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Concorso Test Ammissione

Punti bonus test SSM: come funzionano i 7 punti extra

24 Agosto 2026 · Mario Lomele

Punti bonus SSM: come funzionano i 7 punti del curriculum

I punti bonus SSM sono i punti che si aggiungono al risultato della prova scritta: al massimo 7, contro i 140 del test, per un totale di 147. Sembrano pochi, e in effetti non sostituiscono lo studio; ma nelle fasce dove i candidati sono ammassati a mezzo punto l’uno dall’altro spostano decine di posizioni in graduatoria. Qui trovi da dove arrivano, quanto vale ciascuno e cosa devi fare perché ti vengano davvero riconosciuti.

Punti bonus SSM: da dove arrivano i 7 punti

Il punteggio finale del concorso SSM è la somma di due cose: la prova a quiz, che vale al massimo 140 punti (1 punto per ogni risposta esatta, meno 0,25 per ogni errata, zero per le non date su 140 quesiti), e il curriculum, che vale al massimo 7 punti. Il totale massimo teorico è quindi 147.

I 7 punti di curriculum si dividono in tre voci: il voto di laurea (fino a 2 punti), la media ponderata degli esami (fino a 3 punti) e i titoli aggiuntivi, cioè tesi sperimentale e dottorato di ricerca (fino a 2 punti in tutto).

Sono punti che non si possono recuperare a ridosso del concorso: dipendono da un percorso universitario già chiuso. L’unica cosa che puoi ancora sbagliare, e che ogni anno qualcuno sbaglia, è non documentarli nei tempi e nei modi previsti dal bando.

Voto di laurea: fino a 2 punti

La scala del voto di laurea è a scatti: 2 punti con 110 e lode, 1,5 punti con 110, 1 punto con 108 o 109, 0,5 punti da 105 a 107. Sotto il 105 non si prende nulla.

Il salto più costoso è quello fra la lode e il 110 semplice: mezzo punto secco, che in una graduatoria affollata può valere parecchie posizioni. Ma è anche l’unico dato del curriculum che non dipende più da te quando leggi questa pagina.

Media degli esami: fino a 3 punti

La media ponderata degli esami è la voce che pesa di più: 3 punti con media pari o superiore a 29,5; 2,5 punti da 29; 2 punti da 28,5; 1,5 punti da 28; 1 punto da 27,5; 0,5 punti da 27. Sotto il 27 la voce vale zero.

Ponderata significa che ogni voto conta in proporzione ai crediti dell’esame: un 30 in un esame da 12 crediti sposta la media molto più di un 30 in un esame da 3. È il motivo per cui, a parità di libretto, due studenti possono trovarsi in fasce diverse.

Per chi è ancora a metà percorso questa è l’unica voce su cui si può ancora lavorare, e vale la pena farlo con la calcolatrice in mano: fra una fascia e l’altra ballano sempre 0,5 punti, e la distanza da colmare a volte è di pochi decimi di media.

Tesi sperimentale e dottorato: fino a 2 punti

La tesi di laurea a carattere sperimentale vale 0,5 punti, ma solo se in fase di iscrizione carichi il frontespizio e l’attestazione firmata dal relatore o dal presidente del corso di studi. È il punto che si perde più spesso, e si perde per un documento mancante, non per merito.

Il dottorato di ricerca in una disciplina medico-sanitaria vale 1,5 punti: è il titolo più pesante fra quelli aggiuntivi, e riguarda una minoranza di candidati.

Anche qui la regola pratica è una sola: quello che non alleghi entro la scadenza non esiste. Dopo la chiusura delle iscrizioni non si integra, e nessun punteggio viene ricalcolato a posteriori.

Quanto contano davvero in graduatoria

Sette punti su 147 sono meno del 5% del totale: chi spera che il curriculum compensi una prova andata male si illude. Sette punti sono però l’equivalente di sette risposte esatte in più, e nelle zone dense della graduatoria — quelle dove si decide l’ultima borsa di una scuola ambita — bastano a scavalcare molti candidati.

In caso di parità di punteggio complessivo prevale chi ha ottenuto il punteggio più alto nella prova d’esame; a parità anche di quello, il candidato più giovane. Il curriculum, quindi, conta nella somma ma non nello spareggio.

Per capire se i tuoi punti bastano per la scuola che vuoi, il riferimento non è una previsione ma le soglie degli anni scorsi.

Confronta il tuo punteggio con i punteggi minimi SSM di tutti gli anni e con quelli dell’ultimo concorso in punteggi minimi SSM 2025. Le regole ufficiali stanno nel bando del concorso SSM, mentre come funzionano le scelte SSM spiega assegnazioni e scorrimenti. Per allenarti ci sono le prove ufficiali commentate. I decreti e le graduatorie sono pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Si chiamano bonus del test o bonus del curriculum?

Entrambe le espressioni circolano, e indicano la stessa quota. I punti bonus del test SSM non si guadagnano rispondendo ai quesiti: derivano dal curriculum universitario e si sommano al punteggio ottenuto nella prova per formare il totale con cui si entra in graduatoria.

La confusione nasce dal fatto che compaiono accanto al risultato del test nella pagina personale, come se ne facessero parte. In realta’ sono due componenti distinte: una si costruisce negli anni dell’universita’, l’altra si gioca il giorno della prova.

Dove si controllano

I punti attribuiti sono consultabili nella propria area personale sul portale ministeriale dedicato al concorso, insieme ai dati di carriera da cui derivano. E’ bene verificarli prima della chiusura delle domande: un dato di carriera mancante o non aggiornato si corregge in tempo utile solo in quella fase.

Il dettaglio del calcolo, con i criteri che concorrono al punteggio, e’ spiegato nella pagina sui punti curriculum SSM.

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