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Capacità polmonare totale (TLC): valori, misurazione e interpretazione

8 Settembre 2026 · Mario Lomele

Capacità polmonare totale (TLC): valori, misurazione e interpretazione

La capacità polmonare totale è il volume di aria contenuto nei polmoni al termine di una inspirazione massimale. È il parametro che chiude il quadro della funzionalità respiratoria: la spirometria semplice non la misura, e senza di essa una sindrome restrittiva non si può né confermare né escludere.

Che cosa misura la capacità polmonare totale

La TLC (dall’inglese total lung capacity) è la somma di tutti i volumi polmonari: volume corrente, volume di riserva inspiratorio, volume di riserva espiratorio e volume residuo. In termini operativi si può scrivere come capacità vitale più volume residuo.

Il punto che conta è proprio il volume residuo: l’aria che resta nei polmoni dopo una espirazione forzata completa non può essere espirata, quindi uno spirometro non la vede. Per questo la capacità vitale si misura con una spirometria semplice, mentre la capacità polmonare totale richiede una tecnica diversa.

Come si misura

Tre metodi, con presupposti diversi.

Pletismografia corporea. Il paziente respira dentro una cabina chiusa; le variazioni di pressione nella cabina permettono di calcolare il volume di gas toracico applicando la legge di Boyle. Misura tutta l’aria presente nel torace, anche quella intrappolata in zone che non comunicano con le vie aeree. È il metodo di riferimento.

Diluizione dell’elio o washout dell’azoto. Il paziente respira una miscela nota e si calcola il volume dalla diluizione del gas. Misura solo l’aria che comunica con le vie aeree: nelle bolle enfisematose e nelle aree con air trapping il gas non arriva, e il risultato viene sottostimato.

Stima radiologica. Dalla TC del torace si può ricavare il volume polmonare, ma con finalità diverse da quelle funzionali.

La differenza fra pletismografia e diluizione non è un dettaglio da laboratorio: nell’enfisema quella differenza è essa stessa un dato clinico, perché quantifica il gas intrappolato.

Valori normali e come si leggono

Il valore atteso dipende da sesso, età, altezza ed etnia: non esiste un numero valido per tutti. Il referto lo esprime come percentuale del predetto, e questo è il numero da guardare.

Per orientarsi: valori fra l’80 e il 120 per cento del predetto rientrano nella norma; sotto l’80 per cento si parla di riduzione, sopra il 120 per cento di aumento. Le linee guida più recenti preferiscono il limite inferiore di normalità calcolato statisticamente rispetto alla soglia fissa dell’80 per cento, perché quest’ultima classifica come patologici troppi soggetti anziani e troppo pochi giovani.

Un adulto di corporatura media ha una capacità polmonare totale intorno ai 6 litri, di cui circa 1,2 litri di volume residuo. Sono ordini di grandezza, non riferimenti da usare su un singolo paziente.

Quando la TLC è ridotta: il quadro restrittivo

La riduzione della capacità polmonare totale è il criterio che definisce la restrizione. Un rapporto FEV1 su CVF conservato con capacità vitale ridotta fa sospettare una restrizione, ma la conferma arriva solo dalla TLC.

Le cause si dividono in quattro gruppi.

Parenchimali. Le pneumopatie interstiziali, dove il polmone perde distensibilità: la ispessimento dell’interstizio peribroncovascolare ne è l’esempio tipico, e in questi casi alla riduzione della TLC si associa una riduzione della diffusione del monossido di carbonio.

Perdita di parenchima ventilato. Resezioni chirurgiche, atelettasia estesa, consolidazioni.

Della gabbia toracica. Cifoscoliosi grave, spondilite anchilosante, toracoplastica, obesità marcata.

Neuromuscolari. Miastenia, sclerosi laterale amiotrofica, lesioni midollari alte, paralisi diaframmatica. Qui la caratteristica è che la diffusione del monossido di carbonio resta normale, e la capacità vitale peggiora passando dalla posizione seduta a quella supina.

Questa distinzione è la parte che rende utile l’esame: la TLC dice che c’è restrizione, il confronto con la diffusione e con le pressioni respiratorie massime dice da dove viene.

Quando la TLC è aumentata: iperinflazione e air trapping

L’aumento della capacità polmonare totale è il segno dell’iperinflazione polmonare, e si osserva soprattutto nell’enfisema e nella broncopneumopatia cronica ostruttiva avanzata.

Il meccanismo è la perdita di ritorno elastico: il polmone enfisematoso si svuota male, l’aria resta dentro, e il volume di equilibrio del sistema toraco-polmonare si sposta verso l’alto. Il volume residuo aumenta più della capacità polmonare totale, quindi il rapporto fra i due sale: è questo rapporto, più del valore assoluto, a quantificare l’intrappolamento.

Nell’asma in fase acuta si può osservare un aumento reversibile, che rientra dopo il broncodilatatore. Un aumento stabile in un soggetto giovane deve far pensare al deficit di alfa-1-antitripsina.

TLC, capacità vitale e volume residuo: come si incastrano

Tenere insieme i tre numeri evita gli errori più comuni.

Se la capacità vitale è ridotta e il volume residuo è normale o basso, la capacità polmonare totale scende: è una restrizione vera.

Se la capacità vitale è ridotta ma il volume residuo è aumentato, la capacità polmonare totale può risultare normale: non è restrizione, è aria intrappolata che ruba spazio alla capacità vitale. Confondere i due quadri porta a cercare una malattia interstiziale dove c’è una ostruzione.

Se capacità vitale e volume residuo aumentano insieme, il quadro è di iperinflazione.

Errori tipici nell’interpretazione

Il primo è dichiarare una restrizione sulla sola spirometria. Senza misura dei volumi statici la diagnosi resta un sospetto, e in una quota consistente di casi il sospetto non si conferma.

Il secondo è leggere il valore assoluto invece della percentuale del predetto: una TLC di 5 litri è bassa in un uomo alto e alta in una donna di bassa statura.

Il terzo è ignorare la qualità della manovra. Una inspirazione submassimale abbassa il risultato; i criteri di accettabilità e ripetibilità valgono qui quanto in spirometria.

Il quarto è confrontare valori ottenuti con metodi diversi. La TLC pletismografica e quella da diluizione non sono intercambiabili in un paziente con ostruzione: nel follow-up va usata sempre la stessa tecnica.

Domande frequenti

La capacità polmonare totale si misura con la spirometria? No. La spirometria misura i volumi mobilizzabili; la TLC comprende il volume residuo e richiede pletismografia o diluizione di gas.

Quanto vale in un adulto sano? Intorno ai 6 litri come ordine di grandezza, ma il riferimento corretto è la percentuale del predetto per sesso, età e altezza.

Una TLC normale esclude una malattia polmonare? No. Può essere normale in una ostruzione, e nelle fasi iniziali di una interstiziopatia la prima alterazione è spesso la riduzione della diffusione, non del volume.

Perché in alcuni referti compaiono due valori diversi? Perché sono stati usati due metodi: la differenza fra pletismografia e diluizione stima il gas intrappolato.

Dove ritrovi questo argomento nei concorsi

La distinzione fra pattern ostruttivo e restrittivo è fra le più chieste ai concorsi di area medica, e la capacità polmonare totale è il parametro che la chiude. I quesiti tipici presentano un referto e chiedono di classificarlo, oppure descrivono un paziente neuromuscolare e chiedono quale parametro monitorare.

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Articolo a cura della redazione di Test Ammissione, che dal 2016 prepara ai concorsi di area medica e sanitaria con simulazioni commentate e lezioni online.

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