Presentazione podalica: versione e modalità del parto
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
La presentazione podalica è la condizione in cui il feto si presenta allo stretto superiore del bacino con il polo pelvico, cioè con natiche o piedi, anziché con la testa. È frequente nelle epoche precoci della gravidanza e diventa via via meno comune avvicinandosi al termine, quando la maggior parte dei feti ruota spontaneamente in posizione cefalica. Al Concorso SSM l’argomento è importante perché obbliga a ragionare su più livelli: classificazione, cause, esame obiettivo, indicazioni e controindicazioni alla versione cefalica esterna, scelta della modalità del parto e complicanze del parto podalico. In questo articolo lo affrontiamo con l’ordine con cui conviene studiarlo.
Che cos’è la presentazione podalica
La presentazione indica la parte del feto che si impegna per prima nel canale del parto. Nella presentazione podalica il feto è in situazione longitudinale ma con il polo cefalico in fondo all’utero e il polo pelvico in basso. Se ne distinguono tre varietà principali. Nella podalica completa il feto tiene cosce flesse sull’addome e gambe flesse sulle cosce, come se fosse seduto a gambe incrociate. Nella podalica incompleta o «varietà natiche», detta anche franca, le cosce sono flesse ma le gambe sono estese lungo il tronco, con i piedi vicino al volto: è la varietà più comune a termine. Nelle varietà piedi o ginocchia, uno o entrambi gli arti inferiori sono estesi verso il basso e i piedi o le ginocchia precedono le natiche: sono le forme più sfavorevoli, perché lasciano spazio al prolasso del funicolo.
Eziopatogenesi: perché il feto non ruota
Il feto assume di norma la presentazione cefalica perché la forma dell’utero, più ampio al fondo, accoglie meglio il polo pelvico, più voluminoso insieme agli arti inferiori, e perché i movimenti fetali favoriscono l’accomodamento. Tutto ciò che altera questo equilibrio favorisce la presentazione podalica. Il fattore più importante è la prematurità: prima del termine il feto è piccolo rispetto alla cavità e cambia posizione facilmente. Sono fattori materni le malformazioni uterine, come l’utero setto o bicorne, i fibromi, la multiparità con parete addominale lassa e le anomalie del bacino. Tra i fattori annessiali pesano la placenta previa o impiantata sul fondo o sui corni, il polidramnios e l’oligoidramnios, il funicolo breve. Tra i fattori fetali rientrano la gravidanza gemellare, le anomalie come l’idrocefalo e l’anencefalia, le malattie neuromuscolari che riducono i movimenti e la restrizione di crescita. Una presentazione podalica in una precedente gravidanza aumenta la probabilità di recidiva.
Clinica e diagnosi
La presentazione podalica di per sé non dà sintomi, anche se alcune donne riferiscono di percepire i movimenti fetali soprattutto nella parte bassa dell’addome e un senso di pressione sotto le coste. Alle manovre di Leopold il polo cefalico, duro, rotondo e ballottabile, si palpa al fondo uterino, mentre in basso si apprezza il polo pelvico, più voluminoso, molle e irregolare. Il focolaio del battito cardiaco fetale si ausculta di solito più in alto, sopra l’ombelico. All’esplorazione vaginale in travaglio si possono riconoscere le natiche, il solco intergluteo, l’ano o i piedi, che vanno distinti dalle mani.
La conferma si ottiene con l’ecografia, che precisa anche la varietà di presentazione, la posizione della testa fetale, in particolare l’eventuale iperestensione, la stima del peso fetale, la quantità di liquido amniotico, la sede della placenta e l’eventuale presenza di anomalie fetali o uterine. Queste informazioni sono indispensabili per decidere se proporre la versione cefalica esterna e quale via del parto consigliare.
Gestione: la versione cefalica esterna
La versione cefalica esterna è una manovra con cui l’operatore, attraverso la parete addominale materna, spinge il feto a compiere una capriola, di solito in avanti, fino a portarlo in presentazione cefalica. È raccomandata alle donne con feto singolo in presentazione podalica a termine o in prossimità del termine, in assenza di controindicazioni, perché riduce il numero di parti podalici e di tagli cesarei. Si esegue in un ambiente in cui sia possibile un taglio cesareo d’urgenza, con controllo ecografico prima e dopo la manovra e monitoraggio cardiotocografico. L’uso di un tocolitico per rilassare l’utero ne aumenta le probabilità di successo. Le pazienti Rh negative devono ricevere l’immunoprofilassi anti-D, come previsto nella prevenzione dell’isoimmunizzazione Rh.
