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Concorso SSM

Criptorchidismo: diagnosi, orchidopessi e concorso SSM

23 Settembre 2026 · Mario Lomele

Criptorchidismo: diagnosi, orchidopessi e concorso SSM

Il criptorchidismo è la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nello scroto, ed è la più frequente anomalia congenita dell’apparato genitale maschile. Per chi prepara il Concorso Nazionale SSM è un argomento che tocca pediatria, chirurgia pediatrica, urologia ed endocrinologia, e che viene chiesto con una certa regolarità perché contiene alcuni numeri e alcune regole precise: l’età entro cui si attende la discesa spontanea, l’età entro cui operare, il rischio di infertilità e di tumore, la distinzione con il testicolo retrattile, il ruolo limitato dell’imaging. In questo articolo ripercorriamo la condizione dalla fisiopatologia alla gestione, con l’attenzione rivolta a ciò che serve per rispondere bene ai quesiti.

Che cos’è il criptorchidismo

Il criptorchidismo, dal greco “testicolo nascosto”, è la condizione in cui uno o entrambi i testicoli non si trovano nello scroto e non possono esservi portati con la manipolazione. Il testicolo può essere arrestato lungo il normale percorso di discesa, cioè nell’addome, nel canale inguinale o subito al di sotto dell’anello inguinale esterno, e in questo caso si parla di testicolo ritenuto; può essere invece deviato in una sede anomala, come la regione perineale, la radice della coscia, la regione femorale o l’emiscroto controlaterale, e allora si parla di testicolo ectopico. Il testicolo può essere palpabile, come nella maggior parte dei casi, o non palpabile, quando è addominale, atrofico o assente.

Il criptorchidismo è presente in una quota significativa dei neonati a termine e in una quota molto maggiore dei pretermine, perché la discesa avviene nell’ultimo trimestre di gravidanza. In gran parte dei casi il testicolo scende spontaneamente nei primi mesi di vita, di regola entro i sei mesi, e dopo questa età la discesa spontanea diventa improbabile. Circa un caso su dieci è bilaterale. Va distinta la forma congenita, presente dalla nascita, dalla forma acquisita o ascendente, in cui un testicolo che era nello scroto risale in età prescolare o scolare, verosimilmente per un accorciamento relativo del funicolo rispetto alla crescita.

Cause e fisiopatologia

La discesa del testicolo avviene in due fasi. La prima, transaddominale, porta il testicolo dalla sua sede di origine vicino al rene fino all’anello inguinale interno e dipende dall’ormone insulino-simile 3 prodotto dalle cellule di Leydig, che agisce sul gubernaculum, con un contributo dell’ormone antimulleriano. La seconda, inguino-scrotale, porta il testicolo attraverso il canale inguinale fino allo scroto ed è governata dagli androgeni, anche per via del nervo genitofemorale e del peptide correlato al gene della calcitonina. Qualunque fattore che alteri questi meccanismi può causare il criptorchidismo: la prematurità e il basso peso alla nascita sono i fattori di rischio più forti; seguono i deficit di produzione o di azione degli androgeni, le anomalie anatomiche del gubernaculum, la persistenza del dotto peritoneo-vaginale con ernia, l’esposizione in gravidanza a sostanze con attività antiandrogena o estrogenica, il fumo materno e la familiarità.

Il criptorchidismo può essere isolato oppure far parte di quadri più ampi: nei disordini dello sviluppo sessuale, quando si associa a ipospadia o a genitali ambigui, il criptorchidismo bilaterale con testicoli non palpabili impone di escludere una iperplasia surrenalica congenita in una femmina virilizzata; nelle sindromi genetiche come la sindrome di Klinefelter, la sindrome di Prader-Willi, la sindrome di Noonan e la sindrome di Kallmann; nei difetti della parete addominale come la sindrome prune belly. Le conseguenze sul testicolo dipendono dalla temperatura: il testicolo ritenuto vive a una temperatura di alcuni gradi superiore a quella scrotale, e questo altera la maturazione delle cellule germinali già dal primo anno di vita, con riduzione del numero di spermatogoni, mancata trasformazione in spermatogoni adulti scuri e, nel tempo, fibrosi tubulare. È la base dell’infertilità e, probabilmente, del rischio oncologico.

