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Concorso Test Ammissione

Test Ingresso Professioni Sanitarie 2013

16 Luglio 2022 · Mario Lomele

Test Ingresso Professioni Sanitarie 2013

Il test ingresso professioni sanitarie 2013 si è svolto simultaneamente in tutte le Università il 4 settembre del 2013. È una prova ormai storica, ma proprio per questo è un materiale di allenamento prezioso: permette di misurarsi con quesiti veri, scritti con la logica ministeriale, e di capire quali abilità vengono messe alla prova quando si concorre per un corso di laurea dell’area sanitaria.

I posti disponibili per ottenere uno dei Corsi di Laurea che afferiscono alle Professioni Sanitarie erano 27.441. Questo ovviamente per quanto riguarda le Università pubbliche.

Gli Atenei privati invece seguono regole diverse e quindi la data del test non è la stessa del test delle Università statali, così come non sono le stesse la struttura del test e la composizione delle domande. Chi punta a un ateneo privato deve quindi informarsi sul regolamento specifico di quella sede, perché le prove statali, compresa questa, sono un riferimento utile per il metodo ma non riproducono necessariamente il formato della prova privata.

Com’era strutturato il test ingresso professioni sanitarie 2013

Il test di Professioni Sanitarie 2013 è composto da 60 domande con 100 minuti di tempo a disposizione.

I quesiti sono stati suddivisi tra varie materie nel seguente modo:

  • 30 di cultura generale e ragionamento logico;
  • 14 di biologia;
  • 8 di chimica;
  • 8 di matematica e fisica.

Il dato che salta all’occhio è il peso del primo blocco: metà della prova era dedicata a cultura generale e ragionamento logico. Questo significa che la preparazione per quell’anno non poteva limitarsi alle materie scientifiche. Chi arrivava forte in biologia ma trascurava la lettura di testi argomentativi, i sillogismi, le sequenze e le domande di attualità e storia partiva con uno svantaggio concreto, perché quel blocco da solo decideva una parte enorme del punteggio complessivo.

La parte scientifica, pur minoritaria in numero di quesiti, restava decisiva per distinguersi. Le domande di biologia riguardano tipicamente la cellula, la genetica, il metabolismo e l’anatomia di base; quelle di chimica toccano la struttura della materia, i legami, le reazioni e le soluzioni; matematica e fisica chiedono soprattutto di saper impostare un ragionamento quantitativo senza perdersi nei calcoli. Sono materie in cui lo studio ripaga in modo lineare: ogni argomento consolidato si traduce quasi sempre in punti.

Il punteggio del test di Professioni Sanitarie

Il punteggio è stato attribuito in questo modo:

  • Una risposta corretta comportava un aumento del punteggio di 1.5 punti;
  • Una risposta errata causava una perdita di 0.4 punti;
  • Una risposta non data non determinava né un aumento né una decurtazione del punteggio.

La penalità sulle risposte sbagliate cambia il modo di affrontare la prova. Lasciare in bianco non costa nulla, mentre un errore toglie punti: rispondere a caso, senza aver ragionato, è quindi una scommessa. Diverso è il caso in cui si riesce a escludere con sicurezza una o più alternative: lì la probabilità di indovinare cresce e la risposta diventa una scelta ragionata. Allenarsi sulle prove ufficiali serve anche a capire quanto ci si può fidare del proprio intuito, perché ognuno ha una soglia di sicurezza diversa.

Da chi è regolato il test di Professioni Sanitarie 2013?

È il MIUR a regolamentare il test di ammissione alle Facoltà delle Professioni Sanitarie.

Tuttavia, la prova di ammissione non avviene su base nazionale, ma su scala locale.

Il MIUR decide quale sia il programma delle varie materie, la struttura del test e la data del suo svolgimento ma la graduatoria non è nazionale, così come avviene invece per Medicina e Odontoiatria, per cui esiste un’unica graduatoria che raccoglie tutte le Università d’Italia.

Ogni Ateneo pubblica una propria graduatoria.

La conseguenza pratica è importante: la competizione si gioca sede per sede e corso per corso. La scelta dell’ateneo e del corso di laurea ha quindi un peso strategico, e conviene valutarla con attenzione. Per orientarsi tra le sedi può essere utile anche la nostra panoramica sulle università di medicina migliori, che aiuta a ragionare su qualità dei corsi e servizi agli studenti.

Elenco dei corsi di Professioni Sanitarie

  • Tecnica della riabilitazione psichiatrica
  • Terapia occupazionale
  • Educazione professionale
  • Tecniche audiometriche
  • Tecniche di laboratorio biomedico
  • Tecnica di radiologia per immagini e radioterapia
  • Tecniche di neurofisiopatologia
  • Tecniche ortopediche
  • Tecniche audioprotesiche
  • Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare
  • Igiene dentale
  • Dietistica
  • Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro
  • Assistenza sanitaria
  • Infermieristica
  • Ostetricia
  • Infermieristica pediatrica
  • Podologia
  • Fisioterapia
  • Logopedia
  • Ortottica e assistenza oftalmologica
  • Terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva

Dietro ogni voce c’è una professione con compiti, contesti di lavoro e prospettive molto diversi. Prima di concentrarsi sul test vale la pena informarsi su cosa si farà davvero dopo la laurea: chi sceglie Infermieristica, per esempio, può leggere com’è il lavoro dell’infermiere in sala operatoria per avere un’idea concreta di una delle strade possibili. Una motivazione chiara aiuta anche nello studio, perché rende più sopportabili le settimane di esercitazione.

