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Concorso Test Ammissione

Test Ingresso Professioni Sanitarie 2018

16 Luglio 2022 · Mario Lomele

Test Ingresso Professioni Sanitarie 2018

Il test ingresso professioni sanitarie 2018 si è svolto il 12 settembre ed è ancora oggi una delle prove più utili su cui allenarsi: la sua struttura, il sistema di punteggio e la distribuzione delle materie sono un banco di prova realistico per chi vuole entrare in uno dei corsi di laurea dell’area sanitaria. In questa guida trovi i dati ufficiali della prova e, soprattutto, un metodo concreto per usarla come strumento di preparazione.

I posti disponibili per accedere a uno dei Corsi di Laurea che afferiscono alle Professioni Sanitarie erano 24.783. Questo, ovviamente, per quanto riguarda le Università pubbliche. Gli Atenei privati invece seguono regole diverse e quindi la data del test non è la stessa del test delle Università statali, così come non sono le stesse la struttura del test e la composizione delle domande.

Com’era strutturato il test ingresso professioni sanitarie 2018

Il test di Professioni Sanitarie 2018 era composto da 60 domande con 100 minuti di tempo a disposizione. I quesiti erano suddivisi tra varie materie nel seguente modo:

  • cultura generale;
  • ragionamento logico;
  • biologia;
  • chimica;
  • matematica e fisica.

Questa composizione dice già molto su come impostare lo studio. Le materie scientifiche richiedono conoscenze precise, che si accumulano solo con un ripasso sistematico del programma; cultura generale e ragionamento logico, invece, premiano l’abitudine alla lettura attenta e l’allenamento sul tipo di domanda. Chi trascura una delle due anime della prova si trova quasi sempre a perdere punti proprio dove pensava di essere al sicuro.

Un altro aspetto da tenere presente è la varietà dei formati: accanto alle domande nozionistiche brevi compaiono quesiti con testi da leggere, problemi con piccoli calcoli e domande di logica che richiedono più passaggi. Sapere in anticipo che la prova alterna ritmi diversi aiuta a non farsi sorprendere e a distribuire meglio l’energia.

Il punteggio del test di Professioni Sanitarie

Il punteggio è stato attribuito in questo modo:

  • una risposta corretta comportava un aumento del punteggio di 1.5 punti;
  • una risposta errata causava una perdita di 0.4 punti;
  • una risposta non data non determinava né un aumento né una decurtazione del punteggio.

Il punteggio massimo ottenibile era e, presumibilmente, sarà anche in futuro, di 90 punti.

La penalità per la risposta errata cambia il modo di affrontare la prova. Rispondere a caso a una domanda di cui non si sa nulla è una scommessa sfavorevole; rispondere dopo aver escluso con certezza una o più alternative, invece, può diventare una scelta ragionevole. Il punto è allenarsi a riconoscere la differenza tra un dubbio vero e una semplice sensazione, e questo si impara solo correggendo con attenzione le proprie simulazioni.

Da chi è regolato il test di Professioni Sanitarie 2018?

È il MIUR a regolamentare il test di ammissione alle Facoltà delle Professioni Sanitarie. Tuttavia, la prova di ammissione non avviene su base nazionale, ma su scala locale.

Il MIUR decide quale sia il programma delle varie materie, la struttura del test e la data del suo svolgimento, ma la graduatoria non è nazionale, così come avviene invece per Medicina e Odontoiatria, per cui esiste un’unica graduatoria che raccoglie tutte le Università d’Italia. Ogni Ateneo pubblica una propria graduatoria.

Questa differenza ha conseguenze pratiche: la scelta della sede e del corso pesa molto, perché la competizione si gioca all’interno del singolo Ateneo. Per orientarsi tra le sedi può essere utile consultare la nostra panoramica sulle migliori università di Medicina e la classifica Censis di Medicina, che aiutano a valutare l’offerta formativa delle diverse sedi.

Elenco dei corsi di Professioni Sanitarie

  • Tecnica della riabilitazione psichiatrica
  • Terapia occupazionale
  • Educazione professionale
  • Tecniche audiometriche
  • Tecniche di laboratorio biomedico
  • Tecnica di radiologia per immagini e radioterapia
  • Tecniche di neurofisiopatologia
  • Tecniche ortopediche
  • Tecniche audioprotesiche
  • Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
  • Igiene dentale
  • Dietistica
  • Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
  • Assistenza sanitaria
  • Infermieristica
  • Ostetricia
  • Infermieristica pediatrica
  • Podologia
  • Fisioterapia
  • Logopedia
  • Ortottica e assistenza oftalmologica
  • Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

Prima ancora di iniziare a studiare conviene chiarirsi le idee sul corso a cui si punta. Le professioni dell’elenco sono molto diverse tra loro per ambito di lavoro, rapporto con il paziente e sbocchi; scegliere con consapevolezza aiuta a mantenere la motivazione nei mesi di preparazione e a fare scelte di sede coerenti.