Clinica: l’esame obiettivo è tutto

Il criptorchidismo è asintomatico, e la diagnosi nasce dall’esame obiettivo dei genitali, che va eseguito alla nascita, ai controlli dei primi mesi e a ogni visita pediatrica. Il bambino va esaminato in ambiente caldo, rilassato, in posizione supina e, se collabora, seduto a gambe incrociate, che inibisce il riflesso cremasterico. Con una mano si scorre dalla spina iliaca antero-superiore lungo il canale inguinale verso lo scroto, spingendo il testicolo verso il basso, e con l’altra lo si afferra e lo si trattiene in sede scrotale. Si valutano la posizione, il volume e la consistenza di entrambi i testicoli, l’emiscroto, che nel criptorchidismo vero è spesso ipoplasico, e la presenza di ernia o idrocele. Va ricercata l’ipospadia e va descritto l’aspetto del pene.

Il punto clinico più importante è la distinzione dal testicolo retrattile: un testicolo che si trova nel canale inguinale o alla radice dello scroto per un riflesso cremasterico vivace, ma che può essere portato nello scroto senza tensione e che vi rimane, almeno per qualche momento, dopo aver lasciato la presa. Il testicolo retrattile è una variante della norma, non richiede intervento, ma va seguito nel tempo perché una quota di questi testicoli può risalire in modo definitivo. Se il testicolo non è palpabile da nessuna parte, le possibilità sono tre: testicolo addominale, testicolo atrofico o “vanishing testis” per una torsione perinatale, o vera agenesia.

Diagnosi e ruolo dell’imaging

La diagnosi di criptorchidismo è clinica. L’ecografia inguinale e addominale è molto richiesta nella pratica ma ha un valore limitato: vede bene i testicoli inguinali, che però erano già palpabili, e vede male quelli addominali, per cui non modifica la decisione di operare e non deve ritardare l’invio al chirurgo. Nel testicolo non palpabile l’esame di riferimento non è l’imaging ma la laparoscopia diagnostica, che permette di vedere il testicolo addominale e di trattarlo nella stessa seduta, o di documentare i vasi che terminano a fondo cieco, prova dell’agenesia o del vanishing testis. Gli esami ormonali sono riservati al criptorchidismo bilaterale con testicoli non palpabili: in questi casi si dosano gonadotropine, testosterone, ormone antimulleriano e inibina B, con un eventuale test di stimolo con gonadotropina corionica, per capire se esiste tessuto testicolare funzionante, e si esegue il cariotipo, soprattutto se coesiste l’ipospadia, per escludere un disordine dello sviluppo sessuale.

Diagnosi differenziale

La prima diagnosi differenziale è il testicolo retrattile, che abbiamo descritto e che è la causa più comune di un invio inappropriato al chirurgo. La seconda è il testicolo ascendente, in cui un testicolo documentato nello scroto nei primi mesi di vita risale in seguito: va trattato come un criptorchidismo perché espone agli stessi rischi. La terza è l’ectopia, in cui il testicolo si trova fuori dal percorso di discesa e non nel canale inguinale, e che richiede sempre l’intervento. Va poi distinto il testicolo non palpabile per agenesia o atrofia da quello addominale, con la laparoscopia. Infine, il criptorchidismo bilaterale con genitali ambigui è una situazione diversa da tutte le altre, in cui il primo problema non è la posizione del testicolo ma la definizione del sesso e l’esclusione di una forma con perdita di sale, potenzialmente letale nelle prime settimane di vita. Anche l’idrocele e l’ernia inguinale entrano nel ragionamento, non come alternative ma come condizioni associate, perché condividono la stessa persistenza del dotto peritoneo-vaginale.

Trattamento per principi

Il trattamento del criptorchidismo è chirurgico e si chiama orchidopessi: il testicolo viene liberato dalle aderenze, il dotto peritoneo-vaginale viene legato, il funicolo viene mobilizzato per ottenere lunghezza sufficiente e il testicolo viene fissato in una tasca sottocutanea dello scroto. La tempistica è il punto che il concorso chiede più spesso: poiché la discesa spontanea è improbabile dopo i sei mesi e il danno alle cellule germinali inizia già nel primo anno, le raccomandazioni attuali indicano di operare fra i sei e i dodici mesi di vita, e comunque entro i diciotto mesi. Per il testicolo palpabile l’accesso è inguinale, o scrotale nei casi bassi; per il testicolo non palpabile si esegue la laparoscopia e, se il testicolo è addominale, l’orchidopessi in uno o due tempi con la sezione dei vasi spermatici per guadagnare lunghezza, contando sulla vascolarizzazione del deferente. Un testicolo atrofico o chiaramente non vitale viene rimosso. Nel criptorchidismo acquisito si opera al momento della diagnosi, e nell’adolescente e nell’adulto giovane con testicolo ritenuto si preferisce l’orchidopessi, riservando l’orchiectomia ai testicoli atrofici e al paziente adulto oltre una certa età, in cui il rischio operatorio supera il beneficio.

