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Concorso SSM

Sindrome di Turner: cariotipo, clinica e quiz SSM

24 Settembre 2026 · Mario Lomele

Sindrome di Turner: cariotipo, clinica e quiz SSM

La sindrome di Turner è la più frequente anomalia dei cromosomi sessuali nella femmina e uno degli argomenti di genetica clinica più stabili nel programma del concorso SSM. Piace agli esaminatori perché unisce citogenetica, endocrinologia pediatrica, cardiologia e ginecologia in un quadro riconoscibile, e perché consente di verificare se il candidato sa distinguere le cause di bassa statura e di amenorrea primaria. Qui la esponiamo con il taglio da manuale, insistendo sui dati che ritornano nelle domande.

Che cos’è la sindrome di Turner

La sindrome di Turner è la condizione clinica che deriva dall’assenza totale o parziale di uno dei due cromosomi X in un individuo di fenotipo femminile. Il cariotipo classico è 45,X, ma la definizione comprende anche i mosaicismi e le anomalie strutturali dell’X, come l’isocromosoma del braccio lungo o le delezioni del braccio corto. Colpisce circa una femmina nata viva ogni 2.500, ma la frequenza al concepimento è molto più alta: la monosomia X è una delle anomalie cromosomiche più comuni negli aborti spontanei del primo trimestre, e si stima che solo una piccola frazione degli embrioni 45,X arrivi al termine della gravidanza.

Le due caratteristiche cardinali sono la bassa statura e la disgenesia gonadica con insufficienza ovarica primaria. Attorno a queste si dispone un insieme variabile di dismorfismi, malformazioni cardiache e renali e comorbilità autoimmuni che rendono la sindrome una malattia da seguire per tutta la vita.

Genetica e fisiopatologia

Circa la metà delle pazienti ha un cariotipo 45,X omogeneo; le altre presentano mosaicismi come 45,X/46,XX o 45,X/46,XY, oppure una seconda X strutturalmente anomala. Nella maggioranza dei casi il cromosoma X mancante è quello di origine paterna, il che indica un errore nella spermatogenesi o nelle prime divisioni dello zigote; a differenza delle trisomie, non esiste una correlazione con l’età materna e il rischio di ricorrenza nelle gravidanze successive non è aumentato in modo apprezzabile.

Il fenotipo si spiega con l’aploinsufficienza dei geni che, sul cromosoma X, sfuggono all’inattivazione e quindi in condizioni normali sono espressi da entrambe le copie. Il più importante è SHOX, localizzato nella regione pseudoautosomica del braccio corto, il cui deficit è responsabile della bassa statura e di alcune anomalie scheletriche come il cubito valgo e l’accorciamento del quarto metacarpo. La disgenesia gonadica deriva da un’accelerata perdita degli ovociti durante la vita fetale: le ovaie, inizialmente normali, si trasformano in cordoni fibrosi (streak gonads) privi di follicoli, con conseguente mancata produzione di estrogeni, assenza dello sviluppo puberale e livelli elevati di gonadotropine. Il linfedema congenito e il pterigio del collo derivano da un difetto di sviluppo dei vasi linfatici, che in epoca fetale si manifesta come igroma cistico.

Clinica

Alla nascita possono essere presenti linfedema del dorso delle mani e dei piedi, pterigio del collo (cute ridondante ai lati del collo), attaccatura bassa dei capelli sulla nuca, torace ampio a scudo con capezzoli distanziati e cardiopatia congenita. Nell’infanzia il segno dominante è il rallentamento della crescita, con statura finale non trattata in media di circa venti centimetri inferiore a quella attesa. Si osservano inoltre cubito valgo, quarto metacarpo corto, palato ogivale, micrognazia, ptosi ed epicanto, nevi multipli, unghie ipoplasiche e otiti medie ricorrenti che possono lasciare ipoacusia. L’intelligenza è nella norma, ma è frequente un deficit selettivo delle abilità visuospaziali e di calcolo.

All’età puberale manca lo sviluppo mammario, le mestruazioni non compaiono (amenorrea primaria) e l’infertilità è la regola, sebbene alcune pazienti con mosaicismo possano avere un menarca spontaneo e, raramente, gravidanze. Le malformazioni cardiovascolari sono presenti in circa un terzo dei casi: le più frequenti sono la valvola aortica bicuspide e la coartazione aortica, e con l’età cresce il rischio di dilatazione della radice aortica e di dissezione. Sul piano renale è tipico il rene a ferro di cavallo. Fra le comorbilità acquisite spiccano la tiroidite autoimmune con ipotiroidismo, la celiachia, l’intolleranza glucidica e il diabete, l’ipertensione arteriosa, l’osteoporosi e le epatopatie con alterazione degli enzimi.

Diagnosi

La diagnosi deve essere sospettata in ogni bambina con bassa statura non spiegata, in ogni neonata con linfedema o igroma cistico prenatale, in ogni adolescente con ritardo puberale o amenorrea primaria e in ogni donna con insufficienza ovarica precoce. La conferma è citogenetica: cariotipo su linfociti del sangue periferico con conta di un numero adeguato di metafasi per non perdere i mosaicismi, e, in caso di forte sospetto con cariotipo normale, analisi su un secondo tessuto. È importante ricercare la presenza di materiale del cromosoma Y, anche con tecniche molecolari, perché comporta un rischio di gonadoblastoma nella gonade disgenetica.

