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Segno della spallina: che cos’è e quando compare

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Segno della spallina: che cos’è e quando compare

Il segno della spallina è il reperto che rende riconoscibile a distanza una lussazione anteriore di spalla: il profilo arrotondato del deltoide scompare e al suo posto compare uno scalino osseo netto, con l’acromion che sporge come la spallina di una giacca militare. Da quella somiglianza viene il nome.

Che cosa si vede nel segno della spallina

Nella spalla normale la testa dell’omero riempie la cavità glenoidea e il delteoide le disegna sopra una curva continua. Quando la testa omerale esce dalla sua sede e si sposta in avanti e in basso, sotto il deltoide resta il vuoto.

Il risultato è una depressione visibile e palpabile subito sotto l’acromion, che diventa il punto più sporgente della spalla. Il braccio appare leggermente allontanato dal tronco e ruotato all’esterno, e il paziente lo sostiene con la mano opposta, immobile.

Il segno si apprezza meglio confrontando le due spalle dal davanti e da dietro, con il paziente seduto e spogliato: su una spalla coperta o su un paziente muscoloso può sfuggire.

Perché compare

La spalla è l’articolazione più mobile del corpo e paga questa mobilità con una stabilità intrinseca minima: la glena è piccola e piatta rispetto alla testa omerale, e la tenuta è affidata a cercine, capsula, legamenti e cuffia dei rotatori.

Il meccanismo tipico è un trauma con braccio abdotto, extraruotato ed esteso: una caduta all’indietro sulla mano, un contrasto sportivo, un gesto di lancio. La testa forza il margine anteroinferiore della capsula ed esce.

La lussazione anteriore rappresenta la grande maggioranza dei casi. Quella posteriore, molto più rara, non dà il segno della spallina ma un blocco in rotazione interna, e va sospettata dopo una crisi epilettica o una folgorazione: è la lussazione che più spesso viene mancata al primo esame.

Che cosa cercare insieme

Il segno della spallina apre la valutazione, non la chiude. Vanno sempre documentati tre elementi prima di qualunque manovra.

Il nervo ascellare. È la struttura più a rischio: decorre a contatto con il collo chirurgico dell’omero. Si controlla la sensibilità sulla faccia laterale del moncone della spalla, nella cosiddetta area della mostrina, e la contrazione del deltoide. Il deficit va annotato prima della riduzione, perché dopo diventa impossibile stabilire quando sia comparso.

Il polso radiale. Le lesioni vascolari sono rare ma esistono, soprattutto nell’anziano e nelle lussazioni inveterate.

Le lesioni associate. La lesione di Bankart, distacco del cercine anteroinferiore, e la lesione di Hill-Sachs, l’impronta da impatto sulla testa omerale, sono le due che condizionano il rischio di recidiva. Nell’over 40 va sospettata anche una rottura della cuffia dei rotatori; nel giovane la recidiva è la regola più che l’eccezione.

Come si conferma

La radiografia va eseguita prima e dopo la riduzione, in almeno due proiezioni ortogonali: la sola proiezione anteroposteriore può non mostrare una lussazione posteriore. Le proiezioni ascellare o a Y di scapola sono quelle che chiariscono il rapporto fra testa e glena.

Serve anche a escludere una frattura associata, in particolare del trochite: ridurre una spalla con una frattura non riconosciuta è il rischio che giustifica la radiografia preliminare.

La risonanza entra dopo, per lo studio di cercine e cuffia, quando si valuta l’indicazione chirurgica.

Che cosa succede dopo

La riduzione va eseguita da personale addestrato, con analgesia adeguata e trazione dolce e progressiva: le manovre a strappo aumentano il rischio di frattura. Il sollievo del paziente è immediato e il profilo della spalla torna rotondo, che è il primo segno di avvenuta riduzione.

Segue un periodo di immobilizzazione e poi la riabilitazione, centrata sul recupero della cuffia e dei muscoli stabilizzatori della scapola.

Nel paziente giovane e sportivo il tasso di recidiva dopo il primo episodio è elevato, ed è il motivo per cui in questa fascia si discute precocemente la stabilizzazione chirurgica.

Domande frequenti

Il segno della spallina compare in tutte le lussazioni di spalla? No. È tipico di quella anteriore. Nella posteriore la spalla appare bloccata in rotazione interna e il profilo può restare quasi normale.

Si può ridurre subito senza radiografia? La regola è documentare prima. In un contesto tipico, con personale esperto, la riduzione precoce è possibile, ma la radiografia preliminare resta lo standard.

Quale nervo va sempre controllato? L’ascellare, con sensibilità del moncone della spalla e funzione del deltoide, prima e dopo la manovra.

Perché si chiama così? Perché la sporgenza dell’acromion sopra il vuoto sotto il deltoide ricorda la spallina di una divisa.

Come viene chiesto ai concorsi

Il quesito classico descrive un giovane caduto sulla mano con braccio abdotto e spalla deformata, e chiede la diagnosi: lussazione anteriore. Una seconda variante chiede quale nervo valutare prima della riduzione, e la risposta è l’ascellare. Una terza presenta una lussazione dopo crisi epilettica per orientare verso quella posteriore.

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Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai concorsi di area medica e sanitaria con simulazioni commentate e lezioni online.

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