Iscrizioni aperte al Corso Annuale SSM 2027 · Formula Prima Scelta: paghi solo se entriScopri di più

Concorso SSM

Campylobacter: enterite e Guillain-Barré per l’SSM

1 Ottobre 2026 · Mario Lomele

Campylobacter: enterite e Guillain-Barré per l’SSM

Il Campylobacter è uno dei batteri più frequentemente responsabili di enterite acuta nei Paesi industrializzati e, per i medici che preparano il Concorso SSM, è soprattutto il germe delle complicanze post-infettive: la sindrome di Guillain-Barré e l’artrite reattiva. Conoscere la sua epidemiologia, il quadro clinico, le indicazioni alla terapia e i meccanismi immunologici delle complicanze permette di rispondere a domande che collegano infettivologia, neurologia e reumatologia.

Che cos’è il Campylobacter

Il genere Campylobacter comprende bacilli gram-negativi ricurvi, a forma di virgola, di S o di ala di gabbiano quando due cellule sono appaiate, mobili grazie a flagelli polari. Sono microaerofili, cioè crescono in atmosfera con ossigeno ridotto, e la specie principale per l’uomo, Campylobacter jejuni, è termofila, con crescita ottimale intorno ai 42 gradi: per questo l’isolamento richiede terreni selettivi e condizioni di incubazione dedicate. Altre specie di interesse sono C. coli, che causa un’enterite indistinguibile, e C. fetus, che si comporta in modo diverso, dando soprattutto batteriemie e infezioni vascolari nei soggetti fragili.

Sul piano filogenetico il Campylobacter è parente stretto di Helicobacter, che un tempo era classificato nello stesso genere: entrambi sono bacilli ricurvi, microaerofili e ossidasi positivi, ma con nicchie e malattie molto diverse.

Trasmissione

Il Campylobacter è una zoonosi. Il serbatoio principale è il tratto intestinale degli uccelli, e in particolare del pollame, nel quale vive come commensale; anche bovini, suini, ovini e animali da compagnia, cuccioli di cane e gatto compresi, possono essere portatori. L’uomo si infetta soprattutto attraverso carne di pollo poco cotta o contaminazione crociata in cucina, quando taglieri e utensili usati per il pollo crudo vengono poi impiegati per alimenti pronti. Altre fonti classiche sono il latte crudo e l’acqua non trattata. La carica infettante è piuttosto bassa, nell’ordine di poche centinaia di batteri. La trasmissione interumana è rara. L’incubazione dura in genere da due a cinque giorni, un po’ più lunga di quella della salmonella.

Patogenesi

Il batterio colonizza il tenue distale e il colon, aderisce alla mucosa, la invade e produce citotossine; ne deriva un’enterocolite infiammatoria con infiltrato di neutrofili, ulcerazioni superficiali e talvolta ascessi criptici, con un quadro istologico che può ricordare quello delle malattie infiammatorie croniche intestinali. Nella maggior parte dei casi l’infezione resta localizzata. Il dato patogenetico più interessante, però, riguarda le complicanze immunomediate. Alcuni ceppi di C. jejuni possiedono nel lipo-oligosaccaride della parete strutture molto simili ai gangliosidi dei nervi periferici, come GM1 e GQ1b. La risposta anticorpale contro il batterio può quindi cross-reagire con i gangliosidi dell’assone o della mielina: è il mimetismo molecolare, il meccanismo con cui l’infezione innesca la sindrome di Guillain-Barré.

Clinica del Campylobacter

L’enterite da Campylobacter esordisce spesso con un prodromo di febbre, cefalea, mialgie e malessere che può precedere di un giorno la diarrea. Seguono dolori addominali crampiformi, talvolta intensi e localizzati al quadrante inferiore destro, e diarrea che inizialmente è acquosa e in una quota rilevante di casi diventa ematica, con muco. Il dolore può essere così marcato da simulare un’appendicite acuta, oppure da far pensare a una colite infiammatoria all’esordio. La malattia è in genere autolimitante e si risolve in circa una settimana, ma le ricadute non sono rare. Fra le complicanze locali si descrivono colecistite, pancreatite, emorragia intestinale e megacolon tossico, e in rare occasioni batteriemia, più frequente con C. fetus, nell’anziano e nell’immunodepresso.

Le complicanze tardive sono quelle che contano di più per il concorso. La sindrome di Guillain-Barré compare a distanza di alcune settimane dall’enterite, che talvolta è stata lieve o è passata inosservata. Il Campylobacter è considerato l’agente infettivo più frequentemente associato alla sindrome. Le forme post-Campylobacter sono più spesso di tipo assonale motorio, con anticorpi anti-GM1, decorso più grave e recupero più lento; la variante di Miller Fisher, con oftalmoplegia, atassia e areflessia, si associa agli anticorpi anti-GQ1b. La seconda complicanza è l’artrite reattiva, un’oligoartrite asimmetrica degli arti inferiori che si sviluppa dopo alcune settimane, più frequente nei soggetti HLA-B27 positivi, talvolta associata a entesite, uretrite e congiuntivite. Si descrivono anche eritema nodoso e, raramente, miocardite e glomerulonefrite.