Come usare oggi il test ingresso professioni sanitarie 2013

Una prova di diversi anni fa non va letta come una previsione di ciò che uscirà, ma come una palestra. Le regole di ammissione cambiano nel tempo e la composizione delle materie può variare da un anno all’altro; quello che resta stabile è il tipo di ragionamento richiesto. Per questo il modo migliore di sfruttare il testo del 2013 è inserirlo in un percorso ordinato, non affrontarlo come un quiz da archiviare.

  1. Prima lettura senza cronometro. Sfoglia la prova per capire lo stile dei quesiti: lunghezza dei testi, tipo di distrattori, livello di dettaglio richiesto in biologia e chimica.
  2. Simulazione completa a tempo. In un secondo momento svolgi l’intera prova in 100 minuti, in un ambiente silenzioso, senza interruzioni e senza consultare nulla.
  3. Correzione ragionata. Per ogni errore annota la materia, l’argomento e il motivo: non sapevi il contenuto, hai letto male la domanda o hai finito il tempo.
  4. Studio mirato. Torna sugli argomenti emersi dalla correzione prima di passare a un’altra prova.
  5. Ripetizione a distanza. Dopo qualche settimana rifai solo le domande sbagliate: se le risolvi con sicurezza, la lacuna è colmata.

Il testo ufficiale del 2013 è disponibile anche in formato PDF sul nostro sito: prova di ammissione Professioni Sanitarie 2013-14 in PDF. Stamparlo e svolgerlo su carta è il modo più fedele per riprodurre le condizioni reali dell’esame.

Gestione del tempo e blocco di logica

Con 60 domande in 100 minuti il tempo medio per quesito è di circa un minuto e quaranta secondi. È una media, non una regola: una domanda di biologia su un concetto noto si chiude in pochi secondi, mentre un brano di comprensione del testo o un problema di logica può richiedere diversi minuti. Il rischio tipico è restare intrappolati su un quesito difficile e arrivare in fondo senza il tempo per le domande facili.

Una strategia collaudata è il metodo dei due passaggi. Nel primo giro rispondi a tutto ciò che sai con sicurezza e segna le domande dubbie; nel secondo torni sui quesiti segnati con il tempo rimasto. In una prova in cui la metà dei quesiti riguardava cultura generale e ragionamento logico, questo approccio è ancora più utile, perché le domande di logica tendono ad assorbire tempo in modo imprevedibile.

Per il blocco di logica conviene allenarsi per tipologia: sillogismi, relazioni insiemistiche, serie numeriche e alfabetiche, problemi con dati, comprensione di brani. Ogni tipologia ha schemi ricorrenti che, una volta riconosciuti, riducono drasticamente il tempo di risoluzione. La cultura generale, invece, si coltiva con costanza, leggendo e ripassando i grandi temi di storia, educazione civica e attualità.

Errori tipici e allenamento con le simulazioni

Chi prepara un test sanitario tende a ripetere gli stessi errori. Riconoscerli in anticipo permette di evitarli:

  • Studiare solo le materie scientifiche, trascurando la parte di logica e cultura generale che, nel 2013, valeva metà della prova.
  • Fare tanti quiz senza correggerli: il numero di domande svolte conta meno della qualità dell’analisi degli errori.
  • Non leggere fino in fondo il testo del quesito, soprattutto quando contiene negazioni come “non” o “tranne”.
  • Rispondere d’istinto a tutto, dimenticando che ogni risposta errata toglie punti.
  • Arrivare al giorno della prova senza simulazioni complete, e quindi senza aver mai gestito la fatica di 100 minuti di concentrazione continua.

Le simulazioni a tempo sono lo strumento che unisce tutto: contenuti, metodo e resistenza. Alternare prove ufficiali degli anni precedenti e simulazioni costruite per materia permette di lavorare sia sul quadro generale sia sulle lacune specifiche. Sulla Piattaforma Accademia è possibile esercitarsi in modo strutturato e tenere traccia dei progressi nel tempo. Chi sta valutando anche altre strade può leggere le nostre guide su medicina a numero aperto e sulla facoltà di medicina più facile.

Libri consigliati per il test di ammissione

Per completare la preparazione consigliamo i seguenti volumi:

Anche se pensati per Medicina, i quiz di biologia, chimica, fisica, matematica e logica coprono le stesse aree richieste nelle prove delle Professioni Sanitarie e sono quindi un ottimo complemento alle prove ufficiali.

Download e simulazioni

Qui trovi i collegamenti diretti per scaricare il materiale e provare la simulazione gratuita:

In sintesi

Il test ingresso professioni sanitarie 2013 si è svolto il 4 settembre, con 60 domande in 100 minuti, 27.441 posti negli atenei pubblici e un peso molto forte di cultura generale e ragionamento logico. Il punteggio premiava ogni risposta corretta con 1.5 punti e penalizzava gli errori di 0.4 punti, mentre le risposte non date valevano zero. La graduatoria era locale, pubblicata da ciascun ateneo. Oggi questa prova è soprattutto uno strumento di allenamento: va svolta a tempo, corretta con cura e usata per individuare gli argomenti su cui lavorare, all’interno di un percorso che alterni studio teorico e simulazioni complete.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai test di ammissione e ai concorsi sanitari.

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