Verruche: HPV cutanei, tipi e trattamenti (SSM)
30 Settembre 2026 · Mario Lomele
Le verruche sono proliferazioni epiteliali benigne della cute e delle mucose causate dall’infezione dei cheratinociti da parte dei papillomavirus umani (HPV). Sono estremamente comuni, soprattutto in età scolare e nei giovani adulti, spesso regrediscono da sole e raramente creano problemi seri, ma possono essere dolorose, antiestetiche, contagiose e ostinatamente recidivanti. Per il Concorso SSM servono tre cose: associare ogni tipo clinico di verruca al suo aspetto e alla sua sede, conoscere la relazione fra tipi di HPV e rischio oncologico, e sapere quali trattamenti sono di prima linea.
Che cosa sono le verruche
I papillomavirus sono virus a DNA a doppio filamento, privi di envelope, molto resistenti nell’ambiente. Infettano le cellule dello strato basale dell’epitelio attraverso microabrasioni e completano il loro ciclo replicativo seguendo la differenziazione del cheratinocita fino agli strati superficiali, dove vengono assemblati i nuovi virioni. L’effetto sulla cute è un’iperplasia dell’epidermide con papillomatosi, ipercheratosi e i tipici coilociti, cellule con nucleo raggrinzito circondato da un alone chiaro, segno citopatico dell’infezione.
Esistono moltissimi genotipi di HPV, con un tropismo preciso. Alcuni tipi, detti cutanei, causano le verruche della cute: i tipi 1, 2, 4 per le verruche volgari e plantari, i tipi 3 e 10 per quelle piane. Altri, detti mucosi, infettano le mucose anogenitali e orofaringee: i tipi a basso rischio 6 e 11 causano i condilomi acuminati, mentre i tipi ad alto rischio come 16 e 18 sono associati a displasie e carcinomi. Le verruche cutanee comuni non si trasformano in tumori nel soggetto immunocompetente.
Eziopatogenesi e trasmissione
La trasmissione avviene per contatto diretto cute-cute o indiretto, attraverso superfici e oggetti contaminati: pavimenti di piscine, docce e palestre, asciugamani, calzature. La macerazione e i microtraumi facilitano l’ingresso del virus. È frequente l’autoinoculazione, per esempio con il grattamento o la rasatura, che diffonde le lesioni lungo le linee di trauma (fenomeno di Koebner). Il periodo di incubazione è variabile, da settimane a mesi.
Il controllo dell’infezione dipende soprattutto dall’immunità cellulo-mediata. Per questo le verruche sono più numerose, estese e resistenti nei pazienti con immunodepressione: trapiantati in terapia con immunosoppressori, persone con infezione da HIV, pazienti in trattamento con farmaci biologici. Nei trapiantati le verruche possono essere diffuse e coesistere con carcinomi spinocellulari, che vanno ricercati. Un contesto particolare è l’epidermodisplasia verruciforme, rara genodermatosi con suscettibilità a tipi specifici di HPV e rischio di spinocellulare nelle aree fotoesposte.
Clinica: i tipi di verruche
La verruca volgare è la forma più comune: papula o nodulo di pochi millimetri, a superficie ruvida, ipercheratosica, grigiastra, con piccoli punti neri che corrispondono a capillari trombizzati. Le sedi tipiche sono il dorso delle mani, le dita e le ginocchia, soprattutto nei bambini. Le verruche periungueali, attorno e sotto le unghie, sono particolarmente ostinate e possono deformare la lamina; sono frequenti in chi si mangia le unghie.
La verruca plantare cresce verso l’interno per effetto del carico, spesso sulle zone di appoggio come il tallone e le teste metatarsali, ed è dolorosa alla deambulazione e alla compressione laterale. Si distingue dal callo perché interrompe le linee dermatoglifiche e mostra i punti neri emorragici dopo la rimozione dello strato corneo superficiale; il callo, al contrario, conserva le linee cutanee ed è doloroso soprattutto alla pressione verticale. Quando molte verruche plantari confluiscono in una placca si parla di verruche a mosaico.
Le verruche piane sono piccole papule appena rilevate, lisce, del colore della pelle o lievemente brunastre, spesso numerose, localizzate sul volto, sul dorso delle mani e sulle gambe; nelle donne si diffondono lungo la linea di rasatura. Le verruche filiformi sono proiezioni sottili e allungate tipiche del volto, attorno a labbra, naso e palpebre. I condilomi acuminati, infine, sono le verruche anogenitali: papule o vegetazioni molli, rosate, talvolta a cresta di gallo, sui genitali, nella regione perianale o nel canale anale. Sono un’infezione sessualmente trasmessa e vanno inquadrati nel capitolo più ampio dell’infezione da HPV.
Diagnosi
La diagnosi delle verruche è clinica. La dermoscopia aiuta a riconoscere i punti rossi o neri dei capillari trombizzati e a distinguere una verruca plantare da un callo o da un corno cutaneo. La rimozione con una lama dello strato ipercheratosico superficiale evidenzia i tipici puntini emorragici. La biopsia è riservata alle lesioni atipiche: verruche che crescono rapidamente, sanguinano, si ulcerano o non rispondono ai trattamenti, specialmente nell’adulto, nell’immunodepresso o in sede periungueale, dove un carcinoma spinocellulare o un melanoma amelanotico possono simulare una verruca.
