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Test di Froment: come si esegue e che cosa dimostra

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Test di Froment: come si esegue e che cosa dimostra

Il test di Froment è una manovra semeiologica di dieci secondi che smaschera un deficit del nervo ulnare quando la forza sembra ancora conservata. Serve un foglio di carta e nulla più, ed è per questo che resta fra gli esami più chiesti nei quesiti di neurologia e ortopedia.

Come si esegue il test di Froment

Si chiede al paziente di stringere un foglio di carta fra il pollice e il bordo radiale dell’indice, e si tira il foglio cercando di sfilarlo. Il confronto si fa sempre con l’altra mano.

Nel soggetto sano il foglio viene trattenuto dall’adduttore del pollice, che avvicina il primo dito al secondo tenendo l’interfalangea distesa.

Nel deficit ulnare l’adduttore non risponde, e il paziente compensa con il flessore lungo del pollice, innervato dal nervo interosseo anteriore, ramo del mediano. Il risultato è che il pollice si piega vistosamente all’articolazione interfalangea: quella flessione è il segno positivo.

Perché funziona: l’anatomia in tre righe

Il nervo ulnare innerva quasi tutta la muscolatura intrinseca della mano: adduttore del pollice, interossei, terzo e quarto lombricale, ipotenar, oltre al capo profondo del flessore breve del pollice.

L’adduttore del pollice è il motore dell’adduzione, cioè della presa a pinza laterale. Quando manca, l’unico modo di stringere resta flettere il pollice: il gesto cambia forma, e la forma è esattamente ciò che la manovra rende visibile.

Il test non misura la forza in assoluto, misura quale muscolo la sta producendo. È la ragione per cui risulta positivo prima che il paziente riferisca debolezza.

Il segno di Jeanne e gli altri compagni di strada

Nella stessa manovra si osserva spesso l’iperestensione della metacarpofalangea del pollice: è il segno di Jeanne, e indica un deficit ulnare più avanzato.

Vanno cercati insieme altri tre segni. Il segno di Wartenberg: il quinto dito resta abdotto e il paziente non riesce ad accostarlo alle altre dita, per deficit del terzo interosseo palmare. Il segno di Masse: appiattimento della gobba metacarpale per paralisi dell’opponente del mignolo. La mano ad artiglio, con iperestensione delle metacarpofalangee e flessione delle interfalangee del quarto e quinto dito.

Un dettaglio che i quesiti amano: l’artiglio è più marcato nelle lesioni distali del nervo, al polso, che in quelle prossimali al gomito. Nelle lesioni alte è paralizzato anche il flessore profondo delle dita, che non può flettere le interfalangee: è il cosiddetto paradosso ulnare.

Dove si lesiona il nervo ulnare

La sede più frequente è il gomito, nel solco epitrocleare o nel canale cubitale, dove il nervo è superficiale e sottoposto a trazione nella flessione ripetuta. La compressione del nervo cubitale al gomito è la seconda neuropatia da intrappolamento per frequenza dopo il tunnel carpale.

La seconda sede è il canale di Guyon al polso, tipica dei ciclisti e di chi usa a lungo utensili vibranti, oltre che di alcune cisti gangliari.

Più a monte, le lesioni radicolari C8-T1 e quelle del tronco inferiore del plesso brachiale danno un quadro simile ma aggiungono deficit fuori dal territorio ulnare.

Come si interpreta un test di Froment positivo

Positivo significa deficit dell’adduttore del pollice, non ancora una diagnosi di sede. Per localizzare servono altri elementi.

La sensibilità del quinto dito e del bordo ulnare della mano è alterata nelle lesioni al gomito e al polso, ma il dorso della mano è risparmiato nelle lesioni al canale di Guyon, perché il ramo dorsale nasce prima.

Il segno di Tinel positivo al gomito o al polso indica il punto di sofferenza. La conferma e la misura del danno arrivano dall’elettromiografia con studio della conduzione, che individua il blocco.

Va ricordata la diagnosi differenziale con la rizoartrosi e con la sindrome del tunnel carpale, che possono confondere il quadro clinico ma non danno deficit dell’adduttore.

Errori da evitare

Il primo è non confrontare le due mani: una lieve flessione può essere fisiologica in quel paziente.

Il secondo è accontentarsi del test isolato. Preso da solo non distingue una lesione al gomito da una al polso, né da una radicolopatia C8.

Il terzo è interpretarlo come test di forza. Un paziente può trattenere bene il foglio e avere comunque il segno positivo, perché il criterio è la postura del pollice, non la resistenza.

Domande frequenti

Che cosa indaga il test di Froment? La funzione dell’adduttore del pollice, muscolo innervato dal nervo ulnare.

Quando è positivo? Quando il pollice si flette all’interfalangea per trattenere il foglio, segno che sta lavorando il flessore lungo al posto dell’adduttore.

Serve strumentazione? No, basta un foglio di carta. La conferma strumentale è l’elettromiografia.

Si può avere positivo con forza normale? Sì, ed è proprio il suo valore: rivela il compenso prima che compaia una debolezza evidente.

Come viene chiesto ai concorsi

Il quesito tipico descrive la manovra e chiede quale nervo sia interessato, e la risposta è l’ulnare. Una seconda variante chiede il muscolo indagato, cioè l’adduttore del pollice. Una terza contrappone lesione alta e bassa chiedendo dove l’artiglio sia più marcato, e la risposta controintuitiva è nella lesione distale.

Puoi allenarti su domande commentate di semeiotica neurologica nella piattaforma Accademia Test Ammissione, e ripassare le manovre collegate nella scheda sul segno della spallina e in quella sulla frattura dell’impiccato.

Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai concorsi di area medica e sanitaria con simulazioni commentate e lezioni online.

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