Segno di Rovsing: come si esegue e cosa significa
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
Il segno di Rovsing è una delle manovre semeiologiche addominali più citate nei manuali e nei quiz: si preme sulla fossa iliaca sinistra e il paziente riferisce dolore nella fossa iliaca destra. È un segno indiretto di irritazione peritoneale localizzata, classicamente associato all’appendicite acuta, e proprio per questa sua apparente semplicità viene spesso confuso con altri segni che si ricercano nella stessa regione. In questo articolo vediamo come si esegue correttamente, quale meccanismo fisiopatologico lo spiega, quanto vale davvero sul piano clinico e come viene proposto nelle domande del Concorso SSM.
Che cos’è il segno di Rovsing
Il segno prende il nome da Niels Thorkild Rovsing, chirurgo danese attivo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, che lo descrisse come indizio di infiammazione appendicolare. Si parla di segno positivo quando la palpazione profonda, o la pressione mantenuta, esercitata sulla fossa iliaca sinistra provoca o accentua un dolore riferito alla fossa iliaca destra, cioè nella sede tipica dell’appendice. Il punto chiave è che il dolore compare a distanza dal punto in cui si preme: il medico lavora a sinistra, il paziente sente male a destra.
Si tratta quindi di un segno di dolore controlaterale e indiretto, che si aggiunge agli altri reperti dell’esame obiettivo addominale: la dolorabilità diretta al punto di McBurney, la difesa muscolare, il dolore alla decompressione, il segno dello psoas e quello dell’otturatore. Nessuno di questi segni, preso da solo, basta a fare diagnosi, ma insieme costruiscono il quadro clinico che orienta verso l’addome chirurgico. Per un inquadramento più ampio del paziente con dolore addominale è utile ripassare anche la pagina dedicata al dolore addominale acuto, che tratta l’approccio per quadranti e i segni di allarme.
Come si esegue la manovra
Il paziente è in decubito supino, con gli arti inferiori lievemente flessi per rilasciare la muscolatura della parete addominale. Il medico si posiziona di norma alla destra del letto e inizia sempre l’esame dalla zona meno dolente, lasciando per ultima la fossa iliaca destra: è una regola generale di semeiotica che evita di scatenare subito la difesa e di perdere la collaborazione del paziente.
Con la mano piatta, o con le dita riunite, si esercita una pressione profonda e progressiva sulla fossa iliaca sinistra, in un punto simmetrico rispetto al punto di McBurney. In alcune descrizioni la pressione viene poi spostata lungo il decorso del colon discendente in direzione craniale, come per “spingere” il contenuto gassoso verso il colon trasverso e quindi verso il cieco. Si chiede al paziente dove sente dolore: se il dolore viene localizzato a destra, il segno è positivo. È importante non suggerire la risposta e osservare anche il volto del paziente durante la manovra, perché la smorfia di dolore è spesso più attendibile della verbalizzazione.
Esiste una variante che molti testi associano al segno: la rapida decompressione della fossa iliaca sinistra con dolore evocato a destra. In senso stretto questo reperto richiama il dolore di rimbalzo controlaterale, e alcuni autori lo tengono distinto dal segno originale. Ai fini dello studio è sufficiente ricordare che il segno di Rovsing classico si basa sulla pressione a sinistra con dolore a destra, mentre il dolore alla decompressione rimanda al segno di Blumberg.
Perché compare: il meccanismo fisiopatologico
Le spiegazioni proposte sono due e non si escludono a vicenda. La prima, storica, è meccanica e riguarda il gas intestinale: la pressione sul colon sinistro sposterebbe aria in senso retrogrado lungo il colon trasverso e il colon ascendente fino al cieco, distendendolo. Se il cieco e l’appendice sono infiammati, questa distensione provoca dolore nella sede della lesione.
