Cervicite: Chlamydia, gonococco e complicanze
27 Settembre 2026 · Mario Lomele
La cervicite è l’infiammazione della cervice uterina ed è uno dei quadri di ginecologia e malattie infettive che al Concorso SSM si incontra con più frequenza, perché collega tre capitoli diversi: le infezioni sessualmente trasmesse, la malattia infiammatoria pelvica e le complicanze riproduttive a lungo termine. In questo articolo trovi definizione, eziologia con particolare attenzione a Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae, clinica, diagnosi, terapia, complicanze ed errori tipici nei quiz.
Che cos’è la cervicite
La cervicite è un processo infiammatorio che interessa la cervice uterina. Si distingue classicamente l’esocervicite, che coinvolge l’epitelio pavimentoso stratificato dell’esocervice ed è spesso associata a vaginiti (Trichomonas, Candida, herpes simplex), dall’endocervicite, che coinvolge l’epitelio cilindrico del canale cervicale ed è la forma tipica delle infezioni da Chlamydia e gonococco. Si distingue anche tra cervicite acuta, di solito infettiva, e cervicite cronica, spesso aspecifica, legata a irritazione persistente, dispositivi intrauterini, traumi o ectropion.
L’epitelio cilindrico dell’endocervice è il bersaglio preferito dei due principali patogeni sessualmente trasmessi. Nelle giovani donne e nelle adolescenti la giunzione squamo-colonnare è più esposta sull’esocervice (ectropion fisiologico), e questo le rende più vulnerabili all’infezione: un dettaglio che spiega perché lo screening della Chlamydia venga raccomandato soprattutto nelle donne giovani sessualmente attive.
Eziologia: Chlamydia, gonococco e altri agenti
Le cause infettive principali della cervicite mucopurulenta sono Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae. La Chlamydia è un batterio intracellulare obbligato, con un ciclo che alterna il corpo elementare, forma infettante extracellulare, e il corpo reticolare, forma replicativa intracellulare; i sierotipi D-K sono responsabili delle infezioni genitali, mentre i sierotipi L1-L3 causano il linfogranuloma venereo. Per un ripasso completo della microbiologia puoi riprendere l’approfondimento sulla clamidia. Il gonococco è un diplococco gram-negativo, spesso intracellulare nei neutrofili, di cui trovi un quadro più ampio nell’approfondimento sulla gonorrea.
Altri agenti coinvolti sono Mycoplasma genitalium, sempre più riconosciuto come causa di cervicite persistente, Trichomonas vaginalis, che dà la classica cervice a fragola (colpite a puntini rossi), e il virus herpes simplex, che può causare lesioni ulcerative e necrotiche della cervice. In una quota non trascurabile di casi, soprattutto nelle forme croniche, non si identifica alcun patogeno. Fra le cause non infettive rientrano irritazioni chimiche (lavande, spermicidi), corpi estranei, dispositivi e processi neoplastici.
Clinica: spesso silente
Il messaggio più importante sulla cervicite infettiva è che molto spesso è asintomatica, soprattutto quella da Chlamydia. Quando presenti, i sintomi comprendono perdite vaginali mucopurulente, sanguinamento intermestruale o post-coitale, dispareunia e talvolta disturbi urinari come disuria e pollachiuria, dovuti a un’uretrite associata. Il dolore pelvico, la febbre e il dolore alla mobilizzazione della cervice fanno pensare invece che l’infezione sia già risalita, configurando una malattia infiammatoria pelvica.
All’esame con speculum si osservano i due segni che definiscono clinicamente la cervicite: la secrezione mucopurulenta endocervicale, visibile nel canale o su un tampone (il cosiddetto test del tampone giallo), e la friabilità della cervice, cioè il sanguinamento facile al contatto con il tampone. La cervice può apparire edematosa e iperemica. La presenza di uno solo di questi due segni è sufficiente per porre il sospetto clinico e giustifica gli accertamenti.
Nel partner maschile le stesse infezioni causano in genere uretrite, sintomatica più spesso nel gonococco (secrezione purulenta, disuria) che nella Chlamydia, e possono complicarsi con epididimite.
Diagnosi: test di amplificazione degli acidi nucleici
Il test diagnostico di riferimento per Chlamydia e gonococco è il test di amplificazione degli acidi nucleici (NAAT) su tampone vaginale o endocervicale; nell’uomo si usa il primo getto di urine. Il NAAT ha sensibilità e specificità elevate e ha sostituito la coltura per la diagnosi di routine della Chlamydia. Per il gonococco la coltura resta importante quando serve un antibiogramma, dato il problema crescente delle resistenze, e in caso di fallimento terapeutico. Il microscopio con colorazione di Gram può mostrare diplococchi gram-negativi intracellulari, con buona sensibilità nell’uretrite maschile ma bassa nella cervicite.
