Classificazione di Garden: le fratture del collo del femore
22 Agosto 2026 · Mario Lomele
La classificazione di Garden ordina le fratture mediali del collo del femore, quelle intracapsulari, in quattro stadi in base allo spostamento dei frammenti visto in radiografia antero-posteriore. È la classificazione più usata per decidere se una frattura va sintetizzata o sostituita con una protesi, ed è per questo che i quesiti la chiedono.
Classificazione di Garden: i quattro stadi
Garden uno: frattura incompleta o ingranata in valgo, con le trabecole della testa inclinate rispetto a quelle del collo ma i frammenti ancora in contatto. Garden due: frattura completa senza spostamento, le trabecole restano allineate. Garden tre: frattura completa con spostamento parziale, i frammenti sono ancora in contatto ma la testa è ruotata in varo e le trabecole della testa non sono più in linea con quelle dell’acetabolo. Garden quattro: frattura completa con spostamento totale, i frammenti hanno perso ogni contatto e la testa, libera, torna ad allineare le proprie trabecole con quelle dell’acetabolo.
Il criterio è quindi radiografico e si basa sull’orientamento delle trabecole ossee, che è il dettaglio che i quesiti usano come distrattore: nel quarto stadio le trabecole della testa appaiono allineate con quelle del bacino non perché la frattura è composta, ma perché la testa, staccata del tutto, è tornata nella sua posizione naturale.
Perché lo spostamento conta: la vascolarizzazione della testa
La testa del femore riceve sangue soprattutto dalle arterie circonflesse, in particolare la mediale, i cui rami retinacolari risalgono lungo il collo sotto la capsula. Una frattura spostata del collo li lacera o li stira, e la testa resta senza apporto: è il meccanismo della necrosi avascolare, la complicanza temuta di queste fratture.
Per questo il rischio di necrosi e di mancata consolidazione cresce con lo stadio: basso in Garden uno e due, alto in tre e quattro. E per questo la scelta terapeutica si semplifica in pratica in due gruppi: fratture non spostate, stadi uno e due, e fratture spostate, stadi tre e quattro.
Il trattamento per stadio
Nelle fratture non spostate la testa è probabilmente ancora vascolarizzata: si conserva, con osteosintesi mediante viti cannulate o vite-placca, anche nel paziente anziano. Nel giovane si tenta sempre la conservazione della testa, con riduzione anatomica urgente e sintesi, accettando il rischio di necrosi per evitare una protesi in un’età in cui non durerebbe abbastanza.
Nelle fratture spostate dell’anziano la scelta è la sostituzione protesica: endoprotesi nel paziente poco attivo o con ridotte aspettative funzionali, artroprotesi totale nel paziente attivo con buona aspettativa di vita, perché dà risultati funzionali migliori a distanza. La sintesi nelle fratture spostate dell’anziano ha tassi di fallimento alti e va riservata a casi selezionati.
La tempestività conta in ogni caso: l’intervento entro ventiquattro o quarantotto ore riduce mortalità e complicanze, soprattutto nell’anziano, in cui l’immobilità prolungata a letto è di per sé pericolosa.
Limiti della classificazione e quello che l’esame chiede
La riproducibilità fra osservatori non è perfetta: distinguere un Garden uno da un due, o un tre da un quattro, è spesso incerto, ed è il motivo per cui nella pratica si ragiona su spostata contro non spostata. La classificazione di Pauwels, che misura l’angolo della rima, è l’altra che va ricordata, perché valuta la stabilità meccanica e non la vascolarizzazione: sono due classificazioni complementari, non alternative.
Le domande più frequenti chiedono quale stadio abbia il rischio più alto di necrosi della testa, il quarto; quale trattamento sia indicato in una frattura spostata dell’anziano, la protesi; e la differenza fra Garden e Pauwels. Chi ricorda che Garden guarda lo spostamento e Pauwels l’angolo risponde a tutte e tre.
Per i quesiti di ortopedia trovi le simulazioni SSM e le simulazioni per il semestre medicina; sulle fratture del bambino vedi la classificazione di Salter-Harris. Le linee guida sulle fratture del femore prossimale sono pubblicate dalla American Academy of Orthopaedic Surgeons.