La seconda spiegazione, oggi considerata più rilevante, riguarda il peritoneo. La pressione in fossa iliaca sinistra sposta le anse intestinali e trasmette lo stiramento al peritoneo parietale nel suo insieme. Se nel quadrante inferiore destro il peritoneo parietale è già infiammato per contatto con un’appendice flogosata, anche un movimento generato a distanza basta a evocare dolore somatico, ben localizzato, proprio in quella sede. È lo stesso principio che spiega il dolore alla tosse, al salto o al passaggio dell’auto su una buca nei pazienti con peritonite localizzata.
Questo meccanismo aiuta anche a capire la cronologia: nelle prime ore dell’appendicite il dolore è viscerale, sordo, periombelicale o epigastrico, e il segno spesso manca. Diventa più probabile quando l’infiammazione raggiunge la sierosa e il peritoneo parietale, cioè quando il dolore migra in fossa iliaca destra.
Quanto è affidabile il segno di Rovsing
Sul piano del valore diagnostico, il segno va considerato un reperto di supporto e non un test risolutivo. In generale gli studi lo descrivono come poco sensibile, perché manca in una quota consistente di pazienti con appendicite confermata, e come moderatamente specifico, perché quando è presente aumenta la probabilità di irritazione peritoneale in fossa iliaca destra. Le stime numeriche variano molto da uno studio all’altro, in funzione della popolazione, dell’età, dell’esperienza dell’esaminatore e del momento in cui il paziente viene visitato, per cui non ha senso memorizzare percentuali precise.
La conseguenza pratica è chiara: un segno positivo rafforza il sospetto, un segno negativo non esclude l’appendicite. Per questo motivo il segno viene integrato in punteggi clinici come lo score di Alvarado, che combinano sintomi, segni e dati di laboratorio, e nella valutazione ecografica o tomografica quando il quadro è dubbio. Chi vuole approfondire i concetti di sensibilità, specificità e valore predittivo, utili a ragionare su qualsiasi segno clinico, può consultare la pagina su sensibilità e specificità.
Anche l’età e le condizioni del paziente modificano l’affidabilità. Nell’anziano, nel paziente obeso, in chi assume corticosteroidi o analgesici e nella donna in gravidanza la risposta peritoneale può essere attenuata o spostata, e il segno risultare falsamente negativo. Nel bambino piccolo la raccolta del dato è complicata dalla scarsa collaborazione.
Patologie associate
La condizione classica è l’appendicite acuta, in particolare nella forma con appendice in sede anteriore, a contatto con il peritoneo parietale della fossa iliaca destra. Quando l’appendice è retrocecale o pelvica, il segno è più spesso assente e acquistano valore altri reperti, come il segno dello psoas o il dolore all’esplorazione rettale.
Il segno, però, esprime genericamente un’irritazione peritoneale localizzata a destra, e può quindi comparire in tutte le condizioni che la provocano. Tra queste rientrano la linfoadenite mesenterica, soprattutto nel bambino, la malattia di Crohn con interessamento dell’ileo terminale, la diverticolite del cieco o di un diverticolo di Meckel, le patologie annessiali destre come la salpingite, la torsione o la rottura di una cisti ovarica e la gravidanza ectopica. Anche una perforazione coperta o un ascesso pericecale possono renderlo positivo.
Diagnosi differenziale: non confonderlo con altri segni
Il vero terreno di errore è la confusione tra segni che condividono la stessa regione anatomica. Il punto di McBurney indica la dolorabilità diretta alla pressione nel punto situato fra terzo laterale e due terzi mediali della linea che unisce spina iliaca anteriore superiore e ombelico. Il segno di Blumberg è il dolore alla decompressione brusca, espressione di peritonismo. Il segno dello psoas è il dolore evocato dall’estensione passiva dell’anca destra o dalla sua flessione contro resistenza, tipico dell’appendice retrocecale. Il segno dell’otturatore è il dolore alla rotazione interna dell’anca flessa, tipico dell’appendice pelvica. Il segno di Rovsing è l’unico dei cinque che si evoca lavorando sul lato opposto.