Diagnosi

La diagnosi eziologica si ottiene con la coprocoltura su terreni selettivi incubati in microaerofilia a temperatura elevata, oppure con i pannelli molecolari sulle feci, oggi molto diffusi. L’esame microscopico può mostrare i tipici bacilli ricurvi e numerosi leucociti fecali. Le emocolture si eseguono nei pazienti febbrili e gravi o immunodepressi. Nel sospetto di Guillain-Barré il percorso diagnostico è neurologico: esame clinico con debolezza ascendente e areflessia, rachicentesi con dissociazione albumino-citologica, studi elettrofisiologici; la ricerca degli anticorpi antigangliosidi supporta la diagnosi delle varianti. Vale la pena ricordare che al momento della neuropatia la coprocoltura può essere già negativa.

Terapia

Come nelle altre enteriti, il cardine è la reidratazione. La maggior parte delle forme lievi non richiede antibiotici. La terapia antibiotica è indicata nelle forme gravi, con febbre elevata, diarrea ematica abbondante, sintomi che persistono oltre una settimana, recidive, gravidanza, età avanzata e immunodepressione; se iniziata precocemente riduce la durata dei sintomi. Il farmaco di prima scelta è l’azitromicina, perché la resistenza del Campylobacter ai fluorochinoloni è molto diffusa e rende la ciprofloxacina una scelta poco affidabile. Le infezioni sistemiche richiedono terapie parenterali, come carbapenemi o aminoglicosidi, in base all’antibiogramma. Le caratteristiche della classe di prima scelta sono riassunte nella pagina sui macrolidi.

La terapia antibiotica non previene la Guillain-Barré né l’artrite reattiva. La Guillain-Barré si tratta con immunoglobuline endovena o plasmaferesi, con monitoraggio della capacità vitale per il rischio di insufficienza respiratoria; i corticosteroidi non sono efficaci. L’artrite reattiva si gestisce con FANS ed eventualmente con terapie di fondo nelle forme persistenti.

Prevenzione

Le misure preventive riguardano la cucina e la filiera: cottura completa della carne di pollo, prevenzione della contaminazione crociata con taglieri e utensili separati, lavaggio delle mani dopo la manipolazione di carne cruda, consumo di latte pastorizzato e di acqua trattata, igiene dopo il contatto con animali, specie cuccioli con diarrea. Non esiste un vaccino per uso umano. I programmi di controllo negli allevamenti avicoli e nei macelli contribuiscono a ridurre la contaminazione delle carcasse.

Come cade il Campylobacter al concorso

Il Campylobacter al Concorso SSM compare raramente come domanda puramente microbiologica e molto più spesso dentro casi clinici neurologici o reumatologici. Lo scenario più classico descrive un giovane adulto con debolezza simmetrica ascendente degli arti inferiori e areflessia, con anamnesi di diarrea alcune settimane prima, e chiede l’agente più probabilmente associato o il trattamento. Un secondo scenario propone un’oligoartrite del ginocchio dopo una gastroenterite, in un soggetto HLA-B27 positivo. Un terzo mette di fronte a una diarrea ematica febbrile dopo un barbecue con pollo, chiedendo l’antibiotico di scelta: azitromicina, non ciprofloxacina.

Gli errori tipici sono pensare che l’antibiotico prevenga la Guillain-Barré, proporre i corticosteroidi per la neuropatia, scegliere il fluorochinolone ignorando le resistenze, confondere il Campylobacter con l’Helicobacter, e dimenticare che il dolore in fossa iliaca destra può simulare un’appendicite. Per allenarsi a riconoscere questi collegamenti trasversali sono utili le simulazioni commentate della Piattaforma Accademia, dove ogni distrattore viene spiegato.

Diagnosi differenziale

Una diarrea febbrile con sangue va distinta dalle altre enteriti invasive: salmonelle non tifoidee, shigella, Yersinia, Escherichia coli enteroemorragico e, dopo antibiotici, Clostridium difficile. Il dolore localizzato in fossa iliaca destra impone di escludere un’appendicite acuta, con la quale l’enterite da Campylobacter e quella da Yersinia possono essere confuse. Una colite che persiste nel tempo richiede di valutare l’esordio di una malattia infiammatoria cronica intestinale. Sul piano neurologico, la Guillain-Barré va distinta dalla miastenia, dal botulismo e dalle mielopatie acute.

In sintesi

Il Campylobacter, soprattutto C. jejuni, è un bacillo ricurvo microaerofilo trasmesso principalmente dal pollame poco cotto e dal latte crudo. Causa un’enterite febbrile spesso ematica, con dolore addominale che può simulare un’appendicite, in genere autolimitante. Si tratta con reidratazione e, nei casi selezionati, con azitromicina, data la diffusa resistenza ai chinoloni. È l’agente infettivo più legato alla sindrome di Guillain-Barré, per mimetismo molecolare con i gangliosidi, ed è una causa classica di artrite reattiva nei soggetti HLA-B27 positivi.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

← Torna a tutte le notizie

Scrivici su WhatsApp