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Concorso SSM

Farmaci antineoplastici: classi, meccanismi e tossicita’

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Farmaci antineoplastici: classi, meccanismi e tossicita’

I farmaci antineoplastici sono una delle parti di
farmacologia che rendono di piu’, perche’ le domande seguono quasi sempre lo
stesso schema: dato un farmaco, riconoscere il meccanismo e la tossicita’
caratteristica. Chi lega le due cose non deve memorizzare elenchi.

Farmaci antineoplastici: la logica comune a tutte le classi

La chemioterapia classica colpisce le cellule che si dividono
rapidamente. Da qui discende tutto: l’efficacia sui tumori a rapida crescita e
gli effetti avversi sui tessuti sani a rapido ricambio, cioe’ midollo osseo,
mucose e follicoli piliferi. Mielosoppressione, mucosite e alopecia non sono
tre nozioni separate: sono la stessa nozione applicata a tre tessuti.

Gli agenti alchilanti

Legano il DNA impedendone la replicazione e agiscono indipendentemente dalla
fase del ciclo. Sono efficaci ma portano due problemi da ricordare: la
tossicita’ cumulativa e il rischio di seconde neoplasie a distanza di anni.
Alcuni hanno tossicita’ d’organo caratteristiche, come la cistite emorragica
prevenibile con idratazione e uroprotettori.

Gli antimetaboliti

Somigliano a molecole naturali e si sostituiscono a esse nella sintesi degli
acidi nucleici. Agiscono nella fase di sintesi del DNA. L’esempio piu’ noto
e’ l’antifolato, la cui tossicita’ si contrasta con il precursore ridotto,
un meccanismo che va capito perche’ e’ oggetto di domanda ricorrente.

I derivati del platino

Formano legami crociati sul DNA come gli alchilanti. Le tossicita’ da
associare sono renale, neurologica periferica e uditiva per il capostipite;
piu’ mielotossico e meno nefrotossico il derivato successivo. E’ un gruppo su
cui le domande insistono proprio per queste differenze.

Gli antibiotici antitumorali e gli inibitori delle topoisomerasi

Intercalano il DNA o bloccano gli enzimi che ne governano
l’avvolgimento. La tossicita’ da ricordare e’ quella cardiaca, cumulativa e
dose-dipendente, che impone un limite di dose totale nella vita del paziente e
un controllo della funzione ventricolare.

I farmaci del fuso mitotico

Alcuni impediscono la formazione dei microtubuli, altri ne bloccano la
depolimerizzazione: in entrambi i casi la mitosi si ferma. La tossicita’
comune e’ la neuropatia periferica, che si manifesta prima ai piedi e alle
mani.

I farmaci mirati e l’immunoterapia

Qui cambia la logica: non si colpisce piu’ la divisione cellulare in
generale, ma un bersaglio molecolare presente nel tumore. Gli inibitori
delle tirosin-chinasi e gli anticorpi monoclonali hanno percio’ un profilo di
effetti avversi diverso, legato al bersaglio piu’ che al ricambio cellulare:
cutanei, cardiaci, ipertensivi, o legati all’attivazione immunitaria.

Con gli inibitori dei checkpoint immunitari compaiono le tossicita’
autoimmuni: colite, tiroidite, epatite, dermatite. Sono il rovescio esatto del
meccanismo terapeutico, e vanno ricordate come tali. Il legame con gli
autoanticorpi e con
le tiroiditi e’ diretto.

Due nozioni trasversali

La sindrome da lisi tumorale, che compare quando la
risposta e’ rapida e massiva: iperuricemia, iperkaliemia, iperfosforemia,
ipocalcemia e danno renale. E la neutropenia febbrile, che e’
un’urgenza e non un effetto avverso qualsiasi: richiede antibiotico empirico
immediato, e la scelta si fa con la mappa delle
classi di
antibiotici
.

Come studiarli

Una tabella sola, con classe, meccanismo, fase del ciclo, tossicita’
tipica e antidoto o prevenzione. La colonna della tossicita’ e’ quella su cui
si costruiscono quasi tutte le domande, e quasi sempre discende dal
meccanismo: quando non discende, e’ proprio quella l’eccezione da
ricordare.

Dove si incastra nella preparazione al concorso

Una materia studiata bene per l’esame universitario non e’ automaticamente
pronta per il concorso: cambia la forma della domanda. All’universita’ si
espone, al concorso si sceglie fra cinque opzioni in poco piu’ di un minuto,
e vince chi riconosce il quadro invece di ricostruirlo. Per questo conviene
alternare studio e quesiti fin dall’inizio, non tenere le simulazioni per la
fine.

Il modo piu’ rapido per capire a che punto si e’ resta la simulazione
commentata: sbagliare un quesito e leggere subito perche’ vale piu’ di una
rilettura del capitolo. Trovi le prove nella
piattaforma Accademia e i
volumi cartacei fra i libri per il concorso.

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