In ambito differenziale clinico, un dolore in fossa iliaca destra con segno positivo va distinto dalla colica renale destra, dove il dolore è irradiato verso l’inguine e i genitali e l’addome è di solito trattabile, dalla pielonefrite acuta con febbre e dolore lombare, dalle cause ginecologiche nella donna in età fertile, che impongono sempre il test di gravidanza, e dalla colecistite con colecisti bassa. Nell’anziano va sempre considerata anche una neoplasia del cieco complicata.
Come cade il segno di Rovsing al concorso
Nelle domande del Concorso SSM il segno compare in due forme. La prima è la domanda diretta di semeiotica: viene descritta la manovra e bisogna riconoscerne il nome, oppure viene dato il nome e bisogna indicare la manovra corretta tra alternative molto simili. La seconda è il caso clinico: un giovane con dolore iniziato in regione periombelicale e poi migrato in fossa iliaca destra, anoressia, nausea, febbricola e leucocitosi, in cui la positività del segno è uno degli elementi che rendono l’appendicite la diagnosi più probabile. In questo secondo caso la domanda riguarda quasi sempre il passo successivo: esami, imaging o indicazione chirurgica.
Gli errori tipici sono pochi ma ricorrenti. Il primo è scambiare la sede: il dolore è a destra, la pressione è a sinistra, e i distrattori invertono volentieri le due cose. Il secondo è attribuire al segno il dolore alla decompressione, che appartiene invece al segno di Blumberg. Il terzo è sopravvalutarne il peso, scegliendo un’opzione che afferma che un segno negativo esclude l’appendicite. Il quarto è confonderlo con il segno dello psoas o dell’otturatore, che dipendono dalla posizione dell’appendice. Allenarsi sulle domande commentate delle prove degli anni precedenti è il modo migliore per riconoscere questi tranelli.
Per esercitarti con casi clinici e quiz a risposta multipla su segni addominali e addome acuto, puoi usare le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni risposta è spiegata passo per passo.
Il segno nella pratica clinica di oggi
La diffusione dell’ecografia e della TC ha ridotto il peso dei singoli segni nella decisione finale, ma non la loro importanza. L’esame obiettivo resta il primo filtro: stabilisce se il paziente ha un addome chirurgico, quanto è urgente la valutazione e quale esame richiedere. Un segno di Rovsing positivo in un giovane con storia tipica orienta verso l’ecografia e la consulenza chirurgica precoce; un segno negativo in un quadro sfumato suggerisce di osservare il paziente, ripetere l’esame dopo alcune ore e valutare l’andamento degli indici di flogosi.
L’esame ripetuto nel tempo da parte dello stesso medico è uno degli strumenti più utili nella gestione dell’appendicite dubbia: la comparsa di un segno prima assente, come il Rovsing o il Blumberg, è un dato di evoluzione che pesa più di un singolo reperto isolato. Resta valido anche il principio di non ritardare l’analgesia: le evidenze attuali indicano che un’analgesia adeguata non compromette in modo significativo l’accuratezza dell’esame obiettivo.
In sintesi
Il segno di Rovsing è il dolore in fossa iliaca destra evocato dalla pressione sulla fossa iliaca sinistra. Nasce dallo spostamento di gas e soprattutto dalla mobilizzazione del peritoneo parietale già infiammato a destra, e per questo compare più facilmente quando l’appendicite ha raggiunto la sierosa. Ha un buon valore quando è presente, ma manca spesso, quindi non esclude la diagnosi. Va distinto dal punto di McBurney, dal segno di Blumberg, dal segno dello psoas e dal segno dell’otturatore. Ai quiz ricorda l’orientamento sinistra-destra, il significato di irritazione peritoneale e il fatto che nessun segno isolato basta a porre o a escludere l’indicazione chirurgica.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