La diagnosi differenziale comprende callo e durone, cheratosi seborroica, cheratosi attinica, corno cutaneo, molluscum contagioso (papule lisce ombelicate, non ruvide), nevi, lichen planus per le verruche piane, carcinoma spinocellulare e, per i condilomi, i condilomi piatti della sifilide secondaria, le papule perlacee del pene, che sono una variante anatomica normale, e le neoplasie intraepiteliali anogenitali. In caso di condilomi è corretto proporre anche lo screening delle altre infezioni sessualmente trasmesse.
Terapia delle verruche
Poiché molte verruche cutanee regrediscono spontaneamente, soprattutto nei bambini, in un periodo che va da mesi a pochi anni, l’astensione terapeutica è un’opzione legittima per le lesioni asintomatiche. Si trattano invece le verruche dolorose, estese, in aumento, antiestetiche o nei pazienti immunodepressi. Nessun trattamento elimina il virus in modo certo e le recidive sono frequenti; per questo si preferiscono metodi poco traumatici e senza cicatrici.
La prima linea per le verruche volgari e plantari è rappresentata dai cheratolitici topici, in particolare l’acido salicilico in varie concentrazioni, applicato con costanza dopo aver ammorbidito e limato la lesione, e dalla crioterapia con azoto liquido, ripetuta ogni poche settimane. La crioterapia è dolorosa e può lasciare discromie o, raramente, cicatrici; va usata con cautela nelle sedi periungueali per il rischio di danno alla matrice. Nei casi resistenti si impiegano 5-fluorouracile topico, cantaridina, bleomicina intralesionale, laser, terapia fotodinamica, immunoterapia topica con sensibilizzanti da contatto o, più raramente, curettage ed elettrocoagulazione. L’asportazione chirurgica classica è sconsigliata per le verruche plantari perché può lasciare cicatrici dolorose all’appoggio.
Le verruche piane rispondono ai retinoidi topici e a trattamenti delicati; nel volto si evitano metodi aggressivi. Per i condilomi acuminati si usano terapie applicate dal paziente, come imiquimod, podofillotossina e sinecatechine, oppure trattamenti ambulatoriali come crioterapia, acido tricloroacetico, laser e asportazione chirurgica. In gravidanza podofillotossina e imiquimod non vanno usati, mentre crioterapia e acido tricloroacetico sono considerati opzioni accettabili.
Prevenzione
Per le verruche cutanee valgono misure di buon senso: usare ciabatte in piscine, docce comuni e palestre, non condividere asciugamani e calzature, non grattare o mordere le lesioni, coprire le verruche durante le attività sportive a piedi nudi, asciugare bene i piedi. Per i condilomi e le lesioni HPV ad alto rischio la prevenzione più efficace è la vaccinazione anti-HPV, che copre i tipi 6 e 11 oltre ai principali tipi oncogeni e che è raccomandata nell’adolescenza per entrambi i sessi; ne parliamo anche nella scheda sui vaccini. Il preservativo riduce ma non annulla la trasmissione genitale, perché il virus può essere presente su cute non coperta. Per le donne resta essenziale lo screening cervicale, legato alla prevenzione del carcinoma della cervice uterina.
Come cadono le verruche al concorso
I quesiti presentano di solito un caso clinico con una lesione ruvida sulle dita di un bambino, o una lesione plantare dolorosa in un giovane sportivo che frequenta la piscina, e chiedono l’agente eziologico (HPV cutanei, tipi 1, 2, 4) o il trattamento di prima scelta (acido salicilico o crioterapia). Un’altra tipologia chiede di distinguere verruca plantare e callo: la verruca interrompe i dermatoglifi e mostra punti emorragici, il callo no. Frequenti anche le domande sui tipi di HPV dei condilomi (6 e 11) rispetto a quelli oncogeni (16 e 18) e sul significato dei coilociti.
Gli errori tipici sono: attribuire i condilomi ai tipi 16 e 18, che invece sono legati alle displasie e ai carcinomi; considerare le verruche volgari lesioni precancerose nell’immunocompetente; proporre l’asportazione chirurgica di una verruca plantare come prima scelta; confondere le verruche con il molluscum contagioso, che è causato da un poxvirus e ha papule lisce e ombelicate; dimenticare che verruche numerose e resistenti nell’adulto devono far pensare a un’immunodepressione; usare imiquimod o podofillotossina in gravidanza. Per esercitarti con casi a risposta multipla e spiegazioni dettagliate puoi usare le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia.
In sintesi
Le verruche sono proliferazioni epiteliali benigne causate dai papillomavirus umani, trasmesse per contatto diretto o indiretto e favorite da macerazione, microtraumi e immunodepressione. Si distinguono verruche volgari, plantari, periungueali, piane, filiformi e condilomi acuminati anogenitali, questi ultimi da HPV 6 e 11. All’istologia mostrano papillomatosi, ipercheratosi e coilociti. La diagnosi è clinica, con biopsia per le lesioni atipiche. Molte regrediscono spontaneamente; quando serve trattarle, la prima linea è l’acido salicilico o la crioterapia, con numerose alternative per i casi resistenti e terapie specifiche per i condilomi. La prevenzione si basa sull’igiene negli ambienti comuni e, per le forme genitali e oncogene, sulla vaccinazione anti-HPV.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
