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Asse cardiaco ECG: calcolo e deviazione a destra o sinistra

22 Agosto 2026 · Mario Lomele

Asse elettrico cardiaco: come si calcola e cosa indica

L’asse elettrico cardiaco è la direzione media in cui si propaga la depolarizzazione dei ventricoli, vista sul piano frontale. Si ricava dall’ECG in pochi secondi usando due derivazioni, e il suo valore dice se il cuore è orientato normalmente o se qualcosa lo ha spostato. È uno dei calcoli che l’esame chiede più spesso, e uno dei più facili da sbagliare per un segno.

Asse elettrico cardiaco: che cosa rappresenta

Durante la depolarizzazione ventricolare le forze elettriche si sommano in un vettore risultante. La sua proiezione sul piano frontale, quello esplorato dalle derivazioni periferiche, è l’asse del QRS, che per convenzione si misura in gradi: zero gradi corrisponde alla direzione di DI, cioè verso la spalla sinistra, e i valori crescono in senso orario, per cui più novanta punta ai piedi e meno novanta alla testa.

L’asse normale sta fra meno trenta e più novanta gradi. Fra meno trenta e meno novanta si parla di deviazione assiale sinistra, fra più novanta e più centottanta di deviazione assiale destra, e nel quadrante restante di asse indeterminato o estremo. Sono intervalli da tenere a memoria, perché i quesiti chiedono di classificare un valore dato.

Come si calcola in pratica

Il metodo rapido usa DI e aVF, che sono perpendicolari. Se il QRS è positivo in entrambe, l’asse è normale. Se è positivo in DI e negativo in aVF, l’asse è deviato a sinistra, ma per decidere se è patologico bisogna guardare DII: se in DII il QRS è positivo, l’asse sta fra zero e meno trenta ed è ancora nella norma; se è negativo, è oltre meno trenta e la deviazione è vera.

Se il QRS è negativo in DI e positivo in aVF, l’asse è deviato a destra. Se è negativo in entrambe, l’asse è nel quadrante estremo. Il metodo più preciso cerca la derivazione con il QRS isodifasico, cioè con parti positiva e negativa uguali: l’asse è perpendicolare a quella derivazione, e la derivazione perpendicolare con QRS positivo ne dà il verso.

Un trucco che evita errori: la derivazione in cui il QRS è più alto indica la direzione dell’asse. Con DI e aVF si decide il quadrante, con DII si raffina la deviazione sinistra. Oltre non serve andare per rispondere a una domanda di esame.

Deviazione assiale sinistra: le cause

La causa più frequente è l’emiblocco anteriore sinistro, che da solo sposta l’asse oltre meno quarantacinque gradi. Seguono l’ipertrofia ventricolare sinistra, l’infarto inferiore pregresso, in cui le forze dell’area necrotica vengono a mancare e l’asse si allontana da essa, e alcune cardiopatie congenite come il difetto del setto atrioventricolare.

Va ricordato che un asse moderatamente deviato a sinistra si trova anche in soggetti sani obesi, in gravidanza e negli anziani, per il diverso orientamento del cuore nel torace. È la ragione per cui il limite di meno trenta, e non lo zero, separa il normale dal patologico.

Deviazione assiale destra: le cause

Nei bambini piccoli e nei soggetti molto longilinei un asse verso destra può essere normale. Fra le cause patologiche, l’ipertrofia ventricolare destra è la prima da pensare: cuore polmonare cronico, ipertensione polmonare, stenosi polmonare. Seguono l’emiblocco posteriore sinistro, l’embolia polmonare acuta, l’infarto laterale e la destrocardia.

Nell’embolia polmonare massiva la deviazione destra compare acutamente, insieme al pattern S1Q3T3, ed è uno dei segni ECG che i quesiti associano a questa diagnosi. Nella destrocardia l’asse destro si accompagna a onde P negative in DI: è l’associazione che la distingue da un’inversione degli elettrodi.

Gli errori tipici nei quesiti

Il primo è confondere la direzione con il segno: l’asse deviato a sinistra ha valori negativi, quello a destra valori positivi oltre novanta. Il secondo è dimenticare DII e classificare come patologica una deviazione sinistra lieve che non lo è. Il terzo è attribuire l’asse al solo ventricolo sinistro: l’asse riflette la massa dominante, che in condizioni normali è quella sinistra, ma che nell’ipertrofia destra si sposta.

Quando la domanda fornisce i tracciati di DI e aVF, la risposta si trova in dieci secondi; quando fornisce un valore in gradi, basta ricordare i quattro intervalli. Il resto, le cause, si ricorda per logica: tutto ciò che aumenta la massa o ritarda la conduzione da un lato sposta l’asse verso quel lato, e tutto ciò che ne toglie, come un infarto, lo sposta dall’altra parte.

Per allenarti sull’ECG con i quesiti trovi le simulazioni SSM e le simulazioni per il semestre medicina; per le basi di fisiologia l’articolo sull’ipokaliemia. Un’ottima guida passo passo è quella di Life in the Fast Lane, in inglese.

Asse deviato a sinistra: che cosa significa

Si parla di deviazione assiale sinistra quando l’asse elettrico cade fra -30° e -90°. All’ECG si riconosce con il metodo rapido dei due derivati: D1 positivo e aVF negativo, con D2 negativo a confermare che si è oltre i -30° (se D2 è positivo l’asse è ancora nella norma).

Le cause più frequenti:

  • emiblocco anteriore sinistro: la causa isolata più comune;
  • ipertrofia ventricolare sinistra, da ipertensione o valvulopatia aortica;
  • infarto inferiore pregresso, con onde Q nelle derivazioni inferiori;
  • cause posizionali: obesità, gravidanza, ascite, che sollevano il diaframma;
  • alcune cardiopatie congenite, fra cui il difetto del setto atrioventricolare.

Asse deviato a destra

L’asse fra +90° e +180° definisce la deviazione assiale destra: D1 negativo e aVF positivo. Le cause tipiche sono il sovraccarico ventricolare destro (ipertensione polmonare, embolia polmonare, BPCO avanzata), l’emiblocco posteriore sinistro, l’infarto laterale pregresso e, come variante, la costituzione longilinea nel giovane.

Un asse deviato non è una diagnosi: è un indizio che si legge insieme al resto del tracciato e alla clinica. Per la lettura sistematica resta utile la guida su come leggere un ECG.

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