La microscopia a fresco del secreto vaginale aiuta a documentare leucociti, Trichomonas e segni di vaginosi batterica. Di fronte a una diagnosi di infezione sessualmente trasmessa è buona pratica offrire la ricerca delle altre infezioni, in particolare sifilide, HIV ed epatite B, e verificare la condizione del partner. È bene ricordare che la cervicite è un’infiammazione e che il suo inquadramento non coincide con lo screening del carcinoma: un Pap test o un HPV test non servono a diagnosticare la Chlamydia.
Terapia della cervicite
Di fronte a una cervicite mucopurulenta in una donna a rischio, le linee guida internazionali suggeriscono una terapia empirica già alla visita, senza attendere i risultati, quando il follow-up non è garantito. Per la Chlamydia il trattamento di prima scelta nelle principali linee guida recenti è la doxiciclina per via orale per sette giorni; l’azitromicina in dose singola rimane un’alternativa, in particolare in gravidanza, dove la doxiciclina è controindicata. Per il gonococco il cardine è il ceftriaxone intramuscolare in dose singola; la doppia terapia sistematica con azitromicina è stata ridimensionata in varie linee guida recenti, mentre si aggiunge una copertura per la Chlamydia se questa non è stata esclusa. I dosaggi precisi dipendono dalla linea guida di riferimento e dal peso della paziente.
Il Trichomonas si tratta con metronidazolo, trattando anche il partner. Il Mycoplasma genitalium ha un profilo di resistenza complesso ai macrolidi e richiede schemi mirati. In tutti i casi sono fondamentali la notifica e il trattamento dei partner sessuali recenti, l’astensione dai rapporti fino al completamento della terapia e alla risoluzione dei sintomi, e un nuovo test a distanza nelle situazioni previste, per esempio in gravidanza o per il rischio di reinfezione.
Complicanze della cervicite
La complicanza principale è la risalita dell’infezione lungo il tratto genitale con sviluppo di malattia infiammatoria pelvica: endometrite, salpingite, ascesso tubo-ovarico e peritonite pelvica. Il capitolo sulla malattia infiammatoria pelvica riprende in dettaglio criteri diagnostici e terapia. Le conseguenze a lungo termine del danno tubarico sono l’infertilità di origine tubarica, la gravidanza ectopica e il dolore pelvico cronico. La perihepatite, nota come sindrome di Fitz-Hugh-Curtis, è una complicanza classica: dolore all’ipocondrio destro per infiammazione della capsula glissoniana, con aderenze a corde di violino tra fegato e parete addominale.
In gravidanza l’infezione cervicale si associa a un aumentato rischio di rottura prematura delle membrane e di parto pretermine, e può trasmettersi al neonato durante il passaggio nel canale del parto, causando congiuntivite neonatale e, per la Chlamydia, polmonite afebrile del lattante nelle prime settimane. Il gonococco può raramente dare un’infezione disseminata, con artrite settica, tenosinovite e lesioni cutanee pustolose. La Chlamydia, invece, è associata all’artrite reattiva.
Come cade la cervicite al concorso: errori tipici
Le domande sulla cervicite hanno uno schema ricorrente. Il primo errore è aspettarsi sempre sintomi: la Chlamydia è spesso silente, ed è proprio per questo che la complicanza tubarica può essere la prima manifestazione. Il secondo è sbagliare il test: la diagnosi si fa con il NAAT, non con il Pap test né con la sierologia. Il terzo è dimenticare il partner, che va sempre valutato e trattato. Il quarto è non riconoscere la sindrome di Fitz-Hugh-Curtis in una giovane donna con dolore all’ipocondrio destro e perdite vaginali, confondendola con una colecistite.
Altre trappole ricorrenti: prescrivere la doxiciclina in gravidanza, dove è controindicata; attribuire la cervice a fragola al gonococco anziché al Trichomonas; dimenticare che il gonococco richiede attenzione alle resistenze e che il ceftriaxone è il farmaco di riferimento. Per esercitarti su casi clinici di questo tipo, con la spiegazione di ogni distrattore, le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia ti aiutano a riconoscere i quadri tipici e a non cadere nelle alternative costruite ad arte.
In sintesi
La cervicite è l’infiammazione della cervice uterina, nella forma acuta per lo più infettiva e dovuta soprattutto a Chlamydia trachomatis e Neisseria gonorrhoeae. È spesso asintomatica; quando si manifesta, dà perdite mucopurulente, sanguinamento post-coitale e friabilità cervicale. La diagnosi si basa sul NAAT, la terapia su doxiciclina per la Chlamydia (azitromicina in gravidanza) e ceftriaxone per il gonococco, sempre con il trattamento dei partner. Le complicanze da ricordare sono la malattia infiammatoria pelvica, l’infertilità tubarica, la gravidanza ectopica, la sindrome di Fitz-Hugh-Curtis e le infezioni neonatali.
Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.
