Posso svolgere periodi di frequenza in strutture al di fuori della rete formativa?
10 Maggio 2021 · Mario Lomele
Sì: puoi svolgere periodi di frequenza in strutture al di fuori della rete formativa della tua Scuola di Specializzazione, sia in Italia sia all’estero, a condizione di essere preventivamente autorizzato dal Consiglio della Scuola.
Sì. L’articolo 40, comma 6, del Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999 dispone che “nell’ambito dei rapporti di collaborazione didattico-scientifica integrata tra università italiane ed università di Paesi stranieri, la formazione specialistica può svolgersi anche in strutture sanitarie dei predetti Paesi, in conformità al programma formativo personale del medico e su indicazione del consiglio della scuola, fermo restando quanto previsto dallo articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162”.
Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 10 marzo 1982 “ai fini della frequenza e delle attività pratiche va riconosciuta utile, sulla base di idonea documentazione, l’attività svolta dallo specializzando in strutture di servizio socio-sanitario attinenti alla specializzazione, anche all’estero o nell’ambito di quanto previsto dalla legge 9 febbraio 1979, n. 38 (8), in materia di cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di sviluppo.”
È quindi possibile svolgere la propria attività al di fuori della rete formativa, in Italia e all’estero, se preventivamente autorizzati dal Consiglio della Scuola.
Frequenza fuori dalla rete formativa: cosa c’è da sapere
La rete formativa è l’insieme delle strutture sanitarie accreditate presso cui la Scuola di Specializzazione organizza la formazione dei propri iscritti. Svolgere parte del percorso al di fuori di questa rete è possibile, ma non è automatico: l’attività deve essere coerente con il programma formativo personale e ricevere il via libera del Consiglio della Scuola prima dell’inizio del periodo.
Il quadro normativo
Il riferimento principale è l’articolo 40, comma 6, del Decreto Legislativo n. 368 del 17 agosto 1999, che consente lo svolgimento della formazione specialistica anche in strutture di Paesi stranieri nell’ambito di rapporti di collaborazione didattico-scientifica tra atenei. Il D.P.R. n. 162 del 1982, inoltre, riconosce utile ai fini della frequenza l’attività svolta in strutture socio-sanitarie attinenti alla specializzazione, anche all’estero, purché adeguatamente documentata.
Come chiedere l’autorizzazione
In pratica dovrai presentare una richiesta motivata al Consiglio della Scuola, indicando la struttura ospitante, il periodo, gli obiettivi formativi e le modalità di supervisione. È utile allegare una lettera di accettazione della struttura e, quando previsto, un accordo tra le due istituzioni. Al termine del periodo, la documentazione (attestati, registro delle attività) permetterà il riconoscimento ai fini del percorso. Verifica per tempo anche gli aspetti pratici come l’assicurazione e le eventuali coperture economiche.
I vantaggi di un periodo fuori rete formativa
Svolgere parte della formazione al di fuori della rete formativa della tua Scuola, in Italia o all’estero, ti permette di confrontarti con casistiche cliniche diverse, tecniche e protocolli non sempre disponibili nella tua sede di appartenenza, e di ampliare la rete di contatti professionali. Per chi punta a specializzarsi in ambiti ad alta specializzazione o in centri di eccellenza, un periodo fuori rete può essere un’occasione preziosa per arricchire il curriculum e orientare le proprie scelte future.
Ricorda comunque che l’autorizzazione preventiva del Consiglio della Scuola resta un passaggio obbligatorio: senza il via libera formale, il periodo svolto rischia di non essere riconosciuto ai fini del percorso formativo. Pianifica quindi la richiesta con largo anticipo, individuando con chiarezza obiettivi formativi, durata e struttura ospitante.
Approfondimenti utili
Prima di partire, leggi le nostre FAQ su gli aiuti economici per i periodi fuori rete formativa e su chi copre l’assicurazione durante la formazione all’estero. Per il quadro normativo e le opportunità di mobilità puoi consultare i portali istituzionali del Ministero dell’Università e della Ricerca e di Universitaly.