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Chimica

Bilanciamento delle reazioni chimiche: metodo e esempi

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Bilanciamento delle reazioni chimiche: metodo e esempi - bilanciamento reazioni chimiche

Il bilanciamento reazioni chimiche è la prima abilità che serve in chimica: senza un’equazione bilanciata non si calcola nessuna quantità, nessuna resa, nessuna concentrazione. La buona notizia è che non richiede intuizione, ma un ordine di operazioni da seguire sempre uguale.

Bilanciamento reazioni chimiche: perché serve

Alla base c’è la legge di conservazione della massa: in una reazione chimica gli atomi non si creano né si distruggono, si riorganizzano. Il numero di atomi di ciascun elemento deve quindi essere identico prima e dopo la freccia.

Bilanciare significa trovare i coefficienti stechiometrici, i numeri davanti alle formule, che rendono vera questa uguaglianza.

La regola che non si può violare

Si modificano solo i coefficienti, mai gli indici dentro le formule. Cambiare H₂O in H₂O₂ per far tornare gli ossigeni non è bilanciare: è scrivere una sostanza diversa. È l’errore più comune e il più penalizzante.

Il metodo, nell’ordine giusto

Il metodo per tentativi funziona sempre se si rispetta la sequenza:

  1. Scrivi la reazione con formule corrette e conta gli atomi di ogni elemento nei due membri.
  2. Parti dall’elemento più complesso, quello presente in un solo composto per lato e con più atomi.
  3. Lascia per ultimi gli elementi che compaiono da soli, tipicamente ossigeno e idrogeno allo stato elementare: sono i più facili da aggiustare alla fine.
  4. Bilancia i metalli, poi i non metalli, poi l’idrogeno, infine l’ossigeno.
  5. Verifica contando di nuovo tutti gli atomi.
  6. Se restano coefficienti frazionari, moltiplica tutto per il denominatore comune.

Esempio 1: una combustione

La combustione del metano, CH₄ + O₂ che dà CO₂ + H₂O.

Il carbonio è già a posto, uno per lato. L’idrogeno: quattro a sinistra, due a destra, quindi 2 davanti all’acqua. Ora gli ossigeni a destra sono due della CO₂ più due delle due acque, in totale quattro: servono 2 O₂. Risultato: CH₄ + 2 O₂ → CO₂ + 2 H₂O.

Esempio 2: quando conviene la frazione

La combustione dell’etano, C₂H₆ + O₂ che dà CO₂ + H₂O.

Due carboni, quindi 2 CO₂. Sei idrogeni, quindi 3 H₂O. Ossigeni a destra: quattro più tre, cioè sette, che richiedono 7/2 O₂. Moltiplicando tutto per due si ottiene 2 C₂H₆ + 7 O₂ → 4 CO₂ + 6 H₂O.

Esempio 3: uno ione poliatomico

Quando un gruppo come solfato o nitrato resta intatto attraverso la reazione, conviene trattarlo come un blocco unico invece di contare zolfo e ossigeni separatamente. In Ca(OH)₂ + H₃PO₄ che dà Ca₃(PO₄)₂ + H₂O si bilanciano prima il calcio e poi il gruppo fosfato: 3 Ca(OH)₂ + 2 H₃PO₄ → Ca₃(PO₄)₂ + 6 H₂O.

Esempio 4: una doppia sostituzione

AgNO₃ + BaCl₂ che dà AgCl + Ba(NO₃)₂. Il bario è uno per lato; i cloruri sono due, quindi 2 AgCl; servono allora 2 AgNO₃, che portano due nitrati, coerenti con Ba(NO₃)₂. Risultato: 2 AgNO₃ + BaCl₂ → 2 AgCl + Ba(NO₃)₂.

Esempio 5: una sintesi

La sintesi dell’ammoniaca: N₂ + 3 H₂ → 2 NH₃. Si parte dall’azoto, due atomi che richiedono 2 NH₃, i quali portano sei idrogeni e quindi 3 H₂.

Gli errori più frequenti

  • modificare gli indici invece dei coefficienti;
  • dimenticare che un coefficiente moltiplica tutta la formula, compresi gli atomi dentro le parentesi;
  • bilanciare l’ossigeno per primo, che costringe a rifare tutto;
  • fermarsi prima della verifica finale;
  • lasciare coefficienti non ridotti ai minimi termini.

Quando il metodo per tentativi non basta

Nelle reazioni di ossidoriduzione complesse conviene passare al metodo delle semireazioni, che bilancia separatamente ossidazione e riduzione e pareggia gli elettroni scambiati. È il caso, per esempio, delle reazioni con permanganato o dicromato in ambiente acido.

Domande frequenti

Si possono usare coefficienti frazionari?

Come passaggio intermedio sì, ma il risultato finale va espresso con numeri interi minimi, moltiplicando tutti i coefficienti.

Da quale elemento conviene partire?

Dal più complesso, presente in un solo composto per lato. Ossigeno e idrogeno si lasciano per ultimi.

Il coefficiente 1 si scrive?

No, si sottintende, come in matematica.

In sintesi

Bilanciare una reazione è una procedura, non un’intuizione: formule corrette, conteggio, elementi complessi per primi, ossigeno e idrogeno per ultimi, verifica finale. Chi la esegue sempre nello stesso ordine non sbaglia. Per esercitarsi sui quesiti di chimica del semestre sono utili i quiz commentati della piattaforma Accademia e le pagine su massa molare e bilanciamento redox.

Approfondimento esterno: la Treccani riporta la formulazione classica della legge di conservazione della massa.

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