintomi e ritmo con Holter o registratori prolungati, dopo aver escluso farmaci e cause reversibili. La terapia definitiva delle forme sintomatiche è il pacemaker, preferibilmente con stimolazione atriale, che nella sindrome bradi-tachi consente anche di usare i farmaci per le tachiaritmie; l’anticoagulazione segue le regole consuete della fibrillazione atriale.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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