Il quadro ormonale mostra gonadotropine elevate (FSH e LH) con estradiolo basso, coerente con un ipogonadismo ipergonadotropo; l’ormone antimülleriano è basso o indosabile. In epoca prenatale il sospetto nasce dall’igroma cistico, dall’idrope, dalle anomalie cardiache o renali all’ecografia e dai risultati dello screening non invasivo, sempre da confermare con amniocentesi o villocentesi. Al momento della diagnosi è raccomandato un inquadramento completo con ecocardiogramma e, nelle adolescenti e adulte, risonanza magnetica dell’aorta, ecografia renale, valutazione audiologica, funzionalità tiroidea, screening per celiachia, profilo glucidico e lipidico.

Diagnosi differenziale

La sindrome di Noonan è il principale confondente: condivide bassa statura, pterigio, torace a scudo e cardiopatia, ma è autosomica dominante, colpisce entrambi i sessi, ha cariotipo normale, è dovuta a mutazioni della via Ras (soprattutto PTPN11) e presenta più spesso stenosi polmonare e cardiomiopatia ipertrofica anziché lesioni del cuore sinistro; la fertilità nelle femmine è conservata. La bassa statura va distinta dal deficit di ormone della crescita, dal ritardo costituzionale, dalla celiachia e dall’ipotiroidismo. L’amenorrea primaria con gonadotropine elevate richiede di considerare la disgenesia gonadica 46,XX, la disgenesia gonadica 46,XY (sindrome di Swyer) e l’insufficienza ovarica da altre cause; quella con gonadotropine basse orienta verso l’ipogonadismo ipogonadotropo. La sindrome di Klinefelter è la controparte maschile fra le anomalie dei cromosomi sessuali e viene spesso proposta come distrattore nelle domande di citogenetica.

Gestione per principi

La presa in carico è multidisciplinare e accompagna la paziente dall’infanzia all’età adulta. L’ormone della crescita ricombinante, iniziato precocemente quando la velocità di crescita rallenta, migliora la statura finale anche in assenza di un deficit dell’ormone. L’induzione puberale con estrogeni, avviata all’età fisiologica e a dosi progressive, con successiva aggiunta di progestinico, consente lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, protegge l’osso e va proseguita fino all’età della menopausa naturale. Per la fertilità le opzioni sono la donazione di ovociti e, nelle pazienti selezionate con riserva ovarica residua, la crioconservazione; ogni gravidanza richiede una valutazione cardiologica preliminare per il rischio di dissezione aortica.

La sorveglianza cardiovascolare prevede imaging dell’aorta a intervalli regolari, controllo della pressione arteriosa e trattamento dell’ipertensione arteriosa; la sorveglianza metabolica e autoimmune comprende funzionalità tiroidea, anticorpi per celiachia, glicemia ed enzimi epatici a cadenza periodica. Le gonadi disgenetiche contenenti materiale Y vanno rimosse profilatticamente. Il supporto psicologico e la valutazione neuropsicologica aiutano a gestire le difficoltà scolastiche e relazionali.

Complicanze e prognosi

La complicanza più temibile è la dissezione aortica, che può verificarsi in età relativamente giovane e in aorte di calibro solo moderatamente aumentato, con rischio accentuato dalla valvola bicuspide, dalla coartazione, dall’ipertensione e dalla gravidanza. Le altre complicanze rilevanti sono l’ipoacusia progressiva, l’osteoporosi con fratture, le malattie autoimmuni, il diabete e le complicanze metaboliche. La mortalità complessiva è aumentata rispetto alla popolazione generale, soprattutto per cause cardiovascolari, ma con una sorveglianza strutturata la qualità e la durata della vita sono buone. La specializzazione in pediatria e l’endocrinologia condividono la responsabilità della transizione all’età adulta, un momento in cui molte pazienti rischiano di perdere il follow-up.

Come cade la sindrome di Turner al concorso

Le domande sulla sindrome di Turner seguono cinque modelli ricorrenti. Il primo è il caso clinico dell’adolescente con bassa statura e amenorrea primaria, in cui va indicata la diagnosi più probabile o l’esame di conferma, che è il cariotipo. Il secondo riguarda l’assetto ormonale: la risposta attesa è FSH elevato ed estradiolo basso, ossia ipogonadismo ipergonadotropo. Il terzo chiede la malformazione cardiaca o renale associata, con valvola aortica bicuspide, coartazione aortica e rene a ferro di cavallo come risposte corrette e i distrattori presi dalla sindrome di Noonan. Il quarto è la domanda di genetica generale, ad esempio il cariotipo, l’assenza di rapporto con l’età materna o il rischio di gonadoblastoma in presenza di materiale Y. Il quinto è il confronto con la sindrome di Noonan o con la sindrome di Klinefelter, spesso sotto forma di “quale affermazione è falsa”. Lavorare su simulazioni commentate, come quelle della Piattaforma Accademia, aiuta a riconoscere all’istante questi schemi.

In sintesi

La sindrome di Turner è la monosomia completa o parziale del cromosoma X nella femmina, con cariotipo 45,X nella metà dei casi e mosaicismi o anomalie strutturali negli altri. I cardini clinici sono la bassa statura da aploinsufficienza di SHOX e la disgenesia gonadica con amenorrea primaria e gonadotropine elevate; si associano linfedema, pterigio, cardiopatie del cuore sinistro, rene a ferro di cavallo e malattie autoimmuni. La diagnosi è il cariotipo; la gestione prevede ormone della crescita, induzione puberale con estrogeni, sorveglianza dell’aorta e delle comorbilità. Per il concorso vanno ricordati il cariotipo, il profilo ormonale, le malformazioni associate e le differenze rispetto alla sindrome di Noonan.


Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara medici al Concorso Nazionale SSM con manuali, simulazioni commentate e lezioni online.

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