Come usare il test ingresso professioni sanitarie 2018 per prepararsi

Una prova ufficiale ha un valore che nessun quiz costruito a tavolino può eguagliare: mostra il livello reale delle domande, il modo in cui sono formulate e l’equilibrio tra materie. Per sfruttarla davvero, però, non basta svolgerla una volta e guardare il risultato. Ecco un metodo in quattro passaggi.

  1. Prima prova a freddo. Svolgi il test in condizioni reali, con 100 minuti cronometrati e senza interruzioni. Il risultato non conta: serve a fotografare il punto di partenza.
  2. Correzione ragionata. Per ogni domanda sbagliata o lasciata in bianco annota la materia e il motivo: lacuna di contenuto, errore di lettura, calcolo affrettato o mancanza di tempo.
  3. Studio mirato. Nelle settimane successive dedica più spazio agli argomenti emersi dalla correzione, senza abbandonare le materie in cui sei già forte.
  4. Verifica a distanza. Dopo qualche settimana rifai le domande sbagliate, non l’intera prova: se le risolvi con sicurezza e sai spiegare perché le altre alternative sono errate, la lacuna è colmata.

Questo schema trasforma il test ingresso professioni sanitarie 2018 da semplice esercizio a strumento diagnostico. Lo stesso metodo si applica alle prove degli anni successivi, che conviene alternare per non abituarsi a un solo stile di domanda.

Gestione del tempo: 100 minuti per 60 domande

Con 60 domande in 100 minuti il tempo medio per quesito è sufficiente, ma solo se non ci si blocca. L’errore più frequente è restare troppo a lungo su un problema di fisica o su una catena logica complicata, accumulando un ritardo che poi si paga nelle ultime domande, spesso più semplici.

Una strategia efficace è quella dei due passaggi. Nel primo si risponde a tutte le domande che si conoscono con sicurezza e si segnano quelle dubbie o lunghe; nel secondo si torna sulle domande segnate con il tempo rimasto. In questo modo nessun quesito facile resta senza risposta per colpa di uno difficile incontrato prima.

Anche l’ordine delle materie può essere personalizzato. Alcuni preferiscono cominciare dalle materie in cui si sentono più forti per prendere fiducia, altri dalle domande di cultura generale, che richiedono meno tempo. Non esiste una regola valida per tutti: la scelta migliore è quella provata e verificata in simulazione, non improvvisata il giorno della prova.

Gli errori tipici da evitare

  • Leggere di fretta il testo. Negazioni come «non», «tranne» o «falso» ribaltano il senso della domanda: sottolinearle mentalmente evita errori banali.
  • Rispondere a tutto per paura di lasciare in bianco. Con la penalità di 0.4 punti per risposta errata, le risposte date senza alcun criterio abbassano il punteggio.
  • Studiare solo la teoria. Conoscere un argomento non garantisce di saper rispondere a un quesito a scelta multipla: serve allenamento specifico sul formato.
  • Trascurare logica e cultura generale. Sono materie in cui il miglioramento richiede tempo e pratica costante, non uno studio concentrato nelle ultime settimane.
  • Non ripassare gli errori. Svolgere molte simulazioni senza correggerle a fondo dà l’illusione del progresso, ma lascia intatte le lacune.

Allenarsi con le simulazioni

Le simulazioni sono il ponte tra lo studio e la prova vera. Nelle prime fasi conviene lavorare per materia, così da consolidare le basi argomento per argomento; man mano che ci si avvicina alla data del test è utile passare a simulazioni complete, sempre a tempo, per abituarsi alla fatica e al ritmo di 100 minuti consecutivi.

Tieni un registro dei risultati: punteggio complessivo, numero di risposte errate e lasciate in bianco, materia per materia. Nel tempo questo registro mostra se stai migliorando davvero e dove. Un buon segnale non è solo l’aumento del punteggio, ma la riduzione delle risposte errate a parità di risposte date.

Puoi scaricare il compito in versione PDF: PDF Download del test di Professioni Sanitarie 2018. Per lezioni, quiz e simulazioni commentate è disponibile la Piattaforma Accademia.

Per il test ammissione consigliamo inoltre i seguenti libri:

Se stai valutando anche altri percorsi, possono esserti utili gli approfondimenti sulla facoltà di Medicina più facile e su Medicina a numero aperto.

Download e simulazioni

Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:

In sintesi

Il test ingresso professioni sanitarie 2018 si è svolto il 12 settembre, con 24.783 posti nelle Università pubbliche, 60 domande in 100 minuti, 1.5 punti per risposta corretta, una penalità di 0.4 punti per risposta errata e un punteggio massimo di 90 punti. La prova è regolata dal MIUR ma le graduatorie sono locali, pubblicate da ciascun Ateneo. Usata con metodo, cioè svolta a tempo, corretta a fondo e ripresa sugli errori, è uno degli strumenti più efficaci per prepararsi alle prove di ammissione dell’area sanitaria.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai test di ammissione e ai concorsi sanitari con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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