La terapia ormonale con gonadotropina corionica o con analoghi del GnRH, usata in passato per indurre la discesa, non è più raccomandata come trattamento standard: la percentuale di successo è bassa, le recidive sono frequenti e vi sono preoccupazioni sugli effetti sulle cellule germinali. Può avere un ruolo in casi selezionati, deciso dallo specialista. Il bambino operato va seguito nel tempo con la valutazione del volume testicolare, e va istruito, da adolescente, all’autopalpazione.

Complicanze

Le complicanze del criptorchidismo non trattato o trattato tardivamente sono tre. La prima è l’infertilità: il criptorchidismo monolaterale riduce in modo modesto la probabilità di paternità, mentre quello bilaterale la riduce in modo importante, e l’orchidopessi precoce migliora la prognosi. La seconda è il rischio di tumore del testicolo, che è aumentato di alcune volte rispetto alla popolazione generale, maggiore per i testicoli addominali e per l’intervento eseguito dopo la pubertà, e che riguarda in misura minore anche il testicolo controlaterale sceso normalmente; l’orchidopessi non azzera il rischio ma lo riduce e, soprattutto, rende il testicolo palpabile e quindi controllabile. La terza è la torsione, più frequente nel testicolo ritenuto per la sua anomala mobilità, e da sospettare in un bambino con criptorchidismo e dolore addominale o inguinale acuto. Si aggiungono l’ernia inguinale associata e il danno psicologico legato all’emiscroto vuoto. Le complicanze dell’orchidopessi sono l’atrofia testicolare per lesione dei vasi, la lesione del deferente, la recidiva della risalita, l’ematoma e l’infezione della ferita.

Come cade il criptorchidismo al concorso

Al concorso SSM il criptorchidismo compare in quesiti che ruotano su pochi punti. La prima forma chiede l’età entro cui operare, e la risposta attesa è fra i sei e i dodici mesi, entro i diciotto; il distrattore classico è l’attesa fino ai due o tre anni. La seconda chiede il trattamento di prima scelta, l’orchidopessi, contro la terapia ormonale. La terza riguarda le complicanze a lungo termine, con la coppia infertilità e tumore del testicolo, e la precisazione che l’orchidopessi riduce ma non elimina il rischio oncologico. La quarta è la distinzione dal testicolo retrattile, presentata come un caso clinico in cui il testicolo può essere portato nello scroto e vi rimane, con la risposta “nessun intervento, solo controllo”. La quinta riguarda il testicolo non palpabile e l’esame di riferimento, la laparoscopia, con l’ecografia come distrattore, oppure il neonato con criptorchidismo bilaterale e ipospadia, in cui la risposta è il cariotipo e la valutazione di un disordine dello sviluppo sessuale. Le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia permettono di allenarsi su questi schemi, e chi è attratto da questi argomenti può leggere anche la scheda sulla specializzazione in chirurgia pediatrica.

In sintesi

Il criptorchidismo è la mancata discesa del testicolo nello scroto, più frequente nei prematuri, con discesa spontanea possibile fino ai sei mesi. La diagnosi è clinica, l’ecografia serve poco e la laparoscopia è l’esame per il testicolo non palpabile. Va distinto dal testicolo retrattile, che non richiede trattamento. La terapia è l’orchidopessi fra i sei e i dodici mesi, entro i diciotto, mentre la terapia ormonale non è più raccomandata. Le complicanze sono l’infertilità, il tumore del testicolo, che l’intervento riduce ma non elimina, e la torsione. Il criptorchidismo bilaterale con ipospadia impone di escludere un disordine dello sviluppo sessuale. Sono questi i punti che il concorso chiede, e vale la pena saperli senza esitazioni.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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