Ipomagnesiemia: cause, sintomi, ECG e correzione
8 Settembre 2026 · Mario Lomele
L’ipomagnesiemia è la riduzione del magnesio nel sangue sotto circa 1,7 mg/dl. È uno dei disturbi elettrolitici più diffusi fra i pazienti ricoverati e, insieme, uno dei più trascurati: il magnesio non compare negli esami di routine, e chi non lo chiede non lo trova.
Perché conta più di quanto sembri
Il magnesio è il secondo catione intracellulare dopo il potassio ed è cofattore di centinaia di reazioni enzimatiche, comprese tutte quelle che usano ATP. Nel muscolo e nel miocardio regola i canali del calcio e del potassio; nel rene condiziona il riassorbimento di potassio e calcio; nella paratiroide serve a secernere il paratormone.
Da qui la sua caratteristica più insidiosa: un’ipokaliemia o un’ipocalcemia che non si correggono nonostante la supplementazione sono spesso sostenute da un deficit di magnesio non riconosciuto. Finché non si corregge quello, le altre non rientrano.
Va anche ricordato che solo l’uno per cento circa del magnesio corporeo è nel plasma: la magnesiemia può essere normale con riserve intracellulari già esaurite. Un valore ai limiti bassi in un contesto clinico compatibile va trattato come deficit.
Le cause dell’ipomagnesiemia
Perdite gastrointestinali. Diarrea cronica, malassorbimento, resezioni intestinali, bypass, pancreatite acuta, abuso di lassativi. La diarrea perde molto più magnesio del vomito, perché il contenuto intestinale distale ne è ricco.
Perdite renali. Diuretici dell’ansa e tiazidici, poliuria post-ostruttiva, fase di ripresa della necrosi tubulare acuta, diabete scompensato con glicosuria, ipercalcemia.
Farmaci. Oltre ai diuretici: inibitori di pompa protonica in terapia prolungata, aminoglicosidi, amfotericina B, ciclosporina, cisplatino, anticorpi anti-EGFR come cetuximab.
Alcol. L’alcolismo cronico è una causa classica e somma più meccanismi: apporto ridotto, perdita renale diretta, diarrea, pancreatite.
Ridistribuzione. La sindrome da rialimentazione, la correzione della chetoacidosi diabetica e la sindrome dell’osso affamato dopo paratiroidectomia spostano rapidamente il magnesio dentro le cellule.
I sintomi
Il quadro è dominato dall’ipereccitabilità neuromuscolare, ed è indistinguibile da quello dell’ipocalcemia, con cui spesso convive: tremori, fascicolazioni, tetania, segno di Trousseau e segno di Chvostek positivi, iperreflessia, fino a convulsioni nei casi gravi.
Sul versante centrale compaiono apatia, irritabilità, confusione, e nei deficit profondi delirium. Il nistagmo verticale è raro ma piuttosto specifico.
La maggior parte dei pazienti con deficit lieve è asintomatica: il disturbo viene fuori da un esame chiesto per altro, o da un’aritmia inspiegata.
Il cuore e l’ECG
Le alterazioni elettrocardiografiche ricalcano quelle dell’ipokaliemia, e non a caso: le due condizioni viaggiano insieme. Si osservano allungamento di PR e QT, allargamento del QRS, appiattimento dell’onda T, comparsa di onda U.
L’aritmia che rende l’ipomagnesiemia clinicamente importante è la torsione di punta, tachicardia ventricolare polimorfa su QT lungo. Il solfato di magnesio per via endovenosa è il trattamento di prima scelta della torsione di punta anche quando la magnesiemia è normale, il che dice quanto il legame sia stretto.
Il deficit aumenta inoltre la tossicità digitalica e favorisce le aritmie sopraventricolari nel post-operatorio cardiochirurgico. Chi legge tracciati trova utile ripassare anche il blocco atrioventricolare, che entra nella diagnosi differenziale dei disturbi di conduzione.
Il trio: magnesio, potassio, calcio
Il deficit di magnesio provoca ipokaliemia perché toglie il freno ai canali ROMK del tubulo distale, che disperdono potassio nelle urine. Finché il magnesio resta basso, il potassio somministrato viene eliminato.
Provoca ipocalcemia per due vie: riduce la secrezione di paratormone e rende l’osso resistente alla sua azione. Anche qui, la calcemia non risale finché non si ripristina il magnesio.
La regola pratica è una sola: davanti a un’ipokaliemia o a un’ipocalcemia refrattaria, dosare il magnesio.
Come si corregge
Nel paziente sintomatico, con aritmia o con valori molto bassi, si usa il solfato di magnesio per via endovenosa, con velocità di infusione ridotta perché una somministrazione rapida viene in larga parte eliminata con le urine prima di entrare nelle cellule.
Nel deficit lieve e nel paziente stabile si preferisce la via orale, con sali organici come citrato, lattato o cloruro, meglio tollerati dell’ossido; l’effetto collaterale che limita la dose è la diarrea.
Due avvertenze. La prima: la ricostituzione delle riserve richiede giorni, perché il magnesio deve rientrare nelle cellule, e la magnesiemia si normalizza prima del deficit reale. La seconda: nell’insufficienza renale la dose va ridotta e la magnesiemia controllata, perché il rischio si ribalta nell’ipermagnesiemia.
Va sempre cercata e rimossa la causa: sospendere il diuretico non necessario, rivalutare l’inibitore di pompa in uso da anni, trattare la diarrea.
Domande frequenti
Quali valori definiscono l’ipomagnesiemia? Sotto circa 1,7 mg/dl, con soglie che variano leggermente fra laboratori. Sotto 1,2 mg/dl il rischio aritmico diventa concreto.
Perché il potassio non risale? Perché il magnesio basso mantiene aperta la via di fuga renale del potassio. Vanno corretti insieme.
Gli inibitori di pompa la causano davvero? Sì, in terapia prolungata riducono l’assorbimento intestinale di magnesio. È una causa da considerare in chi li assume da anni.
La magnesiemia normale esclude il deficit? No, perché il plasma contiene una frazione minima del magnesio corporeo. In un contesto compatibile si tratta comunque.
Come viene chiesto ai concorsi
I quesiti più frequenti riguardano l’ipokaliemia refrattaria, dove la risposta attesa è dosare e correggere il magnesio, e la torsione di punta, dove il solfato di magnesio è la terapia di prima linea. Una terza variante elenca farmaci e chiede quale causa deplezione di magnesio.
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Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai concorsi di area medica e sanitaria con simulazioni commentate e lezioni online.
