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Cirrosi cardiaca: cause, fegato da stasi, diagnosi e terapia

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Cirrosi cardiaca: cause, fegato da stasi, diagnosi e terapia

La cirrosi cardiaca è la fibrosi epatica che si sviluppa quando il fegato resta a lungo congestionato per un’insufficienza cardiaca destra. Il nome è tradizionale e in parte fuorviante: si tratta di una fibrosi da stasi, con caratteristiche diverse dalla cirrosi comune, e per questo oggi si preferisce parlare di malattia epatica da congestione.

Come lo scompenso destro arriva al fegato

Il fegato riceve sangue dalla vena porta e dall’arteria epatica e lo scarica nelle vene sovraepatiche, che sboccano nella vena cava inferiore e quindi nell’atrio destro. Se la pressione in atrio destro sale — perché il ventricolo destro non riesce a svuotarsi — la pressione si trasmette all’indietro fino ai sinusoidi.

Ne derivano due conseguenze che agiscono insieme: la congestione passiva, con dilatazione dei sinusoidi centrolobulari, e la ridotta perfusione per bassa portata, che rende ipossica proprio la zona già congesta. La regione centrolobulare, la zona 3 dell’acino, è la più lontana dall’apporto arterioso ed è quella che si danneggia per prima.

Le cause cardiache

  • Scompenso cardiaco destro cronico di qualunque origine;
  • pericardite costrittiva, causa classica e potenzialmente curabile;
  • valvulopatie destre, in particolare insufficienza tricuspidale severa;
  • cardiomiopatie restrittive, fra cui l’amiloidosi cardiaca;
  • cuore polmonare cronico da ipertensione polmonare;
  • esiti tardivi di correzione di cardiopatie congenite, in particolare la circolazione di Fontan, oggi una delle cause emergenti.

Il quadro istologico: il fegato a noce moscata

Macroscopicamente il fegato congesto mostra un aspetto screziato, con aree rosso scuro centrolobulari alternate a zone più chiare: è il classico fegato a noce moscata.

Microscopicamente si osservano dilatazione sinusoidale, atrofia degli epatociti centrolobulari, necrosi nei casi di bassa portata acuta, e con il tempo deposizione di collagene attorno alla vena centrolobulare. La fibrosi progredisce dal centro verso la periferia — l’opposto di quanto accade nella cirrosi da epatite virale o alcolica — e nelle fasi avanzate crea ponti fra vene centrali, configurando la cosiddetta fibrosi a inversione lobulare.

Come si presenta clinicamente

I sintomi epatici sono in genere oscurati da quelli cardiaci. Si osservano:

  • epatomegalia dolente, con senso di tensione all’ipocondrio destro;
  • reflusso epatogiugulare e turgore delle giugulari;
  • ascite, spesso con contenuto proteico elevato, a differenza di quella della cirrosi comune;
  • edemi declivi;
  • ittero, di solito lieve e a bilirubina prevalentemente non coniugata;
  • nelle forme avanzate, segni di ipertensione portale e splenomegalia.

Nella pericardite costrittiva il quadro può simulare in modo convincente una cirrosi, tanto che alcuni pazienti arrivano all’epatologo prima che al cardiologo.

Gli esami di laboratorio

Il profilo è caratteristico e va saputo leggere:

  • aumento modesto delle transaminasi, con incrementi marcati solo negli episodi di epatite ipossica acuta, dove possono superare di dieci volte il limite;
  • rialzo della bilirubina, in genere sotto i 3 mg/dl, prevalentemente indiretta;
  • aumento di gamma-GT e fosfatasi alcalina, con quadro colestatico lieve;
  • albumina ridotta, con contributo anche della perdita e della malnutrizione;
  • allungamento dell’INR nelle fasi avanzate;
  • peptidi natriuretici elevati, che riflettono la componente cardiaca.

Imaging e valutazione

L’ecografia con Doppler mostra vene sovraepatiche e cava inferiore dilatate e poco collassabili, flusso portale alterato, ascite. L’elastografia rileva valori di rigidità epatica elevati, ma va interpretata con cautela: la congestione da sola aumenta la rigidità anche senza fibrosi significativa, ed è un errore comune leggerla come prova di cirrosi.

L’ecocardiografia è l’esame chiave per identificare la causa cardiaca; la TC e la RM cardiaca servono nel sospetto di pericardite costrittiva o cardiomiopatia infiltrativa. La biopsia epatica è riservata ai casi dubbi.

Perché non è una cirrosi come le altre

Le differenze contano perché cambiano la gestione:

  • la fibrosi parte dal centro del lobulo, non dagli spazi portali;
  • l’ascite ha spesso proteine elevate, mentre nella cirrosi comune è tipicamente povera di proteine;
  • il gradiente albumina siero-ascite resta alto in entrambe, quindi non discrimina;
  • la malattia è potenzialmente reversibile se si corregge la causa cardiaca;
  • le varici esofagee e lo scompenso epatico franco sono meno frequenti che nella cirrosi comune.

Trattamento

La terapia è quella della cardiopatia sottostante: ottimizzazione del trattamento dello scompenso, diuretici con attenzione alla perfusione, correzione delle valvulopatie, pericardiectomia nella pericardite costrittiva. Il fegato migliora quando migliora il cuore.

Sul piano epatologico si evitano i farmaci epatotossici, si corregge la malnutrizione e si monitorano funzione epatica e ascite. Nei candidati a trapianto di cuore o a dispositivi di assistenza ventricolare, il grado di fibrosi epatica è un elemento della valutazione preoperatoria.

Domande frequenti

La cirrosi cardiaca è reversibile?

La congestione e gran parte delle alterazioni funzionali regrediscono correggendo la causa cardiaca. La fibrosi già consolidata regredisce solo in parte.

Perché le transaminasi sono poco alterate?

Perché il danno prevalente è da stasi cronica, non necrotico. Salgono in modo marcato solo nell’epatite ipossica acuta da bassa portata.

L’elastografia serve a fare diagnosi?

Va interpretata con prudenza: la sola congestione aumenta la rigidità epatica, quindi un valore elevato non equivale a fibrosi avanzata.

Che rapporto ha con la circolazione di Fontan?

Nei pazienti operati secondo Fontan la pressione venosa sistemica resta cronicamente elevata: la malattia epatica da congestione è una complicanza attesa a lungo termine e va sorvegliata.

In sintesi

La cirrosi cardiaca è la conseguenza epatica di una pressione venosa cronicamente elevata: congestione centrolobulare, fegato a noce moscata, fibrosi che procede dal centro alla periferia. Si riconosce dal profilo bioumorale poco infiammatorio e dall’ascite ricca di proteine, e si tratta curando il cuore. Utili, sullo stesso versante, le pagine su come leggere un ECG e sull’emogasanalisi, e quella sull’embolia polmonare per il sovraccarico destro acuto.

Approfondimento esterno: la scheda sui disturbi epatici da cause circolatorie dei Manuali MSD riassume diagnosi e gestione.

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