Le controindicazioni assolute comprendono tutte le situazioni in cui sarebbe comunque indicato un taglio cesareo, come la placenta previa, la metrorragia recente, il distacco di placenta, le anomalie cardiotocografiche e la gravidanza multipla. Sono considerate controindicazioni o condizioni che richiedono cautela la rottura delle membrane, l’oligoidramnios grave, le malformazioni uterine importanti, le gravi anomalie fetali, la preeclampsia e la pregressa isterotomia, valutata caso per caso. La probabilità di successo è maggiore nelle pluripare, quando il polo pelvico non è impegnato, quando la placenta non è anteriore e quando il liquido è abbondante. Le complicanze sono poco frequenti: alterazioni transitorie del battito fetale, metrorragia, rottura delle membrane e, raramente, distacco di placenta, che giustificano la presenza di una sala operatoria disponibile.
Modalità del parto
Quando la versione non è indicata, viene rifiutata o non ha successo, si discute con la paziente la modalità del parto. I grandi studi sul tema hanno mostrato che il taglio cesareo programmato riduce la morbilità e la mortalità perinatale a breve termine rispetto al parto vaginale programmato, e per questo in molti contesti è l’opzione più praticata. Il parto vaginale podalico resta però una scelta possibile e ragionevole in casi selezionati: varietà natiche o completa, peso fetale stimato nella norma, testa flessa, bacino adeguato, assenza di altre indicazioni al cesareo, travaglio spontaneo che progredisce regolarmente e, soprattutto, operatori esperti in una struttura attrezzata. Sono invece considerate sfavorevoli la varietà piedi, la testa iperestesa, un feto molto grande o molto piccolo e l’assenza di personale addestrato.
Il parto vaginale podalico richiede di lasciar procedere il più possibile la discesa spontanea, evitando trazioni che favoriscono la deflessione della testa e il sollevamento delle braccia. Tra le manovre classiche vanno conosciute la manovra di Bracht, per accompagnare l’espulsione del tronco; la manovra di Løvset, per liberare le braccia sollevate; e la manovra di Mauriceau-Smellie-Veit, per estrarre la testa ultima mantenendola flessa. Per i fondamentali della fisiologia del parto rimandiamo alla scheda sul travaglio di parto. Nella gravidanza gemellare, quando il primo gemello è podalico, si preferisce di norma il taglio cesareo.
Complicanze
La complicanza più temuta del parto podalico è l’arresto della testa ultima, che si verifica quando il corpo fetale è già nato ma la testa, la parte più voluminosa, resta bloccata, specie se la dilatazione cervicale non è completa, come può accadere nei feti pretermine. Il prolasso del funicolo è più frequente nelle varietà piedi e ginocchia, in cui la parte presentata non occlude bene il canale. Altre complicanze sono il sollevamento delle braccia, le lesioni del plesso brachiale, le fratture di clavicola e omero e l’asfissia intrapartum. Indipendentemente dalla via del parto, la presentazione podalica tardiva in gravidanza è un fattore di rischio per la displasia dell’anca, per cui i neonati vanno sottoposti a controllo ecografico delle anche secondo i protocolli di screening.
Come cade la presentazione podalica al concorso SSM
Lo schema tipico è una primigravida a trentasei o trentasette settimane con feto in presentazione podalica e nessuna controindicazione: la risposta attesa è proporre la versione cefalica esterna. Varianti frequenti inseriscono una placenta previa o una metrorragia, e allora la versione è controindicata e si programma il cesareo. Altre domande chiedono quale varietà è più frequente, quale espone maggiormente al prolasso del funicolo, quale manovra si usa per la testa ultima o quale screening è indicato nel neonato. Per esercitarsi con casi di questo tipo sono molto utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni alternativa viene discussa nel merito.
Errori tipici ai quiz
Il primo errore è proporre la versione cefalica esterna troppo presto, quando la rotazione spontanea è ancora probabile e il feto potrebbe tornare podalico. Il secondo è eseguirla in presenza di placenta previa o altre indicazioni al cesareo. Il terzo è dimenticare la profilassi anti-D nella donna Rh negativa. Il quarto è considerare il parto vaginale podalico sempre vietato: è possibile in casi selezionati con operatori esperti. Il quinto è confondere le manovre, attribuendo per esempio la manovra di Mauriceau alle spalle. Infine molti candidati trascurano il legame con la displasia congenita dell’anca.
In sintesi
La presentazione podalica è la presentazione del polo pelvico fetale; la varietà più comune a termine è quella natiche, la più sfavorevole quella piedi. È favorita da prematurità, anomalie uterine e placentari, alterazioni del liquido e anomalie fetali. A termine, in assenza di controindicazioni, si propone la versione cefalica esterna, con tocolisi, monitoraggio e profilassi anti-D quando serve. Se la versione non è possibile o fallisce, il taglio cesareo programmato è l’opzione più comune, mentre il parto vaginale resta possibile in casi selezionati. Le complicanze principali sono l’arresto della testa ultima e il prolasso del funicolo, e il neonato va controllato per la displasia dell’anca.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
